Dark Phoenix: la ricetta per parlarne bene senza parlarne affatto

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Ingredienti:

  • parlare di “vero” cinema
  • evidenziare i difetti del Marvel Cinematic Universe
  • dare per scontato che il pubblico voglia solo il “modello Marvel Studios”
  • snocciolare tecnicismi a caso
  • snocciolare informazioni approssimative sui fumetti originali
  • non parlare affatto del film in questione

Che Dark Phoenix non mi sia piaciuto ormai lo sapete, a qualcuno però pare sia piaciuto, e a costo di giocarmi qualche follower, like su Facebook, sembrare arrogante e stronzo ne voglio parlare. Ma che mi frega, arrogante lo sono veramente, stronzo pure.

Lungi da me discutere dei gusti altrui, il problema non è il fatto che a qualcuno possa piacere o divertire, a me ha divertito la saga di Twilight per dire (che di certo non mi metto a paragonare al Dracula di Stoker, sarebbe piuttosto stupido) , il problema è che per difendere questo film si sente per forza la necessità di parlare (male) di tutt’altro. Si devono evidenziare difetti (presunti o reali) degli altri, non le qualità effettive di Dark Phoenix, se non qualche aspetto tecnico, perché in questi casi fanno uscire un po’ tutti l’esperto di cinema che è in loro.

Che non ci sia poi molto da dire su questo Dark Phoenix?

Perché si, i Marvel Studios sono brutti e cattivi, Disney si sta mangiando la concorrenza e il pubblico vuole film solo sul modello dell’MCU, e questi vengono elogiati a capolavori ogni volta. Ma allora non mi spiego l’odio per film come Iron Man 3 e Thor: Ragnarok (ma effettivamente io non me lo spiego, così come non mi spiego il successo esagerato di altri film del franchise), tantomeno il successo e il buon ricordo che il pubblico ha per il Batman di Nolan, Aquaman, Wonder Woman, Logan, i due Deadpool, e gli stessi film degli X-Men del passato, tra alti e bassi. Sono tutti impazziti di colpo? Poi che nel mucchio ci sia chi li schifa a prescindere gli X-Men della Fox o la concorrenza in una futile faida da tifoseria è indubbio, così come c’è chi difende sto film solo per dare contro ai Marvel Studios in difesa del “vero” cinema. Perché i mestieranti/mercenari prima non esistevano, e perché giustamente bisogna sottovalutare e denigrare l’impegno delle persone coinvolte in questi progetti che di artistici non hanno nulla. Eh, meglio la “professionalità” di Kinberg su Dark Phoenix, che ha praticamente debuttato alla regia proprio con Dark Phoenix.

Magicamente tutti sono pronti ad attaccare i presunti “criticoni” con la classica battuta “siete tutti registi esperti” eppure per difendere la loro creatura magicamente lo diventano pure loro perché questo si che è un film, guarda che regia, che fotografia, che recitazione, mica come quei film là che piacciono a tutti e fanno i soldi! Però sono davvero rari coloro che magari pur non apprezzando il film riconoscono ed esaltano l’estetica e la fotografia di film come Thor: Ragnarok, non sia mai! Taika Waititi è un cretino a prescindere solo perché colpevole di aver reso Thor un cretino, perché Thor non può essere così, quello non è il Thor dei fumetti! Esticazzi, nemmeno gli X-Men cinematografici sono gli X-Men dei fumetti, della saga di Fenice Nera qua c’è solo il titolo. Eppure è cosa buona e giusta in nome del vero cinema distaccarsi dai fumetti per dare una personalità ai film, oh però anche i Batman di Joel Schumacher avevano a loro modo personalità, e si entra in un loop senza fine fatto di contraddizioni.

Ma è un discorso che potrei applicare anche a film come Titanic e Avatar, che ci frega delle capacità registiche di Cameron? Avatar è Pocahontas con gli alieni azzurri, che schifo, bla bla bla. In Titanic poi c’è quel Di Caprio che piace alle ragazze e quindi il film è una merda.

In pratica si evidenziano questi aspetti solo per alcuni film, per altri no, onestà e fedeltà valgono solo dove ci pare, come se ci fosse un interruttore on/off.

