X-Men: Dark Phoenix – Recensione

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Cala il sipario. Con Dark Phoenix chiude definitivamente la saga cinematografica degli X-Men iniziata nel 2000 sotto la Fox. Simon Kinberg e soci sono riusciti a chiudere degnamente questa saga? Mi piacerebbe davvero poter dire di si, ma mentirei.

La tiepida accoglienza che Dark Phoenix sta ricevuto al cinema è imputabile a due fattori:
1) scarso interesse da parte del pubblico dopo il semi flop di X-Men: Apocalisse, che se non è stato un flop in senso stretto ha deluso fortemente i fans e non soddisfatto pienamente in senso economico incassando notevolmente meno rispetto ai capitoli precedenti
2) la recente acquisizione della Fox da parte della Disney, acquisizione che per forza di cose ha determinato la fine del franchise mutante made in Fox e la futura integrazione degli stessi nel Marvel Cinematic Universe, cosa che ha portato purtroppo molti spettatori a snobbarlo.

Il problema è che in questo film pare non ci abbiano creduto nemmeno alla Fox.

Non so dire con esattezza se la produzione di Dark Phoenix sia iniziata prima o in concomitanza dell’acquisizione, ma indubbiamente questo ne ha compromesso la riuscita, c’è di grave però che in ogni modo dovevano impegnarsi per portare a conclusione la saga come si deve, ce lo dovevano in qualche modo, oltre che portare a  casa la pagnotta perché loro i soldi ce li hanno anche spesi. E invece no.

In ogni caso l’acquisizione ha solo aggravato qualcosa che aveva problemi già di suo. Da una Jennifer Lawrence che ne aveva le scatole piene di ore e ore di trucco per Mystica oltre che della saga stessa, Apocalisse infatti doveva essere l’ultimo film in cui  lei compariva, e invece ce la ritroviamo seppur per poco con un trucco decisamente meno pesante e visivamente peggiore del precedente, sembra quasi un make up amatoriale, questo quando è truccata perché poi alla scuola per mutanti decide inspiegabilmente di assumere un aspetto umano, cosa che va contro il carattere del personaggio, stesso discorso per la Bestia di Nicholas Hoult ma senza la parte sul dover essere l’ultimo film, in pratica l’unico scemo a restare sempre truccato è il povero Nightcrawler di Kodi Smit-McPhee, probabilmente perché non può ancora permettersi alcuna pretesa. Ancor più grave forse il Quicksilver di Evan Peters, personaggio tanto amato dai fans nei due film precedenti e protagonista di un paio di sequenze memorabili che qui dopo la prima mezzoretta scarsa esce di scena senza alcuna spiegazione per tornare solo nell’epilogo. Ma in generale si può notare una svogliatezza nel cast che è disarmante, con i veterani da una parte intrappolati in un loop di situazioni già viste e straviste, nello specifico Xavier (James McAvoy) e Magneto (Erik Fassbender) che si accusano delle solite cose, dall’altra i non tanto più giovani X-Men apparsi per la prima (seconda) volta nel precedente capitolo, che se lì si poteva giustificare il loro quasi anonimato con il fatto di essere delle new entry qua non trova spiegazione alcuna, ovviamente da questo va esclusa la Jean Grey di Sophie Turner, la Fenice Nera del titolo protagonista assoluta del film, peccato che anche il suo personaggio sia scritto davvero male e quello che dovrebbe essere un conflitto interiore alla fine risulti poco più di un grande capriccio, una ragazzina capricciosa dotata di poteri sconfinati.

Ma soprattutto è incomprensibile la scelta di fare un quasi remake di X-Men: Conflitto Finale, il film riconosciuto all’unanimità come il peggiore della trilogia originale della saga, e lasciarlo dirigere allo stesso Simon Kinberg che già aveva scritto quel film, e che in qualche modo è colpevole di aver trascinato gli X-Men cinematografici in questo baratro, perché per quanto poi sia bello X-Men: giorni di un futuro passato ha gettato letteralmente alle ortiche tutte le opportunità che ci aveva lasciato X-Men: l’inizio di Matthew Vaughan, ad oggi uno dei migliori film della saga, indubbiamente il migliore senza Bryan Singer dietro alla macchina da presa. Per non parlare di alcune scelte narrative risibili, come il voler ambientare ogni film in un decennio diverso ma lasciando i personaggi pressoché identici, cosa che può funzionare sulla carta dove i supereroi sembrano non invecchiare mai e rimangono sempre attuali ma nei film giunti al quarto decennio fa ridere, soprattutto se questi film sono iniziati mostrandoci le versioni anziane degli stessi, e la ritrovata pace mutante che, senza spoilerare troppo, va in frantumi dopo un solo errore, davvero vogliono farci credere che nei dieci anni che separano Apocalisse da Dark Phoenix nessun mutante ha mai usato i suoi poteri per scopi personali e/o criminali? Perché voler a tutti i costi riprendere una storyline già affrontata? Per certi versi pare che Kinberg volesse riscattare la saga di Fenice Nera dopo il disastro di Conflitto Finale, con il risultato di essere riuscito a realizzare non solo un film peggiore ma molto probabilmente il più brutto dell’intera sagaPerché ostinarsi a utilizzare (male) i soliti personaggi quando il mondo mutante offre praticamente un intero universo a cui attingere? Personaggi, situazioni e storyline a cui fare riferimento non mancavano, non è un caso se i film più interessanti del franchise negli ultimi anni siano stati Logan e i due Deadpool, film profondamente diversi dalla tanto famigerata uniformità Disney/Marvel Studios, tra l’altro tesi che proprio non ha senso di esistere visto il successo e l’apprezzamento da parte di quello stesso pubblico ormai assuefatto all’MCU e che non può imputarsi come colpevole di questo disastro, che ognuno si guardi bene dalle proprie colpe prima di guardare agli altri, ma ormai pare andare di moda trovare un capro espiatorio per i propri fallimenti, basti pensare al flop di Hellboy. Sono sicuro che se mai vedrà la luce anche New Mutants nel bene o nel male sarà qualcosa di più interessante che non Apocalisse o Dark Phoenix.

