Injustice 2 – Recensione

Injustice 2Dopo oltre un mese e mezzo dall’acquisto in quel black friday, che ha colpito ancora, è ora di parlare di Injustice 2, il seguito del picchiaduro made in NetherRealm con protagonisti i supereroi DC Comics.

La storia finora

Injustice: Gods Among Us del 2013 vedeva i supereroi DC muoversi in un mondo distopico dominato nientemeno che da Superman e il suo Regime. Superman, l’eroe simbolo di giustizia e verità, è divenuto un tiranno in seguito ad una tragedia che lo ha segnato profondamente: sotto l’influsso del gas dello Spaventapasseri aveva ucciso Lois Lane, sua moglie incinta, credendola il mostro Doomsday, inoltre la sua morte ha innescato una bomba che ha distrutto Metropolis. Da quel momento Superman è cambiato, decide di imporre la pace a tutti i costi iniziando con l’uccidere il colpevole della strage di Metropolis: il Joker. La Justice League si spacca, divisa tra chi segue il Regime di Superman e chi invece lo combatte nell’Insurrezione sotto la guida di Batman. Sotto il Regime sono nate inedite e inaspettate alleanze su entrambi i fronti. Per fermare Superman, Batman e Lex Luthor furono costretti a chiedere aiuto ad una Justice League di un altra Terra dove le cose erano ancora normali.

Injustice 2 prosegue la storia di quel mondo piegato che cerca di rialzarsi. Cinque anni dopo Superman è rinchiuso in prigione sotto i raggi solari rossi, Bruce Wayne contribuisce in prima persona alla ricostruzione, nuovi eroi si sono uniti alla Justice League, gli ex alleati del Regime cercano redenzione (come Flash e Lanterna Verde) mentre altri si nascondono in Khandaq in attesa di poter contrattaccare (Wonder Woman e Black Adam). Ma questo tempo di relativa pace è destinato a finire presto con l’arrivo di Brainiac. Gli eroi seppelliranno l’ascia di guerra per unirsi contro la minaccia comune o continueranno a lottare tra di loro?

La modalità storia

Partiamo proprio dalla storia prima di dedicarci al game vero e proprio. Come consuetudine nei picchiaduro NetherRealms ormai da Mortal Kombat vs DC Universe del 2008, la modalità storia consiste in una sequenza cinematografica intermezzata dai combattimenti in cui il giocatore nel corso dei 15 capitoli controlla un personaggio diverso, di solito quattro incontri per personaggio. A differenza del primo gioco mancano i mini giochi interattivi che di tanto in tanto spezzavano la monotonia e potevano agevolare o meno l’incontro successivo, al loro posto in alcuni capitoli è stata inserita la possibilità di scegliere chi usare quando i protagonisti del capitolo in questione sono due, come per Freccia Verde e Black Canary.

La trama è nettamente inferiore alla precedente. L’idea di base è buona ma è mal sviluppata, si sente la mancanza di alcuni dettagli lasciati volutamente ai soli fumetti, dopo il successo della serie prequel a fumetti di Injustice hanno rincarato la dose senza considerare che molti ai fumetti non sono interessati, poi che molti nemmeno ci fanno caso a questi dettagli della trama è un altro discorso. Per quanto mi riguarda si sente. Inoltre è chiaro che alcuni personaggi non sapessero esattamente come gestirli nella trama, ci sono perché fanno parte del roster e le loro storyline alla fine si riducono ad un nulla di fatto, come Dottor Fate e Atrocitus, mentre nel caso del Joker pur di riavere il personaggio (che ricordiamoci in questa Terra è morto) hanno inserito flashback e allucinazioni che mi hanno poco convinto. Paradossalmente hanno più rilievo nella storia personaggi presenti come skin alternative (Grid e l’Anti-Flash). Non che altri personaggi abbiano chissà che parte, la maggor parte dei villain su tutti ma svolgono un ruolo realmente funzionale alla trama, fanno la parte degli scagnozzi.

Troppe strizzatine d’occhio agli attuali fumetti DC, a quelli del famigerato reboot che non ad un pubblico classico ma son gusti. Nel primo era più equilibrata la cosa. A differenza con il precedente gioco è la presenza di un doppio finale determinato dalla scelta dello schieramento nell’ultima battaglia, per completare al 100% la modalità storia è necessario scegliere tutte le alternative e quindi rigiocare alcune battaglie almeno un altra volta.

