Non mi piace lo stile manga! Breve guida sui mangaka dal tratto occidentale

“Non mi piace lo stile manga!”

Quante volte ho sentito e letto questa frase, spesso pronunciata da lettori di fumetti che ahimé si fossilizzano su un certo tipo di fumetto e così facendo perdendosi una quantità spropositata di gran belle storie per colpa di quegli occhioni grandi o di quelle acconciature bizzarre. Ma sono davvero così i manga? In realtà no, molti mangaka (i disegnatori di manga) hanno uno stile più realistico, chi più chi meno, vicino a quello occidentale e in qualche caso anche il loro modo di raccontare lo è. Purtroppo spesso e volentieri sono gli stessi appassionati di manga, quelli che ne fanno quasi una religione, a dimenticarsene e a parlare di stile manga tanto da imitarlo con il solo risultato di appiattire il genere.

Bando alle ciance e vediamo un po’ di mangaka il cui stile potrebbe piacere anche a chi non legge abitualmente o mai manga.

Iniziamo con la coppia composta da Buronson (scrittore) e Tetsuo Hara (disegnatore), ovvero i creatori di un vero classico: Ken il guerriero (Hokuto No Ken). I due hanno una forte influenza occidentale, basti pensare che Buronson altri non è che uno pseudonimo, scrittura giapponese di Bronson dal famoso attore Charles Bronson di cui Sho Fumimura (vero nome dello sceneggiatore) è grande fan. Insieme a Tetsuo Hara hanno portato le arti marziali in uno scenario post apocalittico chiaramente ispirato al film cult Mad Max in cui vige la legge del più forte. Lo stile di Tetsuo Hara, nel corso di questa serie si è evoluto tantissimo fino a raggiungere vette artistiche altissime e anche il suo character design è fortemente influenzato dal cinema occidentale riprendendo i volti di attori action come Stallone, Schwarzenegger, Lundgren, lo stesso Kenshiro, protagonista del manga, inizialmente è vestito come Mel Gibson in Mad Max. Hara nel corso degli anni ha realizzato altre opere come il fantascientifico Cyber Blue e le serie di carattere storico Keiji il magnifico e Ryusei il temerario per tornare nei primi anni del 2000 a lavorare con Buronson, presente solo in veste di supervisore, al prequel di Ken, Souten No Ken intitolato in Italia Ken il guerriero: le origini del mito la cui ristampa è in corso di pubblicazione da parte di Planet Manga, che si discosta dalle atmosfere post apocalittiche della serie originale per trasportarci nella Shangai degli anni 30, tra la guerra e le bande di gangster. Attualmente è al lavoro su La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga, ancora una volta una serie di carattere storico di cui potete trovare il primo volume in vendita edito da Goen.

Ken il guerriero: le origini del mito - Tetsuo Hara

Ken il guerriero: le origini del mito – Tetsuo Hara

Invece Buronson dopo Ken il guerriero ha legato il suo nome a due artisti dallo stile unico: Kentaro Miura e Ryoichi Ikegami.

Con Ikegami ha realizzato due serie mature incentrate sul tema della yakuza, Sanctuary e Heat (entrambe le opere sono state pubblicate da Star Comics). L’artista dal tratto estremamente realistico è inoltre noto per aver disegnato Crying Freeman, manga scritto da Kazue Koike, il cui protagonista è un uomo giapponese al servizio della mafia cinese sul cui corpo è tatuato un vasto tatuaggio, un personaggio complesso che piange dopo ogni omicidio. Da questo manga è stato tratto anche un film interpretato da Mark Dacascos.

Heat - Ryoichi Ikegami

Heat – Ryoichi Ikegami

Kentaro Miura dopo aver disegnato le storie brevi Japan e Il Re Lupo per Buronson si può tranquillamente dire che abbia dedicato la propria vita ad una delle più famose serie del sol levante: Berserk. Berserk è un fantasy che riprende tutti gli elementi classici del genere: grandi battaglie, sangue, mostri ed erotismo. A tratti horror e splatter Berserk è una storia per stomaci forti ma intrisa di grande sentimento la cui pubblicazione prosegue tutt’oggi a causa della lentezza dell’artista, lentezza dovuta anche alla grandissima cura che il mangaka mette in ogni singola pagina della sua opera. Arte pura. Un must per gli amanti del fantasy.

Berserk

Berserk

Berserk

Berserk

Berserk

Berserk

Altro noto mangaka dallo stile estremamente realistico è Tsukasa Hojo, amico di lunga data di Tetsuo Hara, le cui opere sono più famose sono Cat’s Eye (Occhi di Gatto) e City Hunter. Entrambe le serie sono per lo più orientate ad un pubblico adulto per i tanti riferimenti sessuali e le situazioni violente e sanguinose con cui sono alle prese i suoi protagonisti. Particolarmente consigliato è City Hunter che narra le avventure dello sweeper Ryo Saeba. L’umorismo spesso demenziale, caratterizzato da disegni deformed, potrebbe dissuadere chi non è abituato alla cultura giapponese che a differenza di quella occidentale sa prendersi molto meno sul serio anche di fronte a situazioni dure.

