Aquaman vol.2: gli Altri – La minirecensione

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Titolo: Aquaman vol.2: gli altri
Autori: Geoff Johns, Ivan Reis, Joe Prado
Edizione originale: Aquaman #7-13, 2012, DC Comics
Edizione italiana: Flash #7-13, RW Lion, 2012/13; New 52 Limited #8 – Aquaman vol.2: gli altri, RW Lion, 2015

Lo abbiamo aspettato tanto e finalmente, dopo oltre un anno e mesi di ritardo sul calendario uscite (mai che capiti a un Batman qualsiasi eh!), è arrivato! Lo abbiamo letto e… non è stato esattamente come ce lo aspettavamo.
Sia chiaro è stata una lettura gradevole e scorrevole (fin troppo scorrevole, praticamente finisce subito).
Geoff Johns dopo averci ricordato nel primo volume che Aquaman non è quello zimbello che ci viene mostrato in The Big Bang Theory, questa volta ci ricorda che Aquaman è anche un duro, di quelli che non devono chiedere mai (senza doverlo trasformare per forza in uno pseudo vichingo anni ’90 style), e che in passato non era nemmeno così eroico, un pelo egoista forse, poco altruista e soprattutto fallibile. E lo fa mostrandoci un tempo in cui Arthur Curry, ben prima di essere noto come Aquaman e prima della nascita della Justice League, faceva parte di un non gruppo chiamato Gli Altri.
Ma chi sono questi Altri? Personaggi mai apparsi prima, e di cui ci viene spiegato poco e niente, dotati di poteri diversi ma tutti in possesso di relique Atlantidee, come il tridente di Aquaman, a loro volta dotati di poteri. Parente alla lontana di quanto già fatto da Johns su Lanterna Verde, con l’introduzione di altri corpi colorati, dove già l’autore pur avendo scritto un ottima serie aveva iniziato a girare sulle stesse idee (e a fare i precisini pure il percorso fatto da Black Adam su 52 ricorda molto il percorso fatto da Sinestro ma stiamo divagando).
Fa inoltre il suo debutto nel Nuovo Universo DC l’arcinemico di Aquaman, Manta Nera, e l’autore ci fornisce una nuova versione, non del tutto convincente, per le origini del villain e dell’odio tra i due nato proprio da quella fallibilità di cui parlavamo poco sopra. C’è anche da considerare che si tratta pur sempre di un origine migliore di quelle narrate nelle versioni precedenti che offrivano qualche spunto interessante ma altri bizzarri.

Insomma ci troviamo di fronte ad un buon prodotto, una lettura consigliata che soffre un po’ di ripetitività su certi temi da parte dell’autore che paradossalmente sembra dare lo stesso il meglio proprio riciclando se stesso, basti pensare al livello mediocre della sua Justice League. Graficamente parlando invece nulla da ridire, Ivan Reis sempre bravissimo.

Nota finale dedicata all’edizione New 52 Limited. I volumi cartonati con copertina opaca sono sempre molto eleganti e fanno la loro bella figura in libreria, peccato per l’errore grafico sulla costina laterale che è un vero e proprio pugno in un occhio…

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