Jumanji: benvenuti nella giungla – Recensione

Jumanji: benvenuti nella giungla poster

A pochi mesi dall’uscita al cinema di Jumanji: The Next Level abbiamo recuperato Jumanji: benvenuti nella giungla, film del 2017 diretto da Jake Kasdan. Parliamone.

Non sono uno che si lamenta dei vari remake, reboot o sequel che ci propongono al cinema al grido di “non sanno più che inventarsi”, film inediti ce ne sono, basta cercarli, e sicuramente nessuno ci punta una pistola ad andare a vedere questo o quello, il dio denaro comanda e le major rispondono di conseguenza, ma devo ammettere che l’idea di un nuovo Jumanji mi lasciò decisamente perplesso. Non pensavo ce ne fosse bisogno, il film di Joe Johnston è solo del 1995… no, un momento, volete dirmi che sono passati ormai 24 anni?? VENTIQUATTRO ANNI?!? Va beh, allora diciamo che Jumanji tutto sommato regge bene e non è affatto invecchiato, che bisogno c’era di farne un remake? In realtà nessuno e a voler fare i pignoli Benvenuti nella giungla è un sequel, seppur non diretto, del film originale, film che però a sua volta si ispirava ad un libro illustrato per bambini (apportando non poche modifiche alla storia, così rimanendo in tema di fedeltà dopo aver parlato di IT) e che già ebbe un sequel, Zathura, il cui adattamento cinematografico del 2005, diretto nientemeno che da Jon Fevrau, si rivelò essere un sonoro flop, nonostante poi sia un buon film, fortunatamente Jon si è poi riscattato tre anni dopo con Iron Man. Ma sto divagando.

Le mie perplessità partivano anche dalle modifiche apportate all’idea originale, non più un gioco da tavolo ma un videogame, i protagonisti infatti invece di vedere manifestarsi nella realtà gli effetti del gioco, come l’apparizione di animali feroci dalla giungla, si ritrovano catapultati dentro il videogioco stesso con l’aspetto degli avatar da loro selezionati. Essendo un racconto per bambini avevo il dubbio che i ragazzini stessi in questo modo non ci si potessero più immedesimare, e in parte ancora lo penso, ma devo ammettere che l’operazione è pienamente riuscita.

Benvenuti nella giungla è forse uno dei rari casi in un cui un idea, passatemi il termine, vecchia viene modificata quanto basta da risultare attuale senza perdere il suo spirito originale, il suo significato. Cambia un po’ il target di riferimento, si passa da un film per bambini ma adatto anche ai più grandi ad un film per adolescenti ma adatto anche ai più grandi, cambia un po’ (tanto) il genere stesso del film, dalla commedia fantastica con il compianto Robin Williams alla commedia d’azione con i muscoli di Dwayne “The Rock” Johnson, con tanto di scazzottate ed esplosioni. Eppure tutto funziona.

Cambiano gli addendi ma il risultato è lo stesso. I protagonisti, quattro adolescenti totalmente diversi tra di loro, si ritrovano per motivi diversi in punizione e inevitabilmente finiranno catapultati in una sorta di Breakfast Club videoludico che li aiuterà a maturare e a crescere, ad aprirsi l’uno con l’altro, esattamente come nel film del 1995. Anche l’uso degli avatar adulti con l’aspetto di The Rock, Karen Gillan, Jack Black e Kevin Hart funziona alla grande in tal senso, costringendo i giovani ad immedesimarsi in altri, a vedere il mondo da una prospettiva diversa, e porta a tutta una serie di situazioni davvero divertenti giocate sull’equivoco e sul mondo videoludico stesso, e diciamolo, vedere Jack Black flirtare con Nick Jonas (si, uno dei Jonas Brothers) vale da solo il biglietto. Tanto di cappello per l’uso intelligente dei vari cliché presi dal mondo dei videogiochi.

Niente, ora la paura passa al prossimo episodio, The Next Level, in cui tornerà praticamente tutto il cast di questo film più un paio di new entry del calibro di Danny DeVito e Danny Glover, la paura deriva dal fatto che difficilmente si potrà replicare ancora una volta il risultato e risultare credibile senza scadere nel sequel fatto di sola azione, battute ed effetti speciali, se non ampliando e spostando il senso dell’opera originale all’incontro/scontro con i “vecchietti” DeVito-Glover, dal trailer le premesse ci sono, staremo a vedere che sapranno tirare fuori dal cilindro.

4 pensieri su “Jumanji: benvenuti nella giungla – Recensione

  1. Solo nel terzo atto The Rock finisce per sovrastare il film (come fa troppo spesso), forse anche per questo è stato una sorpresa, non me lo aspettavo così divertente. Anche se i migliori restano Giacomo Nero in un ruolo spassosissimo e Karen Gillan, che fa quella impacciata nell’essere sexy quando invece beh, è proprio sexy 😉 Cheers

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