Come ti stravolgo il titolo: la saga de Il Pianeta delle Scimmie

Il Pianeta delle Scimmie

É risaputo che i titoli dei film stranieri spesso e volentieri in Italia subiscano uno stravolgimento più o meno pesante facendoli spesso passare per ciò che non sono. Pensate a Eternal sunshine of the spotless mind il cui titolo italiano divenne Se mi lasci ti cancello facendo quindi passare il film per una semplice commedia, dopotutto il protagonista era Jim Carrey Ma non siamo qui a parlare del film impegnato e psicologico di Michel Gondry bensì di un classico della fantascienza: la saga de Il Pianeta delle Scimmie.

Il primo film della saga, Planet of the Apes, risale al 1968 diretto dal regista Franklin J. Schaffner e basato sul romanzo francese La planète des singes di Pierre Boulle, se non l’avete visto siete delle brutte persone perché al di la dei costumi palesemente finti (siamo pur sempre a fine anni ’60) si tratta di un gran bel film di fantascienza che seppur distaccandosi dal romanzo originale è riuscito a trovare la propria dimensione trattando temi ancora oggi attuali come il contrasto tra fede e scienza, oltre ad essere tra i primi film a trattare i viaggi nel tempo. Il titolo è una traduzione letterale dall’originale, più semplice di così… quindi per questo primo capitolo il problema non si pone.

Due anni dopo esce il sequel, Beneath the Planet of the Apes di Ted Post, dove benath significa al di sotto ma che in italiano è diventato L’altra faccia del Pianeta delle Scimmie. Tutto sommato il titolo italiano benché diverso riesce a non travisare l’opera, infatti “l’altra faccia” cui si riferisce il titolo è la Zona Proibita abitata da un popolo di uomini mutanti dai poteri telepatici che abita nel sottosuolo, e quindi al di sotto, e adoratori della divina bomba atomica che porterà alla distruzione della Terra (ops! Spoiler!) che l’anno successivo costringerà le scimmie Zira e Cornelius alla Fuga dal Pianeta delle Scimmie traduzione letterale di Escape from the Planet of the Apes di Don Taylor. Entrambi i film non sono all’altezza del primo capitolo ma offrono dei buoni spunti narrativi come il tema del nucleare che tanto andava in quegli anni per il secondo capitolo, basti pensare ai primi supereroi Marvel quasi tutti figli del nucleare, e l’inversione di ruoli del terzo capitolo che inizia a narrarci grazie ad un paradosso temporale come sia nato il Pianeta delle Scimmie.

In Fuga c'era anche lui, Ricardo Montalban il Khan di Star Trek

In Fuga c’era anche lui, Ricardo Montalban il Khan di Star Trek

Finora siamo andati bene no? Quindi di che stiamo parlando? Ora arriva il bello…

…con il quarto e il quinto capitolo, i meno riusciti dell’intera saga, entrambi diretti da J. Lee Thompson (sarà un caso?), ovvero: Conquest of the Planet of The Apes (1972) e Battle for the Planet of the Apes (1973). Il primo in Italia inspiegabilmente è diventato 1999 – Conquista della Terra, che passi anche per la conquista cui si fa riferimento già in originale ma è stato eliminato ogni legame alla saga e soprattutto non rispetta la linea temporale dei fatti narrati in quanto gli eventi del film si svolgono nel 1991. Quindi… perché?
L’ultimo capitolo invece è diventato Anno 2670 – Ultimo atto che come il precedente non rispetta la linea temporale narrativa, infatti solo l’inizio e la fine del film si svolgono nell’anno 2670, gli eventi principali del film, narrati sotto forma di flashback, si collocano 10 anni dopo gli eventi di Conquista. Di nuovo… perché?

PERCHÉ?!?

“PERCHÉ?!?”

