Blackwashing: 4 volte in cui Will Smith ha interpretato un personaggio bianco

Will SmithPremessa. Non nascondo che i sempre più frequenti cambi etnici nei film o nelle serie tv che adattano un altro media, o più semplicemente nei remake, a volte mi facciano storcere il naso ma questo non vuole essere un post provocatorio sull’argomento, tantomeno un attacco a Will Smith, prendetelo come un gioco, un puro passatempo.Will Smith possiamo definirlo cintura nera del blackwashing (pessimo gioco di parole…), ha infatti interpretato per ben quattro volte personaggi originariamente di etnia caucasica e la maggior parte del pubblico non lo sa nemmeno! Forse perché all’epoca ci si faceva meno problemi, forse perché per quei personaggi non importava davvero l’etnia, forse perché non c’era internet o forse perché in fondo non gliene fregava niente a nessuno e Will Smith fa simpatia a prescindere.

Cominciamo con l’ultimo e più eclatante caso, l’unico di cui si è parlato, l’unico effettivamente figlio di internet e dei social e del politicamente corretto a tutti i costi. Will Smith è stato Floyd Lawton alias Deadshot nel cinecomic Suicide Squad di David Ayer del 2016 basato sull’omonimo fumetto della DC Comics. Il personaggio era già stato interpretato sul piccolo schermo da Bradley Stryker in Smallville e da Michael Rowe in Arrow e The Flash (prossimamente su Tutti gli attori di…) ma solo in questa versione indossa un costume vagamente ispirato a quello originale.

Facciamo qualche passo indietro nel tempo, a più di vent’anni fa con un altro cinecomic. Infatti non tutti sapranno che Men In Black si ispira al fumetto omonimo della Arciel Comics, poi acquisita dalla Malibu Comics a sua volta acquisita dalla Marvel Comics (infatti nei titoli di testa del film di Barry Sonnenfeld compare il nome dell’azienda), ancora meno persone sapranno che l’agente Jay nei fumetti è di etnica caucasica, è anche vero che non è l’unica differenza con la storia originale, forse un giorno ne riparleremo.

Due anni dopo, per l’esattezza nel 1999 ritroviamo Will Smith a lavorare con Barry Sonnefeld nel film western steampunk Wild Wild West dove interpreta l’agente speciale James West. The Wild Wild West è infatti una serie tv andata in onda tra il 1965 e il 1969 trasmessa anche in Italia con il titolo Selvaggio West o Quel Selvaggio West, dove il protagonista James West era interpretato da Robert Conrad.

Io Sono Leggenda Will Smith

Per finire nel 2007 Will Smith è protagonista di Io Sono Leggenda (I Am Legend) di Francis Lawrence basato sul romanzo di fantascienza omonimo di Richard Matheson. Nel romanzo originale Robert Neville è caucasica ma è anche vero che il senso della trama originale è stata brutalmente stravolta nel film di Lawrence, ma tutto sommato si lascia guardare. Se volete vedere un adattamento fedele del romanzo di Matheson vi consiglio il film italoamericano del 1964 intitolato L’ultimo uomo sulla Terra.

E niente, per questa volta è tutto. Un giorno forse parleremo seriamente di cosa penso di questi cambi etnici sempre più frequenti.

14 pensieri su “Blackwashing: 4 volte in cui Will Smith ha interpretato un personaggio bianco

  1. Ricorda: se un attore afroamericano interpreta il ruolo di un personaggio originariamente di un’altra etnia non è blackwashing, è black power 😛
    Conoscevo solo il primo e l’ultimo caso (il wild wild west originale non lo conoscevo e man in black a fumetti, idem) e comunque, a me Will Smith non fa simpatia: mi annoia sin da quando era il principe di Bel Air 😛

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  2. Deadshot l’ho conosciuto in Arrow, quando ancora era una discreta serie. Quindi il blackwashing mi ha lasciato perplesso (ma il film non l’ho visto, né mai lo guarderò).

    Ammetto invece che Man in Black e Wild Wild West non sapevo assolutamente del blackwashing. E al primo film resto molto affezionato!

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  3. Iil caso più eclatante è quello di Suicide Squad, gli altri erano talmente remoti “gli originali” che pochi ci hanno fatto caso. MIB e Io sono leggenda sono anche due buoni film (soprattutto MIB!)

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  4. Non vedo l’ora che arrivi quel giorno, perché so che sarà una gran post. Riflettevo che forse i fumetti sono meno soggetti, mentre guardavo la quarta stagione di “Gotham”, ma è una cazzata, perché sto guardando “Preacher” con la sua Tulip televisiva tutta differente. A me importa che l’essenza del personaggio sia rispettata, poi diamo a Smith i suoi meriti, il suo agente J è mitico, il primo candidato per la parte era Chris O’Donnell (storia vera), si proprio Robin 😉 Cheers

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