Stranger Things stagione 2 – Recensione

Stranger Things Season 2 poster CR: Netflix

Stranger Things, la serie televisiva americana distribuita da Netflix  ideata dai fratelli Duffer, ritorna per una seconda stagione che non ottiene quell’effetto sorpresa della prima, ma nemmeno sprofonda nello scontato e nel rischio “delusione” che molti temevano o auspicavano.

Stranger Things 2 continua a far lustro e anzi usufruisce ancora di più di tutto quello che critica e pubblico hanno amato della precedente avventura, ci fa vivere di più i giovani protagonisti: Mike, Dustin, Lucas, la perduta Undici e il ritrovato Will con i giusti spazi e tempi, ognuno di loro porta a un puzzle preciso di situazione e conseguenze , in particolare stupisce la recitazione di Noah Schnapp con l’approfondimento della traumatica esperienza vissuta da  Will che ci fa vivere una connessione al tema del mostro praticamente opposta alla prima stagione.  Il chiaro punto di forza della serie sta proprio nei protagonisti e nel loro relazionarsi tra dialoghi nerd, liti e pura, giovane amicizia, aggiungendo qualche elemento vincente con i nuovi personaggi di Maxine (Sadie Sink), una ragazzina amante dei videogame appena trasferitasi nell’ormai movimentata cittadina di Hawkins e il fratellastro Billy (Dacre Montgomery) quel ragazzaccio/bullo che con il cambiamento di Steve verso la fine della stagione precedente (credo una delle poche cose davvero originali delle serie) sarebbe venuto a mancare nella narrazione. Entrambi i nuovi personaggi con gran plauso ai rispettivi attori non fanno sentire un’invadenza che talvolta si percepisce quando il cast si allarga sopratutto in racconti basati sull’amicizia di gruppo come questo, anzi l’entrata di Maxine nel nostro gruppo di scapestrati non sarà molto semplice poiché si ritrova non solo in un ambiente nuovo ma anche nel bel mezzo di un avventura tra mostri e fantascienza ben poco convincente all’inizio e quando arriverà il momento di “credere” e sopratutto rimettere al suo posto l’abusivo fratellastro farà la sua parte.

MadMaxStrangerThings2

La stagione comincia in modo meno coinvolgente della prima,  è più lenta per diventare un crescendo vero la fine, gli ultimi due episodi sono scoppiettanti e i migliori a mio avviso di ciò che si è visto fino ad ora nella serie sia come scelte registiche, sia come pathos nella narrazione e con un finale veramente tenerissimo e commovente. La story line che ho percepito più sottotono è quella di Nancy e Jonathan che sono stati un’ottima sorpresa nella prima stagione tanto quanto insipidi in questa, probabilmente sarà complice anche il fanservice forzatissimo sulla perdita di Barb, personaggio diventato famoso nel web devo ancora capire per quale motivo, che ha quindi mozzato un po’ le ali all’ex-amica in questo contesto e che perciò ha dovuto passare improvvisamente metà stagione a struggersi per lei e forse finalmente con una scena finale immeritata ci siamo tolti il dente Barb una volta per tutte si spera! SPOILER ALERT evidenziate il testo per leggerlo a vostro rischio e pericolo Mi auguro solo che per coerenza il web chieda giustizia anche per Bob (Sean Astin) perché allora non ci siamo proprio, voglio dire almeno Bob qualcosa ha realmente fatto, anzi è l‘eroe di questa stagione a suo modo. FINE SPOILER

