Jurassic World: Il Regno Distrutto – Recensione spoiler

Jurassic World Il Regno Distrutto poster

Due parole su Jurassic World: Il Regno Distrutto di Juan Antonio Bayona, quinto capitolo del franchise iniziato da Steven Spielberg ben 25 anni fa con Jurassic Park e ispirato al romanzo omonimo di Michael Crichton.

Messi da parte discorsi sui sequel, prequel, reboot e remake e sulla presunta mancanza di fantasia da parte di Hollywood, che non ci sono più le mezze stagioni, che si stava meglio quando si stava peggio e altri luoghi comuni del web, possiamo anche iniziare e giudicare il film per quel che è, voglio dire anche con la saga de Il Pianeta delle Scimmie ci han fatto cinque film, una serie tv e tanti pupazzini sicuramente in nome dell’arte e non del Dio denaro (#credici) e questo accadeva quasi cinquant’anni fa!

Da qui in avanti seguiranno SPOILER quindi se non volete rovinarvi la visione non proseguite, se invece non volete rovinarvi il ricordo di Jurassic Park, ma anche di Jurassic World perché no, non guardatelo.

Jurassic World del 2015 (QUI la nostra recensione) altro non era che una versione 2.0 dell’originale Jurassic Park, a modo suo sequel, remake e reboot allo stesso tempo, c’era quindi da aspettarsi che Il Regno Distrutto sarebbe stato sulla falsariga de Il Mondo Perduto ed effettivamente lo è stato, in parte.

Brevemente Il Regno Distrutto vede Isla Nublar sull’orlo della distruzione perché il vulcano si è risvegliato e tre anni dopo la tragedia di Jurassic World il mondo, scusate il gioco di parole, dibatte se sia giusto o meno lasciar morire queste creature riportate in vita dall’uomo, se sia il caso che la natura riporti le cose al loro stato naturale o se provare a salvare i dinosauri. Ovviamente la missione andrà male, i nostri saranno ingannati e l’uomo cattivo di turno vuole sfruttare i dinosauri per lucrarci.

Il fatto è che laddove Jurassic World riusciva ad essere tutto sommato divertente, pur riproponendo situazioni già viste e riviste grazie ad una buona dose di tamarrate, Il Regno Distrutto dopo un inizio interessante riesce a perdersi in un bicchiere d’acqua. Forse per la prima volta nella saga (si anche dopo l’orribile Jurassic Park III) si è perso un po’ lo spirito avventuroso e di sopravvivenza che l’aveva caratterizzata. Dopo la prima mezz’ora in cui succede quello che ho descritto brevemente, che si conclude con la distruzione dell’isola e la morte di gran parte dei dinosauri in una scena davvero riuscita, e a meno che non abbiate un bidone della spazzatura al posto del cuore è anche commovente, lo spirito avventuroso della saga viene messo in naftalina per lasciare spazio alla noia e mostrarci dinosauri in gabbia, i nostri che si nascondono in camion, di nuovo dinosauri in gabbia, i nostri rinchiusi in una cella per arrivare a scontrarsi poi con il mostro genetico della situazione e arrivare ad un improbabile finale che vede i dinosauri sopravvissuti liberi per il mondo, dove per mondo si intendono gli Stati Uniti ovviamente.

Jurassic World Jeff Goldblum[Senta, è previsto che si vedano dei dinosauri fuori dalle gabbie nel suo film dei dinosauri? Pronto? Oh? Eh?]

Il Regno Perduto è chiaramente quel tipo di film transitivo all’interno di una saga il cui unico scopo era arrivare a questa svolta narrativa, il problema non è tanto che i dinosauri siano ormai liberi al di fuori di Isla Nublar, per quanto mi riguarda era una svolta che forse doveva arrivare già prima se proprio vogliono continuare a far soldi con questo franchise ed evitare l’estinzione, il problema è come ci sono arrivati, perché la trama non solo zoppica, inciampa, cade e rotola rovinosamente ma nemmeno cerca di rialzarsi!

Altra grossa causa di sbadigli è il già citato mostro genetico della situazione, se in Jurassic World c’era l’Indominous Rex, un ibrido creato dal Dottor Wu già dietro la nascita dei dinosauri del primissimo Jurassic Park, qua abbiamo… cavolo è imbarazzante anche scriverlo… l’Indoraptor. Al di là del fatto che l’Indominous Rex era di tutt’altra pasta e carisma sembra quasi di avere a che fare con un cattivo di Sailor Moon, il Dottor Wu di cui sopra, che di volta in volta manda contro gli eroi il mostro della situazione, sono convinto del fatto che se nella realtà fosse possibile clonare dinosauri qualche scienziato sicuramente farebbe la stessa cosa per creare l’arma più letale ma narrativamente questo funziona poco e stufa presto, anche perché questo Indoraptor non è nemmeno la metà del suo predecessore, esattamente come il film.

In tutto questo si salva ancora una volta il personaggio interpretato da Chris Pratt, Owen, un po’ meno quello di Bryce Dallas-Howard, Claire, ormai una coppia abbastanza affiatata e a sorpresa la bambina di turno che riesce ad oscurare due new entry quasi anonime nonostante poi compia l’impensabile in una scena che francamente non avrei messo, e le tante scene puramente fanservice e paraculo con protagonista Owen e il raptor Blue.

