Avengers: Age of Ultron – Un’analisi spoilerosa

Avengers Age of Ultron posterLa parola chiave di questo film potrebbe essere: visione, la pellicola infatti ci presenta perfettamente una visione di probabili eventi futuri, e una visione di devastanti eventi passati, lo so, per ora sembra tutto ripetitivo e poco chiaro, perciò non serve che fare un passo indietro a tutto.

Cominciamo dall’inizio.

Nel 2012 avviene un “miracolo nerd”, per la prima volta con “Avengers” i Marvel Studios portano una squadra di supereroi riunita tutta nello stesso film, proprio come nella sua controparte cartacea, non importa da quale periodo o caratterizazione si prenda spunto, il risultato era un sogno che si avverava in qualunque caso. Oggi, nel 2015, quell’avvento si ripete perdendo sicuramente la sua unicità ma non la sua presa, ritroviamo infatti la ormai “nostra” squadra di supereroi totalmente diversa dall’epoca, essi e noi spettatori con loro  abbiamo dovuto fare i conti con i problemi famigliari irrisolti di Thor,  in Thor the Dark World (forse l’unico character a non avere ancora una giustizia resa appieno su celluloide), abbiamo dovuto assistere alle insicurezze di Tony Stark in Iron Man 3, che sembra ormai caduto in un vortice nero irrecuperabile dopo gli avvenimenti di New York (Chitauri, altri mondi, morte sfiorata e chi più ne ha più ne metta), ed infine abbiamo assistito alla disfatta di quello che pareva essere l’unico collante fra queste persone in Captain America: the Winter Soldier; lo S.H.I.E.L.D. infatti ne esce distrutto, l’HYDRA da anni ne corrompeva il sistema e mentre Nick Fury e la serie televisiva Agents of S.H.I.E.L.D. , tentano di ricostruirne i pezzi la sicurezza globale rimane in mano a Tony Stark e alle sue nuove Iron Legion, ma citando il villain di questo film a volte ci alziamo solo per cadere.

Gli Avengers nonostante i loro tormenti privati sono maturati e già alle prime battute del film li vediamo collaborare come una vera squadra senza intoppi, si ha infatti la sensazione che narrativamente ciò che li avvicinava piano piano e l’uno con l’altro all’obbiettivo nel primo capitolo, in questo non faccia che allontanarli gradualmente. L’assalto all’ultima base HYDRA del barone Von Strucker è spettacolare, una gioia per gli occhi; questa intro ci porta davanti e inconsapevolmente le tematiche principali di tutta la storia: la vista malinconica della poetica “ninna nanna” di Vedova Nera a Hulk, una relazione che nel presente non potrebbe mai funzionare, ci inquieta con la vista dei gemelli e delle loro rispettive “potenzialità”, le new entry, Wanda e Pietro Maximoff, due orfani arrabbiati con la figura prettamente occidentale e consumistica dei Vendicatori, “lui è veloce, lei è inquietante“,e poi  ci intenerisce, anzi quasi ci infastidisce con la vista delle Iron Legion (le armature create da Stark per proteggere i civili durante le azioni dei Vendicatori), prese a pomodori e sassate dalle persone, non sentono dolore, dopotutto sono fatte di metallo, ma stanno lì per proteggere, senza una coscienza, come dei burattini usati per prendersi quei graffi che i Vendicatori non si prendono mai.