In tutto questo circo di tecnicismi però ci si perde un dettaglio fondamentale, la sceneggiatura e la scrittura. Perché per quanto possa essere banale e scontata la trama di un Avatar, almeno una trama ce l’ha, non si può esattamente dire lo stesso di Dark Phoenix che è stato pure riscritto e rigirato nel finale, ma da quel che è trapelato il risultato non credo sarebbe cambiato poi molto. Personaggi non pervenuti, rapporti tra i personaggi appena abbozzati, alcuni quasi non si sa nemmeno chi siano, Tempesta e Nightcrawler diranno si e no due parole, forse parlava di più Colosso nella trilogia originale, altri che spariscono nel nulla come Pietro, incongruenze con i film precedenti (sempre scritti da Kinberg, non si può nemmeno dare la colpa ad altri), una fretta nel rifare sta roba della Fenice che ci è stata negata la possibilità di affezionarci al personaggio della giovane Jean e di poter empatizzare con lei e il suo dramma, roba da far rimpiangere la Jean di Famke Janssen che comunque era tutto un altro spessore anche nel suo conflitto interiore.

Se davvero si deve parlare di “vero” cinema, nonostante poi ci sarà sempre chi guarderà dall’alto verso il basso il cinema di intrattenimento con gente in tutina, son d’accordo nel citare X-Men 2, First Class, Giorni di un futuro passato, Logan, Deadpool ma questo proprio no, il primo X-Men pecca un po’ di ingenuità a rivederlo oggi. E proprio perché questi sono “veri” film Dark Phoenix dovrebbe, non dico farvi incazzare o schifo, ma almeno delusi, un minimo cavolo!

Ancor di più mi fa salire il nazismo vedere tirati in ballo i fumetti, ho letto commenti di ogni tipo:
“gli X-Men, sia film che fumetti, non sono per ragazzini” (scemo io a leggerli da quando avevo 8 o 9 anni)
“è un film per i fan che hanno letto i fumetti” (o forse sarebbe meglio dire per i fan che hanno letto i fumetti ma non li hanno capiti)
ma soprattutto una presunta versione hard boiled della saga originale intrisa di sesso e violenza di cui proprio non ho ricordo, ma sicuramente sono io a sbagliare, avrò l’edizione censurata.

E quindi? Eh niente, se vi è piaciuto amen, ribadisco come a me in qualche modo abbia divertito Twilight ma almeno non tirate in ballo altri film, o fatelo contestualizzando per argomentare, non per fare a gara chi ha fatto di peggio perché comunque non è che vada esattamente a favore di Dark Phoenix o chi per esso, e non parlate a sproposito di fumetti, fan dei fumetti o qualsiasi altra cosa relativa ai fumetti se si parla di film.

Non vi sorge il dubbio che se per parlare bene di una cosa dovete per forza parlare male di altro, forse qualcosa non funzioni come si deve?

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24 pensieri su “Dark Phoenix: la ricetta per parlarne bene senza parlarne affatto

  1. SPOILER WARNING
    Iron Man 3 è odiato perché per 3/4 di film ti fa credere che il Mandarino sia un nemico terribile, e poi salta fuori che è solo un buffone. E’ un colpo di scena a mio giudizio carino, ma che agli occhi di tanti fan è parso una presa per il culo.
    Thor: Ragnarok è odiato perché il pubblico si sarebbe aspettato un film dai toni epici, e invece si è trovato davanti un film che pigia molto di più sul pedale della commedia. Ha tradito le aspettative del pubblico insomma, e questo è un peccato mortale per qualsiasi film, per quanto ben fatto possa essere.

    • Anche io, e mi stupisco come di colpo fossero tutti diventati fan del Mandarino. Fermo restando che IM3 è uno dei film meno scemi come senso e stile del MCU ma tutti si soffermano solo sul plot twist.

    • Io l’ho trovata una svolta insipida, avrei preferito che si inventassero un cattivo apposta per quel giochetto, ma comunque, il secondo Iron Man mi è piaciuto meno del terzo (in generale mi sta antipatico il personaggio di Tony).
      Poi boh, non mi straccio le vesti, forse proprio perché Iron Man non mi piaceva granché nemmeno a fumetti 😛

  2. Alla fine, una discussione sui gusti ha sempre poco da produrre, mentre se si riesce a spiegare perché una cosa piaccia o non piaccia, già c’è qualche spunto in più, perché si parla anche delle qualità di un’opera.
    Dark Phoenix non l’ho visto, ovviamente (sono indietro con tutti i film mutanti e pure con ampie fette di Marvel) ma già dai primi film degli X-Men, non mi aspetto più aderenza coi fumetti ^^
    Riguardo alla lotta ideologica Marvel/non Marvel, non so, mi lascia indifferente: preferisco considerare i film uno per uno, non mi frega granché scegliere il migliorissimo del secolo o anche solo il mio preferito – non sono tipo da classifica.

