Bumblebee – Recensione

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Recensione di Bumblebee di Travis Knight, il primo spin-off della saga cinematografica dei Transformers che funge anche da prequel/reboot.

Era dai tempi di Transformers: la vendetta del Caduto, il secondo capitolo della saga, che non andavo a vedere un film dei Transformers al cinema, quasi dieci anni, avevo perso totalmente l’interesse nonostante poi li abbia visti tutti. Per riportarmi al cinema ci è voluto il trailer del film di cui nessuno sentiva effettivamente bisogno, anche se stabilire di che film ci sia bisogno non è mica facile, e poi chi lo stabilisce? Deliri a parte, son bastate poche scene del trailer ambientate su Cybertron con i Transformers con il loro look classico ad attirare la mia attenzione e quella di tantissimi altri appassionati.

Ma le mie aspettative sono state ripagate? Non esattamente.

Parliamoci chiaro, Bumblebee è un buon film ma parafrasando il dottor Ian Malcolm in Jurassic Park… è possibile avere un film dei Transformers SUI Transformers? Questo film poteva chiamarsi benissimo Charlie e il suo amico robot e sarebbe stata la stessa cosa! Il film è stato definito come un ET con i robottoni ma io ET non l’ho mai visto ne mi interessa farlo, in compenso ho visto il Gigante di Ferro e me lo ha ricordato non poco, quasi un remake. Dal 2007, anno di uscita del primo film diretto da Michael Bay, non fanno altro che propinarci film chiamati Transformers in cui i protagonisti sono sempre degli umani, Sam Witwicky prima, Cade Yeager poi e infine Charlie Watson, che a scanso di equivoci dovuti al nome è una ragazza di diciotto anni che fatica a superare la morte del padre e vive male la felicità ritrovata della famiglia, dal momento che la madre è riuscita a rifarsi una vita con un altro uomo. Non mancano i classici problemi adolescenziali, tra cotte e bulli. Tutto questo fino al suo incontro con Bumblebee, questo robottone camuffato da maggiolino Wolksvagen impossibilitato a parlare ma che si rivelerà un grandissimo amico con tanto di scene paraculo strappalacrime. E bla e bla e bla.

Tutto bello, tutto carino, nulla di nuovo ma funziona, peccato che non sia esattamente quello che mi aspettavo, certo sapevo che le scene su Cybertron viste nel trailer erano solo uno specchietto per le allodole e che sarebbero state ben poca roba rispetto al resto, capisco la necessità di avere un cast umano ma non di renderli così centrali nella storia, ne ho le scatole piene.

La bellissima sequenza di Cybertron con dei Transformers finalmente riconoscibili tra loro è si un orgasmo per un appassionato della serie ma quasi ottiene l’effetto contrario e rende ancor più pesante il resto del film, perché diamine ti illudono e ti dimostrano che si può avere un vero film sui Transformers per poi trasformarsi nell’ennesimo film omaggio agli anni ’80 con un susseguirsi di canzoni del periodo e magliette delle band ben in evidenza giusto per non farci mancare nulla tra un occhiolino e l’altro, in un modo quasi fastidioso. Ho rivisto Donnie Darko qualche giorno fa, un film che si può dire aver anticipato questo revival degli anni ’80 di quasi 20 anni, ma la soundtrack con canzoni giustamente anni ’80 era gestita decisamente meglio, non era mai ostentata come qua.

Insomma bene ma non benissimo, anzi meglio ma neanche tanto, la storia funziona e ha una sua coerenza narrativa a differenza delle orge di esplosioni dei film di Bay, specialmente degli ultimi capitoli, ma non me la sento di unirmi al coro di entusiasmo che si è generato intorno a questo Bumblebee, c’è di positivo che con quella breve sequenza iniziale han dimostrato che un vero film sui Transformers si può fare ed essendo un prequel trasformato in corsa in un reboot ormai confermato della saga possiamo ben sperare per il futuro, o almeno pregare.

E comunque non posso negare di essermi commosso anche io con quella scena… ma che avete capito? Parlo di Bumblebee che si affianca ad un Freightliner FL86 rosso! E se non sapete di cosa sto parlando vi meritate tutti i film di Bay.

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8 pensieri su “Bumblebee – Recensione

  1. Bellissima recensione Arc.
    Io ti dirò: va benissimo anche il film sui Transformers con protagonisti gli umani (benché a quel punto i Transformers siano sostanzialmente superflui, basterebbe mettere dei robot a caso), purché la trama non sia allungata come un brodo…
    Spero che questo bumblebee sia l’inizio di una nuova saga più efficace di quella che abbiamo visto…film gradevoli, per carità, bei robot, ma quanti buchi di trama e incongruenze.