avengersL’azione alla base HYDRA ha ovviamente successo, il premio di caccia è il tanto agognato e perduto bastone di Loki (fratello di Thor e villain principale della prima pellicola), il bastone contiene un potere immenso, irriconoscibile e indecifrabile per i computer di Stark, quell’immensa potenza e la paura della propria responsabilità fanno prendere a Tony una decisione fatale, il mondo non può contare sempre sugli Avengers, è convinto di non avere la sicurezza contro quell’universo  alieno e spaventoso esterno con cui ha dovuto fare i conti a New York tempo prima, serve un arma in grado di proteggere davvero il pianeta, qualcosa che metta al sicuro le persone senza sentire carezze o pomodori in faccia, qualcosa di metallico. Il progetto Ultron quando prende vita è gia una bugia di serie B, Stark e Banner non informano i propri compagni, pensano che tutto possa andare bene, ma nella crescita e nella presa di coscienza di Ultron non c’è una guida, nessuno assiste alla sua nascita, le immagini del mondo umano che vede nella sua memoria digitale non hanno una spiegazione, quel mondo che dovrebbe proteggere fa orrore e allora senza qualcuno che ci segue nel nostro cammino, nella nostra crescita, non possiamo che ritrovarci allo sbando, inconsapevoli delle nostre origini, del nostro passato ma consapevoli che il nostro futuro può arrivare solo spazzando via il presente.

Durante lo scanzonato party alla Torre dei Vendicatori, una di quelle Iron Legion, fatta di pezzi rotti e fili pendenti si avvicina ai nostri eroi, ricordandogli che non basta essere una buona squadra per affrontare le proprie responsabilità, non basta distruggere le proprie armature, rintracciare amici persi nel tempo o innamorarsi per sentirsi parte del mondo, non basta solo pensare a se stessi. I piani di Ultron sono quelli dello sterminio di massa, della disaccettazione di Tony Stark, un padre assente fin dalla nascita, ma sopratutto c’è umanità in lui, il suo obbiettivo è diventare umano, evolversi, durante il film cambia spesso corpo e la sua espressività raggiunge apici sempre più alti, una delle cose forse più riuscite (e incomprese) in realtà nel contesto del film è proprio questo villain che riesce a essere funzionale alla trama e al contempo un adorabile pazzo, se cercate l’Ultron cinico e freddo dei fumetti rimarrete assolutamente delusi, ma se volete il villain perfetto per questo tipo di trama rimarrete soddisfatti; papà Stark ha messo tutto di sè nel suo cucciolo grigio di due metri, il robot è la sua perfetta controparte oscura e tormentata, come se quella spirale di incubi immersi in mondi alieni e protezione eccessiva avesse preso vita, paradossalmente Ultron è anche solo e unico come Tony e ne risente addirittura, come non sentirsi legati ai suoi fili?

Avengers AoU UltronQuando tutto precipita, come già detto, i nostri eroi tendono a separarsi, Steve Rogers e Tony Stark pur volendo le stesse cose riescono a capirsi sempre meno, dando così l’imput ai prossimi passi che i Marvel Studios sembrano voler intraprendere con Civil War (e diciamo come per Ultron che chi si aspetta la Civil War di pari passo con i fumetti rimarrà deluso, e così non dite che non eravate stati avvertiti pur sottolineando l’ovvio!), Hulk nell’azione in Wakanda, in quella spettacolare battaglia contro l’Hulkbuster di Stark e sotto i poteri mentali di Wanda/Scarlet Witch si rende sconcertatamente conto dei danni provocati che si aggiungono a ferite ormai insopportabili per la sua anima propensa a fare tutt’altro che l’eroe, il dio normanno Thor deve fare i conti con una realtà troppo distante dalla sua sulla Terra e sempre grazie alla streghetta vede proiettarsi  in faccia la morte del suo mondo (non a caso il prossimo film dedicatogli s’intitola Ragnarok chi vuole capire capisca), la Vedova Nera rivive l’incubo del suo passato, la Stanza Rossa, la sterilità, l’addestramento da assassina, isolandosi così in una speranza futura di famiglia e fuga da questo mondo di dei; e poi c’è Clint Barton, ciò che hawkeyenel primo film sembrava essere un handicap per la squadra, un semplice uomo con arco e freccie ne diventa questa volta il perno, ciò che salva dagli incubi dei propri poteri illimitati e talvolta limitati gli Avengers è proprio l’umanità e il calore di un uomo, di un marito e di un padre, Clint infatti ci rende partecipi di un pezzo di sé che nessuno poteva immaginare o conoscere, tenuto segreto per non contaminarlo con quella fitta trama di cause-conseguenze che è la vita del supereroe. Nell’unico momento di respiro vero del film i Vendicatori non sono riuniti in una torre iper tecnologica o in un immenso mezzo volante, sono uniti in una cucina abbastanza piccola, disordinata, accogliente, con tre bambini rumorosi e felici di conoscere dal vivo “gli amici di papà”. Solo in questo ambiente famigliare gli Avengers apprendono quello che è il vero obbiettivo di Ultron, salvare il mondo, estinguerlo ma con le sembianze di un angelo di vibranio e tessuto umano, egli vuole essere una visione evolutiva di speranza per tutti.