    • Ogni cosa va valutata per quel che è, indipendentemente dal resto, comprese le nostre aspettative. Il problema sorge nel momento in cui non si parla delle qualità di un opera ma si devono evidenziare difetti di altri. È un corto circuito che non concepisco.

  3. Vorrei commentare ma sono impegnato ad applaudirti, quindi non devo aggiungere altro, solo che voglio leggerti sulla saga di “Twilight”, che manca un sacco anche a me (storia vera). Cheers!

  4. A costo di essere tacciato per vile cerchiobottista (neologismo già in voga da tempo in politica e di certo per un costume non solo italico), ti sembrerà strano ma io mi trovo perfettamente daccordo sia con chi ha difeso questo ultimo capitolo della saga mutante (come la blogger Lucia, del sito ilgiornodeglizombi, il cui post a riguardo ho anche condiviso sulla mia pagina Facebook come Kasabake), sia con questo tuo pezzo in cui ti accanisci con una certa veemenza con chi a tuo dire difenderebbe in modo pretestuoso il film non perché davvero valido ma solo per dare contro al MCU…

    Come ho già scritto su Facebook, io non mi ero nemmeno accorto che ci fosse in atto una moda che tendesse a recuperare un film che, onestamente, è stato critcato e disprezzato nella stragrande maggioranza delle recensioni e quasi sempre con una cattiveria notevole: proprio qualche giorno fa, proprio su Facebook, mi scambiavo opinioni serenissime con un altro mio collega blogger ed appassionato di cinema come me, il quale, pur avendo trovato il film lacunoso e squilibrato (è importante il gudizio finale complessivo), non si spiegava assolutamente non la giusta accusa di essere un film “svogliato” e “trasandato” (opinione praticamente unanime, usata anche dalla stessa Lucia nel suo post), ma la ferocia con cui veniva attaccato.

    La ferocia. Ecco, io penso che il problema sia proprio questo: il valore aggiunto negativo di chi non si limita ad esprimere un parere (i gusti son gusti), ma deve a tutti i costi demolire il suo interlocutore solo perché ha osato contrapporsi alla sua scuderia.

    Nel tuo post hai citato molti titoli importanti e su tutti ho più meno scritto in tempi non sospetti, ma la questione critica è che quasi normalmente, come dice Lucia, non esiste solo il CAPOLAVORO e l’ORRORE, ma un’infinità di gradazioni, legate anche al fatto che un film è un’opera corale (in cui molteplici artisti ed artigiani prestano le loro competenze) e che oltretutto si completa nel tempo (molte delle sciagure che hanno rovinato un film si sono avute in fase di post-produzione, in sala di montaggio, dopo gli screen test, come per il famossissimo film di Tornatore Nuovo Cinema Paradiso, praticamente ignorato da tutti prima del nuovo montaggio, a seguito del quale divenne di colpo un capolavoro assoluto che vinse anche l’Oscar): personalmente ad esempio ho aprezzato tantissimo il modo con cui Shane Black in Iron Man 3 ha provato ad ironizzare sulle modalità con cui i Servizi USA spesso “narrano” più che investigare davvero sul terrorismo, così come ho trovato splendida la figura del Mandarino trattata nel film (amo i fumetti ma non tengo in alcun conto la fedeltà ad essi quando vengono trasposti in film), mentre ho massimamente disprezzato la figura del bimbo minchioso che accoglie Tony Stark… Ritengo Ragnarok il miglior Thor realizzato e l’ho sottolineato sul mio sito parlando delle sue musiche e del suo essere un’opera pop molto prima che Tarantino sperculasse il web definendolo il miglior film del MCU (che per me invece resta il primo Guardians of The Galaxy, ma per altri motivi)… Essendo amante di Cinema nel senso più ampio del termine (disprezzando chi parla male dei film autorali, come anche chi parla male dei film commerciali), amai tutta la trilogia del Dark Knight di Nolan, tutta, nei suoi alti e nei suoi bassi ed ancora oggi mi sdilinquisco seguendo con lo sguardo Selina di spalle mentre procede nei tunnel della metropolitana, anticipando il passaggio di Batman o in tutte le sequenze di pura arte filmica, come quella della rapina in banca in pieno omaggio al grandissimo Mann e tutto questo l’ho scritto a chiare lettere, mettendoci faccia e parole… Pensa che, orrore degli orrori, sono persino riuscito a trovare del buono dentro una porcheria come il Fantastic Four di Josh Trank (regista che aveva nel 2012 con il suo Chronicle anticipato ciò che quest’anno ha fatto la famiglia Gunn con il loro Brightburn, altro film su cui è quasi impososbile trovare una recensione serena, oscillando sempre tra apocalittici ed integrati)…