  2. Splendida recensione davvero: impossibile fingere, infatti, che questo film sia un capolavoro, a meno di non avere un’ignoranza di base in campo cinematografico e non aver visto nemmeno un film degli ultimi 100 anni, ma impossibile anche non accorgersi della distanza presa dall’ipertrofica gestione narrativa e visiva del franchise tenuta da Bay (regista che, dopo i primi sfottò iniziali, ora appare persino sopravvalutato per la perizia registica con cui distrugge cose) eppure malgrado queste due ovvietà, continuo a leggere le cose più sbagliate in giro per il web, ma si sa che molti commentatori in realtà non recensiscono davvero, ma fanno solo presenzialismo scritto, copia-incollando.

    Ti faccio pertanto i miei più sinceri complimenti (non che ne avessi bisogno, sia chiaro) per l’onestà intellettuale con cui hai circoscritto sia i detrattori (gente che si aspettava da questo film, cosa? Una trama indie? Boh) sia gli ingenui entusiasti capolavorazionisti (siamo circondati da un pubblico che dimentica o semplicemente non è in grado di mettere le cose e le idee in una prospettiva diacronica e che applaude al miracolo ogni volta che viene fatto qualcosa che sembra nuovo anche quando non lo è affatto).

    Io ho personalmente apprezzato molto il film, sia perché l’ho trovato onesto nel suo essere nostalgico di un certo modo di narrare una storia dall’evidente sapore disneyano (la tua citazione del film di Bird è paradossalmente ancora più calzante di quella banale e fatta da tutti con la saga del Maggiolino Herbie, gettata quest’ultima in pasto agli spettatori più ottusi, che non riconoscerebbero nemmeno il proprio figlio mascherato da Harry Potter, se solo si scarabocchiasse una saetta sulla fronte), sia per la presenza di una vera attrice ovvero la mia pupilla Hailee Steinfeld, che non dimentichiamo, a differenza di tante bellone insulse degli altri capitoli della saga, è l’interprete che ha regalato al mondo perle come la sua Mattie Ross del bellissimo True Grit e la perfetta Nadine Franklin dell’inaspettatamente fantastico The Edge of Seventeen.

    Ti chiedo scusa se non mi faccio sentire spesso sul tuo blog, ma vi leggo sempre anche se non sembra, dato che lascio il mio like di abitudine solo se posso anche avere il tempo di commentare, come ho potuto fare oggi.

    • Con mio sommo ritardo giungo a rispondere. Grazie per i complimenti ma non vorrei essere frainteso, le mie critiche (anche riguardanti aspettative) sono più rivolte alla delusione derivata dall’uso dei robottoni nel film che da altro, per gli aspetti tecnici lascio il lavoro a chi è più competente di me anche se hai completamente ragione.
      Onestamente se dovessi scegliere tra questo e Iron Giant… beh non ci sarebbe storia, il secondo tutta la vita.
      E non scusarti, capisco perfettamente, io per primo fatico a lasciare commenti sui blog che seguo, nessun problema 😉

  3. Finalmente ha una trama comprensibile a differenza dei film di Bay, ma non è il “Crack” assoluto di cui tutti la stampa specializzata parlava, si lascia guardare ma è poca cosa, e poi ‘sti anni ’80 basta! In ogni caso la prima scena (e l’ultima) sono di quanto più vicino al cartone animato con cui siamo cresciuto mai visto al cinema 😉 Cheers

  4. Sai cosa? Secondo me é tutta questione di aspettative.
    Appena comprato il biglietto mi aspettavo esattamente il film che mi sono trovato davanti…un corto circuito in salsa Transformers.
    Il punto forte é come questo film é stato usato. É chiarente un prendere le distanze da Bay edal Bayverse. E per farlo é stata imbandita una trama molto più piccola (con budget adeguato all’impresa e pertanto molto inferiore a quello dei film precedenti) e umana. Hanno preso la palla al balzo e l’hanno trasformato in un reboot, neanche tanto soft dal mio punto di vista. E alleluia va benissimo così. Il forte verrà con i prossimi film, intanto applauso alle intenzioni e al modo in cui sono state realizzate!

    • Sicuramente, e apprezzo in parte l’idea di usare i Transformers così, l’avrei apprezzata di più dopo aver visto almeno un film fedele. Vedremo se la saga proseguirà, leggevo che non ha incassato tantissimo, non sono stati molto furbi a farlo uscire in concomitanza di Aquaman, Mary Poppins, Ralph e Bohemian Rapsody.

  5. All’ inizio del film, come facevano ad avere l’aspetto classico? Optimus Prime, aveva la “cabina del camion” come torace, ma aspetto e colori li aveva copiati da un camion che transitava li vicino nel primo film…

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