Dexter’s Final Cut – Recensione

Dexter's Final Cut

Dexter Morgan. Il serial killer dei serial killer. Probabilmente lo conoscerete per la famosa serie tv Dexter andata in onda tra il 2006 e il 2013. Ancor più probabilmente non saprete che in realtà il personaggio nasce come protagonista di una serie di romanzi scritta da Jeff Lindsay, autore originario della Florida (e sposato con la nipote di Ernest Hemingway), che ad oggi rimane la sua opera più importante e conosciuta, proprio grazie alla successo della serie tv di Showtime di cui solo la prima stagione segue gli eventi del primissimo romanzo, Darkly Dreaming Dexter del 2004 edito in Italia prima con il titolo La mano sinistra di Dio e successivamente come Dexter il vendicatore, prendendosi più di una libertà. Dalla seconda stagione di fatto la serie tv ha preso una strada tutta sua ma altrettanto interessante concludendosi nel 2013 dopo otto stagioni, mentre i romanzi di Lindsay procedevano un po’ più a rilento concludendosi due anni dopo curiosamente dopo otto romanzi.

Dexter’s Final Cut è il settimo romanzo della serie, uscito originariamente nel 2013 l’ho letto solo negli ultimi mesi del 2017 a distanza di quattro anni dal precedente, che nel frattempo mi son totalmente scordato, per un semplice motivo: la Mondadori non ha più proseguito la serie! Per quasi quattro anni ho aspettato una notizia sugli ultimi due (ULTIMI DUE!!) romanzi della serie, ma niente, l’editore non ha mai dato una spiegazione alla cosa, personalmente ho ipotizzato che conclusasi la serie tv proprio nel 2013, e quindi senza un media forte a fare da traino, non avessero più alcun interesse nel proseguire con tanti saluti per chi ha investito soldi nei romanzi. La cosa però mi lascia perplesso perché alla prima edizione di ogni romanzo è seguita l’edizione nella collana Best Seller, la mia, che dal nome non lascia alcun dubbio sulle vendite e quindi l’accoglienza del pubblico. Però continuiamo a fare edizioni su edizioni del Trono di Spade mi raccomando! Almeno non c’è una trama a collegare tutti i romanzi e i lettori non si trovano quindi con sottotrame lasciate in sospeso ma rimane comunque l’amaro in bocca, soprattutto per l’omertà della Mondadori.

Quindi alla fine mi sono arreso all’idea che gli ultimi due romanzi della serie non avrebbero mai visto la luce in Italia, almeno non con Mondadori, e così ho ripiegato sull’edizione in lingua originale, rovinando la collezione in libreria, cosa che uno psicopatico maniaco dell’ordine come me non riesce a tollerare!

Venendo finalmente al libro in questione Dexter’s Final Cut vede il nostro benamato scienziato forense con l’hobby dell’omicidio in procinto di trasferirsi nella nuova casa che ha comprato con sua moglie Rita, che ricordiamoci serve semplicemente per la sua copertura dato che lui è incapace di provare emozioni umane, una casa più grande e adatta ad una famiglia che comprende anche tre bambini, Astor e Cody (figli di Rita avuti da un precedente matrimonio e molto diversi dalla versione televisiva, molto più oscuri diciamo) e la piccola Lily Anne. In questo scenario di relativa calma Dexter e sua sorella Deborah, detective della Polizia, incaricati di fiancheggiare due star della tv, Robert Chase e la bella Jackie Forrester, che devono girare un pilot per una nuova serie che dovranno imparare da loro come si lavora nell’ambiente.  Robert si rivela essere totalmente ossessionato dall’imitare perfettamente ogni comportamento di Dexter mettendo a dura prova la sua pazienza e complicando il suo passatempo preferito. Le cose finiranno con il complicarsi non poco e alla fine nemmeno Dexter sarà tanto immune dal richiamo della fama.

Devo ammettere che inizialmente, anzi per buona metà del romanzo, ho fatto notevolmente fatica con la lettura, non perché fosse complicato, Lindsay scrive in modo piuttosto semplice e diretto e quindi comprensibilissimo a chiunque mastichi un po’ di inglese, ma per il semplice fatto che per la prima volta è stato terribilmente lento nel predisporre il terreno. Dexter’s Final Cut di fatto è il romanzo più lungo della serie, in precedenza si andava da un minimo di 200 pagine ad un massimo di 350 mentre questo ne ha quasi 480. Non lunghissimo direte, ma lentissimo per una buona metà, e non che mancassero gli spunti interessanti, mentirei se lo dicessi ma poteva gestire il tutto con molte meno pagine. Pagine e pagine dove Dexter descrive quello che fa e quello che pensa, cosa che non è mai mancata ma qua gli è un po’ sfuggita di mano, per fortuna con il suo solito cinismo che strappa più di un sorriso.

