IT – Recensione

It poster

Avevo circa dodici anni quando comprai IT di Stephen King. Non ricordo nemmeno perché lo feci, non avevo ancora visto la miniserie tv (recuperata solo di recente), ne sapevo davvero poco e finì col mollarlo dopo una cinquantina di pagine, lo trovai noioso. Forse era troppo pesante per un ragazzino, chi conosce la scrittura un po’ prolissa di King saprà di che parlo. Solo diversi anni dopo lo ripresi in mano, avevo già superato i venti e iniziato a lavorare, impiegai circa sei mesi a leggere le sue circa 1200 pagine, lo leggevo nei venti minuti che mi rimanevano durante la pausa pranzo a lavoro, uno spazio che ho continuato a dedicare alla lettura dei romanzi, ma IT entrò nel mio cuore, IT è in assoluto il mio romanzo preferito, un vero capolavoro. Tutto questo per farvi capire quante speranze riponessi per il film di Andrés Muschietti, specialmente dopo il disastro de La Torre Nera pochi mesi fa.

Finalmente il giorno è giunto, IT è uscito nei cinema italiani con il suo bel ritardo e, posso dirlo con certezza, le mie aspettative non sono state disilluse! Il primo vero film basato sul romanzo di King, è davvero un bel film.

Lo dico subito. IT non fa poi tanta paura, come sottolineavano nell’intervallo delle ragazze sedute alla mia destra nonostante nel secondo tempo non facessero altro che spaventarsi anche per le scene dove lo spavento era scontato, ovvero quasi sempre. Quindi abbiamo tra le mani un horror che non fa paura? Ni, nel senso che ridurre IT al solo horror è ingiusto nei confronti di quest’opera. Pensare al solo Pennywise, l’iconico Pagliaccio Ballerino, è riduttivo. IT è un racconto di formazione e di crescita, la storia di questo gruppo di ragazzini, i Perdenti, che si è trovato costretto ad affrontare le proprie paure, paure che non necessariamente sono qualcosa di sovrannaturale  come lo è Pennywise, ma qualcosa di tangibile, qualcosa che tutti in un modo o nell’altro abbiamo provato alla loro età. Tutte le polemiche legate all’aspetto del Pennywise di Bill Skarsgard, all’ingiusto e pregiudizievole confronto con il Pennywise di Tim Curry da parte dei nostalgici dell’epoca che fan finta di non vedere tutti i difetti della mini tv, sono totalmente superflue nel momento in cui il film riesce a rappresentare al meglio il legame che unisce quelli che sono i veri protagonisti del film, nonostante il titolo porti il nome del mostro, ovvero Bill, Richie, Beverly, Ben, Eddie, Mike e Stan, e quello che rappresentano.

Per i puristi degli adattamenti la sceneggiatura di Cary Fukunaga è fedele al romanzo dove deve esserlo, prendendosi più di una libertà ma rispettandone lo spirito, quello di cui parlavo poco fa, in tal senso è più fedele la miniserie tv degli anni ’90 ma laddove mancavano alcuni passaggi nella sceneggiatura essenziali a tenere insieme il tutto qua tutto fila liscio e viene contestualizzato agli anni ’80 che contrariamente a quanto ho letto nel web non ho trovato così invasivo nel suo citazionismo se non in un paio di casi. Adattare alla perfezione un romanzo è praticamente impossibile, specialmente se si tratta di un opera complessa ed articolata come IT, e l’unica soluzione concreta per farlo era quello di scorporare il film in due parti, la prima con i protagonisti ancora bambini negli anni ’80 e poi da adulti al giorno d’oggi, sacrificando il parallelismo tra le due linee temporali presenti nel romanzo e tutto ciò che comportano.

Jurassic Park, Il Pianeta delle Scimmie, Dexter, 22/11/63… tutti romanzi che ho letto solo dopo aver visto i film o le serie tv che ne hanno tratto, e che una volta scoperto e amato la versione originale ho continuato ad apprezzare per quello che sono. Per IT è stato diverso, è stato il primo film tratto da un romanzo che avevo già letto (La Torre Nera non conta tanto son diverse le due cose), un senso di strana insoddisfazione infondo infondo ci sarà sempre, un po’ per quello che rappresenta per me, un po’ per la complessità dell’opera stessa che rimane irraggiungibile ma è innegabile che han fatto un lavoro egregio, se proprio devo trovarci un difetto sta nell’aver premuto troppo sul triangolo amoroso (tra chi non lo dico) bruciandosi un qualcosa che avrei preferito rimanesse inalterato e che mi auguro non scada in un inutile cliché per il sequel, e il destino di un personaggio che lascia con alcuni punti di domanda di troppo.

In conclusione se cercate un horror in senso stretto allora IT non fa per voi, ma se cercate qualcosa che vada anche vagamente oltre e non sia fine a se stesso e se amate alla follia titoli come I Goonies, Stand By Me o il recente Stranger Things, che per uno strano cortocircuito riesce ad essere sia figlio che padre di questo film, allora si, assolutamente si. E poi correte a comprare il romanzo.

31 pensieri su “IT – Recensione

  1. La vecchia miniserie… ricordo che la prima metà mi era piaciuta, la seconda no. Questo film ancora mi manca, spero sia bello – finora ho letto solo cose buone, si vedrà.

