L’Uomo d’Acciaio – Recensione

In attesa di poter anche noi visionare Batman v Superman: Dawn of Justice rinfreschiamoci la memoria con uno dei nostri primissimi articoli.

OMNIVERSO

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Il reboot cinematografico di Superman, l’eroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster, diretto da Zack Snyder (gia regista di due cinecomics: 300 e Watchmen) su scieneggiatura di David S. Goyer (autore della trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan qui nelle vesti di produttore) ha chiaramente l’intenzione di proporci il primo dei supereroe dei fumetti da un nuovo punto di vista, almeno al cinema, prendendo le distanze il più possibile dalla versione interpretata da Christopher Reeve tra gli anni 70 e 80.

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Sin da piccolo appassionato di fumetti, in particolare di supereroi americani, nel corso degli anni ho sviluppato curiosità verso un pò tutto il genere, nei limiti consentiti (economicamente parlando!). Appassionato di fantascienza mi sto affacciando al fantasy e all’horror. Passo gran parte del mio tempo libero immerso nella lettura, in un circolo vizioso da cui non potrò mai uscire.

5 thoughts on “L’Uomo d’Acciaio – Recensione

  1. Concordo praticamente con tutta la recensione.
    Che il film sarebbe stato soggetto alle atmosfere del Batman di Nolan che tanti consensi aveva raccolto lo si era capito fin da subito, ma in fondo speravo che Snyder avesse preso le dovute distanze vista la natura diversa del personaggio. Il problema principale è quello, Superman è troppo tormentato e troppo poco positivo verso la vita e il genere umano [e se neanche Superman, il supereroe per antonomasia, crede nel genere umano allora siamo belli che spacciati].
    Kal gira il mondo in cerca di se stesso, di uno scopo nella vita e questo scopo glielo dà Jor-El, il suo eroismo non è quindi una vocazione che nasce dal profondo della sua umanità ma un qualcosa programmato da qualcun’altro.
    Un capriccio del padre biologico mentre invece dovrebbe essere il frutto degli insegnamento dei Kent!
    E anche i Kent non è che siano da meno, dovrebbero crescere Clark a suon di amore e torta di mele, invece lo crescono nella paura e nella paranoia, il messaggio che più emerge dai genitori adottivi è “devi nasconderti perché l’umanità è stupida e non è in grado di accettarti”. A casa mia queste sono le premesse per la nascita di un villain 😀
    Capisco che ci fosse il bisogno di rivisitare il personaggio e renderlo appetibile al pubblico moderno [e un eroe a quanto pare non può essere “figo” se parla di speranza e umanità] però che cazzo, così si perde un po il messaggio di fondo.

    Concordo poi sull’ingenuo uso degli attori, nel cast ci sono nomi importanti ma vengono sprecati un po tutti, specialmente Amy Adams una delle attrici più interessanti in circolazione viene ridotta a macchietta [anzi, una macchietta di solito è un personaggio inutile, lei invece ficca il naso un po dappertutto ma lo fa senza un senso logico].

    Zod invece devo dire di averlo rivalutato. La prima volta che vidi il film non mi aveva convinto. Fisicamente era passabile ma caratterialmente era un idiota senza motivazioni. Il film però l’ho rivisto da poco [in preparazione ovviamente a BVS] e le sue azioni mi sono parse più chiare. Non è cattivissimo è solo un estremista, un uomo che agisce per il bene di Krypton fregandosene altamente di tutti gli altri. E non è neanche colpa sua, lui è nato con quello scopo, la sua missione è stata incisa nel suo DNA [perché appunto su Krypton le nascite e i destini sono controllati] e alla fine, quando Kal distrugge il codice, l’astronave e tutto il resto lui rimane senza scopo e decide di spaccare tutto [è un po un escamotage del cacchio per far combattere i due Kryptoniani, ma in fondo è sensata come cosa].

    In generale il film non è malaccio, come trasposizione lascia un po a desiderare, ma come film a se ha sia lati positivi che negativi: il prologo su Krypton è perfetto, la parte iniziale funziona a meraviglia [Clark in cerca di “se stesso” intermezzato dai flash back sulla sua infanzia], la parte centrale però è un’accozzaglia di scene sconnesse tra loro e senza profondità mentre tutto il terzo atto è un via vai di distruzione che, ci potrebbe anche stare, ma arriva in ritardo e senza motivazione alcuna.

    • Esattamente! Il bello di Superman è che per quanto alieno esso sia rappresenta il meglio di tutti noi ed è frutto della sua educazione, per questo non riesco a capire chi difende la distruzione sfrenata che c’è alla fine dicendo che non ha ancora maturato il suo tipico altruismo ed eroismo, benché nel film lo si veda aiutare persone in più occasioni, tranne che alla fine ovviamente dove nel bel mezzo del casino preferisce limonare duro con Lois. Poteva essere ottimo ma non lo è stato.

      • Tra l’altro c’è una scena che non avevo notato la prima volta ma che mi è rimasta particolarmente impressa: durante lo scontro a Smallville uno dei Kryptoniani lancia un furgoncino contro un elicottero [dove c’erano tipo 5 o 6 soldati] facendolo precipitare e facendo sbalzare fuori uno dei soldati.
        Superman allora si lancia contro quel soldato lasciando precipitare tranquillamente l’elicottero che di fatto si schianta uccidendo tutti tranne il generale come-si-chiama!
        È assurdo! Perché non ha preso l’elicottero? Perché salvare solo quel soldato? Perché inserire una scena del genere se palesemente costruita male? Mah….

        • Ripensando alla necessità di rendere più moderno e meno ingenuo Superman mi son ricordato della graphic novel Superman: Terra Uno di J. Micheal Straczinski (sicuramente ci andava qualche y ma hai capito), storia che personalmente ho amato la cui trama è molto simile a quella di Man Of Steel ma dal risultato molto diverso. Infatti seppur Clark non voglia usare i suoi poteri l’altruismo conseguenza dell’educazione impartitagli dai Kent è palpabile ed evidente dalla voglia di Clark di fare la differenza, di aiutare.

          • Non l’ho mai letto ma ne ho sempre sentito parlare bene. Lo recupererò quanto prima anche perché JMS [si fa prima a chiamarlo così 😀 ] mi è sempre piaciuto quello che ho letto.

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