Si diceva degli spunti interessanti ma sarebbe meglio parlare di temi. Il tema della maschera, il tema della recitazione. Tutte cose che Dexter è costretto a fare praticamente sempre fingendosi una persona normale, per la prima volta si trova di fronte ad una persona che riesce a comprenderlo per davvero pur senza sapere della sua doppia vita, del suo Passeggero Oscuro, cosa che metterà in crisi la sua persona e le cose in cui crede, illudendolo in più di un occasione di poter anche cambiare vita. Ma la vita fa schifo e si prenderà solo schiaffi in faccia. Come? Purtroppo non posso addentrarmi molto sull’argomento perché sarei costretto a fare spoiler, è impossibile non parlarne. Superata la metà il libro ingrana alla grande, coinvolge e ne vuoi sempre di più, spiazzando un po’ rispetto al passato perché non ci ritroviamo di fronte al classico romanzo della serie, è molto diverso strutturalmente, non c’è un serial killer a cui dare la caccia, non per tutto il tempo almeno e le cose precipiteranno velocemente complicando notevolmente la vita di Dexter apparentemente in modo irreparabile lasciandoci con un cliffhanger in attesa del finale dal titolo Dexter Is Dead, che è già in libreria in attesa di essere letto. Curiosamente fa un po’ strano leggere del marcio che può esserci nella tv o nel cinema in un romanzo proprio in questo periodo dove tutti sanno ma non dicono nulla, situazioni diverse sia chiaro ma fa pensare, che importano le voci su tale personaggio se possono aiutare gli ascolti o gli incassi?

E niente, ora rimane solo un grande dubbio: proseguire con il catastrofico finale di Dexter o proseguire con La Torre Nera o la serie di Hannibal Lecter?

 

14 pensieri su “Dexter’s Final Cut – Recensione

  1. Massima solidarietà a te per lo sgarbo subito con l’apparente interruzione della serie in italiano.
    Coi fumetti è peggio, ma anche coi libri da un certo fastidio… io, per fortuna, tendo a non trovare troppo fastidio nelle collezioni di Frankenstein, ma per certe storie mi darebbe un po’ fastidio 😉

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    • Per certe serie inevitabilmente si finisce con l’avere una collezione mostro di Frankenstein, in questo caso poteva anche andarmi peggio, almeno i due libri in lingua originale sono dello stesso formato di quelli italiani ma con una grafica diversa.

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  2. Anni fa volevo regalare a mia sorella il primo libro (appassionata come me della serie)… In qualsiasi libreria della capitale (mica di Canicattì) mi guardavano male quando lo chiedevo (col titolo del libro) e quando provavo a spiegare loro che era il libro che aveva ispirato la serie, peggio me sento, non cambiava nulla. Dopo quell’anno, penso 5 Natali or sono, smisi di cercarlo.

    p.s. avevo iniziato la settima e ultima stagione della serie TV un anno e mezzo fa ma l’ho interrotta, non perché non mi piacesse ma quando arrivo alla fine di una serie che amo, cerco di trovare scuse per non concluderla, in modo da prolungare la sua vita (la nona e ultima di HIMYM l’ho mandata avanti per parecchio tempo dato che mi faceva male la sua conclusione definitiva).

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  3. Ciao! Bellissimo articolo e ti capisco profondamente perché anch’io stavo impazzendo a cercare gli ultimi due libri in italiano finché non mi sono dovuta arrendere 😥
    Che odio interrompere così e non sapere come va a finire!!!
    Volevo chiederti, visto che hai acquistato i romanzi in originale e li hai letti… Potresti, (ti prego!), farmi un breve riassunto e dirmi come prosegue dopo “Doppio Dexter” e come finisce? Sono troppo curiosa e ci sto uscendo pazza 😥
    Grazie mille in anticipo 🤞

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    • Ciao e grazie per i complimenti. In realtà devo confessare che non ho ancora finito di leggere l’ultimo romanzo. Lo so, sono passati anni da questo mio articolo, sono una brutta persona. Il fatto è che l’ho iniziato ma non ingranava mai, tra la noia e il fatto che fosse appunto in inglese ho finito con l’accantonarlo in favore di altre letture. Ti posso solo dire che Dexter Is Dead inizia con Dexter in prigione per accusato dell’unico omicidio che non ha realmente commesso. Spero ci seguirai ancora, prima o poi dovrò per forza leggerlo, non posso rimanere senza finale e sicuramente ne parlerò qua.

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