JOKER di Todd Phillips – Recensione

joker-film-todd-phillips-joacquin-phoenix

“Arthur Fleck, attore comico fallito con un disturbo cronico che gli provoca risate incontrollate ed ignorato dalla società, vaga per le strade di Gotham City iniziando una lenta e progressiva discesa negli abissi della follia, sino a divenire una delle peggiori menti criminali della storia.”

Dopo le cocenti delusioni su più fronti da parte della DC e della Warner, davvero in ogni tipo di media da parte mia, non ci speravo più di tanto che prima o poi arrivasse un qualcosa di decente che anche solo per un istante mi facesse dimenticare il peggio o la realtà dei fatti, assaporando anche solo uno spicchio batmaniano come si deve, tanto più quando annunciarono un film stand alone sul Joker , pellicola e approfondimento di cui non sentivo assolutamente la necessità dato il bombardamento negli anni di versioni viste tra film, lungometraggi animati e serie tv (tralasciando il cartaceo originale, pensate tra poco ne avremo pure tre! No dai, non ridete, questa non era una battuta!). Quando poi uscì il primo trailer qualcosa di lontano e riconoscibile accese una lampadina in me e cominciai a farci caso a questo Joker, gradivo molto quei colori vivi dell’abito e del trucco contrastanti uno sfondo cittadino sporco e malevolo quale quello di Gotham, riconobbi l’ovvia citazione al passato di The Killing Joke e pensai che forse un’occasione si poteva anche dargliela, poi cominciò il rumore al Festival di Venezia, la vincita del Leone D’Oro, il bipolarismo di Todd Phillips che si destreggiava col marketing a dirci quanto un giorno gli stavano sugli zebedei i cinecomics e l’altro quanto invece Joker potesse anche esserlo facendo incazzare praticamente qualunque tipo di critico, nerdaccio, webete e quant’altro, perché vedete l’ironia è proprio questa, oggi la gente la devi far incazzare per farti notare in qualche modo o ottenere successi immeritati o meritati; e con il grande scherzo della verità, arriva il momento vero in cui il film assolutamente più non richiesto della storia del cinema riesce comunque ad asfaltarti per bene come avresti voluto da almeno qualche anno.

Partiamo subito dicendo che no, Joker non è quel capolavoro che certa critica ha elogiato solo per ribadire come siamo messi a classi sociali e neurologiche nel 2019, il film delle forzature inevitabilmente le presenta, qua e la ci sono dei momenti dove si calca troppo o poco la mano con situazioni varie (evito di fare spoiler, se volete nei commenti se ne può parlare), ci sono quindi piccole, minuscole “macchie” che mi impediscono di usare questa parola per la sceneggiatura, se parliamo invece di alcuni tecnicismi o di fotografia, di costumi, di colonna sonora, beh ci siamo molto vicini.

