Savage Dragon Archives vol.1 – Recensione

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Savage Dragon è una serie supereroistica creata da Erik Larsen nel 1993 e pubblicata dalla Image Comics tutt’ora in corso ed edita solo parzialmente in Italia nel corso degli anni da Star Comics, Lexy Produzioni, Indy Press e recentemente Edizioni BD.

C’era una volta la Image

Sul finire degli anni ’80 e i primi ’90 i disegnatori di fumetti stavano vivendo il loro periodo d’oro, alcuni di loro erano divenuti delle vere e proprie superstar, bastava il loro nome per trasformare la serie di turno in un best seller. Tra questi nomi vi erano Todd McFarlane e Rob Liefeld, rispettivamente su Amazing Spider-Man e New Mutants alla Marvel, i quali volevano il pieno controllo delle serie che realizzavano e ci riuscirono ottenendo due nuove serie, Spider-Man e X-Force. Ma questo non bastava, volevano anche un riconoscimento economico per lo sfruttamento dei personaggi da loro ideati. Questo provocò un malcontento che portò i due a coinvolgere altri autori in una nuova avventura editoriale fondando la Image Comics. Gli autori coinvolti furono Jim Lee, Jim Valentino, Marc Silvestri, Whilce Portacio ed Erik Larsen.
Le cose non andarono esattamente come avevano pensato e col tempo alcuni mollarono tradendo l’idea di base della Image Comics, come Jim Lee che vendette la sua parte alla DC Comics, ad oggi solo McFarlane con Spawn ed Erik Larsen con Savage Dragon continuano ad avere il pieno controllo delle loro creature ma solo il secondo continua tutt’oggi a lavorarci in prima persona.

Chi è Savage Dragon? Genesi del personaggio

Savage Dragon Biker

Stando a quanto dichiarato dallo stesso Larsen egli avrebbe concepito il personaggio quando ancora andava alle scuole elementari. La prima apparizione di Dragon è sulle strip di Vanguard negli anni ’80 ma solo con la versione Image ne ridefinirà il look. Dragon compare la prima volta in un cratere in fiamme nudo e privo di memoria, è muscoloso, la sua pelle è verde e ha una pinna in testa, è superforte, immune alle fiamme e guarisce in fretta dalle ferite, è l’infermiera che si prende cura di lui in ospedale a dargli il nome Dragon. A trovarlo è stato il tenente Frank Darling della polizia di Chicago, i due diventano amici e il poliziotto, a causa dell’escalation di super criminalità in città, vorrebbe che egli combattesse il crimine. A Dragon non interessa, vuole solo vivere la sua vita in pace e lavorare, Frank gli procura una casa e un lavoro da suo cugino ma ovviamente le cose non andranno come lui desidera, infatti alcuni membri della gang di super villain Vicious Circle tentano di derubare il cugino di Frank e Dragon è costretto ad intervenire. Fermerà i due super freak ma questi causeranno un esplosione che finirà con l’uccidere il cugino di Frank. Questo tragico evento porterà Dragon alla decisione di combattere il crimine ma non come pensava Frank facendo il supereroe, bensì unendosi al corpo di polizia di Chicago. Ma non tutto è come sembra.

Giudizio sulla serie

Savage Dragon e Freak Force

Dato che la serie in Italia non viene pubblicata con regolarità, anzi al momento nemmeno viene pubblicata, e recuperare i primi numeri è impossibile se non nel vecchio e stravecchio Spawn & Savage Dragon della Star Comics, l’unica opzione valida è recuperare i volumi in lingua originale. Savage Dragon Archives vol.1 è un volumone brossurato (no cartonato) che contiene i tre numeri della miniserie Savage Dragon con l’esordio del personaggio i numeri 1-21 della serie regolare omonima al modico prezzo di circa 18 euro. Praticamente un affare, se non fosse che il volume in questione è in bianco e nero (le immagini sono a colori perché si trova poco in b/n online), insomma c’è il trucco ma per quel prezzo non ci si può lamentare, anche se la carta non è il massimo.
Venendo al fumetto sono decisamente soddisfatto della lettura, Larsen lo definì come l’anello di congiunzione tra fumetto Marvel e Vertigo, più maturo di un fumetto Marvel ma senza la pretesa di un fumetto Vertigo, un qualcosa che oggi forse possiamo riscontrare in moltissimi altri titoli supereroistici, anche in Marvel e DC e stesse che nel frattempo si sono evolute ed adattate, e devo ammettere di essere completamente d’accordo con l’autore. La lettura coinvolge e diverte, la scrittura di Larsen non è pesante e lo storytelling è davvero notevole per i tempi, forse peccava un po’ in frettolosità nei primi numeri dove a volte l’azione si spostava da una parte all’altra lasciandomi più volte spiazzato. Le storie trattano con naturalezza tematiche sdoganate solo in parte e solo successivamente all’uscita di queste storie, come la sessualità.

