La Potente Thor vol.1: tuono nelle vene – recensione

La Potente Thor Marvel Collection

Più volte ho nominato il Thor di Jason Aaron tessendone le lodi ma senza mai parlarne seriamente, con il primo volume de La Potente Thor, settimo volume della sua lunga gestione e terzo con protagonista la nuova e tanto discussa Thor al femminile (senza contare Thors, la miniserie tie-in di Secret Wars) mi son detto che era proprio ora di farlo.

Thor non è mai stato tra i miei personaggi preferiti della Casa delle Idee, lo leggevo ma senza sentirlo veramente mio come i Vendicatori, pardon gli Avengers, gli X-Men, Iron Man o Daredevil, ma vi posso assicurare che attualmente è la mia serie Marvel preferita, indubbiamente Thor di Jason Aaron è stata la serie migliore assieme agli Avengers di Hickman durante il Marvel NOW!. L’autore dell’Alabama ha saputo mischiare alla perfezione temi supereroistici con lo sword and sorcery, genere che generalmente non mi appartiene, portandomi ad amarlo, aiutato dai disegni strepitosi di Esad Ribic. Con il cambio di protagonista, accompagnato da tantissime polemiche nemmeno avesse cambiato sesso a Odinson, Aaron è riuscito a continuare per la sua strada con una serie strepitosa.

Senza se e senza ma per quanto mi riguarda Jason Aaron è l’autore di punta della Marvel di oggi, tempo fa si parlava tanto di Jonathan Hickman come successore di Brian M. Bendis alle redini dell’Universo Marvel e per un breve periodo lo è anche stato, ma lo è stato circoscritto ai suoi Avengers e Secret Wars e altre serie venute prima tutte facenti parte di un unica visione. Aaron invece è un autore a mio parere più versatile, un po’ come il Bendis di qualche anno fa, capace di scrivere serie dai toni e atmosfere diverse ma azzeccandole sempre, non c’è una serie scritta da lui che non mi sia piaciuta, si parla del Wolverine violento e quasi horror di Weapon X prima e Wolverine all’Inferno dopo, alle avventure più scanzonate di Wolverine e gli X-Men e ad atmosfere più classiche su Amazing X-Men, senza dimenticare la sua run su Ghost Rider e ancora lo sword and sorcery con Weirdworld, a memoria solo il suo Doctor Strange non mi ha convinto, mentre tra le cose che ahimè non ho avuto la fortuna di leggere manca Punisher nella sua versione MAX, ovvero quella matura e più violenta, la serie Vertigo Scalped e la recente Star Wars. Tutte serie di successo e apprezzate dal pubblico, sottoscritto compreso, appartenenti a generi molto diveri tra loro prova della sua versatilità.

La nuova Thor, la potente Thor al femminile dopo che Thor Odinson è diventato indegno di impugnare il martello incantato, continua ad essere una grandissima serie, magari abbandonando un po’ le atmosfere sword and sorcery ma continuando a sprizzare epicità da ogni poro, soprattutto attraverso gli scontri che la vedono protagonista e i dialoghi. Al tempo stesso c’è un ritorno al classicismo, al supereroe con superproblemi, ormai si sa quindi non mi faccio problemi a dirlo, la nuova Thor altri non è che Jane Foster, amore storico del Dio del Tuono, che per ragioni ancora sconosciute (più o meno) è entrata in possesso di Mjolnir e di conseguenza del potere di Thor, ma Jane, che in vita sua ha salvato innumerevoli vite nella sua carriera da medico, si ritrova ora a combattere il cancro, c’è una controindicazione però, ogni volta che si trasforma in Thor gli effetti della chemioterapia vengono neutralizzati, insomma un lento suicidio.

“chi l’avrebbe mai detto che morire sarebbe stato così divertente?”

In questo volume fa il suo ritorno un magnifico Loki nella sua nuova incarnazione, mentirei se negassi una qualche influenza dalla versione cinematografica di Tom Hiddleston ma è anche vero che la trasformazione di Loki è iniziata molti anni fa e col tempo ha subito vari cambiamenti, scritto egregiamente al pari di Malekith il dannato, che finora sembra essere il vero villain di tutta questa saga e che fortunatamente al contrario del dio degli inganni non è minimamente influenzato dalla controparte cinematografica, gli Elfi Oscuri esteticamente invece riprendono il look delle corazze indossate in Thor: The Dark World.

