Logan – Recensione

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Il capitolo finale di Wolverine

Quando vidi per la prima volta il trailer di Logan devo ammettere di essere rimasto un po’ freddo nei suoi confronti non riuscendo a condividere l’entusiasmo del resto del web, entusiamo nove volte su dieci derivato semplicemente dalla storia a cui il film voleva ispirarsi, quell’Old Man Logan che tanto è piaciuto ai lettori di fumetti. Un entusiasmo a mio modo di vedere molto artificioso e poco naturale, un autoconvincimento su quel che sarà il film, un po’ com’è successo un anno fa con Batman V Superman dove tutti si aspettavano una trasposizione de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, cosa che poi non è stata. Personalmente per quanto bello fosse il trailer trovai che ci mancasse qualcosa, mancava Wolverine, poteva essere il trailer di qualsiasi cosa. Solo con il trailer finale mi sono convinto del tutto unendomi al coro del resto del web, ma non per gli stessi motivi. Ironia della sorte Logan con Old Man Logan non centra proprio niente, se non per un Wolverine anziano e senza X-Men, e per fortuna aggiungerei perché c’è da ammetterlo questo film è dieci volte meglio del fumetto a cui si dovrebbe ispirare.

Una volta uscito il film ho cercato di evitare come la peste le recensioni, tranne una, e mentre scrivo ancora non ne ho lette per non farmi influenzare dall’entusiasmo degli spettatori ritornando al discorso di prima, vero entusiasmo o artificioso? E niente, per quest’anno, in quella che ormai è diventata una guerra tra case a chi fa il miglior cinefumetto, abbiamo già un vincitore, si perché difficilmente si potrà fare di meglio dopo Logan, ed è strano da dire dato che Logan è quanto di più distante ci possa essere da un cinefumetto e da un qualsiasi film degli X-Men, niente costumi, niente eroi, solo un uomo che ha perso tutto quel che aveva, amici, sogni, amori, totalmente disilluso e pessimista nei confronti di un mondo che gli ha solo dato dolore. Quel che ha fatto James Mangold ha dell’incredibile, è riuscito a farsi perdonare dalla delusione di Wolverine l’immortale dando veramente il meglio di se mentre la Fox è riuscita a farsi perdonare lo scivolone di X-Men: Apocalisse, un Wolverine come non si era mai visto al cinema in 17 anni e che purtroppo mai più rivedremo, un Wolverine maturo e violento indubbiamente figlio di Deadpool, voluto fortemente da Hugh Jackman, la cui violenza differisce notevolmente da quella vista nel film di Tim Miller l’anno scorso, meno fine a se stessa, più brutale e reale. Non potete immaginare la mia emozione, o forse si se siete lettori di vecchia data degli X-Men come me, nel vedere il vero Wolverine al cinema, cosi selvaggio e scatenato, non che nei film degli X-Men il personaggio fosse stravolto ma indubbiamente frenato e personalmente ritengo che vederlo in questa veste con gli altri mutanti sarebbe stato solo fuori luogo, dopotutto nemmeno nei fumetti lo vediamo sempre così sanguinario.

Il film di Mangold è sicuramente il miglior film di Wolverine mai realizzato, cosa apparentemente facile visti i precedenti film in solitaria ma mai ci saremmo aspettati di trovarci tra le mani uno dei cinecomics più riusciti di sempre, un film che a modo suo riesce ad essere quanto di più simile a quelle graphic novel d’autore slegate dalla continuity che si possono permettere di giocare con i personaggi come pare e piace, basti pensare al ruolo di Xavier, e questo essere totalmente autonomo dal resto dei film mutanti di casa Fox è un pregio, ma non per ripetere a pappagallo che collegare tutti i film è un male come va tanto di moda dire sui social (siamo fan della continuity fatta con logica) semplicemente per via di una continuity totalmente assente nel brand tra incongruenze e semi-reboot da rendere necessario e obbligatorio un taglio quasi netto col resto, e quindi eccoci di fronte ad uno scenario totalmente nuovo (per il brand ovviamente) in cui ci viene detto poco e niente di quel che è successo nel frattempo, lasciandoci intuire qualcosa ma mai svelando realmente tutto. Nessuno spiegone. Nessun supervillain. E quindi fatevi un favore, mettete da parte qualsiasi pensiero da nerd, qualsiasi elucubrazione o supposizione. La realtà di Logan è quanto di più doloroso e pericoloso si possa immaginare. Un film di supereoi che non vuole essere  film di supereroi.