Altra differenza con il predecessore è il doppiaggio, infatti il primo Injustice era solo sottotitolato mentre questo è doppiato in italiano, peccato che a parte la presenza dei bravissimi doppiatori storici di Batman e Joker (Marco Balzarotti e Riccardo Peroni) e del cast della serie di videogiochi di Arkham il resto del cast non sempre si rivela all’altezza, un bel passo indietro se ripenso all’ottimo doppiaggio di Mortal Kombat X.

Il roster

Ben 28 i guerrieri presenti tra eroi e criminali dell’Universo DC, quattro in più rispetto al precedente, senza contare i DLC.
Tornano dal primo Injustice: Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Lanterna Verde, Aquaman, Freccia Verde, Cyborg, Catwoman, Black Adam, Harley Quinn, Joker e Bane. A cui si aggiungono i nuovi: Supergirl, Blue Beetle, Firestorm, Black Canary, Swamp Thing, Dottor Fate, Robin (in realtà non esattamente nuovo, si tratta sempre di Damian Wayne che nel precedente era Nightwing, qui è Robin per via dei flashback), Capitan Cold, Cheetah, Gorilla Grodd, Spaventapasseri, Poison Ivy, Deadshot, Atrocitus (con Dex-Starr) e infine Brainiac sbloccabile una volta completata la storia (o acquistabile come DLC ma mi chiedo se c’è stato davvero qualcuno di così stupido da buttare soldi così).
A questi si aggiunge Darkseid, sbloccabile tramite il codice voucher presente all’interno della confezione nuova, se no pagandolo come un DLC qualsiasi.
Invece sotto forma di skin alternative si possono sbloccare i seguenti personaggi: Jay Garrick/Flash, Anti-Flash, Grid, Vixen, Power Girl, Bizarro, Mr. Freeze e John Stewart/Lanterna Verde. L’unico inconveniente con queste skin sta nel poterle sbloccare, per farlo è necessario ottenere i cristalli sorgente, tanti cristalli sorgente, e per ottenere una quantità sufficiente a sbloccare una sola skin bisogna giocare davvero tante partite, in alternativa i cristalli sorgente si possono comprare sullo store online, insomma l’ennesima mossa da parte di una casa di videogame di fare soldi su noi poveri giocatori, un po’ come successo per Star Wars: Battlefront II.
E per finire i personaggi DLC rilasciati di volta in volta (che ancora non ho scaricato): Cappuccio Rosso, Starfire, Black Manta, Atomo, Incanatrice (ancora da rilasciare mentre scrivo), Raiden e Sub-Zero da Mortal Kombat, Hellboy (dai fumetti Dark Horse di Mike Mignola) e pare le Tartarughe Ninja. Quindi non solo personaggi DC Comics.

