Batman/L’Uomo Ragno – Recensione

Spider-Man and Batman DeMatteis Bagley

Chi ci segue regolarmente forse si ricorderà che una delle chicche recuperate in quel di Lucca Comics 2017 è stato Batman/L’Uomo Ragno, crossover tra i due personaggi più famosi rispettivamente di DC Comics e Marvel Comics, pubblicato ormai oltre vent’anni fa (era il 1996) nel numero 5 della collana Le Battaglie del Secolo edita dall’allora Marvel Italia (oggi Panini Comics). Il one-shot è scritto da J. M. DeMatteis e disegnato da Mark Bagley. Il primo ha lavorato a lungo per entrambi gli editori scrivendo storie per praticamente tutti i personaggi più noti ed è conosciuto particolarmente per storie come L’ultima caccia di Kraven, una delle storie più famose in assoluto de l’Uomo Ragno per la sua profondità psicologica, ma è anche autore di una delle storie più sottovalutate di sempre, almeno in Italia di Batman, ovvero Tornare in se (Going sane) pubblicata su Legends of the Dark Knight, che scava in profondità nel complesso rapporto che c’è tra il Cavaliere Oscuro e il Joker. Mark Bagley invece vede il suo nome indissolubilmente legato a quello di Spider-Man tra il lavoro svolto su Amazing Spider-Man negli anni ’90 e Ultimate Spider-Man negli anni 2000 di cui ha realizzato oltre cento episodi consecutivi. Insomma ci troviamo di fronte a due autori che sanno il fatto loro e che conoscono molto bene i personaggi che hanno tra le mani.

Disordini mentali vede la Dottoressa Cassandra Brier, personaggio che suppongo sia stato creato appositamente per questa storia, occuparsi del serial killer psicopatico Cletus Kasady, Carnage, dopo i vari fallimenti della Dottoressa Ashley Kafka (personaggio noto ai lettori di Spider-Man), inserendo chirurgicamente un chip nella corteccia cerebrale che costringe il paziente a tenere a bada i propri impulsi omicidi. La cosa pone delle domande di natura etica che però non vengono approfondite perché di base questo è solo il pretesto per far incontrare i due eroi, infatti la Brier è intenzionata a riservare il medesimo trattamento al Joker dopo anni di continue catture e conseguenti evasioni da Arkham, portandosi dietro Kasady come esempio. Ovviamente le cose non andranno esattamente come previsto e Batman e l’Uomo Ragno dovranno inevitabilmente allearsi.

Questi crossover di solito non sono nulla di imprescindibile, possono essere divertenti o curiosi da leggere, e questo non fa eccezione ma riesce a mettere a confronto i due personaggi, o meglio quattro considerando i villain, in modo perfetto. La storia si apre con un parallelismo tra Peter Parker e Bruce Wayne, entrambi sognano la morte dei loro cari, la tragedia che li spinge ad indossare una maschera, la tragedia che ha fatto capire al primo che da un grande potere derivano grandi responsabilità, e la tragedia che non uccise solo i genitori di Bruce Wayne ma anche un bambino di soli otto anni (una menzogna di nome Bruce Wayne come dice lui stesso) lasciando spazio solo ad un uomo e alla sua missione. E non sono da sottovalutare le differenze evidenziate nel loro rapportarsi con chi li ha cresciuti, Zia May e Alfred Pennyworth. Ottimo anche il confronto tra i due villain, il Joker, nemesi principale di Batman, e Carnage, nemesi molto in voga in quegli anni ma un po’ sparito dopo, solo negli ultimi anni pare essere tornato in auge tra miniserie varie e una serie regolare scritta nientemeno che da Gerry Conway. Entrambi psicopatici, entrambi con una lunga serie di omicidi alle spalle, ma diversissimi tra loro, uno cerca la teatralità e il divertimento da quello che fa, non è mai fine a se stesso, l’altro invece vuole solo il sangue, il sangue meraviglioso, lo brama, lo desidera. Questa storia andrebbe letta anche solo come manuale per la psicologia del Joker, così da far capire ai lettori più recenti (e non solo ahimè) le differenze che ci sono con l’attuale versione del personaggio, in particolare quello visto nella gestione di Scott Snyder, che per l’appunto è divenuto quel che qua contesta a Carnage.

“Qualunque idiota può andar fuori e massacrare migliaia di persone ma dov’è il divertimento? Dov’è il pathos? Dove il rischio e lo spettacolo? In breve, mio ottuso e sanguinario amico, dov’è il dramma?”

Insomma pur non essendo una storia imprescindibile è comunque un qualcosa che mi sento di consigliare, ai fan dei due personaggi in primis ma anche a chi ama il buon fumetto, perché nella sua cinquantina di pagine scarse J. M. DeMatteis riesce a scavare nella psicologia dei protagonisti molto meglio di quanto non hanno fatto tanti altri autori, soprattutto di oggi ma anche di ieri, nelle serie regolari.

