Legion – Recensione

legion poster

Sembra essere una buona annata per i mutanti Marvel in carne ed ossa, dopo il bellissimo Logan è stata la volta di Legion, serie prodotta da Marvel Televisions per il canale FX incentrata sul giovane David Haller, interpretato da Dan Stevens, un potentissimo mutante affetto da schizofrenia. Mi fa un po’ strano essere qua a parlare di questa serie, in parte perché benché sia un grande fan degli X-Men il personaggio non mi ha mai fatto impazzire e in parte perché si tratta di una serie davvero bizzarra e folle, tanto da non saper esattamente come esprimermi. Proprio come Logan Legion non è esattamente il tipico adattamento dei supereroi. Non vuole esserlo. Merito di Noah Hawley, il creatore della serie tv, già la mente dietro Fargo, la serie basata sul film dei fratelli Coen acclamata da pubblico e critica.

Ma io Fargo non l’ho vista per cui me ne frego, posso solo parlare di ciò che ho visto, o almeno provarci perché ripeto è davvero difficile.

Vediamo, si diceva che non è la classica serie tv di supereroi, niente maschere, nessun costume, mancano pure le classiche botte tra eroi e criminali, anzi è difficile pure parlare di eroi e criminali. Insomma non vedrete niente di tutto ciò. Vedrete invece una serie raffinata, un po’ come quelle a cui ci sta abituando Netflix (anche se il pubblico si è dovuto arrendere all’idea che pure loro falliscano) con un ottima regia, fotografia, colonna sonora, recitata bene e una sceneggiatura fuori di testa, come il suo protagonista. Breve ma intensa, solo otto episodi (che dopo Stranger Things e 22/11/63 sta diventando la durata perfetta per i miei gusti) il cui inizio folle è difficile da comprendere fino in fondo, bellissimo e geniale, ma il dubbio che quello a cui stiamo assistendo sia solo frutto della testa di David è sempre dietro l’angolo, per poi diventare sempre più comprensibile con il proseguo della trama fino a giungere ad una conclusione piuttosto canonica e fumettosa.

Legion sembra una serie partorita dalla folle mente di Grant Morrison, ma il Grant Morrison di Doom Patrol non di Batman o New X-Men, con lo stesso strano umorismo, gli stessi strani personaggi. I personaggi invece sono quasi tutti inventati apposta per lo show, ad esclusione di David e il villain, i cui poteri ricordano Misfits piuttosto che altre serie di supereroi, poteri atipici che fa strano già definirli poteri, che difficilmente possono lasciare spazio a battaglie spettacolari.

Insomma Legion è una serie che merita di essere vista, un po’ straniante all’inizio ma non dovete demordere, superati i primi due episodi tutto diventa chiaro e si rivelerà più semplice di quanto non sembri. Per gli altri ci sono sempre Arrow e soci.

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3 thoughts on “Legion – Recensione

  1. Chissà quando riuscirò a dargli un’occhiata 🙂
    Son curioso da quando ho visto certe vignette promozionali pucciose, in cui l’ultima battuta rende inquietante tutto quanto (tipo “il piccolo David parla alle stelle e loro gli rispondono”)

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