Fumetto o graphic novel?

Fumetto o graphic novel? Il grande dilemma dei lettori di fumetti. Come?! Lettori di… fumetti? E quindi che dubbio possiamo avere? E invece c’è… e non mi riferisco alla polemica (o forse dovrei chiamarla trovata pubblicitaria?) legata a Servillo e 5 è il numero perfetto.

No semplicemente è l'(ab)uso improprio del termine graphic novel in suolo italico a triggerarmi, per usare un termine ciòvane.

Cosa è una graphic novel? Riporto da wikipedia, fonte sicura ma non sicurissima.

Il romanzo a fumetti (o romanzo grafico, detto anche, con l’espressione inglese, “graphic novel“) è una forma narrativa del fumetto in cui le storie hanno la struttura del romanzo, quindi autoconclusive e con un intreccio sviluppato. È solitamente rivolto a un pubblico adulto. In Italia il graphic novel è stato spesso inserito nel grande calderone del “fumetto d’autore”, in contrapposizione a “fumetto popolare” (spesso identificato col “fumetto seriale”).

Direi che la definizione ci sta. Che siano rivolte di solito ad un pubblico adulto anche, ma non tanto per i contenuti quanto per il formato. E ahimé è solo in italia che si tende a identificarlo come fumetto d’autore, perché così a 30 o 40 anni ci possiamo sentire tutelati dal leggere fumetti anziché vergognarcene.

A volte si tratta effettivamente di fumetto d’autore ma non è la regola.

Basta fare un giro per i siti di Marvel, DC Comics e qualsiasi altro editore per rendersi conto che per loro le graphic novel (o i graphic novel? altro grande dilemma) sono semplicemente quei fumetti che vedono la luce nelle librerie, il formato graphic novel è solo un modo per gli editori di fumetti di poter vendere anche nelle librerie. Abbiamo quindi fumetti come Batman: The Killing Joke o X-Men: Dio ama, l’uomo uccide che nascono nel formato graphic novel, ma anche le edizioni in volume di storie precedentemente serializzate nel classico formato comic book, infatti come riporta la pagina wikipedia in lingua inglese, decisamente più ricca e affidabile della versione italiana, il termine nascerà anche con A Contract With God di Will Eisner ma divenne familiare sul finire degli anni ’80 dopo il successo commerciale delle edizioni in volume di titoli come Watchmen e The Dark Knights Returns, precedentemente pubblicate e serializzate  in formato comic book.

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Edizione in volume di Green Lantern: Revenge of the Green Lanterns di Geoff Johns dal sito DC Comics

A partire dagli anni 2000 il termine viene usato anche per ogni raccolta di archi narrativi, e nelle fumetterie e nelle librerie americane (e anglosassoni) per distinguerli dal semplice comic book. Un mesetto fa siamo stati a Londra e vuoi mica andartene senza visitare almeno una fumetteria tra un Kensington Palace e un Westminster Abby? Certo che no, e così non siamo stati solo in una fumetteria ma in ben due, il mastodontico megastore della catena Forbidden Planet e il più piccino, ma sempre più grande delle fumetterie nostrane, Orbital Comics, e posso assicurarvi che i titoli erano semplicemente divisi tra comic book e graphic novel, e in quest’ultime trovavano spazio non solo The Killing Joke ma qualsiasi raccolta in trade paperback o hardcover, da Buffy The Vampire Slayer a The Boys, passando ovviamente per Marvel e DC, giusto i manga rimangono tali ma giusto per distinguerne l’origine, idem nelle librerie come Waterstones (anche questa magnifica). Quindi scemi loro e gli editori anglosassoni? Non credo proprio.

Alcuni contestano la serializzazione come prova a favore di questo, ma vorrei loro ricordare che romanzi come Dune, Il Miglio Verde e persino La maledizione di Capistrano, il romanzo in cui compare per la prima volta Zorro, sono stati pubblicati inizialmente a puntate.

Quindi ricapitolando una graphic novel può essere:

  1. un fumetto che nasce in questo formato (spesso rivolto ad un pubblico più adulto)
  2. una raccolta di una miniserie o un antologia di episodi
  3. una raccolta di una serie regolare

Come dice Alan Moore graphic novel è un termine commerciale che a conti fatti significa solo ed esclusivamente “fumetti più costosi”.

Quindi forse non è meglio parlare di graphic novel originali e non originali? Non a caso Marvel qualche anno fa iniziò a pubblicare alcuni titoli sotto l’etichetta Marvel OGN, dove ovviamente OGN sta per Original Graphic Novel. Ma ancor di più, non sarebbe meglio tornare a parlare solo ed esclusivamente di fumetti e lasciare perdere tutte queste terminologie buone solo a vendere di più?