24 pensieri su “Batman/L’Uomo Ragno – Recensione

  1. Carnage, così come il suo “paparino” Venom, è stata una delle invenzioni fumettistiche più geniali degli anni 90. Oggi crediamo che i migliori personaggi creati in quel periodo siano Cable e Deadpool, ma questi 2 sono esplosi molto più tardi: a quei tempi andavamo tutti pazzi per questi 2 violentissimi arcinemici di Spidey.
    Il problema è che la loro casa editrice non ha saputo gestirli. La Marvel, ogni volta che si accorge di avere un personaggio “forte” tra le mani, comincia a spremerlo come un limone, e a farlo apparire in ogni dove per tirarne fuori più soldi possibili: così il pubblico si stufa, e anche il personaggio più riuscito finisce per diventare indigesto.
    Questo è esattamente ciò che è successo con Carnage e Venom. E infatti il primo è quasi scomparso dalla circolazione da un bel pezzo, mentre il secondo hanno provato a rilanciarlo inutilmente un sacco di volte, separando il simbionte da Eddie Brock e facendolo accoppiare con almeno altri 5 personaggi. Peccato che fosse Eddie Brock a rendere speciale Venom, e non il contrario.
    La Marvel ha imparato la lezione? Naturalmente no: adesso la loro nuova vacca da mungere è Deadpool, e infatti ogni mese uscirà almeno una decina di fumetti con lui in copertina. Quando capiranno che così facendo rovinano ogni singola buona idea che viene in mente ai loro sceneggiatori?

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    • Non è un problema della sola Marvel, lo stesso discorso si può benissimo applicare alla DC, basti pensare a quanti titoli sono dedicati ancora oggi a Batman (invece di puntare al rilancio di altri tipo Shazam che non ha una sua serie da anni) e soprattutto Harley Quinn infilata ovunque dal reboot. Purtroppo danno al pubblico quello che vuole.
      Su Venom devo ammettere di aver amato la versione con Flash Thompson, era davvero una bella idea e la sua serie era fatta bene.

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      • A me è piaciuta finché hanno tenuto Flash Thompson sulla terra. Quando hanno cominciato a fargli fare le missioni spaziali come un Silver Surfer del quartierino, hanno portato al massimo livello la saturazione del personaggio, e quindi non l’ho seguito più.
        Riguardo alla DC, quando lanciarono operazione New 52 ci provarono sul serio a diversificare la loro offerta, affiancando ai colossi come Batman e Superman anche degli eroi molto più atipici. L’operazione non funzionò, e quindi i vari Mister Terrific e Resurrection Man vennero presto sostituiti dalle ennesime serie – satellite di Batman. Ma almeno la DC ci ha provato. Grazie per la risposta! 🙂

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        • Non sto negando che non l’abbia fatto e che non lo stia continuando a fare anche la Marvel ma se si parla di diversificazione delle serie la DC è molto meno coraggiosa ma non solo nei fumetti, pensa ai film animati e quelli che stanno facendo attualmente o che hanno in programma, è tutto Batmancentrico. La Marvel spremerà i suoi personaggi ma se lo può permettere, non voglio dire che condivido queste scelte, spesso sono solo guidati da motivi commerciali (tutte le serie soliste dei Guardiani della Galassia fioccate dopo il successo del film), hanno tanti personaggi che possono considerare di punta al momento e tornando alla diversificazione dell’offerta non mancano titoli dedicati a personaggi minori come Moon Knight o Ms. Marvel. E ripeto è un problema che attanaglia l’editoria in generale.
          Su Flash Thompson concordo, anche se non mi è dispiaciuta la serie Venom: Cavaliere Spaziale, nel senso che tutto sommato era piacevole da leggere ma non se ne sentiva il bisogno.

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  2. Sei andato a ripescarmi un pezzettino di cuore oggi 😉 Nei pazzi anni ’90 Marvel e Distinta Concorrenza avevano questi timidi approcci (ricordo anche un bel on-shot Devil/Batman oltre alle battaglie del secolo e il fusissimo mondo “Amalgam”), questa storia è stata una delle prime che ho comprato, ancora oggi J. M. DeMatteis è uno dei miei autori preferiti, mentre Mark Bagley rischia di essere il mio spider-disegnatore preferito (ho anche un paio di suoi autografi), ho letto questo fumetto molte volte, solo rivedere la copertina mi ha fatto comparire un sorrisone sulla faccia, quasi come il Joker 😉 Cheers!

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      • Proprio quello! Era quello scritto da D.G. Chichester e disegnato da McDaniel, team creativo del Cornetto che è stato criticatissimo ma a me personalmente piaceva un sacco, anche perché ho conosciuto il personaggio proprio durante la loro gestione 😉

        L’Amalgam era un discreto delirio, ma le “Battaglie del secolo” mi piaceva, quando poi la Marvel ha replicato sfornando crossover con i personaggi Image (da noi “Le battaglie del millennio”) non erano altrettanto divertenti 😉 Cheers!

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        • Eppure di recente hanno ristampato un paio di volumi del duo Chichester/McDaniel.
          Di quelli con la Image ne ho letti pochi, ricordo con piacere Hulk/Pitt, quelli con la Top Cow me li son dimenticati. La Star Comics invece aveva pubblicato i crossover tra X-Men e WildC.A.T.s (oggi della DC), ne ho un paio, un giorno dovrei recuperare tutta la saga, tra gli autori anche Warren Ellis.

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  3. Non credo di averlo e non ricordo di averlo letto però ricordo bene la copertina e il periodo (io prendevo solo cose dove c’era Superman).
    Penso lo avessero mio cugino e un compagno di classe, entrambi fan del regno (il primo era anche bravo a disegnare).

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