    I due Pennywise, vecchio e nuovo, mi sembrano entrambi fighi e spaventosi per motivi diversi: il nuovo è più minaccioso, fa uno 0,5% di paura in più sin da subito, ma non vorrei trovarmi in una stanza chiusa con nessuno dei due, e i clown non mi fanno paura 😛

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  2. Ho adorato il romanzo, è sicuramente il mio preferito di King, ma stranamente non partivo prevenuta perché sia su Istagram che Facebook quello che traspariva dai coinvolti era amore puro per l’opera. E infatti il risultato è stato un film splendido, pur con le inevitabili imperfezioni derivanti da budget ridotto (la CGI bruttina) e dall’impossibilità di riportare sullo schermo l’opera Kinghiana senza cadere nel prolisso e nel ridicolo. Adesso si aspetta con ansia il sequel *__*

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    • Intanto grazie per il commento 🙂 anche io mi sentivo tranquillo su IT a differenza de La Torre Nera che puzzava di bruciato già dall’annuncio di Idris Elba, non me ne voglia, è un grande attore ma cambiando Roland han cambiato tutto il Medio Mondo.

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  3. Non vedo l’ora di andarlo a vedere! Anche per me è stata una delle storie preferite di King e sono curiosa di vedere come l’hanno resa. Avevo 11 anni quando ho visto la miniserie da sola, ora da “anziana” ( ahahah) chissà che effetto mi farà! Sicuro non paura! 😆

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  4. Fantastica recensione! Ho visto il film e mi è piaciuto tantissimo, infatti non vedo l’ora che arrivi il 2019 per la seconda parte.. son curioso anche di sapere chi scrittureranno per le parti dei ragazzini.. secondo me con un cast stellare (e altrimenti non potrebbe essere visto il successo anche di questo film) il film farà il botto! 😊😊
    Ora comunque devo leggermi il libro.. ho provato più volte a leggere King e non voletemene ma lo trovo troppo pesante.. mi spiego meglio, si sofferma su troppi dettagli e sinceramente la scrittura prolissa non mi piace, oltretutto It essendo un tomo di 1200 pagine devo dire che sarebbe un’impresa ardua, però voglio provarci! Sicuramente una volta letto il libro il film non sarà allo stesso livello, però purtroppo è sempre così! Però questo film rimane davvero un bel nuovo pezzetto di cinema che ha reso giustizia al più grande e rinomato lavoro di King.. 😊

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  5. Bello leggere le recensioni di voi amici blogger :). Secondo me, la formula di It è vincente: meglio che non abbia cercato la strada dell’horror puro, anche perché oramai fare un horror puro, nel 2017, è diventato ormai una partita a perdere sicuro. La miniserie del ’90 è un cult ‘pop’, secondo me lo diventerà anche questo film. Il tutto grazie alle ottime prove degli attori che interpretano Pennywise e, nella pellicola del 2017, grazie alla prova dei giovani attori.

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  6. Dopo aver letto il libro, sono morta dal ridere vedendo la vecchia mini-serie, che sarà pure stata “terrificante” e riuscita negli anni ’90, ma che adesso, almeno per me, lascia il tempo che trova. Grazie alla tua bella recensione, sono ancora più curiosa di scoprire questa nuova incarnazione di IT!

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    • Grazie per i complimenti, siete troppo buoni! La mini anni 90 era terrificante per i ragazzini dell’epoca, trovo impossibile credere che un adulto possa davvero spaventarsi per quella trasposizione, ma anche per questo film eh. Chi ha letto il romanzo difficilmente apprezza quella mini serie, chi non l’ha letto e non ha le fette di salame sugli occhi ne riconosce ogni limite, poi capisco l’affetto e l’effetto nostalgia ma non si deve confondere con la qualità.
      Poi facci sapere che ne pensi una volta visto 😉

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    • Ma sì, grosso modo anche la sua è positiva però manca di entusiasmo a differenza della tua, contrariamente a quando nominava la pellicola nei mesi scorsi.
      Su che punti non concordi? A lui ad esempio non ha convinto Pennysaggio mentre a te sì. Poi secondo lui si fa troppo alla vecchia serie più che al libro mentre per te è stato rispettato nei limiti del possibile. A memoria non ricordo altro.

      Il motivo principale per cui non ho intenzione di guardare il film è perché non ne sentivo affatto il bisogno. Avrei potuto anche aspettare il passaggio in TV o scaricarlo una volta uscito nell’home video/noleggio ma due cose non mi vanno giù:
      1. il pagliaccio con la capoccia da nano (larga e con fronte alta)
      2. il cambio cronologico

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      • Per cambio cronologico che intendi?
        Mah, io sinceramente ci ho visto ben poco della mini tv, che a me non piace per niente, se non qualche omaggio, in più punti tocca tocca eventi del romanzo assenti nella mini.
        Per il resto Pennywise come dici tu e l’averlo ambientato negli anni 80 che non lo vedo come un tentativo di seguire una moda dal momento che la stesura della sceneggiatura è precedente all’uscita di Stranger Things che li ha riportati in auge ma soprattutto per il semplice fatto che la scelta è dovuta al voler attualizzare la parte degli adulti ai giorni nostri, cosa fatta anche nella mini tv dove tutto era spostato in avanti di un decennio.

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    • Ciao scusa se rispondo ora ma il commento purtroppo era finito in spam, non so come mai. Ho sbirciato il tuo blog un po’ di fretta e mi pare di capire che ti stia piacendo, giustamente aggiungerei 😛 appena posso torno a leggere un po’ qua e la, spero di rivederti da queste parti 😉

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