    La vera sciagura, a mio avviso, sono i fan ortodossi senza una vita ed i nientisti di professione che assieme ai leoni da tastiera riempiono la loro pochezza smerdando tutto e tutti: se una serie Tv  sta avendo successo negli USA, bisogna parlarne bene ed in fretta sui social finchè non cominciano a parlarne tutti, allora bisogna subito buttarsi dalla parte opposta e cominciare a parlarne male, come accade a suo tempo per la Prima Stagione di True Detective, perché per costoro non esiste il giudizo critico ed estetico, non sono persone che si sono ossia costruite un gusto, ma solo dei paraolai in cui ciò che conta è parlare di ciò di cui parlano gli altri e mai dello specifico filmico…

    L’arte, quella vera, è spesso elisse di significato, mancanza di consecutio logica, empatia visiva tra spettatore ed autore ed in alcuni casi anche finzione e menzogna: ricordo sempre quell’intervista che Francois Truffaut fece ad Hitchcock, durante la quale, ad un certo punto, il critico e cineasta francese chiese al maestro britannico quale significato metaforico ed allegorico avesse l’aver voluto far guidare una macchina bianca, in mezzo a tutte le altre macchine nere, al personaggio di Marion Crane, la bionda segretaria dell’agenzia immobiliare che all’inizio di Psycho scappa con il malloppo per finire più tardi uccisa da Norman Bates ed Hitchcock, sornione, rispose che non c’era alcun significato nascosto, ma la scelta cromatica fu da lui fatta solo perchè così lo spettatore potesse seguire meglio gli spostamenti del personaggio sullo schermo; in un’altra intervista, invece, Hitchcock stesso parla dei significati allegorici di bene e male proprio di quella scena… Ma allora? Dov’era la verità? Nel film, solo nel film, solo nello specifico filmico di quelle meravigliose ed immortali sequenze.

    Quindi?

    Tutto questo pistolotto per dire che è sbagliato fare una recensione di un film solo perché è più divertente stroncare che non promuovere, ma è sbagliato anche assumere atteggiamente snob controcorrente solo per darsi un tono, così come è sbagliato pensare che ogni cosa sia sempre e solo bellissima o bruttissima (caratteristica della pochezza intellettuale degli adolescenti, come diceva il grande Lucio Battisti): un bravo critico non ha paura della sua cultura e della sua conoscenza delle tecniche (averne non può essere un male, quanto invece è peccaminoso l’orgoglio dell’essere ignoranti) ed è giusto che se ne serva per spiegare, ma mai per umiliare.

    Sempre perché mi piace fare nomi e cognomi e mettere la firma sui gidizi che do, io penso che oggi il miglior critico cinematografico italiano vivente sia Gianni Canova, capace di parlare a lungo e con meraviglia anche solo di un singolo aspetto di un film che magari, nel suo complesso, giudica in modo appena sufficiente e do questo giudizio perché dopo aver letto una sua critica non mi sento mai parte di un club o di una fazione o mi sono caricato di indignazione o fanatico entusiasmo, no, mi sento sempre solo un po’ più ricco e più libero di verificare da solo quanto ho letto.

    Scusa la logorrea, ma quando si parla di argomentio come questi, così squisitamente opinabili, essere fraintesi è un attimo!

