The Flash: la prima stagione – Recensione

The-Flash-TV-Premiere-ReviewFin dalla sua prima apparizione nella seconda stagione di Arrow, Barry Allen ha saputo infonderci quel sense of wonder da un po’ di tempo assente nei live action DC Comics, impegnati a prendersi fin troppo sul serio.

SPOILER ALERT!

Il debutto di The Flash, nonostante qualche incertezza, è stato più che positivo. Non si parla di capolavoro, la serie come tante altre e non necessariamente del genere soffre della propria lunghezza. 23 episodi sono tanti e non permettono agli sceneggiatori di mantenere quella qualità costante che possiamo trovare nei serial tv via cavo americane, infatti devono ripiegare su diversi episodi filler che in qualche caso possono essere molto belli (Tricksters) e in altri a tratti noiosi (qualsiasi altro filler) ma nel complesso la serie funziona e anche i filler noiosi (da un punto di vista della trama orizzontale), funzionano perché adatti al genere supereroico. Va dato atto agli autori di aver gestito bene i vari villains alternando i metaumani nati dall’incidente del pilot con altri villains come Capitan Cold (azzeccata l’idea di utilizzare la versione classica del personaggio e non quella New 52 dotata di poteri), Heatwave, il Pifferaio e il già citato Trickster, evitando così di ripetere l’errore delle prime stagioni di Smallville dove l’eroe in ogni puntata si scontrava con il cattivo di turno mutato dai meteoriti, il cosiddetto mostro della settimana.

Il protagonista, per quanto forse più simile ad un Peter Parker che a Barry Allen, mantiene lo spirito del personaggio, circondato da un buon cast di supporto, in particolare Cisco che in fondo rappresenta un po’ il nerd che c’è in noi. Ma più di tutti, più del protagonista stesso, il vero fulcro di questa prima stagione di The Flash è l’uomo nella tuta gialla, l’Anti-Flash! Greg Berlanti e soci sono riusciti a riscrivere un personaggio già interessante di suo e a farcelo letteralmente amare! Sotto le mentite spoglie del Dottor Harrison Wells l’arcinemico di Flash diventa un mentore ma anche una sorta di padre, non solo per il suo coinvolgimento nella nascita del Velocista Scarlatto, ma perché in quanto scienziato di successo rappresenta tutto quello che Barry potrebbe essere se non fosse per la sua ossessione del voler scoprire l’identità dell’assassino di sua madre. L’eroe si trova così a dover affrontare una situazione conflittuale diviso tra l’odio per l’assassino di sua madre e l’amore per il suo mentore. Harrison Wells, prima ancora di Eobard Thawne (il vero nome dell’Anti-Flash), è una figura enigmatica sin dall’inizio e che a modo suo vuole veramente bene ai suoi collaboratori, compreso Barry. Impossibile non citare l’episodio della morte di Cisco, immediatamente retconnizzata nell’episodio successivo, in cui proprio prima di essere ucciso viene definito dal villain, in uno dei momenti più belli di tutta la serie, come un figlio.

reverseflashpromoart-118522Harrison Wells/Eobard Thawne in una sola stagione è divenuto quella marcia in più per lo show, quell’elemento essenziale nella figura dell’eroe, cosa che Merlyn e Deathstroke non sono riusciti a diventare per Arrow.

The Flash tra superpoteri, viaggi nel tempo e triangoli amorosi è stato una vera e propria vittoria e ha gettato le basi, ancor più di Arrow, per la nascita di un universo televisivo condiviso il cui successo ha permesso il lancio di un nuovo spin off intitolato Legends of Tomorrow, una serie corale in cui torneranno vari personaggi apparsi finora a cui si affiancheranno volti nuovi.

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3 thoughts on “The Flash: la prima stagione – Recensione

  1. ciao arca, devo dire che mi trovo d’accordo sulla tua analisi..personalmente a me è piaciuto tanto quindi sicuramente il mio voto è più alto del tuo..ma concordo su molti dei punti che hai qui descritto..sopratutto quando parli della lunghezza della serie e che essendo composta da 23 puntate hanno dovuto riempire la stagione con qualche puntata un po’ buttata lì..preferisco meno episodi ma tutti ad alto livello, vedi Daredevil per intenderci..

    • Anche a me è piaciuto tanto e se dovessi dargli un voto sarebbe 8, massimo 8 e mezzo, non di più per tutti quegli episodi riempitivi che hanno spezzato decisamente il ritmo. Daredevil non l’ho visto ma tra le mie serie preferite ci sono proprio quei serial le cui stagioni non superano i 13 episodi. E la differenza si sente.

      • Ok allora concordiamo anche sul voto.
        Sicuramente allora amerai la serie su Devil tiene l’asticella altissima per tutti gli episodi non c’è un minuto dove cala e in generale è una serie qualitativamente eccezionale; sia per fedeltà alla storia di Murdock sia per come è girata, fotografia stupenda, attori bravissimi (il migliore D’Onofrio in assoluto) e atmosfere noir perfette per “l’uomo senza paura”.

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