Ah giusto a titolo informativo i due film si concentrano sulla lotta delle scimmie guidate da Cesare, figlio di Zira e Cornelius (ops! Un altro spoiler!) rese schiave dagli umani in seguito ad un epidemia che ha sterminato cani e gatti, e quindi puntando sul tema della lotta sociale che risulta un po’ trito e ritrito.
Nel 1974 venne anche prodotta una serie tv di 14 episodi, intitolata semplicemente Planet of the Apes, che si svolge circa 900 anni prima gli eventi del film originale.

planet_of_the_apes posterPer rivedere al cinema il Pianeta delle Scimmie abbiamo dovuto aspettare quasi trent’ anni, e nel 2001 ecco arrivare il remake realizzato dal visionario regista Tim Burton, che nei cinema italiani per differenziarlo dall’originale si è deciso di utilizzare il titolo in doppia lingua Planet of the Apes – Il Pianeta delle Scimmie. Più fedele al romanzo rispetto al film del 1968 e con un make up perfetto e realistico con ottimi effetti speciali non riesce ad essere altrettanto convincente dal punto di vista della trama, motivo per cui si continuerà a preferire il film originale e la saga verrà nuovamente dimenticata…

Ci vogliono altri dieci anni per tornare sul Pianeta delle Scimmie e questa volta si opta per il reboot. RiseOfThePlanetOfTheApes_1sheet_LARGEAffidato alla regia di Rupert Wyatt, Rise of the Planet of the Apes abbandonda temi come i viaggi nel tempo per trattare argomenti più contemporanei come la genetica, infatti le scimmie devono la loro intelligenza ad un farmaco sperimentale per la cura dell’Alzheimer. Il film inoltre ha diversi punti in comune con il quarto episodio della saga classica ma riuscendo dove il film del 1972 fallì ottenendo un buon successo di critica e pubblico tanto da permettere la realizzazione di un sequel, ma ci arriviamo tra un attimo. Tornando al nostro tema principale la traduzione letterale del titolo doveva essere L’Ascesa del Pianeta delle Scimmie, titolo più che convincente ma che inspiegabilmente non piacque a chi curò l’edizione italiana tanto da optare per un più breve L’Alba del Pianeta delle Scimmie che poteva anche andare bene se non fosse che il sequel del 2014 è stato intitolato Dawn of the Planet of the Apes (regia di Matt Reeves). Chiunque mastichi un po’ di inglese sa benissimo che dawn significa proprio alba, quella stessa alba usata per Rise portando un po’ tutti i fan della saga a chiedersi come sarebbe stato intitolato questo nuovo capitolo. Nel dicembre 2013 quando iniziò a girare il primo trailer dissero che il titolo dell’edizione italiana sarebbe stato Il Pianeta delle Scimmie Revolution poi divenuto effettivamente Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie (del film ne parlammo brevemente qui). Di per se la parola revolution non è male, effettivamente nel film assistiamo ad una sorta di rivoluzione, ma ricorda più un videogame e quell’accostamento Italiano/Inglese fa rabbrividire, era più logico fare tutto il titolo in Italiano, ma soprattutto non era meglio chiamarlo La Rivoluzione del Pianeta delle Scimmie? Così da mantenere continuità con il resto dei titoli, esattamente come nell’originale.

Ora non ci resta che attendere il terzo capitolo di questo reboot il cui titolo sarà War of the Planet of the Apes, verrà rispettata la traduzione o verrà stravolto anche questa volta? Nel frattempo non possiamo che dare ragione a George Taylor (Charlton Heston nel film originale): Maledetti, maledetti per l’eternità! Tutti!

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2 thoughts on “Come ti stravolgo il titolo: la saga de Il Pianeta delle Scimmie

  1. Come non condividere. I titolisti italiani, alcune volte, non si sa bene a cosa pensino.
    Ci sarebbero decine e decine di esempi più o meno scandalosi.
    Non so perchè, il primo che mi è venuto in mente è The Book of Eli convertito in italiano in Codice Genesi…ma di esempi ce ne sarebbero quanti se ne vogliono.
    Arriviamo alla saga del Pianeta delle Scimmie.
    Anche qui condivido praticamente tutto.
    Ne sono un fan anche io, specialmente della vecchia saga….per questa nuova voglio attendere.
    E proprio a riguardo alla vecchia saga mi fa piacere sottolineare quello detto anche da te sugli effetti speciali dell’epoca e i costumi.
    Vero oggi come oggi fanno un po pensare al finto..ma per l’epoca erano davvero all’avanguardia.

    • C’è di buono che in questo modo mi danno delle idee sul quale scrivere. Indipendentemente da effetti speciali e costumi è un grande film che giustamente va contestualizzato nel cinema di fine anni ’60 e inizio anni ’70. Eppure non posso fare a meno di pensare che l’ultimo film risale al 1973 e solo 4 anni dopo uscì un certo Star Wars… ma forse è un confronto troppo grande!

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