Transformers 1: la morte di Optimus Prime – Recensione

Transformers: la morte di Optimus Prime

Recensione del primo numero di Transformers, nuova serie bimestrale edita da Panini Comics che riporta nelle fumetterie italiane i famosi robot trasformabili della Hasbro approfittando dell’uscita al cinema del quinto capitolo della saga, Transformers: l’ultimo cavaliere, sempre diretto da Michael Bay.

Panini Comics ci riprova

Ebbene si, non è la prima volta che Panini Comics tenta di portare in Italia le avventure a fumetti dei Transformers, ci aveva già provato tra il 2002 e il 2003 con un mensile da edicola durato dodici numeri (che custodisco gelosamente) che propose i titoli editi in USA dalla defunta DreamWave di Pat Lee, nello specifico due miniserie di Generation 1 e i primi episodi di Armada, per poi ritentarci tra il 2008 e il 2009 con una manciata di volumi con l’adattamento dei film e il volume Inflitration contenente la miniserie omonima edita da IDW. Sempre da IDW sono i titoli proposti in questa nuova avventura editoriale a partire da Death of Optimus Prime. Pubblicato originariamente nel 2012 il one-shot La morte di Optimus Prime fa da starting point ideale per i nuovi lettori dopo ben tre anni di storie dalla serrata continuity e diverse minisere inedite in Italia, e lancia le due serie parallele More Than Meets The Eye e Robots In Disguise. Una scelta coraggiosa da parte di Panini Comics, che la terza sia la volta buona?

Molto più di quel che appare

More Than Meets The Eye, molto più di quel che appare, è proprio il caso di dirlo perché questa serie lo è per davvero. Dopo oltre trent’anni IDW rinnova veramente un franchise il cui plot di base è sempre stato lo stesso, la guerra tra Autobot e Decepticon, per la prima volta possiamo vedere i Transformers da un punto di vista inedito, da una nuova prospettiva. Non lasciamoci ingannare dal fatto che sia un fumetto basato su un vecchio cartoon che a sua volta si basa su una linea di giocattoli, non prendetelo come una bambinata, nonostante la banda verde (che comunque significa lettura adatta a tutti) o solo un prodotto per nostalgici (anche se probabilmente il suo pubblico è formato soprattutto da noi trentenni o quarantenni), questi primi tre episodi di More Than Meets The Eye di James Roberts sono scritti davvero bene, per la prima volta probabilmente dai tempi di Beast Wars Transformers i robot trasformabili sono protagonisti assoluti senza alcun umano tra i piedi e ognuno di essi è caratterizzato in modo egregio, non tanto perché rispettano il carattere dei personaggi (cosa che francamente non so se fa, non conosco così bene i singoli Transformer e nemmeno mi interessa così tanto) ma perché condisce il tutto di dialoghi davvero brillanti che apparentemente possono sembrare anche banali ma in realtà fanno capire tanto dei personaggi che non necessariamente sono amici o si rispettano a prescindere, così da complicare ulteriormente una situazione in cui nonostante non ci sia più una guerra tra fazioni i Transformers non sono mai stati più divisi.

I disegni

I disegni di Rick Noche e Alex Milne sono semplicemente deliziosi, dinamici e cartooneschi senza esagerare o eccellere. Esattamente come la storia il character design nonostante la serie si basi su generation 1 ne prende le distanze e rinnova totalmente il look dei vari transformers rispettandone tratti e caratteristiche fondamentali, talvolta migliorando notevolmente il design originale.

Conclusioni

La nuova avventura editoriale dei Transformers non poteva debuttare in modo migliore, la serie coinvolge, la lettura è scorrevole. Una buona alternativa in un mercato dominato dai supereroi, un acquisto consigliato non solo ai fan di vecchia data dei robottoni trasformabili ma anche a chi ama il buon fumetto di intrattenimento. Io vi ho avvisato, poi non lamentatevi se vi stancate dei soliti crossover Marvel e DC.

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19 thoughts on “Transformers 1: la morte di Optimus Prime – Recensione

  1. Per me i Transformer non sono una bambinata, ma la cosa importante è che un qualsiasi fumetto non somigli ai film di Bay – che al di là di stravaganti trovate registiche ed esplosioni, hanno storielle ridicole, imho.

  2. Io adoro follemente i Transformers, ma rimango perplesso dal franchising. Migliaia di serie televisive, film, raffiche di serie a fumetti. Troppa abbondanza e questo è molto penalizzante. Ma quanti Optimus Prime e Megatron sono esistiti?

    • È sempre stato così ma effettivamente dall’uscita dei film han tirato fuori serie su serie tutte scollegate tra loro, una volta c’era più continuità. Quanti Optimus Prime e Megatron? Bella domanda… a cui risponderò in questi giorni con un bel post dedicato!

      • Anche prima dei film, i what if animati erano tanti: ce n’era uno in cui i primi decepticon erano una puzzola, uno squalo e non so che altro!
        E negli anni ’90, anche i Pretenders erano belli bizzarri…

        • La serie dei Pretenders era sempre in continuity con Generation 1, nella versione giapponese. Hai ragione quelli che citi tu sono da Robots in Disguise, sempre giapponese e primo vero reboot ma oltre a quello poi c’è stata la trilogia di Unicron e al massimo Beast Wars II. Dal film in poi ogni serie animata realizzata è sempre stata indipendente dalla precedente, ad ogni film sembra che ricomincino da zero.