Joker l’ho trovato un bellissimo film perché non ha solo un’identità solida e credibile presa in prestito un po’ (tanto) dalla storia del cinema (vi evito di ricordarvi i film di Scorsese e compagnia tanto ve lo avrà fatto presente anche il vostro vicino di casa ormai) e dalle altre apparizioni ludiche del personaggio con omaggi evidenti, insomma già solo il piccolo Bruce che scende da un palo dovrebbe farvi correre al cinema subito no?! (un omaggio a Leto invece non c’è! Chissà come mai? Ah già, la solita scusa dei soli 16 minuti nel film) Ma signori e signore abbiamo anche risolto l’arcano o scoperto l’acqua calda! perché è chiaramente anche un cinecomics, ci sono evidenti rimandi ai fumetti, ma sopratutto c’è lui, Joker, il più evidente rimando, insomma davvero eravate cascati nella burla? Solo perché manca l’elemento fantasy questo film non può davvero essere un cinecomics? Assolutamente sì che può! State tranquilli che è uno dei più bei mix mai fatti fino ad ora sul Joker tra la realtà cartacea e quella cinematografica attualizzata, racchiude moltissime caratteristiche del classico personaggio fumettistico, perciò no, non è un Mark Caltagirone qualunque che domani decide di travestirsi da scemo, se siete stati lettori noterete non solo l’ovvia propensione per l’arte comica e drammatica in fase ancora acerba, la cruda ricerca della comicità volontaria e sopratutto quella involontaria (un sacco di volte sghignazzerete o tenterete di non farlo quando il momento presentato non è assolutamente consono, difficile concetto da riprodurre al di fuori dei fumetti senza la comfort-zone del genere o di quella storia volutamente trash e spaccona di turno), l’infantilismo, l’ego, la malattia mentale, la crudissima rabbia con scatti violenti, la non identità (con un ottimo e apprezzato escamotage), l’eleganza (come mai riusciva ad essere così sexy anche con le ossa in vista? E quella camminata poi fuori dalla metro, non la censuriamo? Si, ok, amo follemente il Joker disegnato in ogni modo da quando avevo 13 anni ma giuro che sono sana eh!), la violenza malata mai veramente gratuita, una risata perfetta sia nel riso che nella disperazione (riuscita la trovata della sindrome fittizia che riesce a infastidirti veramente) infine ho apprezzato come l’origine qui raccontata sia un miscuglio delle balle più famose raccontate dal personaggio nei fumetti. Phoenix sorregge tutto il film e si riconferma il bravissimo attore che è, tutto ciò viene rappresentato da lui con ogni tipo di espressione e intensità, veramente monumentale. Insomma se questo Joker fosse stato contestualizzato nella giusta timeline con un Batman altrettanto ben fatto e con tanto poi di bagno chimico probabilmente avremmo avuto la perfezione, ma poi mi mettevo a piangere e sarebbe diventato tutto troppo stucchevole persino per me. Tuttavia non dovete aspettarvi di trovarvi di fronte a un Joker già fatto e finito, con piani brillanti crimonosi, il film si dedica maggiormente alla fase di passaggio, questa è una delle tante possibili versione del suo “passato” in un universo alternativo, abbiamo ancora un lato inesperto dello show man che diverrà, l’unico appunto in questo senso lo farei proprio su questo aspetto, il finale in cui il Joker fa la sua entrata lo avrei voluto ancora più esplosivo! Lo è già ma serviva qualcosa di più secondo me, poiché in un dato momento cruciale si ricordano che devono spiegare il film (a chi è ancora fermo ai dieci minuti iniziali) e quella magia si perde un po’ nel risentimento sociale banalizzando un qualcosa che stava risultando divino da vedere su schermo.

