Death Note e le polemiche di whitewashing

death-note-netflixUltimamente si sta facendo un gran parlare del film prodotto da Netflix basato sul popolarissimo (e sopravvalutatissimo) manga Death Note di Tsugumi Oba e Takeshi Obata. Se ne parla perché come spesso accade in questi casi i protagonisti sono stati occidentalizzati, e come al solito la cosa non va bene ai fan che accusano la casa di produzione di whitewashing. Ho letto commenti di ogni genere da parte dei lettori di manga, una categoria davvero pessima a cui non mi sento e non voglio appartenere (pur leggendone tanti di manga mi considero un semplice lettore di fumetti, c’è una lieve differenza), persino cose tipo “appropriazione culturale”.

Son d’accordo nel dire che si sta esagerando con la deriva presa dai cambi etnici nel cinema ma è pur vero che si sta esagerando con la deriva presa da queste polemiche sterili in nome di un presunto politically correct a difesa di un qualcosa che non sempre necessita di essere difeso, bisogna difendere le minoranze a tutti i costi! Anche quando non interessa ai diretti interessati!

Guardiamo in faccia la realtà, siamo arrivati al punto in cui non si può fare nulla! Se un attore di colore viene scelto per un personaggio bianco e si critica il cambio si viene automaticamente razzisti, quando il problema non è affatto quello, se invece viene scelto un attore caucasico al posto di un orientale non va bene lo stesso, nemmeno nel momento in cui al personaggio in questione viene proprio cambiato contesto e nome come nel caso di Death Note.

Si perché nella versione americana di Death Note si è scelto di ambientare la storia in America e di conseguenza sono stati contestualizzati anche i protagonisti. Light Yagami diventa Light Turner, L rimane L ma è un uomo di colore, il che rende proprio strano parlare di whitewashing.

Quello che spesso i lettori di manga ignorano è che in Giappone a queste cose non ci pensano, non ci danno nemmeno peso, infatti Ghost In The Shell è stato ben accolto in patria nonostante la protagonista sia bianca, Scarlett Johansonn, e non giapponese (anche se la cosa viene spiegata nel film e ha senso, ma prima bisogna guardarlo per saperlo). Non ha nemmeno senso parlare di whitewashing quando i giapponesi per primi nei loro live action tratti da manga non si fanno scrupoli ad usare attori palesemente orientali per personaggi europei, e nessuno se ne lamenta! Qualcuno ha visto il film Thermae Romae? No? Guardatelo perché è molto bello e vi farete anche due risate nel vedere questo popolo romano composto da attori giapponesi! Certo han tentato di prendere un protagonista dai tratti meno orientali possibile ma non si può ignorare, semmai possiamo anche fregarcene e guardare il film per quel che è. Ma anche al film di prossima uscita basato su Fullmetal Alchemist dove i protagonisti sono chiaramente di tipo europeo. E dulcis in fundo lo stesso L di Death Note nel manga non è giapponese, anche se i famosi lettori di manga fanno finta di non saperlo, in realtà si tratta di un misto di etnie, quindi perché dovrebbe essere rappresentato come un giapponese come nel loro live action di qualche anno fa? Ah, per farvi capire, a me non interessa ma almeno che siate coerenti in ciò che dite.

I cambi etnici non sono un problema di per sé, il problema sorge nel momento in cui questo cambio va ad intaccare il background narrativo del personaggio di turno, per esempio un Pantera Nera o un Luke Cage bianco sarebbe davvero impensabile, o se tocca punti fondamentali della trama, motivo per cui criticai la scelta di Idris Elba per Roland Deschain ne La Torre Nera (ne parlai qui) dove appunto questo cambio va ad alterare totalmente i rapporti con un altro dei protagonisti, cosa da non sottovalutare nel romanzo ma che a sto punto credo verrà totalmente ignorato nel film.

Infatti a nessuno sembra importare che Jimmy Olsen in Supergirl sia nero, l’etnia non è una caratteristica fondamentale del personaggio. Lo stesso potrei dire per la Torcia Umana dei Fantastic 4 di Josh Trank dove il problema alla fine non fu questo cambio, anzi il personaggio era forse il più vicino alla controparte originale.

