X-Men: la resurrezione di Fenice – Recensione

La resurrezione di Fenice 1

Facciamo due chiacchiere su X-Men: la resurrezione di Fenice, la miniserie evento scritta da Matthew Rosemberg e disegnata da artisti del calibro di Leinil Francis Yu e Carlos Pacheco pubblicata da Panini Comics sulle pagine di Marvel Miniserie.

Il titolo è una dichiarazione di intenti che avrà fatto uscire di testa tutti quei nerd che evitano gli spoiler come la peste: riportare in vita la Fenice! Che in casa Marvel Fenice può significare una cosa sola: riportare in vita Jean Grey! Beh a parte la parentesi Rachel Grey e i Cinque della Fenice durante Avengers vs X-Men, ma non stiamo a fare i puntigliosi…

La prima donna degli X-Men, la rossa telecineta e telepate moglie di Scott “Ciclope” Summers, la donna per cui Wolverine perse la testa, Jean mancava dalle pagine dei mutanti Marvel da quasi una quindicina d’anni, da quando Grant Morrison la “uccise” nello storyarc Planet X di… fine 2003 se non erro, un vero e proprio record di morte se consideriamo la velocità con cui i supereroi tornano in vita oggi.

La Fenice però non mancò di tornare di tanto in tanto, nella miniserie Phoenix Endsong che faceva un po’ da epilogo alla vicenda di Jean, e poi nella già citata Avengers vs X-Men, saga importantissima per la continuity quanto pasticciata nella narrazione in cui l’entità si legò con cinque mutanti e X-Men: Ciclope, Emma Frost, Namor, Magik e Colosso. Di fatto i Cinque della Fenice divennero i villain principali di tutta la vicenda e devo ammettere di non ricordare benissimo come la cosa venne risolta ma da quel che leggo ripassando su Wikipedia (un giorno me la rileggerò seriamente, promesso) ho l’impressione che la spiegazione data dal ritorno dell’entità della Fenice sia un po’ buttata a casaccio. Senza fare spoiler non è tanto questa spiegazione ad essere in errore, si parla di un entità talmente potente e antica che difficilmente ci scrolleremo mai di dosso in Marvel, quanto di come venne gestita all’epoca e di come le due cose apparentemente cozzino l’una con l’altra.

Va beh dai, per i più pigri metto al cosa sotto spoiler qua, la metto giù semplice [evidenziate col cursore per poter leggere]: alla fine di AvX Ciclope divenuto Fenice Nera lascia andare il potere dopo aver avuto una visione di Jean, il potere finisce dentro Hope Summers e insieme a Scarlet rilasciano il potere cosmico della Fenice che porta alla nascita di nuovi mutanti sulla Terra. Ora la Fenice in qualche modo è tornata e vuole semplicemente legarsi con quella che fu il suo ospite preferito, Jean.

La domanda che balza subito alla mente, dopo un ovvio “perché la Fenice dovrebbe tornare dopo AvX?” a cui chiaramente non hanno dato risposta (forse perché una cosa così grande e potente il cui nome evoca la resurrezione in fondo nemmeno necessita una vera spiegazione), è “perché farne una miniserie di cinque numeri?” Conosciamo benissimo la risposta. Sembra che ormai queste miniserie evento non ce le possiamo più levare di torno, è chiaro che questa storia sia solo un prologo per la serie X-Men Red e potevano raccontare benissimo tutto in un one-shot con maggiore foliazione invece di sprecare pagine e pagine di niente. Rosemberg pare più intenzionato a citare questo o quell’X-Man del passato, anche i più sconosciuti, quasi a voler evidenziare la sua grande conoscenza del brand mutante ma questo non basta a fare una buona storia, se no pure io non sarei qua a scrivere su un blog ma scrivere per la Marvel.

Gli X-Men che compaiono sono tanti ma davvero pochi svolgono una parte, gli altri sono lì giusto a far numero e nemmeno i principali fanno poi tanto a dir la verità, sono anche loro per lo più dei personaggi marginali, perché la vera protagonista non può che essere Jean Grey. Peccato che lo svolgimento del tutto non aiuti a creare empatia con il suo ritorno. (nota puramente personale: vedere Kitty Pryde dare ordini a Tempesta fa un po’ ridere, ci sta che guidi pure la sua squadra ma non che fermi Tempesta come una testa calda qualsiasi)

Le cose non vanno poi tanto meglio sul fronte artistico. Ad aprire e chiudere la serie abbiamo un sempre ottimo Leinil Francis Yu, a cui però si alternano Joe Bennett e un quasi irriconoscibile Carlos Pacheco che ammazzano notevolmente la qualità. E davvero trovo insopportabile non poter più leggere una miniserie interamente disegnata da un solo artista.

Va beh, miniserie complessivamente inutile e deludente il cui piatto forte è più dato dai risvolti che un evento del genere può avere che non dall’evento in sè, specialmente ora che Ciclope è morto e Wolverine sta per tornare.

La scheda

Titolo: X-Men: la resurrezione di Fenice #1-3
Edizione italiana: Marvel Miniserie #201-203
Edizione originale: X-Men: Phoenix Resurrection (Febbraio-Marzo 2018)
Storia: Matthew Rosemberg
Disegni: Leinil Francis Yu (#1 e 5), Carlos Pacheco (#2), Joe Bennet (#3 e 5), Ramon Rosanas (#4)
Formato: brossurato
Prezzo: Euro 3,50 (#1), 3,20 (#2 e 3)

Annunci

12 thoughts on “X-Men: la resurrezione di Fenice – Recensione

  1. La Marvel dovrebbe smetterla di farsi le saghe, o almeno di tediarci con questa roba. Concordo con il tuo punto di vista, sarebbe bastato un volume fatto bene che questa roba piena di bla bla bla sprecando disegnatori anche validi, costretti a stipare troppi personaggi in una sola tavola. In ogni caso il record di morte di Jean Grey è da guinness dei primati davvero! Cheers

  2. Ma no, Ciclope non è semplicemente morto. È morto e poi hanno cavato fuori la sua versione adolescente e ancora “slim” dal passato (il perché nella storia non lo so, il motivo editoriale posso immaginarlo).

    Riguardo ai cinque del piccione di fuoco: Namor è considerato un mutante?

  3. Vero, un vero record se pensiamo che oggi l’aldilà ha la porta girevole e tutti tornano più presto che tardi.
    Però da un personaggio che si chiama Fenice, mi sarei aspettato un ritorno più immediato 😝
    Chissà che avrà subito Pacheco che fare così male…

    • Diciamo che aveva già dato anni fa 😉 le morti sono un argomento delicato ormai nei comics, per me possono anche ritornare dopo sei mesi se c’è un piano dietro queste morti, il problema è che fin troppp spesso si sente che vogliono solo fare clamore e ci scappa il morto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.