Diffidate dai poser, dai finti fan o sedicenti tali, da quelli che devono fare i diversi a tutti i costi e dire che è bello per poter dire quanto brutta e cattiva sia la Disney che si mangia la concorrenza come Galactus. Chi vi parla è uno che con gli X-Men ci è cresciuto, se li conoscete un minimo lo avrete intuito dal mio nickname, ho praticamente letto qualsiasi cosa pubblicata sui mutanti fino a pochissimi anni fa, li amo e ho amato a suo tempo diversi film della saga, non c’è nessun accanimento nei confronti di Dark Phoenix, nessun complotto di presunti hater in favore dei Marvel Studios, non è nemmeno questione di fedeltà ai fumetti originali (e di fedele c’è davvero poco in sto film), la questione è molto più semplice di quanto si possa sembrare, si tratta solo di distinguere un film bello da uno brutto, e purtroppo Dark Phoenix è molto brutto, e proprio perché amo gli X-Men sono estremamente deluso da questa conclusione, ed è incredibile pensare a come sia finita in modo disastroso la saga che ha letteralmente aperto l’era dei cinecomics moderni, prima ancora dello Spider-Man di Raimi.

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7 pensieri su “X-Men: Dark Phoenix – Recensione

  1. Secondo me riassumi alla perfezione i problemi del film quando dici

    Il problema è che in questo film pare non ci abbiano creduto nemmeno alla Fox.

    Peccato perché dopo first class le potenzialità per fare qualcosa di buono c’erano e in parte si erano realizzate in days of future past. Poi il semitonfo con Apocalisse eadesso una produzione evidentemente travagliata e, secondo me, conclusa perché ormai non se ne poteva fare a meno.
    Temo qualcosa di simile anche per i Nuovi Mutanti (che già mi lasciavano perplesso prima dell’acquisizione Disney).

    • Io ci voglio credere in New Mutants, davvero. Dopo first class non hanno più dimostrato coraggio, si sono adagiati sugli allori ritirando nel mucchio Wolverine e utilizzando allo sfinimento quei 4 personaggi messi in croce, avevano possibilità infinite e invece hanno sprecato tutto.

  2. Oh grazie! Finalmente qualcuno che lo dice! Ma quanto fanno ridere i commenti di quelli che difendono questa porcheria, per poter dire che la Disney è brutta e cattiva? Quanto? Sul resto come sai siamo d’accordo, ho il post già pronto in rampa di lancio dalle mie parti, ma davvero chiunque abbia letto gli X-Men e abbia del buon senso, non può difendere questa roba fatta con la fretta di rispettare un contratto. Cheers!

    • Fretta forse nemmeno tanto, hanno anche rigirato il terzo atto da quel che so, però mi pare un risultato davvero irrispettoso. Disney o non Disney dovevano impegnarsi il più possibile a fare un buon lavoro, invece non mi pare si siano comportati da veri professionisti.
      Sui fumetti della fedeltà mi importa poco ma quando li vedo tirati in ballo per difendere sto film mi sale il nazismo. I miei X-Men… ci ho sputato sangue e sudore per completare le mie collezioni, altro che sti ragazzetti che li avran letti si e no con gli allegati dei quotidiani. Sia chiaro, a chiunque legga questo messaggio, non ce l’ho con chi li sta scoprendo o li ha scoperti con queste iniziative o vedendo i film, ce l’ho con chi associa la presunta riuscita del film a “veri appassionati di fumetti”.

  3. Insomma l’han buttata in vacca, ma posso capire, eh… quasi come un compitino. Avevano questa occasione forzata di doverlo fare e l’hanno fatto. Senza futuro e ormai anche senza passato…

    Moz-

  4. Io mi sono divertito, ma mi sono divertito anche con Elektra o con Catwoman, quindi non faccio testo 😀 Certo ci sono X-Men migliori, vedi 1-2 di Singer, DOFP, First Class..

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