Il licenziamento di James Gunn

James Gunn RaccoonInterrompiamo la nostra pausa per dire due parole su un evento che definire una porcata è poco. Non si poteva far finta di niente.

Ormai lo saprete già tutti, è di ormai due giorni fa la notizia che la Disney ha licenziato il regista James Gunn dopo che alcuni imbecilli utenti di Twitter hanno riesumato diversi suoi tweet di carattere offensivo e quindi non in linea con i valori degli studi Disney.

Che oddio, ci sta anche, inutile girarci intorno, Gunn ha le sue colpe, effettivamente i tweet in questione erano pesanti e qualsiasi azienda si dissocerebbe da qualsiasi cosa possa danneggiarne l’immagine ma… si parla di Tweet risalenti al 2008! Dieci anni fa! Tweet di cui il regista si era già ampiamente scusato in passato e di cui difficilmente la Disney era all’oscuro. Eppure son cascati tutti dal pero.

C’è un concorso di colpe sullo spiacevole episodio, come detto poco fa Gunn è ingiustificabile per le battute tristi e offensive del suo passato, dall’altra parte la Disney ha gestito malissimo la cosa prendendo la via più facile, non ha avuto il coraggio di tirare fuori le palle e prendere una posizione che fosse anche scomoda, dimostrando che una persona può anche cambiare invece di giocarsi la carta dell’ipocrisia. Si perchè se si deve punire retroattivamente una persona perché non interrompere i rapporti lavorativi anche con Robert Downey Jr. che tra arresti e abuso di droga ha avuto una vita abbastanza trash da non essere in linea con i valori aziendali Disney? O con Johnny Depp che pare continui ad averla una vita trash. Forse perché sono figure di punta e quindi indispensabili per i loro franchise? Probabile, anzi sicuro, ma anche Gunn lo era per Guardians of the Galaxy, e lo dico io che non sono un grandissimo fan dei suoi due film.

Ma il fatto veramente grave non è il licenziamento di Gunn e nemmeno la porcata di soluzione della Disney, no la cosa grave è l’aver dato voce a questi imbecilli leoni da tastiera che non sanno accettare le opinioni altrui e che con i loro capricci, o come in questo caso per pura ripicca, con atteggiamenti da bulli, stanno letteralmente influenzando tutto l’intrattenimento mediatico. In questo modo si sentiranno sempre più dalla parte della ragione, col potere in mano, tanto basta fare i capricci e tutto è dovuto. La deriva oscura del web, e di conseguenza della società moderna, questi personaggetti sono gli stessi che poi picchiano i professori se i propri figli sono stati giustamente bocciati.

Intanto una persona per degli errori commessi in passato si è ritrovata senza lavoro, si spera che ora Hollywood nella sua continua ipocrisia non gli chiuda tutte le porte in faccia.

22 pensieri su “Il licenziamento di James Gunn

  1. Purtroppo cose del genere capitano anche se non dovrebbero.
    Sono d’accordo con te su tutta la linea, sono estremamente dispiaciuto per Gunn.
    Ho letto i tweet, sono molto estremi, ma nessuno dovrebbe essere licenziato in quel modo senza possibilità di spiegazione.
    Per dire, tutti i post su FB che ho pubblicato da adolescente li ho resi privati! non sono più così, probabilmente come i post di Gunn di 10 anni fa non rappresentano più lui!

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  2. Visto che ultimamente la Disney punta tutto sul redimere i cattivi delle sue storie per trasformarli almeno in antieroi (vedi Maleficent) una mossa del genere mostra incoerenza tra i valori sbandierati nei film (la seconda occasione la meritano tutti) e la realtà.

    Ah, Chris Evans si è rivelato un grande fan di un porno, Gola profonda, ma l’attrice protagonista ha sostenuto di essere stata costretta a girarlo dal marito violento e che chiunque l’abbia visto, ha assistito di fatto a uno stupro.
    Per Topolino tutto questo sarebbe kosher? Probabilmente no, essendo una parola ebraica – e girano certe voci, sul caro Walt…

    GotG son stati due film carini, ma nulla per cui abbia perso la testa, e la mia opinione su Gunn è piuttosto neutra, non avendo seguito granché la sua carriera. L’opinione su chi si fa schiavo di chi urla di più per non perdere dieci centesimi di guadagno, invece, resta molto bassa…

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      • Però parliamo solo di chi si esprime sui social, che potrebbe essere un campione non significativo – nonostante Facebook e simili possano aver dato voce a tanta, tanta gente, non è detto che chiunque possa parlare lo faccia.
        Comunque, se così fosse, tanto meglio: chi ha tanti soldi capisce solo le lezioni che toccano il portafogli, e “non dare retta ai social justice warrior” è una lezione che vorrei fosse imparata.
        Troppe persone hanno avuto la carriera impantanata dall’accoppiata social + perbenisti.

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  3. Infatti, sembrano tutti cascare dal pero.
    Terribile comunque quando succedono queste cose, libertà zero e perbenismo a mille. Mi viene l’orticaria.
    Come quando hanno fucilato il sequel di Pappa e Ciccia, un mese fa, per motivi analoghi.
    Tanto bello l’Ispettore Derrick, con Tappert -l’attore principale- che era nelle SS… XD
    Ma in che cazzo di mondo siamo finiti?