avengers-age-of-ultron-quicksilver-scarlet-witch-video-ftrMentre ci avviciniamo all’atto finale i gemelli Maximoff cominciano a recuperare terreno nelle scene d’azione e di pathos nel film, unico difetto veramente trovato nella pellicola è il poco spazio dato alle scelte dei ragazzi che sbandano letteralmente dagli scantinati della fortezza Hydra alle braccia di Ultron come se nulla fosse, e nonostante la motivazione d’odio nei confronti di Stark sentiamo quella forzatura nel loro inserimento degli eventi che tuttavia, soggettivamente in questo caso, non trovo come un impedimento per godersi tutto quello che ne esce, a differenza di altre opinioni lette in giro che vogliono più forzato il cambio di sponda secondario dei gemelli a favore dei Vendicatori, quella parte ci è sembrata più plausibile, infondo sono stati quasi cresciuti in mano a dei pazzi, fra esperimenti e quant’altro, potevano benissimo credere alle intenzioni, o meglio bugie, di Ultron su una possibile evoluzione umana più che alla sua distruzione. Wanda avvicinandosi alla “culla” che contiene il possibile ultimo corpo di Ultron, quella sua visione, riesce a leggerne i pensieri, in modo quasi materno e sognante ma essi sono contaminati dalla cattiveria del pazzo robot, il voltaffacia è rapido, ma è rapida anche la presa di coscienza di essere soli e di ritrovarsi nel presente senza più nulla dietro o davanti, il loro mondo sembra tappezzato di scelte sbagliate, si ritrovano a combattere con quello che considerano in quel momento il male minore, i Vendicatori, che infatti con un’altra azione spettacolare  riescono a guadagnare tempo strappando a Ultron la sua ultima e inanimata creazione.

Ci sembra di essere tornati all’inizio, di aver resettato il film, o citando Banner siamo come in un loop, non esisterebbero i cattivi se non ci fossero i supereroi, non esisterebbe Ultron se non ci fosse Tony Stark, non esisterebbe la paura di Tony se qualcuno lontano nella galassia non stesse cercando sei gemme ancestrali e dalla potenza devastante per portare la morte, il vuoto. Tutto è collegato e tutto si ripete. Stark con quel corpo artificiale mezzo vuoto e inconsciente strappato a Ultron vuole inserirvi la sua perfetta intelligenza artificiale JARVIS per risolvere la situazione, è convinto che Ultron abbia timore di Jarvis; Banner non sa cosa dire, forse sarebbe il momento di quel “no” non pronunciato poco tempo prima, ma non si fa in tempo a decidere che l’ostilità fra Rogers e Stark la fa di nuovo da padrona, Rogers è convinto invece di quel “no” a Tony, grazie anche alle storie e alla rabbia provata dai gemelli nei confronti dello scienziato. La scena si presenta caotica nella torre dei Vendicatori, tutti contro tutti per un breve momento, fino all’arrivo del dio del tuono che andando in cerca di risposte precedentemente e trovandole, da vita egli stesso a quella creatura ibrida di metallo e tessuto umano che si trova nella culla.