    • Vediamo se riesco a rispondere in modo chiaro senza perdermi alcuni passaggi.
      Un grande saggio disse “solo i Sith vivono di assoluti”, anche se poi i Sith sono più fighi, questo per dirti che sono perfettamente d’accordo sul fatto che non esistano solo capolavori o orrori (anche se sui social si tende ad usare un altro termine, spesso senza argomentare), penso di averlo dimostrato più che ampliamente in passato, così come son d’accordo sulle mode delle serie tv, e anzi aggiungerei che in quel caso si possa quasi parlare di un manuale del nerd, se non hai visto la serie x (che è sicuramente bella perché tutti la guardano) non sei nessuno.

      Onestamente io recensioni su sto film non ne ho proprio lette, non mi interessavano, quindi sto accanimento o ferocia non l’ho proprio visto, però, ecco, non è il primo film, del genere e non, a beccarsi tutte queste pernacchie. Mi citi Fantastic 4 di Trank, e mi chiedo come mai nessuno ha levato tutti questi scudi in difesa di quel film? Dove la critica più comune era che la Torcia Umana fosse di colore, forse l’unico personaggio scritto decentemente. Al di là degli indiscutibili gusti personali, non pensi che in passato ci siano stati film più meritevoli di tale difesa? E aggiungo che non è a mio dire che questi personaggi si siano schierati a priori a favore del film e contro i Marvel Studios, è palese che sia così, lo si capisce da ciò che scrivono, perché non si può sparare a zero sull’MCU e appoggiare sto film prima ancora di averlo visto, chiaramente una volta visto non si possono tirare indietro e ovviamente è stato tutto bellissimo. Non ti suona un po’ fazioso?

      Aggiungiamoci persone che in passato non hanno mai sprecato tempo a parlare degli aspetti tecnici di un film che magicamente lo fanno ora, in una sorta di copycat collettivo.

      E qui si sfonda una porta aperta, perché infondo il pubblico generalista certi aspetti tecnici nemmeno li nota, spesso faticano a comprendere i fondamenti della narrativa che dovrebbe essere alla portata di tutti.

      • Mi sono innamorato di Captain Marvel….

        Si, mi sono davvero molto innamorato della “capitana” e parlo specificamente del character MCU non di quello dei comics, del quale non sono mai stato fan in alcuna sua versione, da quella silver age tratteggiata da Colan a fine anni 60, fino alla sua versione anni 2000 di Chaos War: Dead Avengers

        Lo so, Arcangelo, dopo tutto quello che tu hai scritto in questo post, dedicato all’ipocrisia di coloro che vogliono in maniera pretestuosa recuperare un film bistrattato dai fan della Marvel come Dark Phoenix e dopo tutto lo scambio di commenti che ci sono stati tra me e te, ma anche tra te e gli altri follower, questo mio commento deve sembrarti come minimo postato nello spazio sbagliato, visto che tu, oltretutto, un articolo sul film Captain Marvel lo hai anche scritto poco tempo fa e mi è anche piaciuto tantissimo… Ma allora?

        Allora succede che all’amore non si comanda (non sono impazzito, tra un po’ ritorno in topic…): tutto è partito da un film la cui visione avevo rimandato in continuazione, Room, per via di un vissuto personale di quando facevo l’educatore in una casa-famiglia a Bologna con adolescenti sotto tutela del Tribunale, un film che sapevo meritasse, ma che mi addolorava guardare (di nuovo i sentimenti e le aspettative che spesso fanno da motore ai nostri giudizi ed alle nostre scelte), finché un post del blogger Lapinsu non mi costrinse ad affrontarlo e fu un’esperienza stupenda e straziante assieme.

        Da quel giorno Brie Larson entrò nel mio cuore, con quel passaporto dorato fatto di deliziose istantanee pseudo-naif postate su Instagram, di recitazione di alto profilo, di carisma superbo, di dignità morale e civile nelle sue prese di posizione pubbliche (come dicevi tu, nella vita bisogna prendere posizione, eh!), fino all’annuncio della sua partecipazione dentro i film MCU: per mesi ho seguito gli annunci pubblicitari conditi da una grafica inzuppata di woman pride, passando per le interviste, i trailer ed approdando infine al film, una pellicola che oggi adoro in tutta la sua approssimazione ma anche nella sua vitalità, nel suo non essere riuscito (voluto? Potuto?) ad andare fino in fondo, quasi certamente per i limiti creativi imposti dall’avvicinarsi di Endgame (di cui, volente o nolente, Captain Marvel è momento narrativo propedeutico), ma anche per il suo procedere narrativo inusuale, per il sorriso che Carol fa a Stan Lee mentre sta leggendo il copione del film di Smith, per l’accostamento della Danvers superdotata a quell’archetipo messianico che fu per primo di Superman ed infine nel suo essere semplicemente bello!

