The Boys stagione 1 – Recensione

The Boys stagione 1 poster amazon prime video

Il 26 Luglio scorso è approdata sul servizio streming Amazon Prime Video la prima stagione di The Boys, serie tv basata sul fumetto omonimo di Garth Ennis e Darick Robertson. Ed è stata subito un successo.

The Boys, il fumetto, è un opera particolare, figlia del decostruzionismo iniziato negli anni ’80 da Alan Moore e Frank Miller ma è anche di più, un qualcosa con l’intento di demolire e dissacrare la figura dei supereroi e dell’editoria supereroistica stessa.

The Boys, la serie tv, per forza di cose non poteva seguire lo stesso meccanismo, ma fortunatamente ne segue le logiche. Non poteva essere un’ adattamento uno a uno dell’opera originale, troppi i riferimenti alla cultura nerd dei fumetti, dalle parodie e/o versioni distorte dei supereroi Marvel e DC Comics ai loro supergruppi, ai sidekick, per finire ai megaeventi crossover. Tutte cose con cui il pubblico generalista inizia solo ora a prendere confidenza grazie soprattutto ai film Marvel Studios ma non è esattamente la stessa cosa. Si procede quindi con una trama che per forza di cose deve prendere un altra direzione, pur mantenendo lo spirito dell’opera originale, ed è proprio in direzione del cinema e dei cinecomics che si guarda. Ora, personalmente, a differenza di tanti blogger e/o recensori, trovo che questo aspetto valga solo per i primi episodi (e in totale sono 8, mica tanti, il giusto), la Vought, la società dietro a praticamente qualsiasi cosa legata ai super di The Boys, dal merchandise agli sponsor ai film, che possiede un po’ tutto è indubbiamente una sorta di Walt Disney Company distorta e malata, o forse più semplicemente realistica, ma il giochino cade dopo alcuni episodi in favore, o per colpa, dei personaggi e le loro storie, che non sempre hanno l’effetto sperato, ma non è necessariamente un male.

Inevitabilmente ed ingiustamente il confronto con l’opera originale viene naturale, specialmente per un fan come me di Garth Ennis, che ne esce ovviamente vincitrice. E grazie al piffero dirà qualcuno, ma non è semplicemente per il fatto che una è finita da tempo e l’altra solo all’inizio ma proprio di resa finale,  ciò non significa che la serie tv ne esca con le ossa rotte, anzi, perde il confronto in modo più che dignitoso.

Il fatto è che per evidenti motivi legati ai tempi televisi, forse anche al fatto che non abbiano in programma troppe stagioni (o almeno spero), certe cose che nella storia originale venivano allo scoperto solo superata metà della storia qua sono già state svelate, ma capisco anche che il pubblico televisivo è diverso dai lettori e che bisogna dargli un motivo per proseguire la visione, si certo anche per una serie a fumetti è la stessa cosa ma valgono fattori diversi, come anche i costi di produzione decisamente ridotti.  Nei fumetti a partire da una tragedia piccolo Hughie si trova coinvolto in questa lotta per smascherare i super, corrotti fino al midollo, passando praticamente sopra ogni eccesso e scandalo insabbiato di ogni super in circolazione, pur di arrivare ai Sette, qua il tutto si “riduce” in una lotta tra i Boys e i Sette, probabilmente sempre per quella cosa che i riferimenti fumettistici per il pubblico televisivo a digiuno dai fumetti si sarebbero persi, inoltre questa prima stagione sembra quasi una sorta di origin story per i protagonisti “buoni”. Diciamo che è The Boys ridotto ai minimi termini, l’essenziale almeno c’è, come l’odio spregiudicato di Butcher per tutti i super, piccolo Hughie suo contraltare morale e un Patriota bastardo fino al midollo, villain assoluto.

Si arriva così ad un problema che per un cortocircuito si trasforma in un non problema. Gli eroi dovrebbero essere tutti dei bastardi, fatti di finzione, eccessi, menefreghismo, insomma tutto fuorché dei veri eroi, fatta eccezione per Starlight, cosa che imparerà a sue spese, o spesso dei personaggi caricaturali per prendere per il culo i ben più famosi eroi Marvel e DC, eppure qualcosa è andato storto nel processo di adattamento e questi personaggi, dopo un iniziale disgusto verso di loro (in particolare verso A-Train e Abisso, versioni distorte di Flash e Aquaman) assumono quasi un aspetto, uhm… malinconico? Più che deriderli o provare disgusto per loro verso la fine ti portano a provare pietà o compassione per loro, diventano vittime di se stessi, in particolare Abisso, che tutto sommato continua ad essere una grande parodia di Aquaman. La vera cattiveria è tutta per Patriota, un bravissimo Anthony Starr che personalmente non avevo mai visto prima ma è davvero fenomenale e nella parte. Però appunto è un non problema perché anche in questo modo la serie risulta interessante, anzi, quelli che dovrebbero essere i cattivi, che in realtà si fingono eroi, riescono ad essere ancora più interessanti dei “buoni”.

Ma è l’intera serie ad uscirne davvero bene e a risultare lo stesso interessante, ci troviamo davanti ad un prodotto di alto livello, ben scritto, ben realizzato e ben interpretato, oltre che dal già citato Anthony Starr merita una lode il ben più noto Karl Urban nel ruolo di Billy Butcher.

Consigliato a chi odia i supereroi ma soprattutto a chi li ama.

9 pensieri su “The Boys stagione 1 – Recensione

  1. “Consigliato a chi odia i supereroi ma soprattutto a chi li ama”. La sintesi perfetta 😀
    La serie l’ho conclusa appena ieri sera e devo dire che mi è piaciuta. Non mi ha fatto gridare al miracolo (come invece hanno fatto molti in rete) però devo dire che poteva andare molto peggio visto il materiale di partenza. Anzi, alcune modifiche le ho trovate “migliorative” (passami il termine XD).
    La storia è abbastanza statica ma per fortuna a farla da padrona sono i personaggi. Su tutti Butcher (adoro Karl Urban, per me è un attore molto sottovalutato) ma soprattutto Patriota. Mamma mia che personaggio. E mamma mia come l’hanno reso bene! Finché funziona lui per me possono fare anche 100 stagioni, non mi stancherei mai di vederlo XD

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  2. Ao, che palle ‘sto pubblico a digiuno di fumetti! 😝
    Dai, si scherza, va bene così, sono d’accordo con te, anche se nel confronto la serie ne esce “sfoltita”.
    Boh? Da una parte mi attira, dall’altra è troppo esaltata e quindi mi mette a freno.
    Mi sa che riprendo la lettura del fumetto, interrotto per lo slang pesante (magari ci riprovo in italiano).

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