Alien: Covenant – Recensione

Alien: Covenant poster italiano

Recensione di Alien: Covenant, l’ultima fatica di Ridley Scott, sequel di Prometheus e quindi secondo prequel di quell’Alien che nel 1979 scosse il cinema fondendo horror e fantascienza.

RIDLEY SCOTT E ALIEN

Mettiamo in chiaro una cosa, non starò qua a decantare la magnificenza di Ridley Scott, non ha inventato un bel niente, Alien non è una sua creazione, non a caso nei film della saga compreso questo Covenant non vi è accreditato come creatore ma appare la dicitura Basato sui personaggi creati da Dan O’Bannon e Ronald Shusett. Quindi se qualcuno ha qualcosa da ridire su qualsiasi cosa introdotta successivamente nella saga questi sono loro, non Scott. Questa possessività nei confronti della saga, presunta o vera che sia, non ha senso di esistere. Con questo nessuno sta negando al regista i suoi meriti, ha diretto alcuni dei film di fantascienza più belli di ieri, oggi e domani, ma non è inattaccabile o esente da critiche. Qualcuno sostiene che non possiamo dire nulla a Ridley Scott. Non ne siamo degni! Non ne abbiamo le competenze! Eh capirai, le hanno loro invece. #Credici Se è anche vero che Alien è di Scott in quanto suo regista e quindi ha diritto di dire la sua allora Alien è anche un po’ mio e di tutti i suoi fan che in quella saga ci hanno creduto e contribuito al suo successo permettendone la realizzazione, chi guardando i film della saga originale al cinema (personalmente per motivi anagrafici non ho avuto l’onore), chi guardando i prequel e anche quelle oneste tamarrate di Alien vs Predator.

GIUDIZIO

Meglio di Prometheus ma ciò non basta a farne un film indimenticabile, anzi è proprio il contrario, o forse ce ne ricorderemo non tanto per quel che si è visto ma per quel che viene lasciato nuovamente in sospeso. Guardando questo film non ho potuto fare a meno di pensare che Scott e il suo team creativo stiano complicando a dismisura qualcosa che nasce in maniera semplice e funzionava proprio per quello! I fan integralisti di Scott e Prometheus sostengono che il pubblico di oggi vuole che tutto sia spiegato subito, che tutto questo è un male, e sapete una cosa? Sono totalmente d’accordo! Ne ho parlato anche io in alcune occasioni riguardo alcune serie tv dove tutto, ma proprio tutto eh, viene spiegato perdendosi in un infinità di dialoghi che il più delle volte sono totalmente inutili. Ma qui ci troviamo di fronte ad un malinteso perché di fatto con questa saga prequel stanno proprio facendo quello, si sono messi in testa di spiegarci la nascita di qualcosa che non ne aveva affatto bisogno, che nessuno ha mai chiesto o voluto e che finora ha funzionato proprio perché semplice! Certo a piccole dosi perché non sia mai che non si lascino qualcosa che giustifichi altri sequel, ma guai a definirlo film in serie perché questa è arte eh! #Credici
Prometheus partiva con il presupposto di raccontarci l’origine dello Space Jockey, cosa che è stata fatta solo in parte perché ancora non sappiamo come la famosa nave da cui iniziò tutto sia finita su LV-426 ed allo stato attuale dei fatti pare non lo sapremo mai, per finire a parlare di come siano stati creati gli Xenomorfi, è un po’ come se in The Walking Dead un giorno ci svelassero l’origine del virus che trasforma la gente in zombie, non interessa a nessuno! Non è il tema fondamentale della saga! E non mi interessa che farcisca il tutto con discorsi filosofici a la Blade Runner sulla creazione, dio, l’uomo, il suo scopo, l’evoluzione perché è solo fumo negli occhi se alla fine il tutto si riduce all’ennesima carneficina senza darci un qualcosa di davvero nuovo, il tutto scade nel fanservice, situazioni già viste e straviste (e spesso fatte meglio) e soprattutto nella prevedibilità a differenza dei peggiori capitoli della saga che da parte loro hanno cercato di mischiare realmente le carte in tavola senza voler passare per qualcosa che non sono. Non mi pare il caso di parlare delle incongruenze presenti nel film con la saga originale, ma anche con Prometheus stesso, sono diverse e lasciano tanti interrogativi, forse troppi, uno in particolare sta attanagliando il fandom (chi ha visto avrà capito a cosa mi riferisco), personalmente per ora non urlo allo scandalo ma nemmeno canto vittoria, semplicemente Scott e company hanno ancora tempo per correggere il tutto o far tornare i conti per il momento in cui il cerchio finalmente si chiuderà.

