Army of Darkness vol.1 – Recensione

Army of Darkness vol.1

Mentre i fan di Ash Williams di tutto il mondo ancora piangono per la fine prematura della serie tv Ash vs Evil Dead i lettori italiani possono finalmente leggersi i fumetti di Army of Darkness in due bei volumi pubblicati da Editoriale Cosmo.

Il primo volume di ben oltre 260 pagine (alla non proprio economica cifra di 29,90) contiene l’adattamento a fumetti del film Army of Darkness e le miniserie Army of Darkness: Ashes 2 Ashes e Army of Darkness: Shop Till You Drop Dead editi in patria da Dynamite Entertainment.

Army of Darkness: The Movie Adaptation di John Bolton, pubblicato originariamente dalla Dark Horse nel 1992 in una miniserie di tre numeri e poi raccolto in TP dalla Dynamite, è basato sulla sceneggiatura originale di Sam e Ivan Raimi con tanto di finale originale poi scartato nel montaggio finale del film (i fan sapranno a cosa mi riferisco). Sulla storia c’è poco da dire dal momento che è quella che conosciamo tranne per qualche dettaglio (qualche sequenza è più corta, altre diverse) ma sui disegni ce ne sarebbe anche troppo, John Bolton in veste di autore completo non si limita a disegnare, dipinge letteralmente delle tavole PERFETTE! Lo storytelling è ottimo, così come il ritmo, quasi non ci si accorge nemmeno di star leggendo un fumetto invece di guardare il film.

Army of Darkness: Ashes 2 Ashes invece è una miniserie di quattro numeri pubblicata nel 2004 da Dynamite Entertainment scritta da Andy Hartnell e disegnata da Nick Bradshaw. Partiamo parlando proprio di quest’ultimo, lo stile di Bradshaw è quanto di più distante da quello foto realistico di Bolton, praticamente l’opposto. Per una storia che fungesse da sequel a L’Armata delle Tenebre, in cui l’horror ha ceduto il passo all’umorismo quasi parodistico facendo leva sulla recitazione slapstick di Bruce Campbell, uno stile di disegno quasi cartoonesco diventa l’ideale.
La storia invece inizia esattamente dove finiva il film ma scopriamo che Ash in realtà è tornato troppo presto, ovvero prima della sua partenza per lo chalet e, raggiunto dal vecchio mago visto nel film, deve fare in modo che l’Ash del presente vada in contro al suo triste destino, viaggi indietro nel tempo e salvi il mondo da l’Armata delle Tenebre… beh ovviamente le cose non andranno esattamente come previsto e fidatevi di colpo qualsiasi storia che riguardi linee temporali alternative vi sembreranno una passeggiata! Fatto sta che Ashes 2 Ashes funziona perfettamente, è divertente e coinvolge il lettore con un finale inaspettato e il ritorno dell’Ash Malvagio con la stessa modalità poi ripresa e citata nell’ottavo episodio di Ash vs Evil Dead intitolato proprio Ashes 2 Ashes.

La seconda miniserie, Shop Till You Drop Dead, del 2005 è invece scritta da James Kuhoric e disegnata ancora da Nick Bradshaw in compagnia di Sanford Greene. La storia prende piede poco dopo gli eventi della prima miniserie ma con una piccola incongruenza, Sheila (la sua donna nel medioevo) è nel presente, la cosa cozza con il finale di Ashes 2 Ashes ma probabilmente la cosa è voluta per mantenere la tradizione dei film di Raimi il cui l’inizio presentava sempre delle incongruenze con il precedente capitolo. A sto giro Ash si trova ad affrontare gli Evil Dead all’interno del supermercato dove lavora, la battaglia lo porterà a viaggiare ancora una volta nel tempo ma questa volta nel futuro. Devo ammettere che mi ha convinto meno della prima mini, il giochino del dover salvare controvoglia la situazione a patto di poter tornare nel proprio tempo stufa presto, c’è di buono che è sempre divertente e il tono è praticamente quello che caratterizzerà Ash vs Evil Dead più che quello di Army of Darkness, un connubio perfetto di horror splatter e umorismo al limite del demenziale. Piccola curiosità: nel ritornare al presente Ash appare nudo e in posizione fetale come il T-800 di Terminator, tornato nel supermercato indossa un costume da Elvis Presley, probabile omaggio al film Bubba Ho Tep dove Bruce Campbell interpretava proprio il Re.

Per questa volta è tutto, al prossimo volume.

La scheda
Titolo: Army of Darkness vol.1
Edizione originale: Army of Darkness: The Movie Adaptation, Army of Dakness: Ashes 2 Ashes #1-4, Army of Darkness: Shop Till You Drop Dead #1-4
Edizione italiana: Cosmo Comics #22, Editoriale Cosmo
Storia: Sam Raimi, Ivan Raimi, Andy Hartnell, James Kuhoric
Disegni: John Bolton, Nick Bradshaw, Sanford Greene
Formato: brossurato
Prezzo: € 29,90

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21 thoughts on “Army of Darkness vol.1 – Recensione

  1. Un prezzaccio (mi pareva fosse 24,90, però) combinato con una carta non a livello. Almeno, sembra che stiano imparando a stampare a colori: certi volumi – tipo Pathfinder – non si potevano vedere due volte! XD
    Alla Cosmo devono ancora imparare a scegliere prezzi più adeguati per quello che offrono.

    • Si è veramente alto, motivo per cui ho lasciato in attesa dal fumettaro il secondo volume, che viene meno ma nemmeno poco.
      Spero sia solo una questione di tiratura. Tutta la linea Cosmo Comics è a colori e nel formato originale, personalmente non ho riscontrati problemi negli unici due volumi di questo tipo che ho preso, magari son migliorati rispetto ai primi pubblicati.

  2. Meraviglioso…Ho dato un’occhiata a “Shop ecc. ecc.”…fantastico Ash che veste i panni di Elvis per combattere gli evil dead. I disegni mi sono sembrati sullo stile dei Ghostbusters. Ash molto più giovane e muscolo, ma che dire, va benissimo così. E’ verissimo, quella storia è davvero in linea con la serie tv…

      • Ho sfogliato ieri dei Pathfinder e no dai, c’è un abisso tra le due cose, la carta è buona, giusto le copertine sono ancora un po’ troppo “sottili” per i volumi che sono. Stanno indubbiamente migliorando e ho avuto modo di verificare altri volumi ancora più nuovi e anche le copertine stanno migliorando.

        • Ma infatti Pathfinder lo considero come uno zero sulla scala di rendimento della Cosmo in quel formato – fare di peggio sarebbe una cosa gravissima, per quel prezzo.
          Il fatto è che competere in quell’ambito di formato significa scontrarsi con case che possono darti di più – come materiali e stampa – a un prezzo che potrebbe essere persino inferiore, a volte.

  3. Amo i film (la serie ancora la devo iniziare e mi sa che manco lo faccio dato che l’hanno chiusa) ma non penso leggerei mai un fumetto… ma mai dire mai!
    Come sai io sto sempre attento ai minimi particolari e non mi piace l’incongruenza di Sheila.

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