Sand Land – Recensione

sand land akira toriyama manga

Akira Toriyama è entrato a far parte dei mangaka più conosciuti del mondo prima grazie al comico Dottor Slump & Arale poi trovando la consacrazione con Dragon Ball, tuttavia è autore di alcune brevissime storie che in Italia sono state edite da Star Comics in due comodi volumetti dal titolo Akira Toriyama Menu à la Carte, di un libro illustrato per bimbi inedito Toccio the Angeldella brevissima Cross Epoch in collaborazione con Eiichiro Oda (One Piece) e di mini serie stampate a parte: Cowa!, Kajika, Sand Land, Nekomajin, Jaco The Galactic Patrolman, Katsura/Akira in collaborazione con Masakazu Katsura (Video Girl Ai, Zetman etc..) e Kintoki inedito in Italia. 

cashman toriyama manga

Cashman

Il più grande difetto di Toriyama leggendo le sue opere lo si intuisce subito: la pigrizia, vizio che lui stesso ammette di avere, perché molte storie brevi (vedi Cashman il guerriero risparmiatore) e mini serie (vedi Kajika, Kintoki, Sand Land, Cowa!) avrebbero avuto il potenziale per farne uscire delle serie senza che dovessero durare per forza dieci anni! Ed aggiungo che a parte la soddisfazione del breve special anime su Cashman, almeno qualcosa di simile l’avrebbero meritato pure le altre mini appena citate, ma dopotutto fino ad ora non vi è neanche l’ombra di uno special animato su Jaco che è stato inserito da poco nella continuity di Dragon Ball (e che lo necessiterebbe per l’altrettanto pigro pubblico occidentale) quindi direi che mi posso mettere il cuore in pace perché non ho chiaramente speranze sulle altre opere! 
Nonostante abbia adorato anche l’ironica, dai tratti infantili ma più pessimista Cowa! voglio scrivere di quella che è l’opera che preferisco di Toriyama: Sand Land, scritta nel 2000.

L’incipit in breve: In un mondo futuro conosciuto come Sand Land, l’unico fiume globale fornitore d’acqua si è arrestato in seguito a numerose guerre e l’unica fonte d’acqua disponibile sono le costose bottiglie fornite dalla casa reale. In questo arido mondo il Principe dei Demoni Belzebubù parte alla ricerca della sperduta “sorgente fantasma” assieme a un manipolo di coraggiosi, tra cui uno sceriffo umano dal misterioso passato e un demone specializzato in furti acrobatici.

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Il principale messaggio dell’opera è indubbiamente a sfondo ambientalista/ecologico e come per il già citato Cowa! nasconde un’aspra critica al mondo umano sopratutto quello benestante/politico che sfrutta e sperpera sui vari popoli o sui “diversi”. Una cosa nuova ed interessante che l’autore accenna e che non ha mai fatto in altri contesti è  legata al mondo del mercato: nella storia queste bottigliette d’acqua valgono più dell’oro per ovvi motivi e il solo pensare che dei beni possano indurre alla concorrenza o essere messi a disposizione di tutti scatenerà più di qualche scaramuccia, perciò non si ci limita ad una mera critica sociale sull’essere umano generico ed egoista ma anche a ciò che ha generato ingigantendo sempre di più il potere del sistema che per il guadagno attuerebbe qualsiasi barbaria e menzogna senza scrupoli, non a caso il prezzo che paga per questo motivo uno dei protagonisti sarà alquanto pesante sulla coscienza.