A proposito di risentimento sociale, l’argomento violenza ahimè dobbiamo per forza affrontarlo dato che spacca il pubblico a metà come non si vedeva da tempo. In America sono subito  corsi ai ripari con l’uscita di questo film e con la scusa del personaggio negativo bla bla…, dell’empatizzare con certi soggetti sbagliati, il ricordo della strage avvenuta prima della proiezione l’ultimo Batman di Nolan, insomma persino i morti si son dovuti scomodare per questa pellicola nell’ipocrisia generale di una nazione che si rende sempre parodia di se stessa ma anche del mondo dopotutto. Cominciamo dal fatto che quando guardo o leggo qualcosa che s’intitoli “Joker”, “American Psycho”, “Hannibal” e così via non mi aspetto certo che spunti He-Man alla fine a dirmi: “questo non si fa” perché se me lo aspetto è esclusivamente un problema mio, qui si parla di etica e di scaricabarili, due cose che odio profondamente quando s’intrecciano con l’arte sia essa una boiata sia essa un effettivo capolavoro e guarda caso queste due cose non vengono decise dall’etica usata però. Sulla mancanza di figure positive o contraltari c’è da chiedersi se ce n’è veramente sempre bisogno, ma come? Viviamo in quella società che non ha problemi a chiederti di nascere con pure quei nove mesi di esperienza lavorativa anche solo per pulire una mensola e abbiamo ancora bisogno del buono di turno che ci ricorda che esiste l’alternativa in un film dedicato e concepito su un villain? Ah in queste cose il bacino della buonanotte lo dobbiamo avere? Ma dai. Se ne può solo discutere se si preferisce la coerenza tempistica della nascita di Joker e Batman in merito al materiale fumettistico originale e anche lì va a gusti personali. Perciò più che il timore di un pubblico che prende come esempio questo Joker, il timore mio nei confronti del film era che riuscissero a farci comprendere quest’uomo cercando di giustificarlo e quindi togliere l’alone del villain, in quanto se lui fosse risultato una sorta di consapevole e voluto simbolo anarchico sarebbe assolutamente fuori personaggio, il Joker al limite manipola la voglia di violenza della gente ma non è un rivoluzionario, quando questo punto viene toccato nel film non solo si districa bene in questi concetti e in questa scocciatura ma rimane fedele al personaggio facendomi tirare un sospiro di sollievo, e in questo va dato del merito anche alla già stabilita malattia mentale, scatta infine l’ironia su quello che argomentavo poco fa con quella gente che ha talmente voglia di violenza da prendere il primo degli scemi e idolatrarlo in un modo assolutamente esagerato e per puro caso, perché di base fanno tutto da soli, è al Joker che va bene la società violenta o è la società violenta che utilizza il Joker come scusa per esserlo? Questa parte è quella giudicata più superficiale del film, ammetto che questa faciloneria da parte di alcuni abitanti di Gotham non l’ho sentita credibile nemmeno io, eppure credo sia proprio voluta per trasmettere questo messaggio in modo ancora più palese.

In conclusione Joker è un film che merita la visione non solo per quanto se n’è parlato in questo mese, molto bello, non un capolavoro, non un film per tutti, una pellicola controversa nel modo giusto che non fa comunque apparire il Joker come un eroe, chi l’ha visto o percepito tale probabilmente ha fatto la fine dei tanti che travisano questo tipo di storie a piacimento o non ha capito il film (o si è semplicemente reso conto che è sexy, ecco vi ho sgamati! Non sono sola!), è un film violento dove la violenza vera è quella che non si vede, è un modo di fare cinecomics che con certi personaggi funzionerebbe bene ma non è applicabile a tutti, sopratutto quelli caratterizzati dai superpoteri (se togli l’essere un mutante e il magnetismo a Magneto rimane uno dei tanti ebrei incazzati giustamente del dopoguerra, se togli i poteri a Daredevil ne rimane un avvocato cieco masochista che probabilmente prenderebbe randellate nei vicoli e così via), film che i puristi di Batman possono vedere e apprezzare se sono anche di larghe vedute (se avete accettato il Joker che crea Batman nel film di Burton, da gangster diventa un genio comico improvvisamente e muore pure alla fine, nonostante fossero altri tempi, muti va!).

La parte più infantile di me spererebbe quasi di rivedere questo Joker magari con un Batman in futuro, mi piacerebbe vedere se da ormai esperto criminale possa sfiorare quella “quasi perfezione” (si, anche nei suoi 60), ma se c’è una cosa che la DC mi ha insegnato bene è che loro ci mettono un minuto a rovinare tutto ovunque perciò va benissimo così! Dato che sempre lo stesso famoso vicino di casa vi avrà già informati dei fumetti famosi riconoscibili nelle ispirazioni al film, vi lascio con queste immagini fotografate male da me, “Il Re della Commedia” da Shadow of the Bat, storia che il finale del film mi ha ricordato molto, più del citofonato e famosissimo Il Ritorno del Cavaliere Oscuro.

Ah e ricordatevi che la comicità è soggettiva!

img_20191006_190805.jpg

img_20191006_190820.jpg

[—]

img_20191006_190844.jpg

img_20191006_190859.jpg

16 pensieri su “JOKER di Todd Phillips – Recensione

    • Grazie! Direi che è proprio lo spirito giusto con cui vederlo, avere aspettative troppo alte date le lodi post Festival sarebbe solo dannoso alla visione.

