JLA/Vendicatori – Recensione

JLA VendicatoriDopo aver letto il bellissimo Uomo Ragno/Batman e il dimenticabile Punisher/Batman mi è venuta voglia di rileggere il crossover dei crossover tra Marvel e DC Comics, l’ultimo del suo genere, sto parlando di JLA/Avengers, la miniserie pubblicata originariamente tra il 2003 e il 2004, che vide protagonisti i due supergruppi per eccellenza dei rispettivi editori oggi noti al grande pubblico (grazie alle versioni cinematografiche) come Justice League e Avengers. Autori della miniserie evento due nomi mastodontici del fumetto, Kurt Busiek e George Peréz, reduci dal successo di una run di circa cinque anni su Avengers. Due vere e proprie leggende che hanno lavorato con entrambe le major. Busiek così a memoria oltre alla sopracitata run degli Avengers è noto per una bella run di Iron Man, per aver creato i Thunderbolts, per la graphic novel Marvels (divinamente dipinta da Alex Ross) in Marvel, e per JLA, Superman e Trinity in DC. Perèz tra le tante cose ha illustrato Wonder Woman, Teen Titans e soprattutto la maxiserie evento che ridefinì la DC Comics a metà anni ’80, Crisi Sulle Terre Infinite. Insomma un bel team creativo, affiatato e ben rodato da cui non ci si poteva aspettare niente di meno che una grande storia di epico eroismo, e non hanno affatto deluso le aspettative! Quella di JLA/Avengers è la più classica delle storie, in perfetto stile Crisis: il supercattivo di turno, Krona (un nome noto ai lettori di Lanterna Verde) cerca ossessivamente nel multiverso la verità sulla creazione, lasciando dietro di sé morte e distruzione; approdato nell’Universo Marvel incontra il Gran Maestro che per evitare la distruzione del proprio universo propone a Krona un gioco: gli eroi dovranno trovare degli oggetti di grande potere da entrambi gli universi (come il Guanto dell’Infinito e la Batteria del Potere di Lanterna Verde), chi ne trova di più vince, ma Krona vuole scambiare gli eroi. Lega della Giustizia e Vendicatori finiranno inevitabilmente per incontrarsi e scontrarsi, con tutte le loro differenze e visioni di eroismo. Nulla di imprescindibile ma indubbiamente uno dei migliori crossover tra le due major, anzi non un semplice crossover ma una vera e propria celebrazione dei supergruppi che uniscono il meglio del meglio di entrambi gli universi, una celebrazione che travalica il tempo e le dimensioni in cui possiamo vedere anche per una sola vignetta interagire tra loro eroi che hanno fatto parte di uno o dell’altro gruppo anche solo per un numero, una grandissima prova di memoria da parte di Busiek, ma anche di Peréz che li ha disegnati anche in più versioni di loro stessi nel corso del tempo, è infatti possibile vedere il Thor barbuto e mascherato degli anni ’80 fianco a fianco con il Superman elettrico, o eroi all’epoca morti (come Barry Allen, Hal Jordan e Capitan Marvel) tornare a combattere con gli amici di un tempo.

JLA/Vendicatori è il crossover che ogni fan dei fumetti di supereroi, o sedicente tale, dovrebbe leggere, dal mio punto di vista soprattutto i lettori DC figli dei New 52. JLA/Vendicatori è un vero e proprio manuale che racchiude in se tutto quello che sono i due universi narrativi e i loro personaggi con tutte le loro differenze, ognuno con la propria visione di eroismo.

“Questo mondo. Questo mondo! è ricco, è vivo, ci sono eroi anche qui, come possono permetterlo? Come possono accettarlo? Non gliene importa?” dice Superman dopo aver visto la dittatura di Destino, i mutanti discriminati e la distruzione di Genosha.

“Questa non è giustizia! Guardatevi in giro, questa è la loro città, e non è costruita dagli uomini. Loro possiedono il mondo, come piccoli dei di latta richiedendo l’attenzione del pubblico, invece di proteggere la loro libertà!” sostiene Capitan America dopo aver visto l’adorazione della gente per i propri eroi e i musei a loro dedicati.

