Mortal Kombat: sangue e tuono – Recensione

mortal kombat star comics

Facciamo un salto indietro nel tempo al 1995, all’epoca la serie videoludica Mortal Kombat era all’apice del suo successo con un terzo capitolo pronto ad invadere le sale giochi e le consolle dei gamer e un film in uscita al cinema. Potevano forse mancare dei fumetti ispirati a questa saga? Ovviamente no, e a cogliere il potenziale per farne una serie fu la ormai defunta Malibu Comics, famosa per le serie supereroistiche Ultraverse e per Men In Black, che gli dedicò diverse miniserie e one-shot, tutti editi in Italia dalla Star Comics in un mensile omonimo composto da 15 numeri e uno speciale, in realtà i primi sei numeri condividevano il titolo con Bruce Lee, anche lui protagonista di una serie a fumetti di cui non sapevo nulla, magari ne riparleremo a lettura finita.

Pubblicata originariamente nella seconda metà del 1994 la prima miniserie dedicata a Mortal Kombat intitolata Sangue e Tuono (Blood and Thunder) è scritta da Charles Marshall (autore di quasi tutte le storie dedicata a MK) e disegnata da Patrick Rolo (anche lui quasi onnipresente ma in quantità minore rispetto allo scrittore), autori di cui sinceramente non avevo mai letto il nome, così come quasi tutti gli altri, il che è tutto dire, se sapete di più su questa coppia di autori fatemelo sapere.

Per comodità non parlerò solo della miniserie ma di tutti i titoli correlati come la miniserie Goro: principe del dolore (Goro: Prince of Pain) pubblicata sullo speciale Star Magazine Oro nr. 9, sempre scritta da Marshall ma disegnata da Ray Burdine (nr.1-2) e Kiki Chansamone (nr.3) che si inserisce tra Mortal Kombat nr.3 e Mortal Kombat Tournament Edition, ovvero il one-shot che conclude questa prima saga.

La trama è vagamente ispirata al gioco di Ed Boon e John Tobias, qui in veste di supervisori, e per vagamente potrei tranquillamente dire che non c’entra nulla. In breve i vari guerrieri protagonisti del primo gioco, ovvero Liu Kang, Johnny Cage, Sonya Blade, Kano, Sub-Zero e Scorpion arrivano sull’isola di Shang Tsung per partecipare al torneo di Mortal Kombat, in cui dovranno combattere tra loro per poi sfidare Goro, campione del torneo, e infine Shang Tsung stesso, il tutto sotto l’occhio vigile di Rayden, dio del tuono e protettore della Terra, con il divieto di interferire nel torneo. Premio finale la salvezza della Terra dall’invasione del regno di Outworld, qui tradotto come Altromondo anziché Mondo Esterno. E qui finiscono le similitudini con la storia originale perché in realtà il torneo non viene per niente affrontato! Shang Tsung fa di tutto per rimandarlo perché intenzionato ad aprire un libro magico che può donargli il potere di rovesciare il suo padrone Shao Khan, peccato che questi gli venga rubato da Kano che dà inizio ad una gara ad acchiapparella senza capo ne coda tra i kombattenti.

Di per sé la storia non è nemmeno malaccio da leggere, è scorrevole e si fa leggere volentieri nonostante le evidenti differenze con quella originale che non aggiungono in realtà nulla di davvero degno di nota, anche se c’è da ammettere che qualche elemento potrebbe aver ispirato sviluppi futuri. Vengono anche introdotti personaggi nuovi come Hydro, ninja del Lin Kuei compagno di Sub-Zero, e Siang, dell’ordine della luce, un guerriero nato dall’unione di due guerrieri gemelli, in realtà questi sono stati introdotti come carne da macello, personaggi sacrificabili così da non uccidere quelli originali.

Nel frattempo nella miniserie dedicata a Goro il principe del dolore si ritrova sulla Terra a causa di Zaggot, dio del caos, che è intenzionato a usarlo per la sua guerra contro il fratello Abacus, dio dell’ordine, personaggi nuovi il cui concetto ha probabilmente ispirato eventi futuri della saga videoludica. Diciamo la verità, questa mini non è altro che il pretesto per inserire nella mischia i personaggi introdotti in Mortal Kombat II, ovvero Kitana, Jax, Kung Lao, Mileena, Reptile e Baraka per poi farli confluire tutti nel finalone in Mortal Kombat Tournament Edition in quella che è una vera e propria royal rumble, alla faccia del torneo.

jax mortal kombat

Un “bellissimo” Jax dalla mini serie di Goro.

E alla fine? Segue spoiler (ma tanto chi se lo ca*a sto fumetto?): è Goro ad ottenere il potere del libro ma è tanto potente da rappresentare una minaccia anche per Shang Tsung che dopo un discorso alla, lo faccio per te mica per me (ma alla fine è per me), si allea con Rayden per sconfiggerlo. Il libro viene preso dal dio del tuono e gli eroi tornano a casa. E il torneo? E vabbeh sarà per un’altra volta.

