Monolith – La recensione compendio

Monolith Romanzi a fumetti 37

Monolith è un progetto multimediale realizzato da Roberto Recchioni che scrisse il soggetto per realizzarne un film ma prima che questo entrasse in produzione la propose alla Sergio Bonelli Editore per trasformarla in un fumetto. Il progetto quindi proseguì parallelamente al cinema, con il film di Ivan Silvestrini, e a fumetti in due prestigiosi volumi (primo e secondo tempo) cartonati scritti sceneggiati da Recchioni e Mauro Uzzeo e disegnati e colorati da Lorenzo Ceccotti in arte LRNZ ora raccolto in un volume unico in formato Bonelli.

Sul fumetto in sé non ho niente da dire che non abbia già detto Michele de Il Cumbrugliume QUA che però a differenza di me non ha ancora visto il film, quindi vorrei spendere due parole per sottolineare alcune differenze tra l’uno e l’altro. Personalmente trovai il film di Monolith piuttosto dimenticabile, da qui la curiosità di sapere se in forma cartacea la storia ne giovasse, fortunatamente è stato così. Il ritmo narrativo è molto più coinvolgente e la storia più convincente. L’idea di base rimane buona anche nel film, un thriller che è un po’ una variante di Cujo di Stephen King con il tema della sicurezza e della tecnologia, ma rispetto al fumetto presenta delle modifiche alla trama non indifferenti che per certi versi riesce a banalizzare quella che di base è una storia semplicissima. Riallacciandomi al discorso fatto su Jsana Juric (QUA) nel film si cerca di giustificare il comportamento superficiale della protagonista, il marito le fa le corna (probabilmente con una sua amica), ha dovuto rinunciare alla sua carriera di cantante (cosa totalmente assente nel fumetto), quindi insomma questo suo modo di essere trova quasi una giustificazione. Nella versione a fumetti non c’è nessuna giustificazione, certo c’è sempre un rapporto complicato con un marito fin troppo presente (che comunque ha motivo di esserlo) ma di base è lei stessa la causa del suo malessere.

Così come il finale che nel film è accomodante con lo spettatore, è rassicurante e quindi privo di coraggio, esattamente come accadde per il film di Cujo. Il fumetto non so dire con certezza se sia coraggioso o meno, probabilmente no ma nemmeno rassicurante, ti lascia sulle spine.

Forse c’era dell’altro ma in questo momento mi sfugge. Mea culpa.

Chiudo parlando brevemente degli splendidi disegni di LRNZ che già da soli valgono il prezzo del volume. Trovo che l’edizione in classico formato Bonelli non gli renda giustizia, e non mi riferisco al solo formato ridotto rispetto ai cartonati, i disegni sono sempre spettacolari e il suo storytelling è moderno e coinvolgente però la colorazione digitale su questa carta ne risente non poco, i colori risultano più spenti rispetto all’edizione originale, quindi se siete dei fan di LRNZ o semplicemente vi piace ammirare dei bei disegni in tutto il loro splendore fate lo sforzo di acquistare i due volumi cartonati.

La scheda
Titolo: Monolith (Romanzi a fumetti #37, Sergio Bonelli Editore, 2018)
Storia: Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo
Disegni: LRNZ
Formato: brossurato
Prezzo: € 8,50

16 pensieri su “Monolith – La recensione compendio

  1. Visto in edicola, mi attirava parecchio anche perché LRNZ è bravissimo. Non ho ancora visto il film invece, sarebbe ora di recuperare entrambi e farmi un’idea su questo progetto, per ora mi faccio bastare il tuo completissimo post. Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Sul tuo gusto personale non discuto e non pretendo che ti piaccia a tutti i costi ma non sono d’accordo sulla trama assente, la trama c’è ma è molto semplice, non tutte le storie vogliono o devono avere trame complesse per raccontare qualcosa, e qua gran parte della narrazione la fanno proprio i disegni.

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      • Sì la trama non è assente, ma solo leggendo la sinossi nel sito bonelli ci si spoilera il 90% del fumetto XD mi sembra veramente poco!
        Fosse originale mi andrebbe bene, ma è pure noiosa (almeno secondo me) XD

        Reggere un intero romanzo grafico sui disegni, quando la trama è debole, non può salvare tutto il pacchetto… può aiutare a non abbandonare la lettura, ma solo quello 😛

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    • Non mi è chiaro se tu lo abbia letto/visto o meno. Sulle recensioni… mah, forse molto lo fa il personaggio di Recchioni, che da una parte ha i suoi hater e dall’altra dei veri e propri fan boy che lo idolatrano manco fosse Dio sceso in Terra, da qui forse una eccessiva aspettativa sul suo operato. Personalmente questo mi sento di consigliarlo e se hai continuato la lettura de Il Corvo: memento mori ti dico che tra i due ho preferito Monolith, certo de Il Corvo manca ancora il finale ma dubito possa bastare l’ultima parte a risollevarne le sorti.

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  2. Insomma, un progetto che è un po’ sfigatello… il film non è che se lo sia cagato qualcuno, dopotutto.
    Però lode alla multimedialità/crossmedialità italiana, cosa rarissima da noi ma che altrove esplorano da secoli…

    Moz-

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