        Tutto questo lunghissimo, presuntuoso ed egocentrico prologo, solo per dire che io i film li giudico con metri completamente diversi dall’idolatria di un fan ma anche dal livore di un appartenente a qualche opposta tifoseria, che io un film lo guardo ogni volta come farebbe un bambino, ma anche come un adolescente ed ancora infine come un critico di cinema, perché non mi vergogno assolutamente né delle mie emozioni, né della mia cultura (che anzi sono fiero di poter avere, con quelle conoscenze che mi permettono di leggere tra le righe il valore di una buona sceneggiatura o di un buon montaggio o di una bella messa in scena) e che tutto questo non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con un discorso più ampio, di natura culturale e sociale, per il quale oggi, in questo preciso momento storico, vedo la Disney come un Moloch che sta fagocitando pezzi enormi dell’Industria culturale dell’intrattenimento nordamericana, cercando di invadere funetto, cinema e tv, con una sua rotine produttiva ed infine perché riesco a dire tutto questo nei miei articoli pubblici sul mio blog, laddove, allo stesso tempo, esprimo anche il mio pubblico apprezzamento per alcuni film Disney e per altri del settore Marvel Studios, Endgame compreso.

        A me Dark Phoenix non è dispiaciuto, l’ho già fatto capire ma lo ripeto e di certo non come sembra invece che sia accaduto alla maggioranza degli spettatori e della critica occidentali (Usa e Europa) ed anche se il film di Anna Boden e Ryan Flec è infinitamente lontano dal giudizio che riservo al mio amore per Captain Marvel, mi sono comunque divertito più o meno quanto mi è accaduto con quasi tutti gli alri film della Saga Mutante orchestrata in modo confusionario dalla Fox: anzi, il fatto che non sia stato l’ennesimo film degli X-Men esclusivamente “Magnetocentrico” mi ha entusiasmato non poco!

        Tutti i miei giudizi negativi (che non ho taciuto né via Facebook, nè su WordPress nei precedenti commenti qui ed anche sotto ai post degli altri blogger) sono di natura squistamente registica e narrativa, laddove le lacune sono sfacciate e verosimilmente peggiorate dalla sensazione di “nave che affonda” di tutto il cast, motivo per cui, paradossalmente, il risultato finale di sufficienza è ancora più meritevole.

        Ogni tanto anch’io sul mio blog mi sono permesso articoli di sfogo, per lo più contro cattive abitudini di altri blogger (uno in particolare, quello dedicato all’ipocrisa dei vari premi che i blogger si scambiano solo per aumentare visibilità, ti vide commentatore contrario alle mie tesi, ma sempre nell’abituale eleganza di scambi di vedute tra di noi) e quindi capisco benissimo i motivi della tua invettiva, ma la verità, Arcangelo, è che anche nel caso di Dark Phoenix, come in tantissimi altri, chi giudica il film si divide sempre nelle quattro categorie: 1° Chi ha bocciato il film perché non l’ha davero gradito (per mille ragioni, sia squisitamente tecniche, sia personalissime), 2° Chi ha bocciato il film solo per adesione ad una bocciatura espressa dal gruppone di fan in cui vuole riconoscersi, 3° Chi ha gradito il film perché ne ha comunque salvati delle parti (per tantri motivi legati alla saga, ai perosnaggi, agli interpreti, etc,) ed infine 4° Chi finge di averlo gradito solo perché uno sparuto gruppo di bastan contrari ha bisogno di ribaltare il comune giudizio

        Ecco, come penso sia evidente a chiunque ti conosca (perché ha letto le tue recensioni, vecchi e nuove) che tu appartieni al Primo Gruppo, penso che sia altrettanto evidente che blogger come me, ma anche come la Lucia da me citata o il tuo follower Johnny Cornerhouse, appartengano senza dubbio al Terzo Gruppo e che forse questi ultimi possano essere rimasti spiazzati dal fatto che le loro (nostre) ragioni siano da te state assimilate a quelle che tu all’inizio del post indichi come pretestuose.