22 pensieri su “Jurassic World: Il Regno Distrutto – Recensione spoiler

  1. Ecco, è un film troppo lontano dallo spirito del vero e primo Jurassic Park…Quindi è bello solo fino alla morte de dinosauri ahhaha! Ma il finale con gli stessi a zonzo in città è una reminiscenza di Zombie di Fulci? :D. Si parlava da Ema del parallelo tra survival videogames con dinosauri e zombie ahahha

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  2. Ottima recensione, davvero! Oltretutto più misurata ed equilibrata dello sfogo che ho fatto io personalmente, sia sui social network, sia come commento sotto i post di altri tuoi colleghi, perché a differenza di me, tu hai saputo equilibrare le parole e dire la verità su questo film che non è brutto in quanto tamarro o in quanto sequel o in quanto lana sfilacciata all’ennesima potenza, ma brutto, veramente brutto perché l’unica cosa che in un film di questo tipo, in cui la creatività era già andata smarrita nei primi due episodi e l’autorevolezza degli autori pure, l’unica cosa che restava, dicevo, erano i dinosauri: tolti quelli non c’è più davvero nulla che valga la spesa del biglietto al cinema!

    Insomma, la messa in scena del regista spagnolo di Orphanage non sarebbe neanche male, così come lo stesso Pratt, oramai macchietta di se stesso e che gigioneggia come un guardiano della galassia in tutti i suoi film, ma comunque simpatico, ma i dinosauri fatti in CGI davvero scadente sono una cosa assolutamente imperdonabile!

    La trama avrebbe anche uno spunto interessante sul discorso della clonazione non solo dinosauresca, tanto per capirci, ma è sprecata in una sceneggiatura che fa davvero pena, noiosa e raffazzonata.

    Infine, una mia personale idiosincrasia: non riesco assolutamente a farmi piacere la insulsa figlia di Ron howard, che mi aveva già disgustato nel precedente capitolo, zampettando come una cretina con le sue scarpe col tacco e che in questo film si rivela essere sempre di più una sorta di sosia stupida ed inutile della divina Jessica Chastain.

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    • Grazie! Ignoravo il fatto che fosse la figlia di Ron! Mi apri un mondo!
      Sulla questione remake, creatività, ecc. penso siano tutte polemiche sterili che non portano a nulla, questi film (saghe, remake di titoli famosi, sequel infiniti) indubbiamente hanno una voce molto più forte oggi, fanno molto rumore (e soldi) ma non sono i soli film prodotti a Hollywood, e per fortuna direi, c’è un sacco di roba originale che esce sempre e piuttosto che attaccare sottolineando i difetti di questi blockbuster odierni forse sarebbe meglio evidenziare i pregi di quella roba interessante. Insomma facciamone una ragione e valutiamo i film semplicemente per quello che sono, tanto alla fine si riduce tutto a quello come per un film qualsiasi, ci sono quelli riusciti e quelli non riusciti, fine. Il resto è fuffa.
      Sui dinosauri assenti spero di non essere stato frainteso, indipendentemente dalla qualità della CG (che ammetto non aver notato troppo a differenza di altri film recenti) mi riferivo al semplice fatto che si vedono davvero poco.

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      • Nessun fraintendimento, ti sei spiegato benissimo nella tua recensione: come dicevo anch’io, se fai una trama del piffero, in un film così almeno ci siano i dinosauri e ce ne sono davvero pochi in questo capitolo!

        Come dico nella mission del mio blog, io sono cinematograficamente onnivoro (dal truzzo, al mainstream, all’autoriale più ermetico) ma non sono cieco!

        Sul discorso sequel e remake mi sono espresso anch’io ed a lungo ed ho portato esempi di spazzatura e di perle, senza pregiudizi, basta guardare e saper scegliere, come per il cibo (vuoi un hamburger? Mangiati un hamburger, con tanto di cheddar e cipolla e salse, ma fattelo di chianina e formaggio vero e cipolla caramellata, non quelle solette del Mac…) o il buon bere e tutto il resto! Io amo il vecchio Dario Argento ed ho adorato il suo Suspiria, ma sarò in prima fila a vedermi il remake di Guadagnino, mentre ho forti dubbi sul quarto capitolo di Matrix… Insomma non si può generalizzare, per un Cars 2 o 3 c’è anche un Toy Story 2 e 3 tanto per capirci, per un Jurassic World, c’è sempre un Mad Max Fury Road… Fortunatamente!

        Noi siamo gli spettatori e paghiamo (in un modo o in un altro) e chiediamo solo un minimo di dignità!

        Adesso taglio corto, perché parlerei per ore!

        Piuttosto, che ne pensi della notizia del nuovo Indy 5, sempre di Spielberg, sempre con Ford e sempre scritto da Koepp?

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  3. Ho scritto il commento ieri, siamo molto allineati, anche io guardando il film ho pensato alla sua (sinistra) somiglianza con “Il mondo perduto” ma quello, se pur non del tutto riuscito è in qualche modo avvincente, a differenza di questo, che ho trovato davvero moscio e ben poco utile. Cheers!

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  4. Insomma, si arriverà a quello che comunque ci si aspettava già in passato, quando si diceva che Jurassic Park III (e poi 4) sarebbero stati coi dinosauri nel mondo, usati anche in guerra.
    Non so se è un male, l’importante è intamarrire bene il concetto… peccato che probabilmente ci arrivano in malo modo con questo film.
    P.s. ma comunque c’è ancora Isla Sorna :p

    Moz-

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