Superman e i suoi cloni

MIRACLEMAN

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Con la cessazione delle pubblicazioni di Capitan Marvel nel 1953 a causa della diatriba con la DC Comics, l’editore inglese Len Miller e Son che ne deteneva i diritti di pubblicazione nel regno unito rischiava di perdere una grossa fetta di lettori. Decisero così crearne una versione inglese e affidarono il compito a Mick Anglo. Nasce così nel 1954 Marvelman. La serie fu un successo.
Marvelman era in realtà il giovane Micky Moran capace di trasformarsi in un superuomo pronunciando la parola Kimota, cioè atomic al contrario, la scienza quindi sostituisce la magia di Shazam. Marvelman tra i suoi poteri annovera superforza, invulnerabilità, supervelocità, volo oltre ad una grande intelligenza.
Anche Marvelman come Capitan Marvel era affiancato da sidekick che ne portavano il nome: Young Marvelman e Kid Marvelman; le loro avventure vennero pubblicate con successo per una decina di anni.
Nel 1982, dopo quasi 20 anni di assenza, Marvelman rinasce con il nome cambiato in Miracleman, proprio come per Shazam per questioni legali con la Marvel Comics. La rinascita è affidata ad un giovane Alan Moore che metterà da parte l’ingenuità della golden age per quello che sarà uno dei primi esempi di fumetto di supereroi revisionista.
Fa sorridere pensare che il plagio del plagio (che poi plagio non era) sia diventato col tempo un opera molto importante per il genere. Un vero e proprio capolavoro.
Attualmente i diritti sul personaggio appartengono alla Marvel Comics.

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