God of War: il sequel che nessuno voleva ma meno male che c’è

God of War 2018Abbiamo giocato a God of War, quarto episodio della serie omonima (settimo considerando i prequel) con protagonista Kratos, il Fantasma di Sparta, e primo di una nuova saga.

Si perché diciamo la verità, per come si chiudeva la trilogia originale forse potevano benissimo concludere la storia così, e forse doveva farlo, con Kratos ferito mortalmente sacrificatosi per liberare la speranza nel mondo sull’orlo del caos dopo la caduta degli dei Olimpici, una degna conclusione. Ma i creatori della serie si erano assicurati di non chiudere definitivamente la porta lasciando un piccolo spiraglio concludendo la trilogia con un finale aperto in cui il destino del protagonista fosse ambiguo. E infatti…

Ecco Kratos vivo e vegeto, visivamente invecchiato (ma neanche tanto, è solo la barba a renderlo più anziano, è pur sempre un dio!) in terre nordiche e con prole, pronto a iniziare una nuova avventura e a trucidare un nuovo pantheon, quello Asgardiano. Sentore di cavolata dietro l’angolo, inoltre ai fan bruciava ancora per la mezza delusione con Ascension, il prequel del 2013 e ultimo titolo uscito prima del ritorno.

Eppure, eppure… God of War 2018 è un gran bel giocone. Ma devo ammettere che per arrivare a farcelo amare ci ha messo un po’.

Sulla grafica nulla dire, eccezionale! Forse il più bel gioco mai visto, è perfetto! Sul gameplay… praticamente ci siamo trovati di fronte ad un gioco totalmente diverso dai precedenti, nuovi comandi, una nuova arma, ecc., che non è necessariamente un difetto ma che in parte ci ha privato del puro divertimento dovuto al menare cattivi in modo ignorante roteando le Lame del Caos anche solo per passare il tempo, il gioco puro ha lasciato il passo a quella che ormai possiamo definire come vera e propria esperienza virtuale, i giocatori più duri e puri sicuramente avranno gradito, noi un po’ meno. Inoltre la storia inizialmente è molto lenta e fatica a decollare, tutto inizia con Kratos e suo figlio che preparano il funerale per la moglie e madre per poi partire per un viaggio allo scopo di spargerne le ceneri dalla vetta più alta di Jotunheim, il regno dei giganti, portandoci più volte a chiederci il perché di tutto ciò e come stracavolo può tornare tutto con quanto successo in precedenza per poi esplodere in un turbinio di emozioni a metà tra la nostalgia e lo stupore per qualcosa di totalmente inaspettato! C’è un punto nel gioco dove tutto cambia, e si, tornano anche le Lame del Caos donando un ritmo maggiore alle battaglie, e la storia si fa più interessante e coinvolgente, vuoi sapere come andrà a finire. Il rapporto difficile tra Kratos e suo figlio Atreus è descritto magnificamente, da una parte il padre un po’ assente e duro che fatica a conoscere il figlio, dall’altra un figlio impaziente di diventare grande e di farsi accettare dal padre, insomma un classico, ma poi succede qualcosa… e Atreus cambia, un momento lo ammazzeresti per la sua arroganza, il momento dopo gli vuoi un gran bene e non ne potresti fare a meno. Far amare e odiare al contempo lo stesso personaggio non è per niente una cosa da poco.

Tornando a gioco vero e proprio la saga si è rinnovata ampliando il proprio mondo, non solo da un punto di vista narrativo. Prima God of War era caratterizzato dal fatto di essere un gioco piuttosto lineare, qua invece ci troviamo di fronte ad una mappa totalmente esplorabile con side quest giocabili in qualsiasi momento, utili ad ottenere potenziamenti e armature, che aumentano notevolmente il gioco tra sfide, draghi da liberare e combattimenti ancora più ardui delle boss battle presenti nella storia (come quella str**za di Sigrun!!), insomma è un mix tra giochi come Assassin’s Creed, un GDR e The Last of Us.

Anche il sangue è decisamente ridotto se si pensa ai veri e propri bagni di sangue dei vecchi titoli, in compenso son tornati di prepotenza gli enigmi da risolvere, cosa andata via via a sparire nella trilogia originale, forse a volte un pelo rognosi ma nulla di insormontabile.