the-visionLa nascita della Visione è uno dei momenti più toccanti, sinceri e avvolgenti del film. Questo essere puro nasce sia con un po’ di schemi cerebrali di Ultron, sia con quelli di JARVIS, viene al mondo guardando negli occhi degli Avengers allo sbando e ostili, la poesia delle sue parole vale tutto il film e convince con tenerezza e un pelo d’impacciataggine, di essere dalla parte non dei Vendicatori ma della vita, Visione non odia Ultron, odia le sue idee di distruzione. L’avvento di questi nuovi membri in squadra, sia l’Androide che i due gemelli a loro malgrado, riporta fiducia sia nello spettatore che ai protagonisti, adesso consapevoli di essere arrivati ad un capolinea contro Ultron e il suo folle piano.

L’ultima battaglia è emozionante, piena di particolari, lunga abbastanza da renderla credibile e, non trovo utilizzare esplosioni e sollevare una città intera un piano così poco originale per un cattivo (ce ne sono di molto più scontati fra le pagine dei fumetti), le scene finali ripresentano quelle tematiche iniziali dell’intro ma decisamente capovolte, rivediamo Hulk e la Vedova senza quella ninna nanna, senza più il sogno di un futuro insieme per il bene di questo presente, i gemelli non ci inquietano più, conosciamo i loro poteri ma li vediamo rendersi responsabili, crescere e abbandonare quella rabbia facendo della loro simbiosi non un rifugio ma una forza contro le avversità, Pietro Maximoff da un grande contributo alla battaglia, corre, salva vite e accetta di lasciare la sorella Wanda a cavarsela da sola anche nella difficoltà, i robot non sono più le Iron Legion che prendono sassate, sono piccole copie di Ultron e a questo giro sono loro a graffiare gli umani.

Il finale è intriso di ansia, dispiacere e gioia assieme, ognuno ha preso le sue decisioni per salvare non il futuro ma questo giorno, le persone del luogo, il mondo, e loro stessi con i loro difetti e pregi. Uno dei messaggi principali del film è proprio l’incapacità umana di fermarsi, di trovarsi imbrigliati nei fili della stessa storia, non solo non imparare dai propri errori, ma volere sempre di più senza pensare di frantumare gli altri che siano fatti di carne o di metallo. Lo si fa per il proprio futuro, per il proprio passato ma non si ascoltano mai le grida del nostro presente.

Il giorno è salvo, quasi tutti i robot sono stati sconfitti, una grande perdita ha colpito questa squadra di strane persone, davanti al sole del tramonto i due esseri artificiali si parlano, l’ultimo Ultron e quello che doveva essere il suo corpo, Visione, quasi commoventi le frasi di Visione a tal riguardo, chiunque abbia anche cultura fumettistica non può non pensare alla malinconia del rapporto cartaceo fra Visione e quello che lì è suo padre, Ultron. La fine del film vede degli apparenti addii o pause da parte di alcuni membri della squadra e la nascita di una nuova formazione di Avengers che ci lascia incuriositi e in ansia di vederli all’opera.