Gameplay

Il gameplay di Injustice 2 è rimasto pressoché invariato rispetto al precedente, combattimenti 1 vs 1, un abilità speciale, due barre di vita per personaggio, tacche di energia per le mosse speciali e una super mossa, interattività con l’ambiente per causare danni o evadere da situazioni difficili, le ormai immancabili transizioni di livello, ovvero la possibilità di scagliare l’avversario in un altro scenario causando molti danni e la modalità scontro che permette di rigenerare la propria vita o danneggiare l’avversario scommettendo le proprie barre di energia delle mosse speciali.
Le moveset dei personaggi originali sono rimaste per lo più invariate, chi più e chi meno mentre le super mosse sono totalmente inedite.
Quindi in cosa cambia questo Injustice 2? Cambia un po’ l’impostazione delle modalità, nel precedente gioco erano presenti delle modalità varianti alla modalità arcade classica, come sopravvissuto, infinito, casuale, solo eroi, solo criminali, impossibile, ecc. Tutte eliminate, tranne sopravvissuto e infinito, in favore della modalità Multiverso, ovvero una versione alternativa delle Torri giornaliere e settimanali di Mortal Kombat X, in cui per un numero imprecisato di ore si può accedere a delle Terre in cui giocare delle modalità che di volta in volta cambiano e che permettono di sbloccare accessori per personalizzare il personaggio, cosa assolutamente necessaria se si vuole rimanere al livello degli altri giocatori. Non mancano poi le modalità fisse nel Multiverso come il Simulatore di combattimenti in cui il giocatore alla fine può visualizzare il classico finale per ogni personaggio o giocare alle modalità sopravvissuto e infinito
La vera novità è la personalizzazione dei personaggi, che non è solo una possibilità ma una necessità per poter competere nelle modalità Multiverso e soprattutto online. In Injustice 2 ogni personaggio può salire di livello fino ad un massimo di 20, salendo di livello aumentano le sue statistiche che sono forza, abilità, difesa e punti vita. Ma questo non basta per competere, la personalizzazione consente di modificare queste statistiche oltre che l’aspetto del personaggio e gli oggetti personalizzazione ottenuti sono totalmente casuali, quindi il giocatore è spinto a giocare nelle varie modalità Multiverso allo scopo di ottenere sempre più migliorie. Come espediente per rendere più longevo il gioco è ottimo ma per quanto mi riguarda è la carenza di look classici a mancare, ovvero del buon caro fanservice. Se c’è una cosa bella di questi giochi è il fanservice, nel primo Injustice erano tantissimi i costumi alternativi presenti nel gioco, un po’ sbloccabili, un po’ scaricabili, tutti basati su versioni alternative dei fumetti, dei film e telefilm o di altri videogiochi (la saga Arkham). Qua tutto questo manca, certo le combinazioni per creare dei costumi sono pressoché infinite ma non è la stessa cosa, considerando poi che i design sono molto in stile armatura e non dei classici costumi da supereroi per un amante di uno stile più classico come me non è il massimo. Inoltre le parti ottenute sono totalmente casuali e non sempre rispettano le nostre aspettative nell’aumentare le statistiche, può capitare che un oggetto che esteticamente ci appaga non dia i risultati sperati o viceversa (e state tranquilli che il più delle volte sarà la seconda opzione). Volendo si possono anche modificare in modo da fargli avere un aspetto che ci piace ma sono necessari i soliti cristalli sorgente di cui parlavo prima.
Dicevo che tutto questo è un buon espediente per continuare a giocare, se si vuole migliorare si deve per forza giocare, dall’altra parte è una cosa che non mi convince fino in fondo perché di fatto un personaggio non potrà mai essere uguale ad un altro, nello specifico il mio Freccia Verde livello 20 non sarà mai uguale ad un altro Freccia Verde livello 20, il combattimento non sarà mai equo, certo poi è l’esperienza che conta, un giocatore più abile può vincere lo stesso contro uno maggiormente potenziato ma fino ad un certo punto. Considerando poi il fatto che la maggior parte dei videogiocatori online pur di vincere non si fa scrupolo di scegliere un personaggio di livello 20 personalizzato con oggetti epici (e quindi migliori) anche contro un novellino non è proprio invitante. Per la prima volta non mi sono buttato nella mischia online perché non mi sento mai pronto, prima dovrei portare almeno tutti i miei personaggi a livello 20.

Conclusioni

Injustice 2 al di là di una trama deludente è indubbiamente un ottimo picchiaduro dal punto di vista del gameplay non discostandosi tanto dal precedente gioco, che però rimane leggermente superiore, ma le novità introdotte possono rivelarsi un’arma a doppio taglio.

PS: quanto son stato lungo, pare un articolo serio! Se avete avuto la pazienza di arrivare fin qua sappiate che questo articolo iniziato giovedì sera doveva essere pubblicato almeno ieri, 13/01/18, ma il caro WordPress non ha salvato automaticamente la bozza e per un non precisato motivo mentre scrivevo tutto è stato cancellato costringendomi a rifare quasi tutto da capo. Inconvenienti del mestiere.

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12 thoughts on “Injustice 2 – Recensione

  1. L’Incantatrice è già uscita, almeno per chi ha preso la versione Ultimate del gioco ed ha tutti i DLC gratis 😀
    Ottimo personaggio. Hellboy è una figata ma anche gli altri non scherzano. Curioso di vedere le Turtle in azione e forse ne arriveranno anche altri 😀
    Ed Boon è sempre pieno di sorprese.

  2. Il primo videogioco l’ho bazzicato poco da un amico, il secondo non l’ho ancora provato.
    Peccato che abbiano fatto certe scelte, va bene volere i soldi, ma quella storia dei cristalli sorgente è più una strategia da giochino Android…

  3. Be’, io ci metterei la firma per un mese e mezzo per concludere almeno parzialmente un gioco. Vado dai 3 mesi a due anni…

    Una vergogna la faccenda dei cristalli acquistabili. Non mi avranno mai ‘sti delinquenti!

    Comunque continuo (quando il tempo me lo permetterà) col fumetto, il gioco continua a non fate per me, dato che è anche inferiore al primo che ho abbandonato dopo poche partite.

    Ovviamente ho letto fino all’ultima riga e lancio una bestemmia per solidarietà.

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