      "Mi piace"

  1. Assolutamente non si può pensare a questo personaggio come un eroe, per questo film. Hai ragione.
    Può sembrare una vittima della società, si può provare iniziale pena per lui, ma non è una persona normale, è un pazzo da rinchiudere (quando va a prendere il documento in manicomio, quel tizio dell’archivio glielo dice: fatti vedere da qualcuno!).
    Non si fa manco odiare, sia chiaro.
    Ma dopotutto, io non ho mai odiato il Joker, miglior personaggio dei fumetti XD
    Moz-

    Piace a 1 persona

    • Esatto, era importante mantenere quell’equilibrio scadere nell’antieroe volontario sarebbe stato un autogol enorme in tutti i sensi oltre che una vera banalizzazione della sua natura.
      No, J. non lo si odia mai, lo si ama e basta XD

      "Mi piace"

  2. Il matrimonio ti dona, stai pubblicando con una frequenza apprezzabile 😉

    Quindi, il succo è che questo Joker è ben caratterizzato, il suo sbrocco ha dei motivi sensati, ci puoi empatizzare il giusto, ma senza prenderne le parti.
    In generale, non lo hanno stuprato concettualmente come è successo a Malefica e rimane invece un pazzo criminale…
    Vedrò di guardarlo, coi miei soliti tempi biblici, perché mi hai incuriosito 🙂

    "Mi piace"

    • hahaha grazie! Spero di continuare con la regolarità ma non si può mai dire con la testa e gli interessi birichini che ho.
      Il succo sostanzialmente è quello, se ci sono alcuni cambiamenti su cui sicuramente si può essere più rigidi ti danno comunque dei buoni motivi per passarci sopra.
      La cosa più importante era mettere in chiaro che nel mondo di Batman si è sì delle vittime, ma fino ad un certo punto, nella maggioranza dei casi (i nemici che nascono veramente al 100% psicopatici spostati senza varie influenze si contano sulla punta delle dita o sono occasionali, almeno prima delle retcon varie del reboot). Non banalizzare il concetto sul personaggio era importante, direi che hanno fatto un ottimo mix di tante cose su di lui, tutte però riconducibili a lui anche quelle più lontane, non sò, in giro leggo molte travisazioni sulla controversia del messaggio e sullo stesso personaggio, ci sono persone che basta già l’assenza di un contraltare e subito pensano che lo si voglia elevare ad antieroe o che con certe scene finali si voglia ottenere quello come effetto, io dico che come tutte le cose controverse è facile travisarne il contenuto ma se si guarda davvero bene il film si capisce che non è così, semplicemente avviene un continuo rimbalzo di sensazioni com’è giusto che sia in questi casi, perché si arriva ad un punto dove non puoi assolutamente giustificare. Alla fine diventano davvero problemi morali e quant’altro più dello spettatore che non del film, perché ne prende le distanze pur facendoti entrare nella sua testa.
      Ne vale la pena di mettersi alla prova, è un film che stupisce su quanto in realtà si trovi del joker in tante piccole cose.

      Piace a 1 persona

  3. Anzitutto Clarisse perdonami se certe volte con te e con Arcangelo mi prendo troppe confidenze: quando trovo qualcuno che stimo, che apprezzo e che mi sta anche simpatico, finisco per rovesciargli addosso tutto il mio affetto la mia invasività… Così, capita che i miei commenti o le mie risposte ai vostri vengano infarcite di frasi che sembrano dette da un amico d’infanzia o da un vecchio zio che vi viene a trovare per Natale…

    Detto questo, ho amato moltissimo il tuo post, perché, aldilà del film e del tuo giudizio critico moderatamente entusiasta e molto più equilibrato del mio, ciò che ancora una volta ho apprezzato è la tua prosa, in cui mi riconosco, con quel frizzante abuso di virgole e quei punti di fine periodo che tu allontani il più possibile, quasi a chiedere all’ascoltatore o al lettore di aspettare prima di distrarsi, tanto che, spesso, le tue recensioni ricordano un flusso di coscienza (la citazione della Molly Bloom di joiciana memoria è ovviamente voluta) più che un articolo giornalistico.