Non siete ancora convinti? Parlatene con Greg Staples che ha realizzato la cover per la raccolta in volume della serie Thunder Agents.

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16 pensieri su “Fumetto o graphic novel?

  1. Personalmente, non amo il termine graphic novel e lo considero solo un modo fighetto per dire fumetto, oltre che un trucco per far comprare i fumetti, senza vergognarsene, a chi i fumetti non li compra per qualsiasi motivo.
    C’è chi considera le GN come un mezzo dotato di valore letterario, al pari dei romanzi “mainstream” contrapposti alla narrativa di genere, e chi le ritiene addirittura un genere letterario, ma secondo me si tratta, al massimo, di come il fumetto venga confezionato.

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    • A conti fatti è esattamante come il fumetto è confezionato. La profondità o la presunta maturità non la fanno il formato ma i contenuti, ci sono episodi di serie regolari come Batman o Spider-Man che non hanno niente da invidiare a presunte graphic novel, idem sul fronte artistico, ormai la sperimentazione è quasi la norma e i veri alternativi sono quelli che disegnano in modo classico.

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  2. “…perché così a 30 o 40 anni ci possiamo sentire tutelati dal leggere fumetti anziché vergognarcene”
    Questo chiude ogni discussione sull’argomento. Questa è la sola vera motivazione del perché certa gente ci tenga tanto a fare questo tipo di distinzione.
    E la cosa peggiore è che, con l’inevitabile successo del film di Joker, si sta cominciando a fare questo tipo di distinzione anche sui cinecomics…Cinecomics d’autore e cinecomics per bambini (senza nessuna via di mezzo, ovviamente) come se il nome cambiasse il fatto che sono entrambi tratti da un FUMETTO.

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    • Si lega un po’ al discorso che facevo per Spider-Man un nuovo universo settimana scorsa. Sul Joker forse è anche peggio per tutto sto finto dibattito che ha tirato fuori il regista, solo per fare dientro front appena vinto il premio

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  3. Originariamente il termine Graphic Novel aveva un altro peso. Rappresentava tutte quelle storie particolari (più lunghe, dipinte, ecc) che per un motivo o per un altro erano un po’ fuori mercato ma caratterizzate da un piglio autoriale.
    Adesso è solo un modo fighetto per vendere i volumi o le raccolte di cicli…

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    • O per il lettore di atteggiarsi a semi intellettuale. Oggi storie particolari si possono trovare nei classici comic books, pensa a Sienkiewicz su New Mutants 30 anni fa senza dover scomodare le serie Vertigo, non ci trovo nulla di male nel trasformarli dopo in volumi, prendi l’ultima caccia di Kraven o che fine ha fatto il Cavaliere Oscuro, storie che per un motivo o l’altro non hanno nulla da invidiare a un The Killing Joke.

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  4. Persino Dickens pubblicava a puntate.
    Detto questo, per come preferisco intenderla io, considero una Graphic Novel qualcosa di fatto e finito, una storia che nasce e muore in un unico albo.
    E’ anche vero che io sono molto old style visto che ormai leggo unicamente storie fumettistiche non eterne e con un finale.

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  5. Complimenti bell’articolo!
    Non amo termine Graphic Novel perchè anche io l’ho sempre reputata un differenziazione solo commerciale più che sostanziale. Probabilmente hai ragione quando dici che gli anglosassoni sono, in questo, più centrati di noi dando un valore realre al termine utilizzandolo come contrapposizone tra serializzazione a volume singolo. Il passo soccessivo sarebbe quello da chiedersi se un fumetto seriale abbia le stesse caratteristiche del fumetto non seriale e allora la discussione sul Graphic Novel potrebbe diventare più interessante di quanto non la si facciano apparire in italia gli editore in effetti.
    Anche io Italia abbiamo un padre nobile del genere con la famosa Rivolta dei Cracchi di Buzzelli di qualche anno precedente di Contratto con Dio ma si entra nella polemica sterile 😉
    Ancora Complimenti!

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    • Scusa se rispondo solo ora, devo aver spuntato la notifica ma poi ho dimenticato di leggere.

      In realtà vale anche per una serie di volumi, in qualche modo pure il fumetto d’autore ha una sua serialità, così come certi romanzi.

      Bella domanda, personalmente penso che ormai sia difficile trovare delle vere e proprie differenze, dipende forse più da titolo a titolo.
      Come ho scritto a Wally senza dover scomodare le serie Vertigo dei bei tempi ricordo certi titoli Marvel e DC che erano davvero notevoli, e parlo di serie.

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