Spider-Man di Sam Raimi – Recensione

Spider-Man Sam Raimi film

Riprendiamo dopo una lunghissima assenza la rubrica Supercinema! e lo facciamo parlando di Spider-Man di Sam Raimi, il primo film dedicato al famoso supereroe della Marvel Comics creato da Stan Lee e Steve Ditko realizzato da Columbia Pictures e uscito nel 2002.

IL CAST DI SPIDER-MAN

Tobey Maguire è Peter Parker/Spider-Man
Willem Dafoe è Norman Osborn/Green Goblin
Kirsten Dunst è Mary Jane Watson
James Franco è Harry Osborn
Rosemary Harris è May Parker
Cliff Robertson è Ben Parker
J.K. Simmons è J. Jonah Jameson
Elizabeth Banks è Betty Brant
Joe Manganiello è Flash Thompson
Bill Nunn è Robbie Robertson

LA TRAMA IN BREVE

Il giovane Peter Parker vive con i suoi zii, è molto intelligente, ha una cotta per la sua vicina e compagna di scuola Mary Jane ed è la vittima preferita dei bulli. Un giorno durante una gita viene morso da un ragno geneticamente modificato. Molto presto scopre che i suoi riflessi, la sua forza e la sua agilità sono aumentati a dismisura, inoltre può aderire alle pareti, dai polsi può produrre una sorta di ragnatela e può prevedere il pericolo.

Nel frattempo Norman Osborn, scienziato fondatore della Oscorp e padre di Harry, il migliore amico di Peter, sta sviluppando un gas per incrementare le prestazioni umane per l’esercito e per rispettare i termini e non perdere il contratto a favore di una compagnia concorrente sperimenta il gas su se stesso, che lo potenzia ma al contempo lo fa impazzire.

Peter dapprima usa i suoi poteri per fare soldi e partecipa ad un incontro di wrestling vincendo ma non riceve la giusta ricompensa. Un ladro rapina il promotore e Peter, arrabbiato, lo lascia scappare. Quello stesso ladro ucciderà suo zio Ben, il senso di colpa segnerà profondamente Peter che decide di usare i suoi poteri per aiutare la gente diventando Spider-Man. Inevitabilmente incrocerà la sua strada con Norman Osborn divenuto Green Goblin.

ISPIRAZIONI E DIFFERENZE DAL FUMETTO

Lo Spider-Man di Sam Raimi si ispira largamente al Peter Parker classico di Stan Lee, in particolare direi a quello disegnato da John Romita Sr. ma nel film a differenza della versione originale Peter conosce Mary Jane Watson e Harry Osborn già al liceo, in particolare Mary Jane è sua vicina di casa sin dalla tenera età, nel fumetto invece Peter li conosce solo durante il periodo dell’Università. In parte si ispira alla versione Ultimate del personaggio, in particolare alle sue origini che in questa versione moderna vedono il morso di un ragno geneticamente modificato al posto di quello radioattivo dei fumetti classici.

Spider-Man è in grado di usare delle ragnatele organiche mentre nel fumetto utilizza dei lanciaragnatele artificiali di sua invenzione.

Nel film Peter intraprende la carriera da supereroe solo dopo il diploma mentre nel fumetto ha solo quindici anni quando inizia.

Green Goblin non indossa il suo classico costume ma un esoscheletro verde.

La trama del film trae ispirazione principalmente dalle origini di Spider-Man narrate in Amazing Fantasy #15 e da alcuni degli episodi più famosi con Green Goblin come antagonista come il vero volto di Goblin (Amazing Spider-Man #46), la notte in cui morì Gwen Stacy (#121) e l’ultimo round di Goblin (#122) ovviamente sostituendo personaggi e situazioni adattandole alla storia del film.

COMMENTO SUL FILM

Se con X-Men Bryan Singer dimostrò che la tecnologia per gli effetti speciali cinematografici era matura per rendere credibili i supereroi sul grande schermo (anche se gran parte del merito va a Matrix dell’anno prima), Spider-Man di Sam Raimi dimostrò che i supereroi potevano essere una grandissima macchina da soldi. Sedici anni dopo continuano ad esserlo con cifre sempre più alte.

Lo Spider-Man di Raimi continua ad essere un punto di riferimento per il genere, nonché uno dei migliori cinefumetti mai realizzati, forse non il miglior Spider-Man in quanto personaggio ma il miglior film (assieme a Spider-Man 2) realizzato su di esso. A riguardarlo oggi è evidente quanto sia distante dai suoi discendenti odierni, non tanto per il solito e sterile discorso sull’umorismo, quanto per il tipo di film stesso, l’approccio e i ritmi che ha nel narrare gli eventi hanno quel sapore da film fantastico che ad oggi solo il Batman di Tim Burton o il Superman di Donner riescono a dare, già X-Men di due anni precedente a questo era tutto un altro genere, e con questo non voglio dire che era meglio, semplicemente diverso, ma quel diverso bello. A ripensarci è quella doppia vita a rendere tutto più fantastico, anzi forse il termine esatto è classico, i film citati sono tutti accomunati dal fatto che la vita di Peter, Bruce o Clark finisce inevitabilmente con l’influenzare quella del supereroe, e viceversa, invece a partire da X-Men passando per il Batman di Nolan l’approccio è cambiato, arrivando poi a quel “Io sono Iron Man” che ha definitivamente creato un punto di rottura con il passato in cui la persona e l’eroe sono per davvero una cosa sola.

