Midnighter vol.2: duro – Recensione

Midnighter vol.2: duro - RW Edizioni

Si conclude con questo volume l’ultima avventura solista di Midnighter, l’antieroe nato dalla geniale mente di Warren Ellis sulle pagine di StormWatch ai tempi della WildStorm e approdato nel 2011 nel nuovo universo DC Comics sorto dalle ceneri di Flashpoint.

Anche a sto giro il nostro deve recuperare la tecnologia del Giardiniere, ovvero la stessa tecnologia che gli ha donato i poteri e per farlo questa volta se la deve vedere con la Task Force X, meglio nota come Suicide Squad, è stata infatti Amanda Waller a ordinare il furto, ma al suo fianco c’è qualcuno che Midnighter conosce molto bene (così come i lettori di StormWatch e The Authority). Ma per fortuna ha dalla sua il suo ex, e pure lui è dotato di superpoteri.

Quando parlai del primo volume (QUI la recensione) nonostante lo trovai molto buono criticai (tra virgolette) la scelta di Steve Orlando (che nel frattempo ho saputo essere apertamente bisessuale) di sottolineare ad ogni occasione l’omosessualità del personaggio, cosa che continuo a pensare, è un po’ come se io dovessi ricordare a chiunque in ogni momento che sono etero, l’ostentazione è una cosa che non ho mai sopportato. Per questo secondo e (purtroppo) ultimo ciclo lo scrittore “corregge” il tiro mettendo in primo piano Midnighter in quanto personaggio e non in quanto omosessuale, anche perché non è il suo orientamento sessuale a definirlo. Purtroppo però la storia è meno coinvolgente della precedente nonostante alcuni momenti decisamente riusciti che si focalizzano sul protagonista, sulla sua psicologia e il suo rapportarsi con gli altri, soprattutto con Apollo. Il coinvolgimento della Suicide Squad per certi versi fa un po’ ridere, vedere un personaggio con i suoi poteri (e la sua moralità) confrontarsi con Deadshot e Harley Quinn quasi ad armi pari (lasciandoli vivi, al contrario di Multiplex con la scusa dei cloni) lascia perplessi, poi sono consapevole del fatto che questo sia dovuto al tipo di serialità con cui ci stiamo confrontando, è lo stesso motivo per cui il Punitore uccide tantissimi criminali ma mai nessuno di veramente importante (salvo qualche caso ma si sa che anche quella è una cosa momentanea).

Tra i membri della Suicide Squad troviamo anche una new entry creata per l’occasione, Afterthough (probabilmente già apparso in altri albi italiani ma qui è il suo vero esordio), creato proprio per mettere in difficoltà il protagonista con poteri apparentemente simili, è infatti capace di prevedere il futuro e quindi di contrastare qualsiasi strategia elaborata dal supercervello di Midnighter. Peccato che poi non riesca a emergere come ideale contraltare del protagonista, ruolo quasi più azzeccato per Prometheus nel volume precedente ma non lo potremo mai sapere.

Ai disegni il sempre ottimo (ma a tratti eccessivo) ACO alternato ai più classici ma pur sempre ottimi David Messina e Hugo Petrus.

Ma nonostante abbia apprezzato meno questo volume del primo sono molto dispiaciuto della decisione di chiuderla dopo soli dodici numeri (più la miniserie in coppia con Apollo che spero pubblicheranno in italiano), alla fine la lettura risulta sempre scorrevole, piacevole, insomma intrattiene, tanto da farmi dimenticare o sorvolare sul fatto che il personaggio interagisca con i personaggi DC e personalmente la trovo migliore della serie uscita sotto la WildStorm anni fa e scritta, almeno inizialmente, da Garth Ennis, uno dei miei autori preferiti.

La scheda
Titolo: Midnighter vol.2: duro
Edizione italiana: DC Miniserie #51, Lion Comics
Edizione originale: Midnighter #8-12, Young Romance: A New 52 Valentine’s Day Special (2015-16)
Storia: Steve Orlando
Disegni: ACO, David Messina, Hugo Petrus
Formato: brossurato
Prezzo: € 11.50

2 risposte a "Midnighter vol.2: duro – Recensione"

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