Will poster Stranger Things 2Questo mi riporta invece alle due story line migliori di questo secondo capitolo: quella già citata di Will e la madre Joyce (Winona Ryder), che ormai potrebbe essere seconda solo a Batman nell’arte dell’investigazione,  con l’ombra perenne dei demogorgoni e il mostro ombra gigante inquietantissimo ribattezzato “Mind-Flayer” (adoro il suo testone da Alien) che assicura suspance, horror e tante risposte in più su queste adorabili creature rispetto alla scorsa stagione e, ancora una volta, vi è quella di Steve che ritrovatosi nuovamente in mezzo alle folle vicende dei ragazzini continua a tirar fuori il meglio di se. Passato un po’ in sordina ma ben girato anche l’approfondimento sul passato e sul presente di Undici, se proprio devo fare un’appunto certe decisioni e cambiamenti d’aria per il personaggio sono arrivate un po’ tardi, ho apprezzato molto la settima puntata con la scoperta di un altro personaggio dai poteri psichici, Kali/Otto (Linnea Berthensen) interessante soggetto e interessanti abilità ma i cambiamenti di pensiero per Undici si svolgono troppo repentinamente nel corso di una sola puntata, l’avrei fatta arrivare da questa sorella perduta almeno un’episodio prima, diciamo che la scelta mi è saputa da classico svolgimento di puntata di Flash, Arrow etc.. nonostante l’indubbia e superiore qualità rispetto a queste serie. 

Stranger Things perciò si riconferma quella serie figa e coinvolgente che esattamente non porta nulla di nuovo, rimane un continuo citare, omaggiare e scrivere su cose già viste e passate ma che con gran classe sa rimescolare quegli stessi cliché riscrivendoli nei loro punti di forza e cambiandoli dove diventerebbero noiosi o dove già in passato presentavano difetti, un esempio stupido su tutti: il trattamento dei triangoli amorosi, in questa serie non si sa dalla prima puntata per chi pensa l’ago della bilancia, possiamo dire quindi che è forse più ovvia nella suo svolgimento che nei suoi contenuti in realtà. Inoltre c’è un ritorno ai protagonisti veramente buoni e veramente giovani che da tanto mancano nelle serie tv e senza nemmeno dover essere dei santi, credo che il solo calore umano e famigliare trasmesso dalla serie valga già la pena di farsi guardare. In conclusione la difficile operazione di riconferma dopo un’ottima prima stagione avviene con i suoi tanti pregi e pochi, sorvolabili difetti e lentezze.  Se dopo la prima stagione mi ponevo domande sul destino di Undici,ora in previsione della terza di mostri-telepati-democani non m’importa più una cippa datemi  solo un’overdose di Steve baby sitter a tempo pieno con i ragazzi e lascio passare tutto il resto!  

Steve Harrington Stranger Things 2

#GiustiziaPerBob!

19 pensieri su “Stranger Things stagione 2 – Recensione

  1. Condivido la tua osservazione finale: meno mostri in ST3, anche se appunto la serie si chiama ‘Stranger Things’ :D. Sennò diventa come Arrow e Flash, con tutti quei metaumani fastidiosi…O roba che finisco per invocare, con tutti quei mostri, un Duke Nukem o un Lo Wang..ahhah

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  2. Bob is the new Barb 😉
    Non mi ha entusiasmato così tanto questa seconda stagione, la qualità è sempre otttima ma i Duffer hanno evitato il proiettile, quello che sapevamo del sottosopra resta invariato rispetto alla stagione uno. Inoltre le sotto trame procedono in maniera fin troppo slegata tra di loro, insomma “Strane cose” ha ancora ottimi margini di miglioramento, spero che i Duffer non si siedano sugli allori delle trovate nerd e delle gag facili. Cheers!

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    • Concordo sulle spiegazioni col contagocce, qualcosa in più sui mostri (pochino eh) si comincia a sapere, un po’ con l’apparizione del mostro ombra, del loro modo di agire e vivere e giusto delle ipotesi fatte comunque da loro su cosa dovrebbero essere, certo sempre troppo poco, infatti questa volta gliela lascio passare .. nella terza se non c’è qualcosa di più preciso gliela lascerò passare meno. Idem per le persone “dotate” come Undici, dopotutto sono talmente cose già citate e già viste che la cultura per darmi anche una spiegazione da sola o non averla ce l’ho, però per una serie e quindi per la narrativa sarebbe una grossa carenza. Vedremo.