Tobey Maguire riesce a dare un ottima interpretazione di Peter Parker rendendo palpabile ogni suo aspetto, forse peccando un po’ troppo nell’esasperare il lato sfortunato del personaggio, che farà parte anche del DNA di Spider-Man ma a tratti diventa quasi caricaturale tanto hanno esagerato ma qui non è un problema dell’attore quanto di scrittura, tutto il film e la trilogia di cui fa parte schiaccia un po’ troppo l’acceleratore su questo aspetto ma alla fine tutto viene compensato da una buona dose di azione, approfondimento psicologico e umorismo.

Dall’altra parte Willem Dafoe è un ottimo Goblin, la sua interpretazione è magistrale, fa impressione come riesca a passare dall’espressione quasi spaventata e inconsapevole di Norman Osborn a quella spietata di Goblin, da notare come il dualismo delle doppie vite dei protagonisti torni prepotentemente anche nei supercattivi.

Alla regia un grandissimo Sam Raimi che intinge di personalità la pellicola con il suo tipico modo di girare che ogni suo fan conoscerà a memoria, diciamo che proprio per questo non spicca particolarmente rispetto ad altre sue produzioni, potremmo benissimo definirlo come il tipico film di Sam Raimi solo con più soldi (e meno sangue) ma è sempre un piacere da vedere.

19 risposte a "Spider-Man di Sam Raimi – Recensione"

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  1. Questo film è piaciuto molto anche a me e peraltro ho anche il fumetto relativo che regalarono con Repubblica :D. Mi piaceva molto perché raccontava in modo appassionante, per noi non esperti, le origini di Spiderman (fighissima la cosa del lottatore wrestling e la successiva nascita del supereroe). Sugli scudi davvero un super Defoe, ma qui parliamo infatti di un ‘pezzo grosso’

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  2. Ho adorato tutti e 3 i capitoli della saga di Raimi (sì, anche il famigerato e decisamente sottovalutato Spider – Man 3), quindi ovviamente il tuo post mi ha mandato in brodo di giuggiole, e ardo dal desiderio che tu recensisca anche il resto della trilogia. Tra l’altro nel tuo post hai dimostrato molto acume: ad esempio, non avevo mai riflettuto sull’influenza che Matrix ha avuto sulla rinascita dei cinecomics.
    Rimanendo in tema di film, ieri ne ho visto uno strepitoso, Fire Squad: ti consiglio caldamente di andarlo a vedere anche tu.

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  3. A me non era piaciuto molto: non era brutto, ma non mi ha catturato.
    Comunque, aggiungerei che nelle origini c’è un elemento dell’uomo ragno in versione Ultimate: il ragno è geneticamente modificato anziché radioattivo, un piccolo dettaglio che all’atto pratico non cambia nulla, ma tant’è 😉

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  4. Ricordo ancora quando lo vidi al cinema, il giorno stesso dell’uscita. Venerdì 8 giugno 2001 se la memoria non mi inganna. Uscii dalla sala esaltatissimo. Con il sequel le cose andarono ancora meglio. Secondo me Spider man 2 se non è il miglior cinecomic di sempre è di sicuro nella top 3. Complimenti per il bellissimo post.

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  5. Ricordo una vecchia storia di Spidey in cui Mary Jane affermava di conoscere Petey da molto tempo prima e di sapere anche della sua doppia identità.
    Solo che non si sentiva pronta a conoscerlo e rifiutava tutte le proposte delle due zie per concordare un appuntamento tra i due.
    Detto questo, a me questo film piacque molto ed ancora di più il secondo.
    Preferisco ancora i primi due Spiderman di Raimi a quelli tuttora in corso.

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  6. Erano i tempi in cui i film tratti dai fumetti Marvel avevano anche la sostanza e non solo il fumo di effetti ed effettacci speciali. Rammento il capitolo due, di questa trilogia, con un Dottor Octopus che mi lasciò a bocca aperta, per la straordinaria somiglianza, anche caratteriale, con la sua controparte a fumetti. Unica nota stonata l’assenza di Gwen Stacy, come personaggio rilevante, a favore di una Mary Jane Watson, cresciuta in seguito, nella lunga saga dell’arrampicamuri.

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  7. Uno dei film più belli che io abbia mai visto, sono legatissimo alla trilogia di Raimi, ma in particolare proprio al primo lungometraggio.
    Uno di questi giorni dovrò rivederlo, chissà se proverò le stesse emozioni che sentivo da piccolo!
    Lo scontro finale con Goblin, poi, è fantastico 😀

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