Hunger Games: la saga – La non recensione

Hunger GamesApprofittando dell’ultima messa in onda della saga di Hunger Games, con tanto di finale di in prima visione, ci siam decisi a vederla tutta. Personalmente avevo visto solo il primo episodio ad una vecchia messa in onda del 2015, forse la prima, e ci avevo anche scritto due righe che potete trovare qua, per i più pigri brevemente trovai il primo Hunger Games buono nella prima parte, quella riguardante la preparazione ai giochi, gli sponsor e l’aspetto da reality show, pessima la seconda con i giochi veri e propri, davvero mal gestita. Ma tutto sommato rimasi piacevolmente sorpreso, i paragoni con Battle Royale sono solo chiacchiere, mica hanno inventato niente e non hanno l’esclusiva.

Si passa al secondo episodio, La ragazza di fuoco. Iniziano i problemi seri, soprattutto legati a certe scelte narrative che divergono dal romanzo originale ma ci arriviamo dopo. Insomma Katniss e Peeta sono tornati a casa, devono continuare a fingere di essere innamorati per mandare avanti lo show ma il presidente Snow ha paura che il loro gesto possa essere preso da esempio dal popolo e scatenare una ribellione, paura basata sul nulla, e infatti pure Katniss se lo chiede. Quindi il presidente ha la geniale idea di indire dei nuovi Hunger Games a cui parteciperanno i vincitori delle scorse edizioni, così da eliminare il problema. E invece no. Qua iniziano i meh, Katniss e soci sono tutti disperati per Peeta, il povero Peeta, come farà Peeta a sopravvivere un altra volta? E qui ci si dovrebbe chiedere: ma perché tutto sto preoccuparsi per sto Peeta? Il romanzo di Hunger Games non l’ho letto e penso che mai lo farò ma una cosa la so per certo, Peeta perde una gamba! Ecco motivata la preoccupazione di Katniss per Peeta, vero o falso che sia il suo amore per lui, ma nei film non ha assolutamente senso perché il ragazzo è ancora tutto intero! Se non per il fatto che Peeta nei due Hunger Games a cui partecipa non fa assolutamente nulla, se non la figura del pirla. Nel primo film durante gli allenamenti e le dimostrazioni per gli sponsor mette in mostra la sua grande forza fisica, il ragazzo è abituato a portare dei pesanti sacchi di farina come niente, e niente, questa dote non la userà mai nel corso del film. Nel secondo film tempo cinque secondi rischia di essere ucciso una ventina di volte, una pessima figura dietro l’altra e Katniss e alleati che devono salvarlo, salvarlo e salvarlo. Davvero, ci fa una figura tremenda. Inizia così uno dei triangoli più brutti che abbia mai visto in vita mia, e ho visto tutto Twilight, si perché tutto sommato Bella era decisa nella sua scelta, Katniss invece è una stronza fatta e finita. Ma alla fine la ragazza di fuoco tra una forzatura e l’altra si lascia guardare.

La saga di Hunger Games spara le cartucce più buone con questi primi due episodi per poi passare alla fiera della noia e del nonsense. Il canto della rivolta parte 1 è lento e praticamente inutile, forse si poteva benissimo comprimere tutto in un solo film ma ultimamente per allungare il brodo ad Hollywood va di moda dividere i film in due. Risultato: na palla! Spiegoni su spiegoni, Katniss passa da una finzione all’altra, Peeta qua, Peeta là, Peeta su, Peeta giù, Peeta, Peeta, Peeta, PeETa, pEEta, PeetA—-Peeeeeta! Eccheppalle! Ma basta! Ma poi con un bel ragazzo come Gail… Eddai! Il canto della rivolta parte 2 non è tanto diverso, tutto un piagnisteo di Katniss sul cretino. In tutto ciò tutti i personaggi di contorno introdotti dal secondo film praticamente non sono pervenuti.

Il finale invece è buono, nel senso che l’idea di fondo è buona. Di fronte alla possibilità di passare da una dittatura all’altra Katniss compie l’impensabile, ma neanche tanto, e in tutto questo Gail si brucia la piccola possibilità che aveva di riconquistarla.