Come dicevo la storia è scorrevole ma senza una vera logica degli eventi, inoltre i dialoghi sono terribilmente irritanti, in pratica ci troviamo di fronte ad una schiera di personaggi che parlano in terza persona e che ci tengono a ricordarti il proprio nome, una cosa degna da honest trailer:

Goro: “Meritate solo la morte. La morte per mano di Goro.”
Shang Tsung: “Un potere che apparterrà a Shang Tsung.”
Jax: “Ehi fratello, la mamma di Jax non ha allevato nessun pazzo”
Sub-Zero (rivolto a Jax nella pagina successiva): “Sarà un onore aggiungere il tuo nome alla lista dei guerrieri morti per mano di Sub-Zero.”
Mileena: “Ora sei stata catturata. Catturata e colpita da Mileena, figlia di Shao Kahn.”
Scorpion: “Scorpion è stanco di aspettare per avere vendetta!”

E insomma potrei andare avanti così per tutti i personaggi, va bene una volta, va bene due, alla duecentesima volta forse è un tantino eccessivo, no?

I disegni di Patrick Rolo sono terribilmente anni ’90, corpi muscolosissimi con anatomie improbabili e pose anche peggiori, soprattutto nelle figure femminili, contestualizzati a quel periodo non sono nemmeno malaccio ma sicuramente incostante, si passa da un buon disegno ad uno brutto da una pagina all’altra, come si può evincere da questa Kitana che dopo sole due pagine si ritrova con delle coscione post cenone.

Il peggio lo fa però Ray Burdine e Kiki Chansamone sulle pagine di Goro, dove possiamo anche “ammirare” Goro che imbraccia un fucile che potrebbe far invidia a Cable e tutti quegli eroi ipertrofici e armati fino ai denti tipici di quegli anni.

Ci troviamo così tra le mani una serie talmente abbozzata e mal realizzata, quasi al limite del trash, da fare il giro e diventare bella! Perché si, alla fine, al di là della mia passione per Mortal Kombat, mi sono divertito anche a cercare difetti e imperfezioni e a riderci su! E non è nulla confronto alla seconda saga, ma ne parleremo prossimamente.

La scheda
Titolo: Mortal Kombat: sangue e tuono + Goro: principe del dolore
Edizione italiana: Mortal Kombat nr.1-7 + Star Magazine Oro nr.9, Star Comics, 1995
Edizione originale: Mortal Kombat nr.1-6, Mortal Kombat Tournament Edition, Goro: Prince of Pain nr.1-3
Storia: Charles Marshall
Disegni: Patrick Rolo, Roy Burdine, Kiki Chansamone
Formato: spillato
Prezzo: 3000 Lire (Mortal Kombat), 5000 Lire (Goro), prezzo onesto oggi? 2 euro l’uno

7 pensieri su “Mortal Kombat: sangue e tuono – Recensione

  1. Con disegni del genere, ci starebbe bene anche Liefeld ^^
    Agghiacciante!

    Negli anni ’90, prima di conoscere la saga finale di The King of Fighters, adoravo Mortal Kombat: sembrava suggerire un sacco di intrighi, ma ero troppo scarso per riuscire a finirlo e così, niente! 😛

    Piace a 1 persona

  2. Posso mettere un migliaio di mi piace?

    I fumetti di Mortal Kombat, cavolo, quando da ragazzino io e il mio amico del cuore Alberto ne scoprimmo l’esistenza, andammo fuori di testa..avremmo pagato oro per leggerli…Poi mi sa qualche anno fa avevo letto un paio di fumetti tirati giù dal mulo..uno bellissimo era la storia di Mortal Kombat del videogioco n.1…l’altro non me lo ricordo. Adesso vado a recuperarli on line perché li avevo proprio dimenticati!

    Certo i disegni degli screenshot che hai postato non mi entusiasmano affatto!

    Comunque Mortal Kombat meriterebbe una bella serie in ossequio alla bellissima mitologia introdotta, almeno nei primi tre capitoli 😀

    Piace a 1 persona

  3. Guarda, sarebbe da recuperare solo per lo scult che rappresenta. Tutto tipico di quegli anni, disegni, colori, muscolacci e artiglieria. P.s. ma c’è tutta quella differenza di colorazione tra una vignetta e l’altra??
    Assurdo che parlino in terza persona ogni due per tre… ahaha! Forse gli sceneggiatori pensavano che non si capisse chi diceva cosa XD

    Moz-

    Piace a 2 people

    • No dai, pure i fumetti subiscono questo trattamento da parte della massa, erano proprio altri tempi. I fumetti moderni di Mortal Kombat X non sono affatto male e credo siano anche canonici, mi dispiace solo che non abbiano concluso la serie nella mia edizione sigh

      "Mi piace"

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