Andando a parlare proprio del bizzarro gruppo che imbastisce questa avventura c’èbelzebubù toriyama manga sand land l’altro fattore positivo del manga: i suoi personaggi. Ognuno di loro trasmette qualcosa e ha una sua funzione nel racconto, il gruppo è ben amalgamato caratterialmente e mantiene la storia piacevole da leggere, indubbiamente i due personaggi cardine e più riusciti sono Belzebubù e Rao. Curioso come un autore che abbia contribuito a creare stereotipi nel genere qua non ne faccia assolutamente uso, il principino dei demoni infatti non rappresenta il lato infantile a cui Toriyama ci ha abituato tramite Arale, Goku e in parte Cowa, non c’è mai una sana idiozia in lui quella sorta di “purezza demenziale”, c’è forse un po’ d’ingenuità ma sembra decisamente di leggere di un ragazzino normale con una spiccata passione per i videogiochi e in parte credo sia voluta la cosa per fare da contraltare al suo aspetto simpatico ma demoniaco, sicuramente è più viziato essendo di alto rango e un po’ arrogante  ma rimane un personaggio più che positivo; d’altra parte lo sceriffo Rao è un personaggio più complesso, più stanco e ferito dalla vita di quanto possa sembrare all’inizio della storia, di lui nel corso dell’avventura verranno fuori alcune rivelazioni e motivazioni interessanti, lasciatemi dire che ho amato questo personaggio e per quanto abbia un aspetto esteriore stereotipato da vecchio burbero non lo è affatto, Rao non è quel duro sotto sotto buono o viceversa, esattamente come il piccolo demone è un uomo che fatto cose buone e cose cattive, sta in una zona più grigia ma molto umana e sarebbe stato bello vedere davvero qualcosa di più approfondito di entrambi i personaggi in una serie con tempi più lunghi, ho trovato molto tenero assistere a come rimprovera o tratta in modo quasi paterno Belzebubù riconoscendo tante differenze fra demoni ed umani e imparando ad apprezzarle, cosa che farà anche il piccolo principe, inoltre si piazzano nel personaggio di Rao  due “colpi di feels” mica da poco! Toriyama te li butta lì sotto gli occhi gli indizi in modo superficiale per poi tornarci su e, senza soffermarcisi più di tanto, basta una frase per sentire quel pizzico al cuore che serve. Anche fra i villains, nonostante sia scontato da subito chi siano i malfattori principali ci sarà una sorpresa, io stessa non credevo potesse andare in un certo modo visto com’ero stata abituata dalle opere precedenti.

Quest’opera riesce un po’ a sintetizzare tutto quello che solitamente si trova nei racconti di Toriyama senza tante autocitazioni e dando nuova freschezza ad argomenti trattati ovunque, ritroviamo tanta avventura, (pochi) combattimenti, personaggi bizzarri, un mondo sostanzialmente cinico e anche tante emozioni con qualche plot twist ben piazzato.
sand land raohL’arte è una via di mezzo tra quello che era l’ultima parte di Dragon Ball ma anche lo stile moderno più “smagrito” che il mangaka mantiene tutt’oggi, si sente sicuramente l’influsso dei vari concept creati per Dragon Quest negli anni, per quanto riguarda lo story-telling non ha mai avuto problemi nelle scene di lotta che risultano sempre credibili e nel resto è funzionale senza trovate particolari, sicuramente col tempo è migliorato parecchio.

Questo Toriyama post Dragon Ball era ed è molto interessante, non a caso anche nel molto più recente Jaco (seppur in dose minore) c’è qualcosa di un po’ più maturo fra le righe, un modo nuovo di approcciarsi agli argomenti senza perdere la sottile dissacrazione ironica che ha sempre ritratto su certi comportamenti o situazioni, lo vorrei leggere più spesso come lo lessi in quest’opera.

Pochi anni fa si era accennato di una nuova serie manga in comune con l’amico Katsura, poi a quanto pare non se n’è più fatto niente per gli impegni di entrambi in altri lidi meno coraggiosi.. vabbeh.. la speranza è l’ultima a morire.
Se volete leggervi un breve gioiellino leggero e semplice che tratta di rivalsa e sopratutto perdono vi consiglio vivamente questo manga.

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La scheda
Titolo: Sand Land
Edizione italiana: Storie di Kappa #98, Star Comics, 2000
Edizione originale: Sand Land
Storia e Disegni: Akira Toriyama
Formato: brossurato
Prezzo: € 4,20

16 pensieri su “Sand Land – Recensione

  1. Da ciò che so, le parti meno cazzottose di Dragon Ball non sono andate benissimo, in Giappone – da cui la deriva “dalle sfere alle sberle” – perciò potrebbe aver optato per storie brevi proprio per non abusare dei combattimenti (lui dà il suo meglio nell’avventuroso speziato col demenziale, non troppo Arale, magari)…