Non me la sento di definirlo il titolo più bello dell’intera saga tanto è diverso dai precedenti ma indubbiamente è il miglior titolo che ho avuto l’onore di giocare su PS4.

12 pensieri su “God of War: il sequel che nessuno voleva ma meno male che c’è

  1. Non ne ho mai giocato nemmeno uno: Kratos mi sta antipatico a pelle 😛
    Ho giocato la sua brutta copia, Dante’s Inferno: le risate, ricordo ancora quanto ci credessero i suoi autori, in quel gioco – anche divertente, ma davvero di cattivo gusto fin nel chara design di Dante ^^

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  2. L’unica cosa per me positiva, la linearità, gliel’hanno tolta…
    Come ti dicevo su Telegram, vorrei provare il primo per PS3 (credo fosse un HD collection della versione per PS2), magari stavolta mi prende. Il primo l’ho iniziato per PSP ma dopo meno di un’ora mi aveva stancato.

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  3. Una cosa che hanno pienamente azzeccato in questo capitolo è il netto distacco con i precedenti che però mantiene una logica di continuità, una cosa che in quasi tutti i media è difficile da gestire quando addirittura non si cambia solo location ma contesto, personaggi, mitologia e storia. I tre capitoli del GOW classico sono come, faccio un paragone stereotipato per spiegare, una serata in discoteca dedita volutamente solo al casino, lo sballo e quant’altro, questo capitolo sa ed è permeato da ciò che viene dopo tutto questo, dopo tutti quei massacri affannosi, dopo la pura vendetta.., tutto quello che rimane è la desolazione di questo luogo situato altrove, ghiacciato, “squilibrato” citando Freya, immenso e silenzioso, questa scelta l’ho trovata non solo logica ma molto bella, alla fine credo che sia volutamente per questo motivo che tutto il “primo tempo” sia molto lento, fermo, ed esplorativo tra queste rocce scarne e abbandonate, non abbiamo più la luce accecante della Grecia e il suo sfarzo nei luoghi divini, qui c’è tutto il vuoto successivo. Lo stesso equilibrio tra le Lame e il Leviatano, lo stesso contrasto di fuoco e ghiaccio del capitolo sembrano giocare fra il vecchio e il nuovo metaforicamente, il tutto per ritrovarsi aggrovigliati nell’ennesimo intrigo e loop in cui tutto sembra già scritto dall’alto, una volta Kratos la macchia e il destino li ha compiuti inconsapevole e volontariamente, oggi dopo che ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire tutto questo con pregi e difetti, colpe e ragioni.. come sarà? C’è davvero una scelta quando come nel caso suo e di suo figlio sembrano nati apposta per questo? Riusciremo a salvare Atreus dal suo destino nel Ragnarok ?(che è persino quello che avrebbe voluto la sua amata madre per vendicare la specie).. o .. nella peggiore delle ipotesi… alla fine dovremo freddare anche l’ultimo membro della famiglia?….Kratos farà in tempo, visto il disegno nella caverna, a trasmettere al figlio abbastanza da evitargli un marchio eterno? Non so, potrebbe andare in qualsiasi modo… L’unica risposta l’avremo giocando.. e diamine.. giochiamo!
    Ci sono stata sempre per Kratos, ci sarò anche questa volta nonostante tutti i miei dubbi all’annuncio di questo capitolo, “voglio vedere come va a finire”.

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  4. Sto giocando mi adesso la tastiera di GoW 3 e trovo che l’evoluzione nel nuovo capitolo sia stata un toccasana. Nonostante il 3 sia ancora oggi in gran bel gioco la struttura ludica é oggi fin troppo vecchia ed ingessata.
    La nuova prospettiva di camera e la nuova struttura dei comandi invece pur se un poco più lenti ad ingranare danno un taglio più moderno e ragionato che erano assolute te necessari ad un capitolo moderno della saga.
    Tecnicamente poi nulla da dire. Vogliamo parlare della scelta di regia di non staccare mai la vera e di fare tutto in piano diretto anche nelle cut scene? Geniale!!!!

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