City Hunter

City Hunter

Proseguiamo proprio con un ex assistente di Hojo, Takehiko Inoue. Dal suo mentore Inoue ha ereditato uno stile altrettanto realistico e personale, se non migliore il cui realismo non si limita ai soli disegni ma anche nell’approccio. Il mangaka è principalmente noto per Slam Dunk, un manga sportivo ambientato nel mondo del basket liceale giapponese, molto diverso dagli altri manga del genere, dove l’autore da prova di conoscere molto bene questo sport.  In questa serie, che prima o poi (spero presto) recensiremo, fa largo uso di disegni super deformed, altra eredità di Hojo, per le situazioni umoristiche. Da ormai diversi anni è al lavoro su due serie, rivolte ad un pubblico più maturo, in cui ha abbandonato quasi totalmente l’umorismo. Vagabond, liberamente ispirato al romanzo Musashi di Eiji Yoshikawa che narra le avventure dell samurai Musashi Miyamoto, personaggio realmente esistito. In Real l’autore torna al suo amore per il basket ma sotto un ottica diversa, il basket in carrozzina, un dramma sportivo in cui le vite dei protagonisti sono legate al mondo dei disabili. Entrambe le opere sono altamente consigliate, specialmente se si vuole provare qualcosa di davvero diverso, e nel caso di Real la parola diverso non è usata a caso.

Real

Real

Vagabond

Vagabond

Vagabond

Vagabond

Non avrà propriamente uno stile realistico ma merita di essere menzionato anche Tsutomu Nihei che dopo essersi laureato in architettura ha iniziato a lavorare come mangaka. I suoi manga di genere fantascientifico sono caratterizzati da ambientazioni cupe e luoghi quasi claustrofobici che tanto ricordano Alien, Nihei preferisce far parlare i disegni in cui è evidente la sua formazione architettonica, infatti i dialoghi in molte delle sue opere sono veramente pochi. Attualmente è al lavoro su Knights of Sidonia, una serie robotica in cui ha un po’ abbandonato lo stile che lo ha reso unico. Tutte le sue opere (Blame!, Biomega, Abara e lo stesso Knights of Sidonia e altre storie brevi) sono in qualche modo collegate e sono tutte pubblicate in Italia nella linea Planet Manga di Panini Comics. Qualche anno fa ha inoltre lavorato ad una miniserie sul mutante più famoso della Marvel Comics, Wolverine: Snikt!, dove l’artigliato, che ha un aspetto che ricorda vagamente Sid Vicious, viene trasportato in un futuro cupo post apocalittico, storia ristampata di recente sempre da Panini Comics nella collana Marvel Best Seller.

Wolverine: Snikt!

Wolverine: Snikt!

Blame!

Blame!

Questi sono solo alcuni e tra i più famosi mangaka dal tratto realistico o dallo stile narrativo più vicino a quello occidentale. Ma non possiamo concludere senza prima nominare due artisti che hanno davvero fatto la storia del fumetto giapponese e non. Sto parlando di Katsuhiro Otomo e Go Nagai, e in particolare per le loro opere simbolo.

Otomo è l’autore del manga Akira, una pietra miliare della fantascienza cyberpunk da cui è stato tratto anche un grande film d’animazione diretto dallo stesso mangaka, la cui trama ruota attorno a dei ragazzini dotati di enormi poteri psichici ed esperimenti segreti che sono solo il pretesto per raccontare dei compromessi della società moderna, dei problemi giovanili e della corruzione. Recuperare il film non vi costa niente ma fatevi un piacere e leggetevi il manga, ristampato di recente sempre da Planet Manga in volumoni dalle grandi dimensioni per poter meglio ammirare l’arte del mangaka.

Akira

Akira

Akira

Akira

Go Nagai invece è il padre dei robottoni, ha infatti ideato lui serie come Mazinga Z e Goldrake dando vita al genere mecha. Ma il suo vero capolavoro è Devilman. Limitato da uno stile che definirei vecchio e grottesco, per niente realistico e da una narrazione altrettanto datata e per certi versi scontata e banale, Devilman è lo stesso un capolavoro, l’opera che per contenuti più si avvicina ad essere quello che Watchmen è stato per il fumetto anglosassone. Ma attenzione, se state pensando alla serie animata anni 70 sappiate che il manga non ha nulla a che vedere con essa, è una storia matura e violenta che tocca tematiche molto forti. Non fatevi scoraggiare dal suo stile decisamente retrò e un po’ pesante, a fine lettura non ve ne pentirete. L’edizione più recente è edita da J-Pop in cinque volumi.

Devilman

Devilman

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5 thoughts on “Non mi piace lo stile manga! Breve guida sui mangaka dal tratto occidentale

  1. Non trascurerei nemmenola buonanima di Satoshi Kon, più attivo nell’animazione pur senza trascurare il fumetto.
    La stirpe della sirena, in particolare – Star Comics, il secolo scorso – mostra un tratto assai filo-realistico, con rari deformed.

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