Savage Dragon e Rapture showerDragon non è il classico supereroe, anzi pur combattendo super criminali lui non è affatto un supereroe ma un poliziotto, lo definirei l’uomo comune dei supereroi.
Il bianco e nero inizialmente mi disturbava, le chine sono palesemente studiate per tavole a colori e quando troppo ricche di particolari sono un po’ difficili da seguire. Col tempo però mi ci sono abituato, sarà che ci ho fatto il callo, sarà che è leggermente cambiato il suo stile nel corso dei primi episodi, sicuramente non posso fare a meno di elogiare il lavoro dell’artista, davvero notevole, e non vorrei azzardare troppo dicendo che in parte ricorda lo stile di Jack Kirby. Paga un po’ lo scotto dei tempi con anatomie ipertrofiche per gli uomini e donne molto sensualizzate tanto da toccare più volte il fanservice, francamente non saprei dire con certezza com’è il Larsen di oggi.
Devo ammettere di trovare affascinante questa continuity che c’è e non c’è nell’universo super eroistico Image, dove da una parte la serie crea un universo a se stante introducendo una gran quantità di personaggi, come la Freak Force e dall’altra interagendo con personaggi degli altri autori della casa, come gli Youngblood di Liefeld o il cameo di Spawn, disegnato dallo stesso McFarlane, che riprende una scena già vista nella serie dell’eroe infernale, ma anche con personaggi di altre case come le Tartarughe Ninja. In questo modo si ha un universo condiviso ma non vigono le regole ferree delle major nel quale gli eroi devono a tutti i costi incontrarsi, cosa che si è fatta sempre più evidente in tempi recenti, per esempio in Spawn non si fa più alcun riferimento a personaggi esterni alla sua mitologia da diverso tempo, in Invincible ci si limita a brevi rari camei.

Conclusioni

Se siete stufi dei supereroi mainstream vittime di continui reboot, rilanci e crossover ma non volete necessariamente abbandonare il genere per passare a fumetti indipendenti, come ne pubblica oggi la Image stessa, Savage Dragon fa proprio al caso vostro, provare per credere, meno di 20 euro online per ventiquattro storie sono un affarone anche in bianco e nero.

Errata corrige (forse). Su Spawn 146 (Maggio 2017) italiano edito da Panini Comics, vista la presenza di Dragon, la terza di copertina è dedicata al personaggio dove dicono (cito testualmente) “il personaggio di Larsen ha trovato stabile dimora presso le Edizioni BD”. Non è chiaro quindi se i diritti su Savage Dragon siano tutt’ora in mano a BD o sia una svista di Giorgio Lavagna, fatto sta che l’ultimo volume edito da BD sia Savage Dragon: Dragon War che mi pare aver capito sia uscito nel 2012, tutto il materiale uscito successivamente in USA è inedito in Italia.

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5 thoughts on “Savage Dragon Archives vol.1 – Recensione

    • Probabilmente hanno paura di una serie così lunga, e sinceramente da quel che vedo sul web non credo avrebbe presa, sono pochi quelli che si butterebbero nell’impresa, il resto se non c’è dietro un nome importante del fumetto odierno non si sprecano a leggere altro che non sia Marvel o DC, non è un caso che vadano tanto serie scritte da gente come Rick Remender o Matt Fraction visti i loro successi alle major. Non voglio mettere in dubbio la qualità del loro lavoro, qualcosa ho anche letto, ma sembra quasi vendano più per moda.

      • Sì lo so ma non credo di averla e neanche di averla mai letta. Fine anni 90 prendevo di tutto ciò che riguardasse Superman in originale, tra fiere e fumetterie (le poche che li avevano) mi infilavo nei loro scatoloni. Nei primi anni 2000 ho smesso per poi riprendere nel 2005 con 1 Year Later (fino al 2011 ma questo lo sai :p).

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