Come dicevo il miglior film di Wolverine di sempre  che però non si deve tradurre come il miglior film degli X-Men perché sarebbe ingiusto metterli sullo stesso piano, non è la violenza a renderlo migliore, solo diverso, un diverso tipo di approccio per un diverso tipo di storia. Una storia dove nonostante il pessimismo e l’estrema violenza è il lato più umano ed emotivo avere la meglio grazie anche ad una grandissima prova attoriale da parte di tutti i protagonisti principali, bambina compresa.

Hugh Jackman non poteva salutare in modo migliore il personaggio che lo ha lanciato.

Ciao Logan.

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8 thoughts on “Logan – Recensione

  1. Inutile dire che mi ritrovo d’accordo su tutto! 🙂
    Specialmente sulla “relazione” col fumetto. Old Man Logan è una bella saga, divertente come lo sono tutti gli universi/futuri alternativi, ma i capolavori sono altri, ecco. La gente [specialmente quelli che parlano per sentito dire] tende sempre ad esagerare.
    Quindi ci stava un allontanamento dal fumetto [anche per ovvi problemi di copyright] ma alla fine del fumetto non ha un emerito ciuffo. E visti i risultati è stato decisamente meglio così! 😀

    • Ma a proposito di copyright vogliamo parlare dei soliti rompini che pretendono l’assoluta fedeltà ai fumetti? Che fine han fatto? Non ricordo nessuno che si è lamentato dell’assenza di Hulk o Clint come successe per Civil War o Age of Ultron, solo entusiasmo sfrenato. La gente è strana forte eh.
      Anche se mi dicono esserci chi ha avuto il coraggio di lamentarsi del “solito villain piatto” Marvel come se questo fosse il tema principale del film. Sono senza parole.

      • Guarda, a sto giro sono abbastanza contento perché quasi il 90% dei pareri [quindi non rece ma commentini su fb, ecc] sono positivi e/o intelligenti.
        Ma c’è comunque quel 10% che si lamenta della continuity dei film mutanti, in che modo Logan si ricollega ai due standalone, che non si capisce in quale futuro è ambientato, e che due palle! XD

        • Godiamoci il momento, sarebbe bello un po’ più di coerenza e obiettività per tutti i film del genere e non.
          Ho letto di gente che ha collegato l’incidente di Xavier a Onslaught.

  2. E cosa dovrei aggiungere a questa tua bella recensione? Come avrai letto anche nel mio blog, sai già un po’ come la penso e che non posso non concordare con quello che hai scritto tu!
    In questo film c’è un po’ di tutto, azione, emozione, umanità e chi più ne ha più ne metta. A me era piaciuto anche L’immortale, quindi puoi capire quanto sia entusiasta di questo nuovo e ultimo capitolo. James Mangold è riuscito a far uscire di scena un personaggio ormai leggendario senza fargli perdere la sua dignità e identità, anzi ha aggiunto una fine eroica e tutta umana che ha consacrato definitivamente Wolverine rendendolo paradossalmente più iconico e “supereroe” di tutti i suoi colleghi messi insieme.
    Addio, Logan, ci mancherai.

    • L’Immortale dovrei rivederlo, l’ho visto solo una volta e il raggio blu prende polvere da fin troppo tempo, ma non mi era piaciuto, anzi mi ha lasciato indifferente.
      Grazie per essere passata, spero continuerai a seguirci 🙂

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