Punisher: Zona di Guerra – Mini recensione

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Facciamo due chiacchiere su Punisher: Zona di Guerra di Chuck Dixon e John Romita Jr. ristampato di recente da Panini Comics nella collana Punisher Collection.

Se c’è una cosa buona ogni qualvolta esce un film o una serie tv su un supereroe o affine è che Panini Comics non perde occasione per ristampare un sacco di belle storie più o meno importanti del personaggio di turno, negli ultimi anni in particolare sotto le collane Collection sono state selezionate un sacco di belle storie di Daredevil, Spider-Man e a brevissimo toccherà anche a Venom in vista del film, una bella occasione per poter rileggere o scoprire delle vere e proprie chicche come nel caso di Punisher: Zona di Guerra.

Abbandonato da Micro, il suo braccio destro nella sua violenta guerra al crimine, Punisher si in filtra sotto copertura in una famiglia mafiosa che sta per aumentare la sua sfera d’influenza. Solo dall’interno, infatti, riuscirà a scoprire in anticipo le mosse dei criminali che ha giurato di eliminare. Ma quanto potrà resistere Punisher convivendo spalla a spalla con i peggiori malviventi di New York prima di farsi scoprire?

(Ve lo dico subito, molto poco!)

Pubblicato nel 1992 Punisher: War Zone è il terzo titolo dedicato all’antieroe Marvel che tra fine anni ’80 e inizio anni ’90 viveva il suo periodo di maggior successo per poi vedere un brusco calo d’interesse un paio di anni dopo portando tutte le sue serie alla chiusura.

La serie venne affidata a Chuck Dixon e John Romita Jr. la stessa coppia che realizzò il deludente crossover Punisher/Batman. Questi primi sei episodi della serie al contrario del crossover con il Cavaliere Oscuro sono ottimi, ottimi per la narrazione di Chuck Dixon che fa largo uso di didascalie per i pensieri di Frank Castle, cosa oggi all’ordine del giorno ma non nel 1992, forse tra i primi a usarle in questo modo. Per essere un titolo di più di venticinque anni fa la lettura scorre che è una bellezza.

Ma soprattutto Punisher: Zona di Guerra vale la pena di essere letto per i magnifici disegni di JRJR, all’epoca per me al suo apice artistico, un Romita Jr. così non lo vedrete più oggi, non sui supereroi classici almeno, per intenderci siamo dalle parti di Daredevil: l’uomo senza paura di Frank Miller che da quello visto sull’altrettanto bello ma meno efficace visto sul Devil di Ann Nocenti o sul successivo Spider-Man.

La scheda
Titolo: Punisher: Zona di Guerra
Edizione italiana: Punisher Collection – Punisher: Zona di Guerra, Panini Comics, 2018
Edizione originale: Punisher: War Zone #1-6, 1992
Storia: Chuck Dixon
Disegni: John Romita Jr.

Formato: cartonato
Prezzo: Euro 16,00

13 risposte a "Punisher: Zona di Guerra – Mini recensione"

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  1. Per la Venom Collection mi dispiace che abbiano deciso di partire dalle storie di Wells e Medina: con tutti i capolavori che questo personaggio ha ispirato negli anni 90, perché la Panini ha scelto di iniziare con una miniserie uscita quando Venom era già ampiamente in fase calante? Sarebbe come se io volessi far uscire una collana di dvd dedicata a De Niro, e scegliessi come prima uscita Nonno scatenato… speriamo che i lettori si appassionino lo stesso alla Venom Collection, perché Venom è un personaggio straordinario, e merita di vivere una nuova età dell’oro.

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      1. Ah, ecco: conosco bene Lupoi, e mi sembrava troppo strano che un uomo della sua intelligenza avesse fatto un autogol così clamoroso. Protettore Letale è un capolavoro, quindi se sono partiti con quel ciclo di storie hanno davvero fatto centro.
        Ricordo di aver visto la pubblicità della Venom Collection sul sito della Panini: dato che quella pubblicità mostrava un disegno di Medina, ho dato per scontato che la prima uscita contenesse le storie che ha disegnato lui. Grazie a Dio non è così. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. Chuck Dixon è molto sottovalutato come sceneggiatore, e John Romita Jr. quando ha voglia resta un mito, ha sempre dichiarato che amava disegnare Frank Castle, e in queste tavole si vede, come se si vede! “Zona di guerra” resta una delle mie storie del Punitore del cuore, super questa mini recensione! 😉 Cheers

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  3. Questo grande capitolo della storia di Punisher mi mancava e ho potuto recuperarlo [insieme a Circolo di Sangue] quando l’hanno ristampanto l’anno scorso in vista dell’uscita della serie [eh si, questa cosa che ristampanto storie del film/serie tv del momento è una manna dal cielo! Ho recuperato un sacco di cose con questa iniziativa 😀 ] e sotto scrivo ogni tua parola!
    La storia si legge che è un piacere, è molto duro ma riflessivo e i disegni sono spettacolari [concordo in pieno su Jrjr, finiti gli anni ’90 per me si è afflosciato, dal 2000 in poi non mi sembra abbia brillanto particolarmente anche se devo ammettere che mi manca da leggere Kick-Ass, uno dei suoi lavori migliori…almeno così dicono].

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    1. Si su Kick-Ass è spettacolare, ma anche il suo Spider-Man lo era ma per quanto mi riguarda oggi non riesce più a disegnare personaggi come si deve che non siano questi. Spidey e Kick-Ass li fa ad occhi chiusi, gli altri… sono solo strani!
      L’anno scorso però non vorrei sbagliare ma lo avevano ristampato in un altra edizione, giusto?

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      1. Si, ora non ricordo il formato [se ne inventano una al mese di “collane” XD] mi sembra fosse un “100% marvel” oppure un “vintage d’autore” [quelli con le copertine dai colori sgargianti].

        Romita jr personalmente comincia a disturbarmi. Mi spiace perché è stato un grande in passato e si porta dietro un cognome bello pesante, ma per esempio ho letteralmente DETESTATO il ciclo di vendicatori che ha disegnato [anche se lì neanche Bendis non è che brillasse in scrittura] e quando è approdato in DC con Superman volevo prendermi a pugni piuttosto che leggerla, faceva quasi passare la voglia :/
        Vediamo come si comporterà adesso con l’Year One di Superman, magari la presenza di del vecchio Frank lo fa svegliare un po’ XD

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        1. Esatto! Quando penso agli “strani” penso proprio ai suoi Vendicatori, Iron Man era in cassonetto…
          Vedremo che combinerá con Miller, io ho sempre pensato che uno abbia influenzato nel modo di dosegnare l’altro ma non so se sia nato prima l’uovo o la gallina.

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  4. Lo rammento bene. È stato l’ultimo tentativo, da parte della Star Comics, di rilanciare una collana che chiuse, purtroppo, poco dopo: con il numero 50. Dopo allora, le varie serie dedicate a Frank Castle, in spillato, sono men che mediocri. Per fortuna sorte migliore gli è toccata con i brossurati in fumetteria.

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