        Alla fine ognuno in cuor suo sa se è stato sincero nel rendere pubblico il suo gradimento o la propria bocciatura.

        Ho voluto dirti tutto questo per presentarmi meglio a te, perché probabilmente ho negli ultimi tempi più spesso imparato a conoscerti di quanto tu non abbia fatto con me, vuoi per la freschezza e la frequenza dei tuoi post, vuoi per la supponenza e la logorrea dei miei: alla prossima, collega!

        • Messaggio corretto 😉
          Effettivamente mi hai lasciato un po’ spiazzato ma avevo fiducia e sapevo saresti arrivato a parare da qualche parte.
          Vorrei chiarire che io non metto in croce chi ha apprezzato determinati aspetti del film, ma penso tu lo abbia capito o almeno lo spero, mi pare una cosa normale e scontata, è un certo tipo di atteggiamento che trovo irritante, di chi cambia atteggiamento in base a dove tira il vento, e va ben oltre il mondo dei blog approdando su Facebook, passando per i fumetti e proprio da fan dei fumetti degli X-Men non posso far finta di niente quando questi ultimi vengono accostati al film per difenderlo, sappiamo benissimo entrambi che l’uno con l’altro c’azzeccano davvero ben poco, e va benissimo così se no sarei contraddittorio.
          Ribadisco, mi pare più che normale, io per esempio trovo noioso l’Hulk di Ang Lee ma ne apprezzo i risvolti psicologici, cosa che in gioventù non comprendevo e potevo apprezzare del tutto, e nel rivederlo, seppur parzialmente, ho provato piacere nel farlo, ma la dissolvenza a mo di fumetto continuo a trovarla banale. Un giorno mi piacerebbe anche rivederlo bene e poterne parlare qua, ma prima devo recuperare il blu ray.
          Onestamente Lucia non la seguo, la seguivo diverso tempo fa ma poi ho smesso per certi suoi atteggiamenti che non approvo e che non riguardano i cinecomics (così da togliere ogni dubbio), il suo post sull’argomento però l’ho letto per puro caso e ben prima che tu lo condividessi su Facebook. Ammetto che in parte mi abbia irritato ma l’ho capito e in parte lo condivido, lo avrei forse apprezzato se si fosse trattato di un altro film, sono le tempistiche che davvero non comprendo e come una fetta di web si sia mossa così in sintonia, nemmeno si fossero messi d’accordo, sarà perché questo è l’ultimo X-Men prima del “ritorno a casa” e la cosa viene anche vissuta con una sorta di nostalgia. Ma detto ciò, proprio perché ho capito e condiviso parzialmente il suo post, ma soprattutto perché non era esattamente una recensione del film, ho lasciato correre, è quel che ho “vissuto” dopo nel web ad avermi “disturbato” e spinto a scrivere questo post.
          E proprio perché ognuno di noi nel suo cuore sa quanto è stato sincero e onesto non vedo perché rimanerne spiazzati, e proprio perché tu, da amante del cinema molto più di quanto lo sia io, ti soffermi sempre sugli aspetti tecnici non ho mai avuto dubbi sulla veridicità della tua opinione.

          • Anzitutto grazie moltissimo per avermi corretto il messaggio! Grazie mille!
            Per il resto invece ti ringrazio ancora di più per il tuo attestato di stima nei miei confronti, ma sappi che la stima è assolutamente reciproca, come ho avuto modo di dirti tante volte nei commenti ai tuoi post precedenti… Uno dei tuoi articoli che, in particolare, dovrebbe fare riflettere ogni tuo follower, specie nei momenti concitati di confusione, è quello che hai scritto sull’ultimo film di Shyamalan, perché quello che hai detto a proposito di Glass, aldilà di ogni gusto personale, resta una testimonianza di grande onestà intellettuale, che allora ti rese davvero controcorrente!

            Sono inoltre curioso di sapere la tua opinione, ovviamente assolutamente franca e disinibita, sul Chronicle di Trank: in fondo, come anche Glass e Brightburn, non sono un po’ tutti figli delle riflessioni di Watchmen (il lavoro di Moore, non il film di Snyder)? Possiamo addirittura parlare di un sottogenere meta-supereroistico, qualcosa che in qualche modo sta nascendo al cinema nel momento di massima esplosione del genere cinecomics supereroistico e che, come accadde nei comics, né preannuncia un’imminente parabola discendente (in termini di audience, non di qualità)?

