[DC Comics USA] Doomsday Clock #1 – un parere fuori dal coro

Doomsday Clock 1

2012 – Esce Before Watchmen, prequel della miniserie di Alan Moore e Dave Gibbons che rivoluzionò il fumetto supereroistico nella seconda metà degli anni ’80, e venne accolto come una bestemmia, un oltraggio a quell’opera.

2017 – Esce Doomsday Clock #1, la nuova saga della DC Comics realizzata da Geoff Johns e Gary Frank che fa collidere l’universo DC con quello di Watchmen e tutti impazziscono accogliendo questo primo numero con ovazione ed euforia.

Fermi tutti! Che diavolo mi sono perso?!?

Che la DC volesse coinvolgere Watchmen nel suo nuovo evento per risolvere e/o svelare cosa successe in realtà all’epoca del reboot non è una novità, si sapeva già dall’uscita di DC Universe Rebirth a inizio anno (se ne parlava qua) e a dirla tutta non è nemmeno la prima volta che succede, basti pensare a Multiversity di Grant Morrison. Che poi, cosa ci sarebbe da svelare? Jim Lee e Geoff Johns han fatto una gran cavolata con il reboot, qualcuno se ne è accorto subito, altri troppo tardi, altri ancora continuano a negare il tutto forse perché incapaci di scorgere la verità o forse perché non hanno le competenze per farlo e non gliene si può fare una colpa, non sempre almeno.

Quello che non si sapeva era che Johns con Doomsday Clock volesse realizzare un dannato sequel per Watchmen, poi potrà ripeterci quante volte vuole che questo non vuole essere un sequel ma i fatti dimostrano il contrario, in questo primo numero l’autore immagina esattamente qualcosa che non avevamo affatto bisogno di sapere ovvero cosa è successo dopo gli eventi di Watchmen. Quindi si, è un dannato sequel. Forse la storyline sequel non è la portata principale del piatto ma sicuramente ne fa da contorno.

Per quanto poi la storia possa anche essere “bella”, “leggibile” o “coinvolgente” e “disegnata bene” non posso fare a meno di pensare che Johns di Watchmen, del suo significato e dei suoi personaggi non abbia capito nulla. O forse lo ha capito fin troppo bene: il fine giustifica i mezzi. E quindi ecco giustificato lo stupro di un opera importantissima e della banalizzazione dei suoi personaggi, perché é quello che è successo a Ozymandias, tutto pur di creare hype e vendere l’ennesima storia evento che dovrebbe, o meglio potrebbe, sistemare e giustificare i casini di continuity creati dalla stessa DC Comics. Il progetto di Johns e Frank non è qualcosa di ambizioso, è qualcosa di arrogante. Johns non è Moore e Frank non è Gibbons. Dalla prima all’ultima pagina c’è un continuo cercare di omaggiare l’opera originale sia nei testi di Johns, che maldestramente cerca di imitare Moore, sia nello storytelling di Frank con le griglie delle tavole e i colori identici a quelli di Gibbons, stravolgendone il senso, rendendo Watchmen qualcosa che non era, ovvero un comunissimo fumetto di supereroi. Ma dopotutto è lo stesso che è accaduto ai personaggi WildStorm una volta integrati con l’Universo DC nei New 52.

La chiave di lettura metaforica lanciata con Universo DC Rebirth che vedrebbe da Watchmen in poi un diffondersi di eroi fallibili e fallimentari al posto dell’eroismo puro è anche interessante e tutto sommato veritiera, basti pensare a praticamente tutti i titoli del genere nati al di fuori delle due grandi major che salvo poche eccezioni son finite con l’essere un susseguirsi di titoli pressoché identici l’uno all’altro, ma allo stesso tempo è come se Johns e compagnia sputassero nel piatto dove hanno mangiato fino all’altro ieri e che han contribuito loro stessi a creare, quasi un voler dare la colpa a Watchmen e a ciò che ha comportato nel mondo del fumetto quando in realtà dovrebbero soltanto farsi un esame di coscienza e ammettere che tutto quel che di sbagliato c’è stato nella DC post reboot è solo colpa loro, non è colpa delle atmosfere cupe e violente figlie di Watchmen ma solo di scelte sbagliate, perché ripeto lo stesso Johns ha contribuito al proliferare di questo tipo di storie, vi basti pensare al destino di Superboy Prime in Crisi Infinita o a tutta Blackest Night, eppure all’epoca non c’era nessun problema salvo questione di gusti, i personaggi e i fumetti DC funzionavano tutti alla grande, con il reboot qualcosa è cambiato e non ha resistito nel tempo. Inutile allora tirare in ballo nuovamente Watchmen, un po’ per spremere ancora l’altra gallina dalle uova d’oro dopo Batman, un po’ per distogliere l’attenzione dai veri colpevoli del declino degli eroi DC e trovando un capro espiatorio.

