Jurassic World – Recensione

jurassic worldJurassic World possiamo benissimo considerarlo come la versione geneticamente modificata di Jurassic Park: più grande, più dinosauri, più persone, più denti. Insomma più di tutto. Il che non necessariamente significa essere meglio ma nemmeno peggio. Jurassic World è. Un sequel. Un remake. Un reboot. Tutti questi insieme. Fate voi.

Ormai assuefatti da ogni tipo di effetto speciale pretendere da parte dei produttori e da noi stessi di riprovare le stesse emozioni provate con Jurassic Park è quasi utopia. E proprio intorno a questo concetto gira il film: il parco fortemente voluto da John Hammond è divenuto realtà, i dinosauri sono la norma e il pubblico non si stupisce più come un tempo, esattamente quel che accade con certi film e in tal senso Jurassic World è un film onesto. Non nasconde infatti di rifarsi sul capostipite della saga citandolo e omaggiandolo in più di un occasione.

Una volta bastavano dei veri dinosauri citando un personaggio del film. L’Indomitus Rex è il film stesso. Questo dinosauro creato di sana pianta in laboratorio arriva spaccando muri e qualche capoccia, ci aggredisce e ci emoziona pur non essendo il T-Rex e alla fine tutti vogliamo che il “re”-Rex gli faccia il culo; in modo da uscire di sala contenti che il nostro Re sia ancora sul suo trono, anche se bisogna ammetterlo, è stato un ottimo duello! (uno dei team up più improbabili del cinema, degno dei film di Kaiju giapponesi). E non si può odiare l’Indomitus, perchè è riuscito comunque ad avere le palle e ad essere interessante. Il film come concetto uguale al nuovo dinosauro fila come l’olio,…così abbiamo la sicurezza di avere ancora il nostro cult Giurassico da accarezzare ma anche qualcosa di nuovo da associargli, perchè i produttori, il regista, l’intero cast del film ce lo sta dicendo: noi non vogliamo essere meglio di Jurassic Park, non possiamo esserlo, perciò ci inchiniamo di fronte a un classico, e si, anche per un po’ di merchandising lo riproponiamo però con lo scopo, o almeno provando, ad emozionarti, sì perché scomodare un cult non significa per forza scavalcarlo o distruggerlo, può invece dimostrare che c’è ancora qualcosa da provare oltre alla nostalgia e non importa che l’onestà della pellicola sia talmente tanta da sembrare una paraculata, ce ne fossero di film più “seri” di questo altrettanto onesti a nostro avviso!

Le star del film devono e sono, senza dubbio, i dinosauri e ce n’è molti, un ritorno in grande stile con qualche aggiunta che non guasta mai.

Parlando invece delle star in carne ed ossa mai e poi mai abbiamo trovato un cast antipatico quanto quello di Jurassic World. I due fratelli, il più piccolo dei quali lo ricorderete come il ragazzino che aiuta Tony Stark in Iron Man 3 (tra l’altro rimasto identico… ma non cresce mai?), che tanto ci fece simpatia in quel film quanto lo avremmo voluto vedere divorato da un dinosauro qualsiasi, e il fratello più grande, la personificazione di quell’incapacità di stupirsi e sognare di un certo tipo di pubblico del giorno d’oggi, forse fin troppo esasperata negli sguardi da pesce lesso lanciati a tutte le ragazze. Quasi ci dispiace che si siano salvati (ops! spoiler!) e che la loro accompagnatrice del parco venga praticamente divorata per colpa di questi due. Il cattivo di turno, Vincent D’Onofrio, la cui fine è citofonata sin dall’inizio. Il proprietario del parco, un Tony Stark indiano dalle idee poco chiare, quasi ci dispiace che alla fine non prenderà mai la sua licenza di volo. E poi c’è lei, la responsabile delle operazioni del parco, interpretata da Bryce Dallas Howard. Vi state chiedendo chi è? Ebbene era la Gwen Stacy di Spider-Man 3. Se l’avete odiata in quel film sappiate che la odierete anche in Jurassic World, anche se la maturazione (ovvia) che ha nel film ce l’ha fatta un pò rivalutare verso la fine, ma il merito di questo può solo andare al ruolo di Chris Pratt (lo Star-Lord di Guardiani della Galassia) unico e solo personaggio apprezzabile dell’intero film, e forse l’unica vera innovazione all’interno della saga, un personaggio che con questi dinosauri ci ha avuto realmente a che fare e che li comprende sul serio diversamente da un Alan Grant che in fondo, fino a prima dell’incidente, li aveva conosciuti sotto forma di fossili.

Gli effetti speciali. Innegabile che in diverse scene la CG non fosse riuscitissima e che il realismo toccato dai robot animatronics è inarrivabile ma il discorso che la CG stia rovinando il cinema (ma sarà vero?) è ormai trito e ritrito e bisogna arrendersi all’idea che il digitale costi meno che costruire un set dal vivo o dinosauri animatronics; al giorno d’oggi è più che normale che i produttori preferiscano investire in cose sicure piuttosto che ritrovarsi con un flop tra le mani, magari nemmeno dovuto alla qualità del film ma a costi irraggiungibili. Un esempio il sottovalutato Lone Ranger.

Jurassic World ha diversi difetti, non lo neghiamo, ma può far sognare così come lo fece il suo antenato 22 anni fa; dopotutto se possiamo far finta di niente di fronte ad un ragazzino, per di più ferito ad una gamba che sfugge a dei Raptor e riesce a respingerli dalla porta, possiamo benissimo chiudere un occhio di fronte ad una menager che con i tacchi riesce a sfuggire da un T-Rex.

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2 thoughts on “Jurassic World – Recensione

  1. Concordo: direi che non avrebbero potuto sceneggiare uno script diverso dal risultato distribuito nelle sale. Qualsiasi altra versione non avrebbe retto il confronto con il primo capitolo della saga. Personalmente ho dunque apprezzato l’onestà e la modestia fatta assumere a Jurassic World.

    Un paio di info aggiuntive:
    – nonostante la CG regni incontrastata, vi sono comunque un paio di scene ove si è preferito – ma oserei direi “si è stati obbligati a preferire” – animatronics. Per quanto costosi, il risultato è completamente differente. E chi ha i soldi per permetterseli, dovrebbe preferirli a una piú snaturata CG.
    – tra il cast, sebbene compaia solamente in un paio di brevissimi scene, vorrei ricordare una milfona che oltre a essere bella è anche decisamente brava: Judy Greer, il quale lungo curriculum comprende, giusto per nominare un paio di titoli, “Il pianeta delle scimmie” del 2014, “Lo sguardo di Satana – Carrie” e il recentissimo “Tomorrowland” – e a proposito di film recenti, sarà anche nel cast di Ant-Man.

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