Beelzebub e Gintama, ovvero come sono tornato ai manga shonen

In realtà dire che sono tornato agli shonen non è corretto, non li ho mai abbandonati del tutto, per passione (o follia) continuo a collezionare qualsiasi serie appartenente al brand dei Cavalieri dello Zodiaco e probabilmente per masochismo sto continuando One Piece che ormai ha quasi raggiunto gli ottanta (ottanta!!) volumi, che una parte di me vorrebbe anche mollare ma farlo dopo tutti quei volumi mi pare ancor più masochistico. Ci sarebbe anche Hunter X Hunter ma è fermo da oltre due anni per cui non fa testo. Fatto sta che da un po’ di tempo ormai i manga che leggo per lo più sono seinen (giusto qualche esempio: Real di Takehiko Inoue, tutte le opere di Tsutomu Nihei, Violence Jack di Go Nagai (che per assurdo nasceva come shonen) e più di recente anche Gantz di Hiroya Oku).

Ebbene questo ritorno (un po’ simbolico) è rappresentato da due titoli: Beelzebub di Ryuhei Tamura e Gintama di Hideaki Sorachi.

beelzebub1_01Di Beelzebub ne ho parlato brevemente un paio di mesi fa. Conosciuto grazie alla trasmissione dell’anime sottotitolato sul canale Man-Ga di Sky, inizialmente l’ho un po’ snobbato ma alla fine mi ha conquistato grazie alla sua simpatia e così allo scorso Lucca Comics ho recuperato il primo volume della serie edita da Star Comics. Adesso sono giunto al decimo (su 28) saltando ahimè l’ottavo ma la voglia di leggere era troppa per attendere l’arrivo degli arretrati. Beh di che parla la serie? Di un teppista, Tatsumi Oga, a cui viene affidato il figlio di Satana, Beelzebub (per gli amici Beel), per crescerlo e prepararlo al giorno in cui dovrà distruggere l’umanità in quello che mi pare un mix tra Ranma 1/2, Slam Dunk e Yu Yu Hakusho, tra divertimento quasi demenziale, situazioni equivoche, risse tra teppisti e poteri demoniaci. E la storia è semplice e scorrevole, nessun potere speciale che necessiti un libretto istruzioni per ricordarti come, quando e perché si possa attivare per abbattere il nemico di turno (vedi Hunter X Hunter, bellissimo ma davvero a volte non ci si capisce niente) o saghe lunghe con millemila personaggi e obiettivi diversi che rendono difficile ricordarsi tutto (come ormai è norma in One Piece e infatti l’autore ci deve fare lo schemino per riassumere la situazione), e nessun obiettivo prefissato dal protagonista, nessun aspirante Re dei pirati, nessun aspirante Hokage, solo un teppista a cui piace menare le mani (e far prostrare la gente ai suoi piedi). Uno shonen cazzone e ignorante (in senso buono), con tutti i cliché del genere per passare una buona mezzoretta di puro divertimento.

Gintama1Gintama invece lo conoscevo già da qualche anno grazie alla trasmissione delle prime serie dell’anime durante i tempi d’oro di MTV ma non ho mai approfondito più di tanto la conoscenza di questa serie. Complice la mia compagna che sta seguendo la nuova edizione del manga sempre ad opera di Star Comics e soprattutto il videogame J-Stars Victory Vs (un picchiaduro di Namco Bandai che vede riuniti i protagonisti dei manga pubblicati sulla rivista Shonen Jump e dove si può assistere a scontri assurdi come tra quel musone di Kenshiro contro Arale che gli lancia la cacca), la curiosità ha avuto la meglio e così mi son lanciato anche in questa serie. Gintama è noto per essere una serie parodistica e demenziale, ed effettivamente si ride e tanto (sempre che apprezziate l’umorismo tipico dei manga) di fronte a dialoghi surreali e senza senso ma non è solo questo, sarebbe riduttivo ridurlo a manga umoristico. L’ambientazione di Gintama è una miscela di fantascienza e storicità, una rielaborazione fantascientifica degli eventi che videro il Giappone uscire dall’isolazionismo per aprirsi agli occidentali, con l’unica differenza che al loro posto ci sono gli alieni. Gintoki Sakata è un tuttofare che di volta in volta, assieme ai suoi collaboratori, cerca un lavoro per pagarsi l’affitto, ma Gintoki che apparentemente può sembrare un fannullone disinteressato da tutto (tranne che dai dolci e dalla signorina delle previsioni meteo) a modo suo è anche un vero eroe che segue i propri principi, la via del samurai, continuando a vivere secondo le sue regole e insegnandoci anche qualche morale alla fine delle sue brevi avventure, episodi che non durano più qualche capitolo, anche se come longevità non è proprio da meno rispetto ad un One Piece.

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