    Alla fine le nostre due recensioni alloggiano nello stesso albergo e prendono il sole nella medesima spiaggia ovvero quella di chi non si accontenta delle frasi fatte, scritte a turno dalle cartelle stampa tutte uguali che girano tra i giornalisti o nelle recensioni bufala scritte da blogger con grande seguito di lettori che cercano chissà quali verità nascoste senza capire nulla, in questo caso, di cinema o di fumetto.

    Ed è proprio il fumetto il punto di arrivo del mio commento, perché nel tuo pezzo hai appositamente sorvolato su tutti gli aspetti dello specifico filmico, come quelle che concernono il linguaggio cinematografico, mentre ti sei invece concentrata negli aspetti più legati al fumetto, la base di partenza del nostro Joker, condendo il tuo articolo con la tua conoscenza ed il tuo buon gusto.

    Piace a 2 people

    • Grazie come sempre per i complimenti, mi fa piacere che si sia capito il fatto che sorvolo volutamente sulle citazioni cinematografiche o comunque sul tecnicismo del film, è giusto farle mettere in luce da gente meno profana di me nel campo, inoltre se n’è dibattuto talmente tanto sul “copia di” etc.. che mi ha fin stancata la questione, mi ritrovo assolutamente nello “sfogo” che hai scritto su FB al riguardo e lo estendo ormai al caos infondato di queste ultime settimane su ogni tipo di tematica riguardante questa pellicola, il genere di questi film o appunto anche solo le citazioni che il film ripropone e fa sue. Ho preferito quindi dilungarmi più sull’aspetto fumettistico che anche con un po’ di arroganza so di conoscere molto meglio, poi certo sono personaggi che esistono da più di 90 anni quindi nelle decadi si può trovare veramente ogni versione possibile però insomma ho letto cose in giro esageratissime al riguardo, dove per forza si deve ribadire che non c’è nulla del Joker per partito preso e la cosa non è vera, non ci saranno due cose fondamentali per il personaggio (e in ogni versione proposta qualcosa inevitabilmente manca), ma si compensano con alcune idee di contesto e tante piccolezze che alla fine lo rendono tale nel film o comunque almeno un buon mix dei due Joker cinematografici precedenti (quelli degni di nota senza tatuaggi), tuttavia sto divagando, l’unica cosa buona di tutto questo è che sicuramente il film ne ha giovato in termini di pubblicità e pur con i suoi difetti e con le tante notizie inutili di chi ci ha lavorato dietro sono più contenta che arrivi a guadagnare bene (nel suo campo e limite) questo che non i miliardi gratuiti fatti da veri p(i)attumi che potevano dare molto di più (e poco importa tra classici Disney, Marvel, Fox, DCEU chi scegliare), perché dopotutto per il Joker è l’ennesima rivisitazione e non ha alcun bisogno di essere riconosciuto come un signor personaggio, lo è, stop, anche nei cartoni animati, altri personaggi invece tra scelte sbagliate e zozzerie vere di scrittura non avranno mai questa possibilità o non l’avranno mai più, perciò c’è una bella differenza, prendersela per così poco dimostra quanto una parte del pubblico non abbia veramente capito dove sono i problemi delle “sceneggiature semplici”. E PS: comunque mi fa sempre piacere notare come la maggioranza dei nerdoni quando avvengono cambiamenti pesanti di ogni tipo su personaggi femminili non si lamenta mai pesantemente (tralasciando il funzionare o meno nella storia poi), non si rivolta il mondo come per i personaggi maschili, insomma la Vedova può tranquillamente avere una relazione oscena sempliciotta con Hulk, Gamora può benissimo non essere la letale e quasi senza cuore assassina che è (ma tanto tutti i guardiani sono diversi), Mystica addirittura simbolo mutante, martire ed eroina (e meno male che il problema è l’empatia su Joker haha) e così via, insomma il commento top al riguarda e il solito ” va beh basta che sia figa” poi non gliene frega niente a nessuno. Quindi ridimensionerei davvero le cose in tutti i sensi.

