DC Icons: Green Arrow – Recensione Action Figure

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In vista del mio ormai imminente compleanno da eterno bambino ne ho approfittato per farmi un regalo, una bella action figure di Green Arrow che avevo addocchiato da un paio di mesi, da non confondere con quella brutta copia di Arrow conosciuto anche come il wannabe Batman, della linea DC Icons from DC Collectibles ispirata non alla versione moderna del personaggio ma a The Longbow Hunters, i cacciatori dell’arco lungo, la mitica miniserie di Mike Grell che ridefinì Freccia Verde nel periodo post-Crisis rendendolo protagonista di storie dalle atmosfere reali, cupe ed urbane, lontano dai canoni supereroistici, che poi sono le storie a cui si sono ispirati anche per Arrow mancando di brutto il bersaglio. Ad un paio di giorni dall’acquisto ecco la recensione.

LA CONFEZIONE

DC Icons Green Arrow Figure Packaging

Chiusa con figure a vista, cartone bianco con dettagli giustamente in verde, uno 03 che indica la numerazione nella serie, nella O di Icons la G a forma di freccia del logo originale di Green Arrow posta anche sopra la confezione e sul lato. Nel retro invece semplicemente delle foto raffiguranti la linea completa che oltre a Green Arrow comprende Batman, Deadman e Mister Miracle.

La confezione comprende ovviamente la figure, un arco, due mani di ricambio con altre pose e un set di frecce da inserire nella faretra o sull’arco.

LA FIGURE

La figure alta solo 15 centimetri ha uno sculpt notevole ma non è identica alla versione a cui si ispira, infatti le tonalità di verde usate sono diverse, soprattutto nelle maniche più scure rispetto al fumetto e nei pantaloni, le maniche inoltre cadono più aderenti rispetto al cartaceo e soprattutto la maschera ha gli occhi bianchi a differenza dei disegni di Grell che hanno gli occhi a vista. Ma sono solo dettagli inutili da precisino, personalmente ho sempre preferito le maschere con occhi bianchi.

Il modello ha diversi punti di snodo e articolazioni che permettono diverse pose dinamiche: collo, spalle con snodo sferico, bicipiti, gomito con doppio snodo, polsi, torso, addome, anche, ginocchi con doppio snodo, stinchi e caviglie. Il problema di queste figures è che spesso e volentieri è difficile trovare l’equilibrio giusto per farle stare in piedi nella posa desiderata costringendo noi malcapitati a metterli nelle classiche e banalissime pose in piedi, l’ideale sarebbe avere dei display stand come usano tanto nelle figure giapponesi così da poter anche simulare azioni in salto. Aggiungiamoci poi che occasionalmente le giunture possono essere più o meno cedevoli così da rendere ancora più ardua l’impresa, è il caso della mia che ha le ginocchia che fanno Giacomo-Giacomo ma che incredibilmente non è mai caduta in questi giorni a differenza della figure di Harley Quinn con il costume classico della linea Arkham Knight sempre DC Collectibles che ci siam dovuti arrendere ad appoggiare ad una parete della libreria dove stanno esposte in attesa di una bella vetrinetta per il futuro, ahimè non troppo vicino.

DC Icons Green Arrow figure

Le mani base sono pugni serrati sostituibili con due mani predisposte per impugnare l’arco, la sinistra, e incoccare la freccia. L’arco è morbido ma purtroppo nel cercare di farlo impugnare mi si è proprio spezzato, ora devo capire se è un problema mio che uso troppa forza o proprio non fanno delle mani adatte alla loro funzione, per fortuna niente che un goccio di Super Attack non abbia risolto. La figata è la corda dell’arco, un elastichino che si può tendere per davvero e fermare sulle dita dell’altra mano, inoltre le frecce si possono incoccare sulla corda dell’arco ed è notevole considerato le piccole dimensioni. Dimenticavo di dire che le frecce sono due singole e due doppie perché Oliver può lanciare più di una contemporaneamente ma niente frecce con accessori strani tipo la freccia guantone da boxe, solo vere frecce di plastica.

DC Icons Green Arrow arrows

Soddisfatto del mio acquisto? Direi proprio di si, assolutamente si, l’unica vera pecca è la scala, decisamente più piccolo di altri modelli DC, non solo DC Direct come le Lanterne ma anche DC Collectibles come l’Anti-Flash dalla serie tv e la Harley Quinn Arkham Knight che citavo poco fa, e non solo perché indossa i tacchi, ma non c’è problema per gli altri modelli della serie Icons.

DC Comics Action Figures Sinestro, Green Lantern, Green Arrow, Reverse-Flash

E con questa immagine di Freccia Verde nano vi saluto. Buone vacanze!

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14 thoughts on “DC Icons: Green Arrow – Recensione Action Figure

  1. Intanto, il giorno del tuo compleanno, fatti gli auguri da parte mia 😉
    Poi… sembra una figure carina 🙂
    Certo, vuoi mettere con Oliver Wayne e, magari, un bel diorama a forma di isola, in cui si perde col pensiero ogni volta che gli cade una penna o vede un semaforo rosso? XD

  2. Nelle maniche allora ha preso ispirazione dalla controparte televisiva :D. Io, ignorante sul tema come sono, non conoscevo Green Arrow, prima del telefilm con Amell. Quando sono andato a vedere com’era realmente il personaggio..beh sono rimasto un attimo così, non me lo immaginavo con il pizzetto spesso e biondo :D. Ma ci sta 😀 che la controparte televisiva fosse più patinata, visto quello che è effettivamente “arrow” e il suo target di pubblico.

  3. Lobo della Planeta? Che fegato! 😆
    Già non si capisce in inglese e non che la Play Press fosse tanto meglio (mi hanno riportato certe traduzioni fatte col culo che da ragazzino non avevo notato), mentre la Lion mi dicono non slanghi (la PP sì ma usava troppe kappa, che oggi è considerato linguaggio bimbominkia), però Planeta, no!

    • Ho preso quello più comodo da recuperare, ho iniziato con lo spillatino Lion ma 2,95 per un episodio era troppo e poi mi son preso i volumetti Planeta. Ti dirò, non saprei dirti ma non ho trovato errori particolari come in altri albi Planeta, però mi pare ci fossero le k anche li. E al di là di tutti i problemi della Planeta era 1000 volte meglo della Lion e più coraggiosa, iniziative del genere oggi possiamo scordarcele.

      • Allora mi sa che fa parte delle traduzioni in collaborazione con la Magic Press. Se ricordo bene facevano strafalcioni di grammatica ma traducevano bene… e proprio con Lobo si erano rifatti allo slang della PP. Mi sta tornando in mente poco a poco.

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