              • Secondo me i giapponesi non fecero un lavoro malvagio, a me Headmasters piaceva un botto, nonostante un paio di puntate in cui la trama era veramente qualcosa di indecoroso, Victory invece è forse la migliore serie dei Transformers….poi ci stava fare un reboot, ma tra film e serie animate ne hanno fatti troppi..

                • Headmasters e Masterforce (o Pretenders come li chiamavamo noi) mi piacevano molto ma non li ricordo quasi per niente, li ho recuperati e un giorno li guarderò. Victory mi pare sia inedita in Italia e non l’ho mai vista, magari recupero anche quella.

    • Sarebbe un sogno: l’ho intravisto da bambino e ho un vago ricordo della testa di “Commander” staccata dal corpo, e la curiosità di sapere come fosse accaduto!
      Chissà se è successo davvero o l’ho sognato…

  3. I Transformers sono uno di quei cartoni animati che non sono mai riuscito a farmi piacere… a me piaceva impersonarmi nei personaggi di una serie e come potevo farlo con delle macchine? C’erano i personaggi umani ma mi stavano tutti sulle palle. Dei robot ho sempre preferito quelli pilotati da esseri umani.
    Cosa diversa per i giocattoli in cui potevo far finta che fossero pilotati da qualcuno. Ne ho posseduto qualcuno mai mai stato un grande fan anche di questi.
    Dello stesso periodo tutta la vita i G.I. Joe!

    Tutta ‘sta storiella per dire che non mi interessa il fumetto, nonostante ne parli bene.

    • Beh, ci sta i gusti son gusti, io ad esempio non sono mai stato un grande fan dei G.I. Joe (serie che guardacaso avrà un bel crossover con i Transformers, M.A.S.K., Action Man e Rom, mi chiedo come gestiranno la cosa in Italia). Diciamo che trattandosi di macchine senzienti, a tutti gli effetti vivi il problema non dovrebbe porsi ma i vari umani in Transformers sono sempre stati messi apposta per permettere ai bambini di immedesimarsi ma alla fine i protagonisti assoluti sono e devono essere i robot, a me non è mai importato granché immedesimarmi, crescendo invece ho sempre guardato al lato caratteriale indipendentemente dal fatto che si trattasse di umani.

      • Non sapevo del corssover ma me ne terrò alla larga, nonostante il film sui G.I. Joe non mi fosse dispiaciuto, il primo perché il secondo lo avevo completamente rimosso, mi è tornato in mente ora mentre rispondevo…
        In generale non amo queste trasposizioni che insieme a cinecomics sono il momento più basso di Hollywood… in futuro lo ricorderanno con z”quando finirono le idee”.

        • Ah momento, io mi riferivo sempre alla serie a fumetti, al cinema non so se arriveranno mai a tanto ma spero di no, a me il primo film dei G.I. Joe non è piaciuto e non ho proseguito la saga. Non son d’accordo sull’aver finito le idee a Hollywood, certo ora l’attenzione è tutta per prodotti di questo tipo o remake vari ma non è che non fosse così anche prima, trasposizioni di fumetti se ne son sempre fatte, remake pure, sul anche (allargo il discorso perché di solito si mette nel mucchio un po’ tutto), ma soprattutto all’anno escono tantissimi film, spesso originali che purtroppo non sempre vengono accolti come forse meriterebbero creando questo circolo vizioso in cui sembra che ad Hollywood vivano solo degli stessi film.

          • Aaaah non avevo capito! Meglio così.
            Argomento idee: è vero che qualcosa di carino e originale esce ma mi capita 2-3 volte su 100.
            Remake sempre fatti, vero, ma di film vecchi di 40anni se non di più, ora lo fanno anche di film meno che ventenni.
            Cinecomics da 2-3 ogni 5 anni a 2-3 l’anno a 12 l’anno.
            Sulla quantità dei film che escono mi hai ricordato il vecchietto di L’Amore Non Va In Vacanza (The Holiday)… io sono come lui, anche se rimpiango gli anni 40/60 pur non avendoli vissuti.

            • Sui remake troppo vicini son d’accordo, anzi a volte li reputo pure inutili nel momento in cui il film X non ha motivo di essere rifatto, una volta c’erano forti limiti legati agli effetti speciali quindi un remake in tempi moderni ci sta, molti film degli anni ’90, ma anche ’80, oggi continuano ad essere bellissimi sotto tanti aspetti e non ha senso fare un remake. Poi non vuol dire che non ne possa uscire qualcosa di buono ma si, su questo son d’accordo. Sui cinecomics invece direi che è più un discorso economico che di idee, il genere tira, gli universi condivisi necessitano più titoli all’anno, gli attori non sono eterni quindi si batte il fuoco finché è caldo… e così via.

              • Secondo me un po’ e un po’.
                Ci sono anche le trasposizioni dei videogiochi che ancora non tirano molto per fortuna, però già se ne vedono di più confronto ad una decina di anni fa.

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