      Piace a 1 persona

      • Mi sono accomodato per bene sulla sedia della sala ristoro, mentre mi apprestavo a leggere la tua risposta Clarisse, pregustando la prosa che immancabilmente mi ha avvolto come un turbine piacevolissimo…

        Non mi sento di aggiungere altro alla tua disamina, che sottoscrivo in pieno (se penso a quanto hanno incassato fino ad ora nel mondo il live action di Aladdin ed il pseudo live action de Il Re Leone, impallidisco…) e mi crogliolo nell’averti come sostenitrice anche solo emotiva del mio sfogo su FaceBook, ma ciò su cui mi sento davvero di farti applauso è la tua considerazione finale: « la maggioranza dei nerdoni quando avvengono cambiamenti pesanti di ogni tipo su personaggi femminili non si lamenta mai pesantemente, […] insomma la Vedova può tranquillamente avere una relazione oscena sempliciotta con Hulk, Gamora può benissimo non essere la letale e quasi senza cuore assassina che è, […] Mystica addirittura simbolo mutante, martire ed eroina […], insomma il commento top al riguarda e il solito ” va beh basta che sia figa” poi non gliene frega niente a nessuno»…

        Ahimé, quello che dici è assolutamente vero e questa la dice lunga sui cinecomic, intesi non semplicemente come film tratti da fumetti (sarebbe illogico ed a-critico parlare di cinecomic come di un genere contraddistinto esclusivamente dall’origine fumettistica del soggetto, perché sarebbe come creare il genere cineromanzo per definire tutti i film tratti da un libro… quella definizione di genere non farebbe capire nulla al pubblico e questo perché nei fumetti, come nella letteratura tradizionale, ci sono già i singoli generi che contraddistinguono la storia, dal comico, alla commedia, al sentimentale, all’horror, al thriller, al crime, al biblico, al politico, al bellilco, etc. ed anche alle loro ibridazioni), ma come un genere più legato al mondo supereroistico, dove regna la sospensione di realtà e la creazione di un universo fantastico dove ambientare le storie degli eroi protagonisti e relativi villain (cosa che non impedisce assolutamente a tale genere di creare capolavori, ma che in ogni caso sono il suo stesso limite): capire cosa sia un cinecomic non significa disprezzarlo o scalarlo di valore, ma solo inqudrarlo.

        Piace a 1 persona

        • esattamente, condivido il tuo pensiero, sta proprio nell’imparare a inquadrare che ultimamente si fa “acqua” dappertutto e in tante prese di posizione estreme.

          "Mi piace"

  4. Pingback: Dredd – Il giudice dell’apocalisse | OMNIVERSO

  5. Ottimi e condivisibili argomentazioni. Io ci ho visto pure il rovesciamento del Cavaliere Oscuro di Miller, dove i kattivi sono kattivi perché amano fare i kattivi e ridono quando la società pensa che sia colpa sua.
    Credo anche che parte del pubblico si sia turbata a sentire che, alla fin fine, è la società tutta responsabile si Joker, e della violenza.
    Gran traguardo, per un “cinecomic”.

    Piace a 1 persona

    • Grazie.
      Si è molto probabile che una parte del pubblico abbia pensato a quello, questo film si è portato dietro polemiche di ogni genere (artificiose o meno) da quelle più “nerd” legate ai fumetti a quelle sociali appunto, quindi è davvero facile, dopotutto viviamo nella società dello “scaricabarile” all’ennesima potenza.

      "Mi piace"

  6. Pingback: Buon 2020/Best of 2019 | OMNIVERSO

  7. Pingback: Cinema: il megaclassificone 2019 | OMNIVERSO

  8. Pingback: Tutti i film tratti da fumetti: gli anni 2010 | OMNIVERSO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.