Entrambi pronti ad accusarsi di non fare abbastanza ma come da tradizione pronti a riconoscere il valore dei nuovi alleati una volta conosciuti meglio.

Sembra una banalità ma oggi che la faida tra fanboy è sempre più calda JLA/Vendicatori assume quasi una forma metaforica, i due gruppi si separano con questa frase di Scarlet “E ora che ci siamo conosciuti, che abbiamo lavorato insieme e abbiamo superato le nostre differenze siamo costretti a tornare nei nostri mondi incompatibili, ma credo che sia così che debba andare.” Esattamente quello che dovrebbero fare i lettori, quelli veri, imparare a conoscere uno e l’altro universo, con i suoi pregi e i suoi difetti e imparare a rispettarlo, e solo dopo potersi permettere di muovere delle critiche.

JLA-vendicatori-image

JLA/Vendicatori è anche uno dei pochi ad essere stato pubblicato in due edizioni, la prima risale al 2004 sulle pagine de Le Battaglie del Secolo nei numeri 22-25 della serie, gli ultimi, pubblicati da Panini Comics in formato brossurato da 48 pagine ciascuno come in originale, e la seconda del 2007 ad opera della Planeta DeAgostini in formato absolute cartonato ricca di tantissimi extra. Personalmente ho avuto l’onore di leggere entrambe le versioni ma non saprei dire con certezza in cosa possano differire le due edizioni ma sono quasi sicuro che tutti quei refusi e le parti in spagnolo nell’edizione Panini non ci fossero, chi legge DC dai tempi della Planeta sa di che parlo. Al di là degli errori e dello spagnolo l’edizione è davvero bella, il formato absolute permette di godersi le magnifiche tavole di Perèz al meglio e gli extra sono davvero ottimi: un indice dei 208 personaggi inseriti dal disegnatore nella cover del numero 3, un articolo dedicato ai precedenti crossover tra le due major, un dietro le quinte, le matite di Peréz del progetto JLA/Avengers mai realizzato del 1983 e una guida ai personaggi, luoghi e citazioni sparse lungo tutta la storia.

Indubbiamente più comoda la prima, indubbiamente più ricca la seconda, non importa l’edizione, l’importante è che lo recuperiate e che lo leggiate! Non ve ne pentirete!

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12 thoughts on “JLA/Vendicatori – Recensione

  1. Concordo ogni riga che hai scritto!
    L’unico “difetto” che ricordo è che feci un po’ di fatica a leggerlo per le tavole di Pérez, troppo belle e quindi mi fermavo dai 5 ai 15 minuti a tavola… invece quelle ricche di personaggi non le ho mai sopportate, negli anni 2000 era diventata una pretesa da parte degli editori, se assoldavano il buon Giorgione, era dovuto a inserire dai 20 ai 200 personaggi a tavola, riuscendo a farmelo andare in antipatia per un periodo.

  2. Nell’edizione Planeta c’era il minigame “Indovina in quale balloon sarebbe dovuta apparire la battuta”? Nel Demon di Kirby ce n’erano un paio di episodi – in una vignetta si erano scambiati le battute in senso orario… una rottura, ma in confronto ai ritardi e ai pasticci con la distribuzione della RW, ci metterei la firma!

  3. Ho amato visceralmente il ciclo di Kurt Busiek e George Peréz sulle pagine di “Avengers” questo grande incontro è stata la ciliegina sulla torta, ti ringrazio di cuore per averne scritto. Per me Occhio di falco che guarda la JLA e dice: «Sono solo un branco di imitatori dello Squadrone Supremo» resterà un apice di Nerditudine irraggiungibile 😉 Cheers!

  4. Non l’ho letto perché, di fatto, non sono più fan di supergruppi e supereroi.
    Mi piacerebbe però recuperarlo, dopo la tua recensione.
    Una volta amavo queste cose Amalgam & co. 🙂

    Moz-

  5. Mamma mia l’edizione Planeta era davvero penosa… peccato perché il crossover (pur se non imprescindibile) era divertente. L’ho riletto in originale, credo sia la cosa migliore per chi mastica l’inglese!

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