Il problema non è tanto toccare Watchmen, purtroppo non è qualcosa di intoccabile per colpa dello stesso Moore che non ha vincolato legalmente l’opera a se stesso come fece Neil Gaiman con Sandman, per quanto mi riguarda non ho nulla contro Before Watchmen pur ammettendo di non aver letto nemmeno una delle miniserie del progetto pur avendone la possibilità, in quel caso si trattava di storie che si basavano su episodi accennati da Moore all’interno della storia originale, una mera operazione commerciale certo ma pur sempre circoscritta a quel mondo distopico. Anche il coinvolgimento del solo Dottor Manhattan nel reboot DC tutto sommato era accettabile. Il problema sta nel voler narrare un dopo, nel voler incrociare i due mondi. Due mondi inconciliabili perché Watchmen nasce per essere la distruzione dei supereroi e tale deve rimanere. Quel che di sbagliato succede al di fuori di Watchmen è solo colpa di autori pigri.

Poi possiamo anche raccontarci come si dice sempre in queste situazioni che l’opera originale non ce la toglie nessuno e rimane lo stesso un capolavoro, e ci mancherebbe altro, ma in questo modo non facciamo altro che incentivare operazioni di questo tipo, tanto che ci frega? Basta che la storia in questione sia ben fatta anche a costo di stravolgere il senso di quanto realizzato prima.
Dopotutto se l’accoglienza della saga si riduce a cose tipo, e non sto scherzando, “Basta che il nuovo Rorschach sia violento come il primo” forse Johns non ha tutti i torti e ci ha visto giusto.

Doomsday Clock alla fine della sua corsa potrà anche essere una bella storia ma, a costo di sembrare snob, l’arte è ben altro. Sarò strano io.

Curioso poi che la stessa DC che vuole un ritorno dell’eroismo puro stia realizzando le versioni mature e cupe dei personaggi Hanna-Barbera.
Ah, la coerenza.

8 risposte a "[DC Comics USA] Doomsday Clock #1 – un parere fuori dal coro"

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  1. Di questa roba legata a Watchmen ho letto solo… Watchmen 😛
    Premesso che non vado matto per Alan Moore, anzi… non posso però negare che con l’universo DC centra ben poco e giusto con l’idea di un macroevento del genere “universi in collisione” potrei pensare di mettere insieme Supermanzo e cricca contro i minutemen.
    In Multiversity ci stava anche, quel mondo era il solito mondo what if ultraderivativo, lì iniziava e lì finiva, ma inserire nell’universo “canonico” i personaggi originali di una storia così diversa, per spirito e filosofia, rischia di creare un problema di coerenza che può danneggiare tutto l’impianto dell’ambientazione fino al prossimo evento del tipo “scusate, scherzavamo, ora puliamo tutto”.

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    1. Per quanto mi riguarda ha già danneggiato Watchmen e il suo significato, perché quell’opera non prendeva una posizione netta alla fine, lasciava al lettore ogni riflessione su cosa fosse più giusto fare, quel “ho fatto la cosa giusta, vero? ha funzionato alla fine” qua trova una risposta che non avevamo bisogno di sapere e anche quel “non sono un cattivo da fumetto” ormai si è trasformato esattamente in un cattivo da fumetto.

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  2. Che aggiungere?
    Ah sì, che Superman senza slip rossi fa schifo disegnato da Frank! 😁

    Comunque resto curioso (sono 18 mesi) di dove andranno a parare alla fine di tutto e più ci si avvicina alla fine e più mi convinco che sarà una delusione!

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  3. Anche io sono della scuola che ha letto Watchmen… e basta. Non ho avuto bisogno di sequel. A dire il vero non avevo bisogno neppure del film. Mi bastava il capolavoro originale a fumetti 🙂

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    1. A me il film però è piaciuto molto. Il mio discorso non è sul non dover toccare Watchmen, non mi piace il modo in cui è stato toccato, toccare il finale e trasformarlo in un banalissimo fumetto è una porcata.

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