Guardiani della Galassia vol.2 – Recensione

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Tornano i Guardiani della Galassia di James Gunn e lo fanno col botto

Il primo Guardiani della Galassia fu un successo quasi inaspettato, dico quasi perché dal quel 2008 in cui debuttò il primo Iron Man al 2014, anno in cui uscì GdG, e dopo ben 9 film i Marvel Studios erano già belli che riusciti a creare un rapporto di fiducia con il suo pubblico, andando ben oltre i lettori di fumetti, infatti tutti oggi conoscono il logo Marvel, quello che forse non ci potevamo aspettare (uso il plurale perché nemmeno noi lettori lo pensavamo così tanto) era che tale fiducia potesse elevare dei personaggi di serie B come i Guardiani della Galassia a vere e proprie icone pop.

Il segreto del successo di James Gunn fu una grossa dose di paraculaggine, per favore se siete fan di Guardiani della Galassia non sentitevi offesi e provate a continuare la lettura e vi renderete conto che tutto sommato ho ragione. Il film di Gunn puntava molto sull’effetto nostalgia proponendoci una space opera come non se ne vedeva dai tempi del primissimo Star Wars e facendo largo uso di una colonna sonora che prendeva a piene mani dagli anni ’70, anni in cui debuttava guarda caso Guerre Stellari. Ma sia chiaro, questo non è assolutamente un male, non lo può essere nel momento in cui tutto è amalgamato alla perfezione, non è da tutti fare uso di quelle canzoni in quel modo in un contesto che dovrebbe essere totalmente l’opposto. A questo aggiungeteci il lato emotivo con tanto di scena strappalacrime alla fine e il gioco è fatto. E non dimentichiamoci della componente comedy.

Con questo Vol.2 James Gunn non fa niente di così diverso, semplicemente si gioca il tutto alzando le dosi di paraculaggine.

Nel primo tempo l’aspetto comedy viene elevato all’ennesima potenza con battute a volte di dubbio gusto che a volte convincono, a volte un po’ meno sfiorando l’effetto cinepanettone, quasi sempre con protagonista Drax, spiazzando lo spettatore che non sa benissimo come reagire, si ride ma con quella sensazione che forse si stia esagerando. E la trama, diciamo la verità, scorre in modo scontato e prevedibile ma James Gunn è li in agguato dietro l’angolo armato di forcone pronto a punzecchiare l’animo dello spettatore piazzando nel secondo tempo una vera e propria escalation di momenti commoventi tra i vari protagonisti. Tutti clichè, ma di quelli che funzionano sempre.

Non manca nemmeno questa volta l’effetto nostalgia, meno invasivo se mi passate il termine rispetto al primo capitolo, con evidenti richiami agli anni ’80 anche da un punto di vista estetico come evidenziato sul pianeta bordello.

Insomma anche questa volta James Gunn è stato un gran paraculo ma bisogna ammettere che sa quel che fa, non è da tutti miscelare così bene tutti questi elementi, che apparentemente possono risultare agli opposti, e realizzare un film che funzioni come ha fatto lui.

Lo script si diceva è scontato e prevedibile nello svolgersi degli eventi ma ha dalla sua una buona caratterizzazione dei vari personaggi, non solo quelli principali, dando spazio un po’ a tutti in modo semplice ed efficace così da farci capire le dinamiche di questa strampalata famiglia. Famiglia non è un termine che uso a caso, ho avuto fortemente l’impressione che i Marvel Studios non avendo i diritti della loro vera superfamiglia, i Fantastici 4, abbiano volutamente trasformato i Guardiani della Galassia nei Fantastici 4 2.0, abbiamo StarLord e Gamora nei ruoli di mamma e papà, Rocket e Drax sono gli zii e infine c’è il figlio, Baby Groot. E poi arrivano i nonni e la pecora nera. In pratica questo film riesce laddove Suicide Squad ha fallito, mostrandoci questa strana banda di canaglie che si ritrova unita quasi per caso e diventa una famiglia, solo che qua al contrario del film di David Ayer tutto risulta credibile grazie a scontri, litigi, momenti di riflessione e divertimento tipici proprio di una famiglia. Per i più suscettibili fan dei film DC non lo dico per fare a gara, sono proprio i due film a voler andare a parare nella stessa direzione con evidenti risultati diversi.

Ancora una volta Gunn si è dimostrato un gran paraculo ma ancora una volta ce l’ha fatta realizzando forse non un film migliore ma un film che personalmente ho apprezzato di più del precedente.

