[DC Comics USA] Doomsday Clock #3-4

Doomsday Clock 4Torniamo a parlare di Doomsday Clock dopo una lunga attesa, il secondo post dedicato alla saga di Geoff Johns e Gary Frank infatti risale allo scorso Dicembre, per il terzo numero ho deciso di non scrivere nulla per il semplice fatto che avessi ben poco da dire e per non sembrare ripetitivo ho preferito aspettare l’uscita del quarto numero, peccato che alla DC Comics abbiano cambiato i piani in corsa e la serie da mensile è diventata bimestrale e e quindi l’ultimo numero è uscito solo a fine Marzo.

Siamo arrivati ad un terzo della storia e quella che secondo Johns non è un sequel di Watchmen continua ad essere un dannato sequel di Watchmen. Doomsday Clock continua a focalizzare l’attenzione sui personaggi derivati dalla graphic novel di Moore e Gibbons, vecchi e nuovi che siano. Il terzo numero è quasi tutto per Marionette e Mime facendo il parallelismo tra quanto succede nell’Universo DC e quanto successo in Watchmen con l’opinione pubblica contraria all’operato degli eroi mascherati e qualche piccolo indizio su un ipotetico ritorno della JSA.

Il quarto numero invece è tutto dedicato al nuovo Rorschach, ci vengono svelate le sue origini alternate all’ennesimo parallelismo tra Doomsday Clock e Watchmen, con il nuovo Rorschach chiuso ad Arkham (che pare essere diventato un carcere normalissimo, mi sarò perso qualcosa) che ricorda il suo passato tra una sequenza e l’altra ripresa fedelmente dall’opera originale: la mensa, le sedute psichiatriche, ecc.

Al di là di tutto, gusto personale, giusto o meno che sia fare un sequel di Watchmen, il “problema” è che tutto dannatamente troppo studiato! Studiato ad arte per stupire e ricordare Watchmen, in modo che il lettore medio possa urlare alla figata.

C’è chi si domanda se alla fine ci troveremo davanti ad un capolavoro o ad un buon esercizio di stile, per me non ci sono dubbi, la risposta è la seconda, perché mentirei nel dire che Johns non si sia impegnato nel creare una storia che faccia da specchio a Watchmen e che Frank non stia realizzando tavole magnifiche, ma è tutto fuorché nato da un impulso artistico, e lo dico consapevole del fatto che storie come questa vengano create a tavolino dalle major per vendere ma di solito le due cose dovrebbero andare di pari passo. Insomma tutto questo per ribadire che Doomsday Clock continua a non convincermi.

E niente, non c’è altro da dire, come dicevo all’inizio finirei solo col ripetermi o col fare spoiler e francamente non ne ho voglia. Riprenderemo il discorso tra un paio di mesi se tutto va bene, se no tra quattro.

Ah chiudo con un paio di previsioni: Marionette, Mime e Rorschach sopravvivranno al finale della saga e integrati nell’Universo DC con tanto di serie regolare o miniserie dedicata all’ultimo. Troppa attenzione su di essi per bruciarseli qui.

La saga di Doomsday Clock

Doomsday Clock #1
Doomsday Clock #2

9 pensieri su “[DC Comics USA] Doomsday Clock #3-4

  1. Adoro Gary Frank lo trovo fenomenale, ma mi sono rifiutato di leggere tutti gli albi sfornati dalla Distinta Concorrenza sui personaggi di “Watchmen”, sono estremista come Alan Moore in questo senso. Mi sono sembrate operazioni commerciali, con i migliori autori disponibili sì, ma giusto per sfruttare il nome “Watchmen”, alla Moore ho rifiutato a scatola chiusa, come fa lui con i film tratti dai suoi fumetti 😉 Per fortuna mi hai confermato che non ho fatto male. Cheers!

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    • Ti riferisci a Before Watchmen? Non li ho letto quelli ma li accetto già più di Doomaday Clock perché contestuali a Watchmen, per una risposta più esaustiva ti rimando alla mia prima rece di questa saga, trovi il link in fondo al testo.

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  2. La solita operazione con la puzza sotto il naso e l’arroganza prerogativa da DC Comics…
    Non vedo l’ora di farmi una bella risata alla prossima crisi/rebirth/aggiustatura di turno per mettere apposto gli ulteriori casini creati, ormai sono partite le scommesse su quale personaggio o vicenda rovineranno prossimamente.
    Ah notare che all’inizio dicevano che l’identità di uno dei tre Joker dovevano svelarla in sta roba e poi invece hanno optato per un’altra storia a parte, malati di soldi e a corto d’idee più di qualsiasi casa editrice, c’è poco da dire e da fare gli avvocati del diavolo e considerando le case editrici concorrenti fra cui alcune poverissime di personaggi in confronto è un bell’insulto và.

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    • Mamma mia quante cose vere scrivi…
      Mi sa che la risata, sarcastica per quanto mi riguarda, ce la faremo in tanti.
      Io comunque guardo sempre il bicchiere mezzo pieno, entro la fine dell’anno avrò segato parecchie serie in modo da potermi dedicare anche ad altri recuperi che meritano di più.

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      • Si perché dai, non si può proprio.
        Ogni volta si ci illude che capiscano e niente oh…, poi che ci sia anche qualcosa di valido ogni tanto non lo metto in dubbio, qualcosa di carino c’era persino durante i new 52 (pochissimo e dipendeva più dall’autore di turno, uno dei reboot più cazzata di sempre).
        Io ormai vado solo a naso e il più delle volte sugli elseworld o le one-shots, ma devono proprio convincermi di brutto, sai tanto per far capire la mia voglia di essere presa per il culo per l’ennesima santa volta. Anche basta, me lo son detta un po’ di tempo fa e continuo a ripeterlo.
        Questa roba è proprio la grattata definitiva sugli specchi, ‘na vergogna.
        Si, il lato positivo è sicuramente quello, hai ragione.

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  3. Che palle ‘sta maxi serie… proprio perché finora troppo legata a Watchmen e quasi per nulla agli eventi Rebirth.
    La sto solo sfogliando e non mi invoglia alla lettura.
    Leggo la tua e mi ci allontano ancora di più.
    Riguardo l’ultima parte dico solo: CHE PALLE! Continuiamo ad introdurre personaggi da altri universi che tra poco non ci saranno più persone comuni, tutti in calzamaglia!

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  4. Io per partito preso do la massa fiducia a Johns e adoro oltrea decenza Gary Frank anche se devo ammettere che il sentore forte di manovra almeno in parte pilotata dall’alto c’è.
    Bisogna anche dire che in verità, se non per fare uno sfregio a Moore, un motivo vero per fare uno pseudo seguito di Watchmen non c’è. A ben vedere usare quei personaggi non aggiunge un traino economico così clamoroso da volerli spremere a tutti i costi…

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    • Dici? Sui socialcosi ai “fans” basta vedere Rorschach e Batman che si menano che tutti si esaltano, non importa altro, ma la cosa assurda è che Before Warchmen era lammerda sin dal suo annuncio, la coerenza del pubblico.
      E no, Warchmen non aveva bisogno di uno pseudo sequel perché raccontare un dopo ne intacca senso e bellezza (certo poi il libro sempre quello è). Per quanto mi riguarda potevano usare benissimo Manhattan comr deus ex machina ma tutta sta storia per ora è una grossa cavolata, ben fatta ma sempre una grossa cavolata.

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