Unbreakable – La pseudo recensione

Unbreakable - il predestinato

È il 2000 quando esce al cinema Unbreakable di M. Night Shyamalan e tu, che all’epoca hai 15 anni, non lo vedi, lo lasci andare un po’ così. Non che ti interessasse, all’epoca non c’era internet a bombardare il potenziale spettatore di informazioni più o meno importanti sul film di turno, a dirla tutta nemmeno sapevi di cosa parlasse. Diciassette anni dopo esce al cinema Split, ultima fatica dello stesso acclamato regista di cui nel frattempo hai visto solo due film, Il Sesto Senso, che lo ha definitivamente lanciato precedente ad Unbreakable, e Lady In The Water del 2006, il resto hai continuato a snobbarlo, almeno fino ad una settimana fa quando hai visto per la prima volta Signs sul quale dopo ci soffermeremo un momento. Split però in qualche modo ha attirato la tua attenzione e dopo aver letto qualche recensione, non sempre entusiasmanti, hai deciso di vederlo, non tanto per il film in sé quanto per un legame con quell’Unbreakable ignorato tanti anni prima. Ti si accende una lampadina, perché a te queste cose incuriosiscono, ti informi, ti fai spoiler, perché tu non credi così ciecamente che uno spoiler possa rovinarti la visione, non sempre almeno, ma diventa per te uno stimolo, scopri che tratta di supereroi e decidi che è arrivata l’ora di vederlo. In realtà poi, due mesi dopo la sua uscita Split non l’hai ancora visto, e forse è stato un bene (per ora), e Unbreakable è tornato nel suo angolino dimenticato da tutto e tutti fino a ieri, giorno in cui la tv a pagamento ha deciso di trasmetterlo e te lo sei guardato. Ti sei ritrovato di fronte ad un film davvero bello, un film di supereroi che all’apparenza non lo è perché non c’è gente in costumi attillati, colorati e/o ridicoli, non ci sono le maschere, se non quelle che indossiamo tutti i giorni per affrontare la vita, ma ci sono tutti quegli elementi tipici che caratterizzano i supereroi, i superproblemi, il villain carismatico, la kryptonite dell’eroe, tutto affrontato con assoluto realismo ben prima che il realismo divenisse essenziale o di moda nel genere anticipando di qualche anno opere come il Batman di Nolan o Heroes. I due protagonisti sono ben scritti, credibili e ben recitati da un ottimo Bruce Willis, il protagonista principale David Dunn, che però scompare di fronte alla grandezza di Samuel L. Jackson e alla  scrittura del suo personaggio, Elijah Pierce, l’uomo di vetro. Se proprio dovessimo trovarci un difetto sarebbe la situazione familiare del protagonista, un po’ disastrata a mo di drammone e a giudicare da quel che hai visto in Signs, che non ti è piaciuto, ma anche da quel che ricordi di Lady In The Water, pare essere un tema ricorrente nelle opere di Shyamalan, che è solito scrivere i suoi stessi film, però se in Signs l’invasione aliena era solo un pretesto per raccontare il dramma di turno in Unbreakable il tema del supereroe è centrale alla narrazione, la situazione familiare finisce da un lato a dare un background e carattere al protagonista ma dall’altro è trattato in modo esasperato risultando quasi superflua.
Ci son voluti quasi vent’anni ma alla fine lo hai visto e ne sei rimasto pienamente soddisfatto. Soddisfatto di un film che, nonostante non faccia uso di alcun effetto speciale o di grandi battaglie, riesce a trasmettere il vero senso dei supereroi in quella che è a tutti gli effetti una grande dichiarazione d’amore.

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12 thoughts on “Unbreakable – La pseudo recensione

  1. Anche io non lo vidi ai tempi in cui uscì al cinema. L’ho recuperato più tardi e devo dire che merita ampiamente. Eppure all’epoca, dalle mie parti, passò in sordina. Secondo me è molto superiore come film al sesto senso. Finale epico, bellissimo. Struggente. Grandissima recitazione di Samuel L. Jackson (magistralmente doppiato).

    • Ricordo poco de Il Sesto Senso, sono anni che non lo vedo. Forse passò in sordina perché profondamente diverso da Il Sesto Senso, uscito l’anno prima, lasciando un po’ perplesso il pubblico che si aspettava tutt’altra cosa.

  2. Sì, lo considero il miglior film del tizio, assieme a Il Sesto Senso. Gli altri prendili e buttali nel cesso.
    Mi ha stupito, appunto, la connessione con SPLIT, film osceno, il che lascia supporre la creazione di un universo condiviso trash.
    A rimetterci, però, sarà Unbreakable, visto quanto è brutto per me SPLIT XD

    Moz-

  3. Lo sai che l’ho visto proprio in questi giorni? Incuriosito pure io dal caso Split (che ancora non ho visto), ho scoperto questa piccola perla. E’ curioso come questa pellicola in effetti abbia trattato la tematica cinecomic quando ancora non andava di moda e sia passato quasi in sordina. Menzione speciale per la colonna sonora e per un Samuel L. Jackson lontano dal tostissimo e “indistruttibile” personaggio di tarantiniana memoria. E il colpo di scena mi ha davvero lasciato di stucco. Film consigliatissimo!
    Attendiamo Glass, il sequel il cui titolo chissà quale personaggio riguarderà…

    • Si son proprio curioso di vedere cosa potrà tirarci fuori ma spero vivamente che non trasformi il tutto in un classico film di supereroi solo per cavalcare l’onda del successo.

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