The New Legends of Monkey – mini recensione

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The New Legends of Monkey è una serie tv australiana di genere fantasy/avventura co-prodotta da Netflix, ABC Me e TVNZ, composta da 10 episodi della durata di circa 30 minuti ed ispirata al celebre testo cinese del “Viaggio in Occidente“.

“Alla ricerca di sette scritture sacre per salvare il mondo dal male, un’impavida ragazza libera un dio pietrificato chiamato Re Monkey.
Anche se i suoi poteri non sono all’altezza, il suo ego non si ferma, come la volontà di liberare il mondo dai demoni.” 

Mi accingevo ad aprire Netflix per guardare tutt’altro quando d’improvviso parte il trailer di questa serie tv, le prime evidentissime impressioni vanno agli effetti speciali low budget (rispetto alle abitudini attuali), la buona dose di trash, costumi e scenari da mischione storico e ambientale imprecisato, un demone che ricorda Lucius Malfoy ma più emo e al mitico bastone che si allunga… ma tranquilli ha anche dei difetti questa serie! Anzi a pensarci bene NO!… insomma come potevo resistere a tutto questo??

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Il Demone Malfoy che no! non è il villain principale come sembra.. ma risulta comunque migliore del casting di Rhaegar Targaryen in Game of Thrones.

Lasciatemelo confessare : mi è piaciuta molto, è tutto il contrario di quello che oggi ci si aspetta dalle serie tv a partire dalla durata degli episodi, eppure ci sta tutto in modo perfetto e coeso, anzi si prendono persino delle libertà nel minutaggio facendoci vedere o sapere qualcosa in più sui vari personaggi, abbiamo la dose giusta di avventura e combattimenti (che risultano comunque migliori di quelli di Arrow), e quel trash positivo che non può mancare in questo tipo di produzioni, se volete tornare negli anni 90 quando serie tv e forse anche tutto il resto era sinonimo di divertimento più che di pippone e dove la superficialità poteva essere un valore aggiunto piuttosto che un difetto da sopprimere è decisamente la serie che fa per voi! Tutto tra costumi e narrazione mi ha riportata veramente indietro a qualche anno fa, vederlo mi ha rilassata e nonostante la prevedibilità di certi eventi ci sono state delle trovate molto interessanti anche visivamente.

Della storia originale di Sun Wukong si mantengono alcuni elementi base mentre altro viene reinterpretato in modo coerente al contesto e alla morale della storia originale, vi sono due cambi di sesso per due personaggi del gruppo, il monaco Tripitaka (Luciane Buchanan) e  Sandy (Emily Cocquerel) ma in questo caso non danno fastidio, il primo viene anche motivato e il carattere originario di tali personaggi viene mantenuto, al limite presentano delle modifiche le storie personali dei personaggi che vengono semplificate apposta per il contesto, dopotutto pochi racconti sacri vantano così tante trasposizioni/reinterpretazioni come quello dello scimmiotto di pietra e a proposito di questo fatto Wukong  è l’unico che non viene chiamato col proprio nome, viene soprannominato solo Monkey /Re Monkey, una sorta di versione nominativa inglese come per altri due membri del gruppo, sarà che ormai di Wukong o di Goku ne esistono talmente tante versioni che non c’era più gusto ma ammetto che un po’ mi è mancato il nome!

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Sul protagonista spendo le ultime parole, ovviamente non abbiamo uno scimmiotto pupazzoso in CG vero e proprio, l’interprete Chai Hansen ha un costume molto figo ed è pure un bel manzone, non so quanto serva parlare di recitazione in questo tipo di serie, potrebbe già bastare quanto ho citato ma è credibile nel suo ruolo, l’ho trovato simpatico, mantiene l’arroganza di Wukong ma con dei momenti di sana idiozia che fanno sorridere, mi ha trasmesso molta tenerezza e quando ritrova passo passo i suoi poteri è anche bello vederlo in azione, perciò non è solo il belloccio acchiappa ragazze che potrebbe sembrare di primo pelo (che poi che male ci sarebbe??).

monkey king monkey

Bella la trama! Sì sì! … non diciamolo ad Arcangelo.. ah già! è il suo blog questo!

In conclusione tutto quello che vi può sembrare un difetto in questa serie è un pregio, è qualcosa che si è perso e che non vedevo da un bel po’ di tempo, facendomi venire una nostalgia sana e riflessiva su quanto mi godevo di più certe cose all’epoca e non a causa dell’età, aiuta molto a ridimensionare il concetto di ciò che dovrebbe ANCHE essere l’intrattenimento e il divertimento in questo mondo di “show superstar” dai set blindati e dai budget stratosferici che creano fanatici pronti per l’isis.

Anche se ho poca fiducia nel genere umano (da sempre eh.., ma sopratutto dalla cancellazione di Ash vs Evil Dead) spero che venga considerata dal pubblico per avere magari una nuova rilassante, divertente e nonsense stagione, anche se sono già contenta così del tentativo, mentre nel frattempo avremo la 50esima di Grey’s Anatomy , di The Walking Dead, di The Big Bang Theory, Young Sheldon o di altra noia a pacchi di cui chiaramente abbiamo tutti bisogno….

Vi lascio qui sotto il trailer in inglese ufficiale di Netflix:

 

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21 thoughts on “The New Legends of Monkey – mini recensione

  1. Viste le prime due puntate, anche io non potevo lasciarmela scappare! Condivido in pieno tutto anche se non l’ho ancora finita, purtroppo anche io ho perso le speranze quindi non so se la rivedremo mai! Sigh!

    • Grandissimo! 😀 si è un passatempo piacevole, un po’ come quando si legge un fumetto per il piacere di leggerselo che non per imparare il senso della vita o prenderlo come Bibbia.
      Guarda, non mi dire niente XD io non guardo nulla in giro perché voglio rimanere con l’illusione a visione fresca che ci possa essere un seguito, forse fra due o tre mesi se non salta fuori nulla comincerò a mandare giù il rospo XD mannaggia!

  2. E allora direi che è volutamente difettata, come serie. Perché altrimenti sarebbe impensabile proporre qualcosa del genere. Ma ci sta, e dopotutto amiamo questo genere di opere. Mi ha ricordato certe puntate di Hercules o Xena, vero trash mai visto.
    Oh, poi Goku è Goku 🙂

    Moz-

    • Esatto, mi ha ricordato proprio le serie da te citate ed è stato bellissimo ❤ Goku è Goku ovunque non c'è niente da fare XD scimmia, uomo va bene così XD

  3. Il cambio di sesso di Tripitaka è una cosa spaventosamente comune, per Viaggio in occidente.
    Meno per il demone acquatico – è quello, Sandy, vero?
    Vediamo se un giorno ci inciamperò sopra, il libro l’ho già letto ^^ (peccato non fosse un’edizione integrale, ma l’essenziale c’era).

  4. Io ho Amato alla follia il Viaggio in Occidente, ho letto il libro, ho ascoltato più volte l’audiolibro (ora su Audible), ho fatto arti marziali e Sun Wukong era uno dei personaggi sull’altare…

    Che dire, adoro anche questo Trash (perché adoro le serie volutamente trash, invece di quelle che si fingono superserie e che poi diventano ridicole)

    • Grazie del commento e benvenuto :D. Un gran bel curriculum per Wukong e la sua bellissima storia, anche a me piacerebbe recuperarlo integro il racconto, seguirò il tuo consiglio nel commento in risposta a Gracula ;). Mi fa piacere per il trash XD è stato una bella scoperta e questo tipo di “non prendersi troppo sul serio” ci piace si sì!! 😀 Concordo con quello che scrivi.

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