    Moz-

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    • Caso diverso però, qua si parla di episodi di dieci anni fa, la tizia di Pappa e Ciccia l’ha fatto proprio durante la produzione della serie… che è stata rielaborata senza di lei.
      Non è nemmeno un caso di semplice perbenismo perché allora sarebbe stato messo alla gogna chi ha divulgato ste cose andandole a ripescare dai meandri del web in una prova di vera e propria psicopatia, perché dai cavolo quanto tempo avran perso per andare a ritrovare tweet del 2008? Per ripicca oltretutto. No non è perbenismo, è un problema più grave che non saprei nemmeno come chiamare.

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  4. Una dimostrazione che nel web non si perde più nulla.. resta tutto 🙂 Bisogna stare ben attenti a quello che si pubblica o si scrive.. comunque per una cosa di 10 anni fa dovevano passarci sopra e andare avanti..

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      • Ma io non sono un regista famoso in un periodo storico in cui a chiunque fanno le pulci in quel del USA.
        Basta uno “sciacallo ” del web o qualsiasi giornalista in cerca di notorietà a metterti nei guai.
        Succede anche da noi in campo politico, dove vengono rispolverati vecchi tweet di politicanti vecchi di svariati anni.
        Specie se lavori con una major “politicamente corretta ” come la Disney, un minimo di raziocinio dovresti averlo.
        Comunque per me è una boutade e su questo non ci piove, ma bisognerebbe ricordarsi che le parole dette in faccia se le porta via il vento, mentre quelle dette sui social restano e possono essere rintracciate.
        Tutto qui.

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  5. Allora, inizialmente non avevo letto della distanza temporale. In effetti “il reato” può cadere in prescrizione.

    Però sono d’accordo sul “rigore morale”: per me i social restano una pubblica piazza, al di là delle impostazioni sulla privacy, tanto più twitter che è il social più pubblicitario. Soprattutto da parte di personaggi pubblici, serve la dovuta attenzione. Poi chiaro che non esiste e non deve esistere un pensiero unico. Ma un minimo di contegno ci vuole.

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    • Come dicevo agli altri, qua non si tratta se Gunn abbia colpa o meno (ce l’ha, non lo nega nemmeno lui), questo è solo un attacco atto a danneggiare l’immagine e potenzialmente anche la carriera solo per la sua posizione politica, una forma di censura quasi.

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  6. Una ipocrisia che conoscendomi sai quanto odio, figlia di un perbenismo che ha raggiunto i limiti minimi e fa davvero vomitare!
    Poi tutta questa morale da un marchio creato da un antisemita, fa davvero ridere!

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    • Lo ripeto per l’ennesima volta, qua il perbenismo non c’entra nulla e ritengo che tirare in ballo l’antisemitismo di Walt Disney lasci il tempo che trova, praticamente così fai lo stesso gioco di coloro che han cercato i Tweet di Gunn. Non vi son dubbi che la Disney abbia fatto una cazzata licenziandolo ma ciò non toglie che ora (si spera) ci lavorino persone migliori di Walt Disney e che non rappresentino i suoi ideali. Stessimo parlando del solito cambio etnico gratuito o cose simili allora potrei essere d’accordo con te nel parlare di perbenismo ma non in questo caso, un’azienda ha il diritto di ritenere chi licenziare in base alle proprie esternazioni se queste possono danneggiarne l’immagine, poi che queste cose le pensino pure loro o meno non interessa, i dipendenti da parte loro dovrebbero sapere fin dove possono spingersi nel dire certe cose soprattutto quando si parla di personaggi pubblici come in questo caso, per questo ritengo il licenziamento di Roseanne Barr giusto. Per Gunn però si tratta di una punizione retroattiva per censurarne non le battute idiote e provocatorie che faceva ma per night censurarne il pensiero politico anti Trump.

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      • La politica dell’azienda è indubbiamente “volemose bene”, quindi per me è perbenista, tutti devono essere angioletti per lavorare con loro.
        Il danneggiamento sta solo nelle loro teste e in tutte quelle bacate che vanno loro dietro con ‘sta cazzate (vedi la situazione con Kevin Spacey, che non è analoga alla Disney ma comunque ‘na cazzata perbenista.
        Viviamo in un periodo troppo social network… prima se attori bevevano, si drogavano, trattavano male i fan, non importava ai produttori, perché sul set erano professionisti e facevano vendere. Ora sono tutti cacasotto. È vero che girano molti più soldi ma se non hai le palle, vai a investire sulla Apple!

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        • Sarà anche perbenista ma la politica aziendale della Disney è cosa nota e da quel che mi risulta per certe loro produzioni attori e registi nel contratto hanno chiaramente scritto che devono attenersi ad un certo comportamento. Non gli sta bene? Non firmano, nessuno gli punta una pistola contro, poi sta a loro farsi più furbi.
          Il caso Kevin Spacey spiace ammetterlo è totalmente diverso, personalmente son dell’idea che Netflix avrebbe dovuto chiudere House of Cards con lui e non eliminarlo di punto in bianco ma effettivamente che clima ci sarebbe stato sul posto di lavoro? Al di là di tante cavolate e banalità che si possano dire sul fatto che queste cose vanno risolte in tribunale e non sui social non si può far finta di niente dal momento che Spacey non ha negato nulla! Anzi, ha rincarato la dose cercando di giustificare la cosa facendo coming out, di fatto ha ammesso le molestie. A sto punto mi vien da dire: scemo lui.
          Ma al di là di tutto continuate a perdere di vista la gravità del caso in questione e del precedente che ha creato.

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