Orfani: Nuovo Mondo – Recensione

Orfani 59 - E non avrà pauraCon un po’ di ritardo torno a parlare di Orfani la serie ideata da Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, si è infatti conclusa da circa un mese la terza stagione della serie, Nuovo Mondo, pubblicata nei numeri compresi tra 49 e 72 dell’edizione settimanale in uscita con Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, con la quale inizialmente doveva chiudersi questa edizione, in realtà un po’ prevedibilmente la collana è continuata e proseguirà fino alla sua naturale conclusione nel numero 108.
Come da tradizione e da titolo cambia totalmente lo scenario, ancora, e i protagonisti, infatti dalla serie precedente ritroviamo solo Rosa a cui si uniscono tutta una serie di sopravvissuti al viaggio che ha condotto i clandestini sul nuovo mondo e Ceasar che già avevamo conosciuto alla fine di Ringo. Orfani si trasforma in una serie di sopravvivenza a sfondo fantascientifico in cui Rosa, aiutata a modo suo da Ringo, deve fare di tutto per salvare suo figlio prossimo alla nascita. Ovviamente non tutto va come previsto.

Ad essere sincero ho aspettato tanto a dire la mia perché in realtà non sapevo esattamente cosa dire su Nuovo Mondo se non che a conti fatti è stata la stagione che meno mi ha coinvolto di Orfani, e a ben guardare il mio coinvolgimento per questa serie è andato calando di stagione in stagione ma la verità è che lo leggo sempre con piacere e curiosità, il fatto è che Ringo era un personaggio ben più carismatico e simpatico di Rosa, nonostante fosse stereotipato, ma funzionava alla grande, lo stesso dicasi per gli altri Orfani originali, dopo tutto è stato sempre funzionale alla storia, da qui il mio meno coinvolgimento. Ma probabilmente la cosa è puramente voluta dal momento che Rosa nel corso della storia sembra diventare sempre più simile alla sua antagonista, Jsana Juric, e il fine giustifica i mezzi.

Pensando allora a cosa dire ne è nata una mia personalissima riflessione su Roberto Recchioni, cosa di cui avevo appena accennato quando parlai di Ringo, ovvero che a lui non interessa minimamente che Orfani piaccia a tutti i costi, dopotutto lo sappiamo benissimo anche come persona, basti pensare all’odio che si porta dietro da una buona fetta di lettori e io stesso ammetto che non sia simpaticissimo, anzi, ma fa la sua storia fregandosene del pubblico, spiazza, prende posizione, fa delle scelte narrative che non vogliono accomodare per forza il lettore, belle o brutte che siano le sue scelte non tiene per mano il lettore rassicurandolo su come andrà avanti la storia solo per farlo contento, con tutto rispetto per chi invece tende a cambiare le proprie opere in corso quando vede che queste non vanno come sperato, come succede insomma alle grandi case editrici di supereroi e per i manga più famosi. Orfani è una serie mainstream e molto pop, questo suo essere pop, visto come una carenza nella scrittura di Recchioni, unito al suo carattere sopra le righe provoca odio, lo alimenta, lo nutre. E tutta questa antipatia, questo odio, giustificato o meno che sia, perché spesso c’è anche chi lo fa semplicemente per moda o semplicemente per trollare, a me sortisce l’effetto contrario! Preferisco una persona sinceramente antipatica, ma nel caso di Recchioni direi che il termine più adatto è impopolare, che una persona forzatamente simpatica, per questo poi finisco per provare più interesse per le sue opere che non per un unanimamente osannato Zerocalcare, che con tutto rispetto poi finisco quasi con il non sopportare più tanto se ne parla bene. Sarà che forse in parte mi ci riconosco, mi basta pensare a certi miei trascorsi su alcuni forum, preferisco essere impopolare che uniformarmi a tutti i costi sacrificando la mia personalità.

Alla fine del fumetto praticamente non ne ho proprio parlato ma se mi è servito da stimolo per una riflessione forse il suo dovere lo ha fatto no?

Altre recensioni di Orfani:
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Orfani: Ringo

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9 thoughts on “Orfani: Nuovo Mondo – Recensione

  1. Concordo e sinceramente a parte i gusti che ci stanno (difatti se ad uno non piace può abbandonare la lettura della serie non è obbligato a continuare e sparare a zero, o di giudicarla poi globalmente dove non ha più letto), non capisco l’odio e lo scherno che si porta dietro l’opera, infondo intrattiene, il suo lo fa, e c’è roba che intrattiene ugualmente o peggio che viene osannata in modo assurdo. Insomma di cacca ce n’è molta nei fumetti ma a volte basta che sia americana o giapponese e questo la fa valutare diversamente, ancora peggio poi quando è italiana e basta che ti sia simpatico l’autore di turno. Mah.

  2. Personalmente provo un poco di fastidio verso la figura di Recchioni. Non tanto verso il Recchioni autore quanto proprio per il Recchioni superstar del web, provocatore a tutti i costi. Detto ciò è ovvio che il mio disappunto inevitabilmente si trasmetta in automatico verso le sue opere o produzioni. Ad esempio il suo Dylan Dog, nonostante abbia un valore produttivo non discutibile, non è mai riuscito a conquistarmi a pieno proprio per il mio preconcetto nei suoi confronti.
    Tutto questo preambolo per dire che nonostante le mie aspettative non stellari, questa “stagione” di Orfani è riscita a conquistarmi in pieno prorpio perché rinuncia alla provocazione a tutti i costi ed al fan service bieco per raccontare una storia a tratti scomoda.
    Fosse un po’ più scrittore su questa falsariga è un po’ meno prima donna Roberto avrebbe la mia fiducia incondizionata.

    • Perché dovrebbe essere ovvio? Anche Alan Moore non è proprio un simpaticone. Ma soprattutto come dice Pirkaf si nutre dei troll, tutti questo odio non fa altro che far girare ulteriormente il suo nome. Io devo ammettere di aver letto solo Orfani fino a qua e poco altro, le sue HIT su Dylan Dog mi mancano.

  3. Mi piaceva molto “Orfani”, purtroppo sono rimasto indietro alla seconda stagione, quindi ti ringrazio per il post, mi serve per tenermi aggiornato. Sul discorso su Zerocalcare vs Recchioni, mi trovi d’accordo, con tutto il rispetto per Calcare, ultimamente faccio fatica a digerirlo. Cheers!

  4. Ma è palese che Recchioni interpreti un personaggio nel web, come…quasi tutti del resto.
    E’ un Troll antropofago che si nutre di altri troll.

  5. Dunque mi ha incuriosito una cosa…dici che l’autore fa scelte spiazzanti..allora non è mainstream come opera! Oppure è mainstream nel senso che tra clyffhanger e cose del genere, segue un po’ il gusto che ha oggi il pubblico patito di serie televisive?

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