            In parole povere, nascerà come avvenne nel genere western, anche il cinecomics del crepuscolo?

            • Cosa penso di Chronicle? Che dovrei rivederlo ma all’epoca mi era piaciuto davvero tanto, infatti fa parte della mia collezione. Magari ci scappa pure un bel post da queste parti.
              Non mi dispiacerebbe vedere sfruttato in tal senso il genere supereroistico, anche con opere totalmente originali come appunto Chronicle e Glass, non so se il pubblico possa essere pronto però.

              • La tua frase finale la dice lunga… Io penso che se riuscirò a trovare un po’ di tempo cercherò di scrivere qualcosa non specificatamente sul film di Trani (anzi, spero che ci scriverai tu!) ma sulla mia fissazione dei cinecomics del crepuscolo…

  5. Ciao caro, probabilmente come saprai io sono tra quelli che ha apprezzato il film pur riconoscendone i limiti. Ho passato due ore piacevoli, mi sono piaciute anche la musica e la fotografia e questo mi basta. Sul discorso che invece porti avanti dal mio modesto punto do vista hai ragione e torto nello stesso istante. Perché nel momento in cui ti arrabbi così da scrivere un secondo post di questo tipo ti poni al livello di quelli che tu stesso critichi.

    • Liberissimo di averlo apprezzato, personalmente mi sarei scaricato la colonna sonora e guardato degli screenshot.
      Francamente non mi interessa l’impressione che do scrivendo questo, l’ho scritto chiaramente che era a costo di perdere follower, like e perché no, consensi, perché non è quel che cerco.
      E la mia rabbia è dovuta non al fatto che a qualcuno sia piaciuto ma che quasi nessuno parli per davvero di Dark Phoenix e se ne parlano dicono solo cavolate come gli esempi sui fumetti che ho riportato.
      Questo è fare disinformazione.

  6. Io credo che noi appassionati di Blog e di cultura pop dovremmo cercare di essere un pochino più moderati rispetto al marasma che si trova altrove. La rabbia e il nazismo come lo hai chiamato tu dovremmo impiegarlo per discorsi a mio giudizio più importanti. Parliamone. Ciao ciao

    • E perché? Ovviamente ci sono cose più importanti nella vita ma ciò non significa che solo perché parliamo di intrattenimento su dei blog dobbiamo per forza prendere sempre tutto con leggerezza, mi suona un po’ come una scusa per non prendersi le proprie responsabilità, un lanciare il sasso e nascondere la mano, un non prendere mai per davvero una posizione.

      • Mi spiace che tu mi dia del vigliacco, ho sempre creduto che il tuo post di sfogo non fosse rivolto anche a me, ma un po’ comincio a vacillare nelle certezze. Te lo dico perché tu sai perfettamente che la parola Leggerezza è una di quelle che sono chiave nella ma webbettola. Mi dispiace perché secondo me stai confondendo la leggerezza e l’autoironia con la superficialità o le altre menate che hai tirato fuori in questo post. Quando hai scritto tutta la parte in cui “Solo i sith vivono di assoluti ma sono più fighi” hai detto giusto. Ma questo valeva per me qualche anno fa. Oggi ti dico che i Jedi sono meglio (shhh non dirlo al mio caporedattore altrimenti finisce male) perché ho imparato che per quanto io credo di essere dalla parte delle ragione è sempre meglio lasciare spazio al dubbio che comunque un punto di vista alternativo ci può essere e può essere anche migliore del mio. Per questo parlo di leggerezza. Perché io non sono la verità anche quando sembra evidente che lo sia. Se ho da imparare ben venga, se posso correggermi meglio ancora. Per il resto beh, va bene così.

        • Mi pare ovvio che la cosa sui Sith più fighi fosse semplicemente una battuta fine a se stessa, e a voler fare i pignoli pure gli Jedi han più volte dimostrato come la loro visione fosse di vedute ristrette e poco aperta, personalmente mi vedo più come un Jedi Grigio.
          Non ti ho dato del vigliacco, ho risposto semplicemente al tuo commento precedente dove mi sembra evidente il tentativo di “alleggerire” la cosa, termine che sarà anche chiave per il Cornerhouse’s Pub ma non sua esclusiva, se preferisci posso dire sminuire, ma qualunque parola io usi non cambia la mia posizione.

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