Iron Fist stagione 1 – La pseudo recensione

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Ha senso parlare della prima stagione di una serie tv come Iron Fist che è stata cancellata pochi mesi fa poco dopo l’uscita della seconda, per di più senza uno straccio di finale? Effettivamente no, ma siccome sento estremamente il bisogno di lagnarmi di quel che ho subito visto…

Quarta in ordine di uscita delle serie Marvel made in Netflix, che poi come al solito era prodotta da Marvel Televisions e ABC Studios (proprietà Disney) ma vaglielo a spiegare agli hater del topo del web, dicevo, quarta serie che ci traghetta direttamente alla miniserie crossover Defenders, motivo principale per cui ho voluto vedere lo stesso questa serie nonostante le tantissime critiche negative. Onestamente non ero pronto a cotanta noia, più che un Iron Fist l’ho trovato un Boring Fist.

Va beh, la storia in breve vede il giovine Danny Rand, creduto morto da oltre un decennio, tornare a New York, sconvolgendo le vite di un po’ tutte le persone che nel bene o nel male gli erano vicino, ma Danny è cambiato, non è più una persona normale. In questi anni ha vissuto in una specie di città incantata e ha imparato le arti marziali, diventando un arma immortale, l’Iron Fist, difensore di K’un L’un, e nemico della Mano, la misteriosa setta/organizzazione criminale già affrontata da Daredevil nella seconda stagione.

Nella parte del protagonista troviamo Finn Jones, che i più potrebbero ricordare per Game of Thrones, e qua abbiamo già un problema, un grosso problema! Iron Fist è un eroe basato sulle arti marziali, è un maestro, si definisce un arma immortale, dovrebbe scalciare culi come niente e invece… le prende quasi sempre. Ma non è nemmeno questo il vero problema, il problema è che Finn Jones non è per nulla credibile nel fare arti marziali! Ora, potrebbero aver scelto lui e non un semplice artista-marziale-improvvisato-attore-a-la-Power-Rangers ma per un personaggio del genere era doveroso cercare qualcuno che fosse credibile nel fare quel che fa, invece il povero Finn fa quasi ridere anche solo per fare meditazione o nel fare le forme (ovvero quando si allena e fa cose da solo), è un po’ come se per interpretare Thor invece di prendere uno con la prestanza fisica di Hemsworth avessero preso, uno a caso, uno come Jones (eh sempre lui, non mi viene in mente nessun altro ma l’esempio funziona lo stesso). Avrei sacrificato la recitazione, che comunque non brilla, per lasciare spazio a calci e pugni, perché diavolo non è possibile che chiunque dia almeno un calcio nella serie risulti più credibile dell’Iron Fist, da Colleen Wing a Davos, persino la Claire Temple di Rosario Dawson, la prezzemolina che fa da anello di congiunzione con le altre serie Marvel/Netflix, è più credibile di lui. Persino i combattimenti super coreografati a calci rotanti nel vuoto di Arrow lo sono! Ma in fin dei conti non è che la cosa sarebbe migliorata molto, una maggiore cura dell’azione nei confronti del protagonista principale avrebbe solo reso più sopportabile quest’agonia, perché pure sul fronte della sceneggiatura le cose non vanno affatto bene, come dicevo in apertura Iron Fist è noioso, estremamente noioso, è un continuo lagnarsi, un continuo parlare, un continuo sbadigliare, è anche qua si finisce quasi con l’interessarsi più ai personaggi di contorno che al protagonista, persino con quel disgraziato di Ward.

Posso anche sforzarmi nel capire quelli che probabilmente erano le intenzioni della produzione, ovvero mostrarci un eroe non ancora formato, esattamente come fatto nelle serie precedenti, ma qua si sfiora il ridicolo nel vedere Danny perennemente in difficoltà nell’affrontare i suoi avversari, chiunque essi fossero, e trovare qualsiasi espediente per impedirgli di usare il suo potere tra mancanza di energia e dubbi di varia natura.

E niente, l’ho finita davvero controvoglia, era da tipo fine Ottobre che dovevo vedere gli ultimi due episodi, mi ci è voluta l’ennesima influenza per decidermi a finire sta serie, insomma son dovuto star male per farlo, nel frattempo mi son guardato serie di ogni tipo come Titans, che seppur con tutti i suoi difetti almeno si lascia guardare. Dubito fortemente che darò anche solo una possibilità alla seconda stagione, soprattutto dal momento che finisce, o meglio non finisce, con un cliffhanger.

4 pensieri su “Iron Fist stagione 1 – La pseudo recensione

  1. Come “Origin story” la serie funzionicchia, al netto della peggior scelta di casting di sempre, Finn Jones non sa tirare un pugno nemmeno per errore, e per un personaggio come Iron fist conta, non puoi sperare che la controfigura faccia tutta. In compenso la seconda stagione è ben peggiore della prima. Cheers!

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