Ma oltre ai personaggi ben caratterizzato ad avermi molto colpito in questo volume è come l’autore giochi con la reazione del pubblico, di quello più conservatore almeno, consapevolmente o meno. Questa storyline sembra quasi una metafora, Odino divenuto quasi folle dopo il suo ritorno non riesce ad accettare che Asgard sia andata avanti senza di lui ma soprattutto non riesce ad accettare che Mjolnir sia in mano ad una donna.
“oggi… la morte giungerà per colei che si fa chiamare Thor!”
Ma con la consapevolezza che un giorno tutto tornerà normale, che il vero Thor farà il suo ritorno, Aaron ce lo dice apertamente con le parole di Loki “Tutti sappiamo come finirà la tua storia, Lady Thor. Stai solo tenendo in caldo Mjolnir per un po’, vero? Prima o poi, il figlio di Odino tornerà a reclamare il suo martello.” Cosa scontata ma forse non per tutti, e infatti proprio in questi giorni negli USA lo stesso Aaron…

Ai disegni troviamo il bravo Russell Dauterman, che ho conosciuto proprio nelle pagine degli scorsi volumi, il cui stile mi ricorda vagamente quello di Roberto De Angelis, fanno i capelli nello stesso modo, e va benissimo così.

Quindi insomma ci troviamo di fronte ad una delle serie più belle della Marvel di oggi scritta da uno degli autori migliori di oggi.

La scheda
Titolo: La Potente Thor vol.1: tuono nelle vene
Edizione italiana: Marvel Collection
Edizione originale: Mighty Thor (2015) #1-5
Storia: Jason Aaron
Disegni: Russell Dauterman
Formato: cartonato
Prezzo: € 14.00

14 pensieri su “La Potente Thor vol.1: tuono nelle vene – recensione

    • Verso la fine ho scritto: “e infatti proprio in questi giorni negli USA lo stesso Aaron…” 😛
      Ho visto che deve uscire o sta per uscire l’albo intitolato Death of Thor e nelle sollecitazioni di aprile/maggio c’è il primo Thor con il ritorno dell’original, che in realtà non se ne è mai andato del tutto, è presente in queste storie e poi è stato protagonista della serie Unworthy Thor, tutto sempre scritto dallo stesso autore.
      Il destino di Jane Foster però non è detto, nei fumetti tutto è possibile e a giudicare dalle prossime copertine Thor Odinson non impugna ancora Mjolnir.

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    • In parte si, inutile negarlo e non dimentichiamo X-23 nei panni di Wolverine e Falcon come Cap America. Diciamo che Riri non è ufficialmente Iron Man, lei so che già prima aveva una sua armatura costruita da lei, è solo protagonista della serie momentaneamente così come Destino è protagonista di Infamous Iron Man ma non leggendo non posso dire se la cosa funzioni o meno. Per gli altri invece ha più che senso, nel caso di Thor poi ribadisco si tratta di grandi storie e questo mi basta.

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  1. Wow! Quando ho iniziato a leggere l’articolo non mi aspettava una recensione su uno dei migliori fumetti Marvel!
    All’inizio mi hai riportato alla mente quell’orribile Terra del Multiverso DC in cui tutti i generi invertiti, usata per fortuna molto raramente! L’ultima volta mi pare nel settimanale Countdown to Final Crisis.
    Interessante il fatto del tumore,mi ha ricordato Gotham e Gotham Girl, che più usano i loro superpoteri e più gli si accorcia la vita.
    Magari in futuro se trovo qualche scan in italiano, una possibilità gliela concedo.

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  2. Neanche io sono un grande fan del fantasy [ne al cinema, ne in televisione, ne sui libri e tanto meno nei fumetti], ma da Straczynski in poi Thor l’ho sempre seguito, sia tra gli alti [il Journey into mistery di Kieron Gillen] che i bassi [la gestione pre-Aaron…che in realtà neanche ricordo così bene XD].
    Dall’arrivo di Jason Aaron però da semplice lettura piacevole è diventata una delle serie che seguivo con più interesse [e uno degli ultimi spillati che ho continuato a seguire prima di darmi definitivamente ai volumetti] e l’arrivo della nuova Thor è stata la consacrazione definitiva.
    Come serie supereroistica è una vera bomba, scritta divinamente e disegnata altrettanto bene con personaggi ben delineati [il minotauro, l’agente SHIELD/nuova fiamma di Thor, Malekith fighissimo] e risvolti per nulla banali [prima tra tutte la rivelazione di Jane Foster e del suo stato di salute].
    Pochissime le cose che mi hanno fatto storcere il naso [gli elfi oscuri come quelli del film…pezzentissimi] mi dispiace solo che, non seguendo più lo spillato, dovrò aspettare un casino di tempo prima di poter riprendere la storia da dove l’avevo lasciata :/

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