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  3. La vedo come te: nulla di nuovo, si insiste (per fortuna) su quella scia con migliorie (relazioni tra personaggi, Steve su tutti) e qualcosa che mi paice meno (la fantascienza più spinta e, però, confusionaria). La terza stagione ancora non entra in lavorazione, spero non passino secoli…

    Moz-

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  4. Resta una gran serie: io sono tra quelli che non hanno apprezzato il famigerato episodio 7, ma a parte quello me la sono divorata anche più voracemente della prima. I nuovi personaggi sono davvero azzeccati, con Bob sopra tutti!

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  5. Lo straordinario (meritatissimo) successo soprattutto nel web (si sa infatti che i dati reali di audience gradimento delle sue produzioni sono tenute segrete da Netflix) della prima stagione di Stranger Things l’ha rapidamente trasformata da fiction “che piace alla gente che piace” a prodotto a rischio antipatia, giacché il microcosmo (ma dalle potenzialità virali pazzesche) del mondo social è noto per la sua capacità di cambiare opinione alla velocità della luce!
    Fortunatamente questa seconda stagione si muove senza azzardi, perché non c’è nulla né di veramente geniale o rivoluzionario (non siamo nel target di Twin Peaks 3) né di veramente piatto (non è un procedural), ma anzi la riproposizione di quel saccheggio anni ’80 (divenuto praticamente un’etichetta Netflix che strizza gli occhi al grosso del suo pubblico pagante dei ventenni/trentenni) e soprattutto la voglia di emozionare con personaggi ancora più a tutto tondo della prima stagione.
    Chiaramente la sensazione base è sempre quella di una storia che si sarebbe potuto raccontare in due ore di film, ma il problema in realtà non si pone: qui siamo nell’occhio del ciclone di quel processo di trasformazione ed aggiornamento dei generi, per il quale non è più lo storytelling a fare da discrimine ma il modo con cui viene messo in scena e/o serializzato.
    Ancora una volta mi stupisce la semplicità ed il garbo con cui hai pacatamente circoscritto tutto ciò che c’era davvero da dire su questa seconda stagione ed ho trovato i tuoi commenti sui nuovi personaggi davvero impeccabili!
    Non so come fai, ma anche quando sai di avere ragione, non c’è mai arroganza nella tua voce e nemmeno supponenza, tanto che leggerti fa in me rievocare l’immagine di una giovane educatrice (nello specifico la maestra Jennifer Honey di Matilda, nella riduzione cinematografica che nel 1996 fece Danny DeVito dall’opera di Dahl e che vedeva una allora bellissima e solare Embeth Davidtz nel ruolo della docente).
    È sempre un piacere leggerti, Iso.

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    • Sono molto d’accordo con quello ce dici, sopratutto sulla questione ” film” e sul modo di mettere in scena, cosa che è veramente un pregio di questa serie. Guarda ti ringrazio veramente di cuore per i complimenti ma sopratutto per il paragone perché Matilda è stato uno dei miei film preferiti nell’infanzia (anche oggi devo dire) e ricordo benissimo il personaggio, quindi, ripeto, con affetto ti ringrazio molto 🙂 !

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  6. Ho adorato anche questa stagione, tanto quanto (e forse più) della prima, soprattutto per lo stupendo lavoro fatto sui personaggi e per la crudeltà pessimista che fa sempre un po’ da fil rouge dei singoli episodi. Aspetto ulteriori sviluppi e una terza serie che finalmente possa esaudire un mio desiderio (#teambob ma anche #teamjim e che cavolo. Non la vogliamo dare una mamma ed Eleven? :))

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    • Eh sì, la cosa bella è che quando tifi per qualcuno poi la serie rimescola le carte in tavola, sono dei bei furboni và! Per non dire altro. Beh ovviamente in questo caso c’è rimasto poco su cui propendere, chiaro haha ;D !

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  7. Pingback: Stranger Things 3 – La pseudo recensione | OMNIVERSO

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