Non posso fare un paragone con il materiale originale, per essere una saga destinata ai ragazzi poteva essere qualcosa capace di far riflettere per via delle sue allegorie ma finisce per perdersi per strada concentrandosi fin troppo su sta strampalata storia “d’amore”.  Sembra quasi volersi dare un tono Hunger Games, sembra quasi poter essere di più, qualcosa che possa mettere d’accordo adolescenti e adulti… e invece no. Peccato, ci hai provato.

26 risposte a "Hunger Games: la saga – La non recensione"

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      1. Capisco. E ti confesso che un po’ mi dispiace anche che un film di Jennifer Lawrence venga fustigato, perché sono molto legato a quest’attrice: il film che la lanciò fu anche quello che lanciò il mio blog, nel senso che la recensione che ne feci (https://wwayne.wordpress.com/2013/03/25/il-lato-positivo/) fu la prima ad ottenere un numero decente di visualizzazioni.
        Fino ad allora il mio blog era rimasto totalmente ignorato per 5 lunghi anni, durante i quali gli unici clic che racimolavo erano dovuti a delle ricerche bislacche su Google; dopo la pubblicazione di quel post cominciai finalmente ad ingranare, e la mia lunga gavetta cominciò a dare i suoi frutti.
        Nel tuo caso invece qual è stato l’articolo della svolta? O hai avuto un grande successo fin dall’inizio?

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  1. Ma dai, Peeeeeeta fa un’altra cosa: si mimetizza da sasso grazie al make-up!
    Crepa d’invidia, Clio make-up! XD

    A me ha stracciato le balle dalla noia il primo, così ho schivato gli altri con un salto e anche dei libri mi interessa poco 😛
    L’unica curiosità che ho è sulla sua parodia, La ragazza con l’uccello di fuoco: ci saranno dieci minuti validi in tutto il film?

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  2. Mi sono divertito più a leggere te che a guardare i film 😉 Ad un certo punto ho mollato, dopo il capitolo con Philip Seymour Hoffman rifatto (male) in CGI ho detto basta. Non conosco i romanzi, ma i film sono scemi, servono giusto per fare da palcoscenico a JLaw. Mi sembra la versione per ragazze di “Battle Royale”, per quanto mi riguarda sono legato più a roba tipo “L’implacabile” con Swarzy, che ci devo fare, arrivo da un’altra epoca 😉 Cheers

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  3. “Se non per il fatto che Peeta nei due Hunger Games a cui partecipa non fa assolutamente nulla, se non la figura del pirla”: sto morendo dal ridere, grazie per questo articolo. Dopo aver iniziato a odiare i libri per colpa de “il triangolo no, non l’avevo considerato” e potevamo evitarcelo, ho rinunciato a vedere i film. Potrei recuperarli, ma solo armata di spirito ironico-critico. Alla prossima.

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  4. Fino agli ultimi due film questa saga mi è piaciuta molto. Non prende in giro lo spettatore, ha una protagonista eccellente, è divertente, ben recitato… il finale è un po’ piatto, ma tutto sommato avercene di young adult come questi!

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    1. Benvenuto a bordo Kiral! Il manga di Battle Royale lo lessi anche io tanti anni fa, mi piacque ma con qualche riserva, vorrei leggere invece il romanzo da cui venne tratto il manga per fare un confronto. Personalmente non credo tanto che Hunger Games si ispiri particolarmente a BR, non solo almeno, prima di BR possiamo ricordare altri titoli che trattano argomenti simili come Rollerball.

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        1. È un film degli anni 70 da cui è stato tratto un remake nel 2003. Lo stesso tema viene trattato anche in L’implacabile con Swarzi tratto da un racconto di King, giochi mortali, distopia, intrattenimento, ecc. Entrambe opere precedenti e di molto a Battle Royale, per quello dico che non ha inventato niente e mi fa strano che l’autrice conosca BR e non gli altri, non che sia un male eh prendere ispirazione, che appartengano allo stesso filone ci sta tutto.

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