Age of Ultron non è un film esente da difetti, c’è il citato affrettamento nell’introduzione alla storia dei gemelli, e nel primo tempo fa un po’ di fatica a prendere quota a differenza del primo capitolo che poteva contare anche su un villain già approfondito in un film precedente, tuttavia dalla presentazione del Wakanda in poi torna a essere stabile e valido. Trovo personalmente ingiuste le solite critiche alle “battute di spirito” mosse sempre verso i film Marvel, in alcuni film degli Studios le critiche ci possono stare, nessuno dice che tutti siano dei capolavori ma in questo film questa accusa è totalmente insensata e ingiusta, le battute sono meno e sono molto più dosate del primo film ad esempio, si ride anche di gusto lasciatemelo dire, se siete contro le battute in questa pellicola ditelo chiaro e tondo che semplicemente non è che ne volete meno, non le volete e basta! E se così fosse sarebbe totalmente contro lo spirito di squadra dei Vendicatori cartacei dove io ho sempre letto battutine qua e là durante le azioni di squadra quindi non ci vedo nulla di drammatico. Nella pellicola di citazioni e omaggi ne troviamo tanti veramente, da Ullysses Klaw che perde un braccio in Wakanda per colpa di Ultron, trafficamente d’armi che probabilmente ritroveremo nel film dedicato a Black Panther, e no, la perdita del braccio dovevo citarla perchè sarà fondamentale credetemi, fino ad un più dolce e rosa omaggio a quella che è una delle coppie, se non LA coppia per eccellenza nella storia dei Vendicatori, Wanda/Scarlet e Visione, hanno poche scene che però riempiono veramente il cuore di chi ha conosciuto questa folle e altrettanto drammatica storia d’amore nei fumetti, parlando soggettivamente spero possano avere un futuro insieme in questo universo cinematografico, non pretendo che abbiano per forza due bimbi ma per carità mi può andar bene anche qualche sguardo eloquente in più di quelli già dati.

Andare a vedere questo film aspettandosi il villain dei fumetti, lo story arc Age of Ultron cartaceo, un omaggio ai Wanda e Pietro mutanti è come andare a vedere qualcosa su cui già sapete di fare gli haters al cento per cento con chiuque ve ne parli e lasciatemelo dire è anche un po’ stupido, in ogni film, anche quelli tanto quotati da radical-chic nerd, o guru della rete, ci sono personaggi che non rispecchiano nemmeno un po’ le loro controparti cartacee ma che funzionando nel contesto si riconosco come tali lo stesso, e qui vale lo stesso discorso. Ultron funziona in questo contesto, Wanda e Pietro non sono mutanti ma non è importante in questo universo che lo siano per forza, la loro caratterizzazione è perfetta per questo loro stato ancora acerbo, ad esempio nei fumetti essi hanno avuto un bel po’ di storia da villains e da Vendicatori prima di scoprire l’identità del loro padre, Magneto, e vivere quindi un rapporto veramente tormentato con lui, tuttavia per quanto sia stato incisivo il signore del magnetismo  in alcuni aspetti della loro vita passata e presente, ciò che più contava per loro nella caratterizzazione è prorio la presenza di uno e dell’altro, la loro codipendenza, inoltre per quanto i poteri di Wanda siano sempre stati bollati come poteri mutanti, nei fumetti hanno spiegazioni a dir poco arzigoggolate per chiunque, figurarsi portarli al cinema per intero, probabilmente se già una buona parte di spettatori s’impunta su ovvietà come la caratterizzazione di Ultron, ci sarebbero volute altre tre ore per far accettare un personaggio che è in grado di controllare il caos e alterare la realtà. Lo scenario invece che si prospetta per Wanda, dopo la tragedia avvenuta nel finale del film, mi pare molto interessante e forse a differenza dei fumetti dove pare sempre aggrovigliata nelle sue colpe, qui potremmo vederla più libera e più pulita da eventi ingombranti nella sua vita, esplorando parti (mi auguro) che nei fumetti da un po’ di tempo non vengono approfondite (a proposito del discorso mutante,so benissimo che ora non è più canone che siano mutanti ma la cosa non la considero nemmeno, perdonatemi).

Potrei spendere ancora tante parole ma penso di avervi già annoiato abbastanza, andate a vedere questo film se siete dei fan Marvel ma anche se siete fan Image, DC, non importa, perchè è un film che merita, e anzi direi che una doppia visione come ho fatto io ve lo farà capire e forse apprezzare anche di più! Ottimo film di passaggio e ottima gestione di un così grande numero di personaggi, chi dice il contrario scusatemi per il termine ma rosica solo, si possono trovare difetti nel montaggio o in quello che si vuole ma la capacità di gestione di cotanta carne al fuoco non è da tutti diamine.

Buona Visione!

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