Ogni caso, ogni cambio, va valutato e nel caso criticato a sé. Non si può far di tutta l’erba un fascio, è stupido partire ogni volta con queste inutili crociate in nome del buonismo (termine che odio ma davvero non saprei come altro definire), e questo mi riporta alla mente pure le polemiche per Iron Fist sul non aver usato un attore orientale, e qui il personaggio nasce come caucasico, siamo davvero nell’era delle polemiche.

Nel momento in cui l’etnia non è un elemento fondamentale del personaggio, come negli esempi che ho citato, l’importante è che venga mantenuto lo spirito del personaggio in un modo che sia coerente con il contesto che si vuole usare.

Per quanto riguarda Death Note l’etnia o la localizzazione sono elementi secondari alla storia raccontata, cambiando luogo e nomi il risultato non cambia. L’unico elemento sovrannaturale è il diario, il Death Note, e gli shinigami, unico vero legame con la cultura giapponese che secondo alcuni basta a non dover ambientare la storia al di fuori del Giappone, quindi fatemi capire gli shinigami hanno potere solo in oriente?

Magari in futuro vi svelerò anche perché reputo Death Note sopravvalutato.

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13 thoughts on “Death Note e le polemiche di whitewashing

  1. “Magari in futuro vi svelerò anche perché reputo Death Note sopravvalutato”

    Spero che questo futuro sia prossimo e non remoto XD.

    Anche io considero Death Note sopravvalutato: o forse “presuntuoso” e troppo ambizioso.

    Sulle polemiche per l’occidentalizzazione della serie hai pienamente ragione: il problema non è spostare in America i personaggi e quindi dar loro tratti occidentali; a mio parere il problema è trasformare L in un nero. Cioè, L è L: non può essere snaturato nelle sue caratteristiche fisiche.

    • L è un disadattato XD personalmente più che nelle caratteristiche fisiche è nei modi che veniva caratterizzato, la postura, il cucchiaio, come si sedeva. Su Death Note vedremo, ci penso un po’, per adesso ho altro in programma 😉

  2. Ghost in the Shell mi era presa voglia di vederlo dopo aver letto che aveva un’estetica alla Blade Runner. Peccato che quando mi capitò quella recensione sotto agli occhi era rimasto in programmazione solo alle 22:40… ad ogni modo, è corretto il paragone estetico tra i due film o è una forzatura? E il film nel suo complesso com’è?

      • Mi pare di capire che il film si colloca su una linea mediana: non t’ha fatto schifo, ma neanche entusiasmato. Anche a me è capitato un sacco di volte: l’ultima con Whiskey Tango Foxtrot, dove però l’ago della bilancia pende più verso il positivo che verso il negativo.
        Rimanendo in tema di film, ieri sono andato al cinema e ne ho visto uno strepitoso: L’eccezione alla regola. Se lo proiettano anche dalle tue parti, non fartelo scappare! 🙂

        • Esattamente, ma anche per me pende più sul positivo. Grazie per il consiglio ma dubito lo andrò a vedere, ne escono tanti che mi interessano in questo periodo, tutti blockbuster o fantasy, e dovendo scegliere… fortunatamente ho sky e potrei guardarmelo a casa prossimamente 🙂

          • SKY fa un lavoro davvero egregio: infatti dà ampio spazio a dei film che al cinema sono passati come dei fantasmi, uscendo solo in poche sale e per pochi giorni, e permette loro di avere una seconda chance. E’ il caso ad esempio di My father Jack: una commedia che fa pisciare dalle risate, ma che fu ignorata dal pubblico e quindi a quasi un anno dall’uscita non ha ancora un’edizione dvd. Probabilmente a questo punto non ce l’avrà mai. Ebbene, SKY ha reso giustizia a questo film proiettandolo in prima serata e sul suo canale principale (SKY Cinema 1): un’operazione davvero benemerita. Grazie a te per la risposta! 🙂

  3. Death note lo trovi sopravvalutato perché mancava l’ideona della gomma della morte (resuscita la gente stesa dal death note cancellandone il nome). Ideona tragicamente presente nel pilota XD

    Stando più seri, direi che è un fumetto un po’ furbo, saltato fuori nel periodo giusto. Ma non esente da difetti…

  4. Quoto praticamente tutto quello che hai detto.
    Ma dopo le lamentele nell’aver preso un attore americano [com’era giusto che fosse] per fare Danny Rand invece di un attore asiatico [WTF?!] ho smesso di preoccuparmi di certe lamentele… Cioè che cazzo, a sti qua non gli va bene niente! XD

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