CONCLUDENDO

E quindi che ci rimane? Ci rimane per le mani un film visivamente stupendo, perché lo è c’è poco da dire, con un cast pressoché inesistente a parte il solo Fassbander che è bravissimo a dividersi nella parte dei due androidi, David e Walter, una sceneggiatura che tra il già visto e momenti di pura idiozia (no, non è paragonabile al primo incontro con le famose uova) non decolla mai per davvero e che mi ha lasciato piuttosto freddo. Magari al prossimo giro sarà la volta buona.

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13 thoughts on “Alien: Covenant – Recensione

  1. Preso come horror fantascientifico a me è piaciuto molto, sia per la regia che per l’attorE (non c’è mai abbastanza Fassbender a questo molto), per il resto non essendo fan di Alien mi sono tenuta lontana da ogni polemica e mi sono goduta il film per quello che è. Non so dire se ho preferito questo a Prometheus ma sicuramente Coventant è un po’ più “leggero” e quindi simpatico del suo predecessore, sicuramente più disimpegnato e non spinge lo spettatore a diventare matto ponendosi domande filosofiche. Chissà come sarà il prossimo capitolo…

  2. Questa cosa che non si può dire che un nome grosso ha commesso degli errori artistici non la capisco e non la capirò mai, sul serio 😕
    Capisco che all’altro opposto c’è un comportamento odioso, quello di scannare qualcuno per partito preso e senza una motivazione, ma non è che due torti facciano una ragione: sarebbe come dire che non posso criticare Dario Argento per le scelte scellerate compiute in La terza madre e altri film solo perché in passato ha azzeccato Profondo rosso e altro…

    Detto ciò, ancora non ho visto Prometheus, anche se l’hanno passato l’altro giorno, perciò mi sa che il mio approfondimento delle origini xenomorfe richiederà del tempo 😛

  3. Quoto soprattutto la parte del “non c’è bisogno di spiegare tutto”. Un po’ come quando si vede un film con il finale aperto e la gente ne invoca un sequel per sapere come andranno a finire le cose. Per il resto è ammirevole sì il lavoro di produzione e post produzione, ma mi ha lasciato troppo poco, ma d’altronde non avevo grandi aspettative ad essere sincero.

  4. Visto ieri sera. Devo dire di essermi annoiato di meno rispetto a Prometheus [che non boccio totalmente come il resto del mondo] ma questo non lo rende un ottimo film. È bello ma non eccezionale, non portasse il nome di Scott o di Alien ce ne dimenticheremmo tutti dopo qualche mese…

    Sono d’accordo quando dici che nessuno sentiva il bisogno della spiegazione della nascita degli xenomorfi [infatti tutti i pippettoni spirituali, metaforici e religiosi di Prometheus e Covenant sono le più deboli…interessanti eh, ma gestiti con una delicatezza da pachiderma] ma un’ulteriore esplorazione del mondo di Alien non è poi una così cattiva idea [che poi è la stessa cosa che ha fatto Cameron nel sequel con la regina, le uova, ecc, ecc].

    Una trilogia prequel ci sta tutta, il problema è che il primo film non era un film di Alien [come dichiarato dallo stesso Scott, tant’è che non c’è “Alien” nel titolo] mentre Covenant è a metà tra un sequel di Prometheus e un reboot dell’intera saga. Il terzo o salva la barca o la fa affondare definitivamente…

    • Chiaramente Alien chiama più pubblico del tanto criticato prometheus. Anche per me ci sta ma stanno talmente arzigogolando il tutto che forse era meglio lasciare tutto com’era.

      • Il primo grosso errore è stato quello di affidare la sceneggiatura di Prometheus a Lindelof, un bravo ad imbastire misteri ma non abbastanza a risolverli [*coff coff* “Lost” *coff coff*]. Adesso auguri a cercare di collegare Prometheus e Covenant al primo Alien…

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