Chiudo spendendo giusto due parole per il villain, non lasciatevi ingannare, non è il solito cattivo Marvel, che ripeterò allo sfinimento per me non è affatto un problema la caratterizzazione dei cattivi se questa è funzionale alla trama, il suo segreto sta tutto nel nome!

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15 thoughts on “Guardiani della Galassia vol.2 – Recensione

  1. Non ho visto nessuno dei due film ,ma ammetto che il primo era finito nella categoria “da vedere – ma in standby”. Però a leggere la tua recensione penso che il regista abbia fatto un ottimo lavoro: fare un prodotto che possa essere apprezzato dai fan del fumetto, ma anche da chi fa parte del pubblico mainstream e cerca un film di avventura-fantascienza comunque divertente, non può che essere contento.

    Insomma, Guardiani della Galassia è molto meglio di Transformers 😀

    • Meno male che si è capito il mio messaggio, il più delle volte (ovvero sempre) quando dico che è paraculo, ovviamente spiegando, vengo trattato come un eretico che lo ha insultato XD

      • È una cosa da mettere in conto, quando si parla di qualcosa che piace. Per qualche strano motivo, a esprimere una critica anche solo leggermente negativa su qualcosa, chiunque apprezzi quel qualcosa sente solo “tua madre è una donnaccia che la dà a tutti per spiccioli” 😕
        Stranezze di certi cervelli… 😛

  2. Sottoscrivo tutto, in particolar modo il confronto che è venuto fuori riguardo all’opera di Gunn e Suicide Squad. Effettivamente lo script è molto basic, ma lo trovo funzionale all’opera e a quello che vuole trasmettere ✌

  3. Concordo su tutto, specialmente il copioso uso che fai del nome di James Gunn. Tutto, ma proprio TUTTO ciò che si è visto nei due film sono frutto del suo testone [cosa non scontata quando si parla di film dal grosso budget per di più all’interno di un universo condiviso…i film mal gestiti sappiamo tutti che fine fanno].
    L’unica cosa su cui non son tanto d’accordo è la trama. A me non è parsa così scontata. O meglio. Era scontatissima per me che conosco il fumetto, so chi è Ego, so dove andavano a parare le storie di Yondu e Nebula [per quello bastavano trailer e poster] ecc, ecc, ma per lo spettatore medio la trama è sicuramente più ricca e interessante rispetto al cinefumetto medio [già il fatto che il villain non si palesi per più di metà film è qualcosa di nuovo. Sempre parlando di cinecomics, non di cinema in generale].
    Per il resto ci ho pensato molto e, benché una seconda visione sia OBBLIGATORIA, per ora posso dire di aver preferito Vol.2 rispetto al primo film! Cosa che non mi sarei mai aspettato 😀

    • Per me rimane scontata e prevedibile indipendentemente dal fatto che si conosca il fumetto o meno, passi per il villain ma le dinamiche e le tematiche a cui so assiste è abbastanza chiaro dove vogliano andare a parare. Ma ripeto non è un problema dal momento che la cosa funziona benissimo così.

  4. Il film mi ha divertito e concordo nel riconoscere finalmente un villain più solido di un Ronan o Mandarino (brutti ricordi). L’unica cosa, e noto con piacere di non essere l’unico, che mi ha un po’ lasciato perplesso sono le non poche battute che mi sono parse più forzate rispetto al primo capitolo (davvero da cinepanettone).

    • Ti dirò, concordo su Ronan ma non sul Mandarino, sempre che tu per Mandarino non intenda Aldrich Killian. Ronan infondo è funzionale alla trama, un po’ sprecato visto il personaggio ma funzionale, il Mandarino invece l’ho trovato perfetto nel contesto del film, tutti i suoi dialoghi sono coerenti con il personaggio originale.
      Per le battute almeno a sto giro gli hater non possono dire che nei film Marvel non si dicono parolacce, come se queste fossero 1) una novità 2) necessarie.

      • Facevo riferimento al Mandarino “originale”. Quando hai un attore del calibro di Ben Kingsley, fargli fare quella parte per me è uno spreco (ancora maggiore di quello di Ronan con Ecclestone). Non ci resta che sperare che abbiano imparato a sfruttare le star che scelgono per i villains nei prossimi film (con Russel ci sono riusciti).

            • Personalmente non ho grossi problemi con questi villain, a me interessa cosa ci vogliono raccontare e se il cattivo di turno è funzionale alla trama per me va bene così. Ronan si lo trovo sprecato ma per il personaggio in se. Se invece il problema è il casting se ne può discutere ma potrebbe anche trattarsi di pura pubblicità, un nome importante attira indubbiamente più pubblico.

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