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    • concordo con quello che scrivi fra parentesi e devo dire che infatti una storia come questa ha tanta avventura, mantenendo poi il tema sempreverde del viaggio. Non credo che avrebbe abusato lui dei combattimenti, probabilmente con l’ombra delle sue opere più conosciute avrebbero fatto pressioni le persone attorno, perché particolarmente nelle poche opere post 2000 si sente che non ne ha assolutamente voglia, proprio ciò che ho sentito in questa storia, fai conto che ci sono tra combattimenti che durano tipo due pagine, giusto l’ultimo può essere considerato tale come termine proprio, per avergli dedicato una pagina in più. Avrei voluto giusto poco di più da queste mini da potermi gustare.

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  2. Gli ho preferito assolutamente Cowa!, ma SandLand è meglio di Kajika.
    In ogni caso, per me, qualcosa di risibile, che non raggiunge le vette dei singoli anni ’80 (Toriyama World) e vuole anzi essere molto combattivo, rifacendosi a DBZ (che francamente mi dava fastidio proprio per i combattimenti).
    Comunque l’ho letto, una cosa piacevole ma che ho dimenticato presto.

    Moz-

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    • Cowa! come dico anche nell’articolo mi è piaciuto e l’ho trovato ugualmente bello, penso che siano simmetrici come racconti, in Cowa! c’è l’umorismo dove in Sand Land c’è la guerra o il combattimento, per il resto nella morale si compensano.
      In Kajika sono d’accordo sul tipo DBall dove il combattimento è centrale ma in Sand Land no, i combattimenti sono pochissimi, sono tre contati e si svolgono in due pagine i primi e giusto tre o quattro l’ultimo, non ci ho sentito niente di DBall dai personaggi alla storia (se proprio vogliamo, possiamo citare la cosa del viaggio ma quello è un cliché narrativo ricorrente generico), anzi mi è sembrato proprio il contrario.

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  3. Tutto il Toriyama che non sia legato ad Arale e Dragon Ball mi manca, questo titolo mi sembra molto interessante, sarebbe per me un’ottima occasione per allinearmi con un autore che mi è sempre piaciuto, e che non leggo più da tempo. Cheers!

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  4. La fantasia a Toryama non manca per creare questi personaggi! Mi piace che abbia creato una storia con meno stereotipi e sarei curioso di approfondire questa figura dello sceriffo.

    Ps anche Cashman mi incuriosisce!

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    • Si appunto sarebbe stato fighissimo avere qualche flashback in più dello sceriffo, per quello a cui ci ha abituato come ricorrenza in altre opere è un gruppo particolare sì.
      Mamma mia Cashman è l’occasione più sprecata al mondo, chiaramente come nella parte di Gohan supereroe è una parodia ai super sentai.. e bom da li si poteva creare una di quelle storie che funzionano sempre dal grande potenziale, davvero un peccato che duri una manciata di pagine, poi ha un design molto bello.

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  5. Quanto concordo, quando fu annunciato Cowa! (il mio preferito delle opere brevi) ricordo che speravo in un nuovo Dr. Slump, ameno qualche volume di una serie leggera… ero davvero saturo di DB!
    Bello anche Sand Land, gli scenari desertici e con canyon mi avevano riportato alle prime stagioni di DB, con Yamcha ma non ricordo molto altro, dovrei scavare nella libreria che ho dai miei e tirare fuori il volume! Non solo per rinfrescare la memoria ma anche perché mi hai invogliato, non la ricordavo così matura… e poi c’è la frase magica: “ritroviamo tanta avventura, (pochi) combattimenti, personaggi bizzarri,”!
    Peccato per il mancato manga con Katsura…

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    • Eh si infatti il peccato per entrambe queste opere (e altri personaggi interessanti di quelle ancora più brevi) è che si poteva avere quel tanto in più che avrebbe dato soddisfazione, perché rimangono belle da leggere ma si ha comunque un senso di “mozzatura” se mi spiego.
      Si gli scenari sono molto belli e per gli standard a cui ci ha abituato è una storia che da quel tanto in più senza nemmeno sfociare nella maturità eccessiva ovviamente. Una rilettura non fa mai male.. ma anche di Cowa! 🙂

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